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ⓘ Silvio Giulio Rotta




Silvio Giulio Rotta
                                     

ⓘ Silvio Giulio Rotta

Linsorgere di una grave malattia, e forse problemi familiari, cambiarono radicalmente la sua ottica, indirizzando la sua arte verso i temi malinconici e desolanti della più cruda pittura verista. Questa tendenza verso il realismo sociale è tipica della pittura veneziana degli ultimi decenni del secolo XIX, da Michele Cammarano in Incoraggiamento del vizio del 1868, a Federico Zandomeneghi in I poveri sui gradini del convento dellAra Coeli di Roma del 1872.

Nel 1887 Silvio Giulio Rotta presentò alla Mostra Internazionale di Venezia unopera totalmente innovativa: I forzati esposto a Budapest nel 1887 e ora alla Galleria dArte Moderna di Milano che rifletteva la sua sensibilità ad aspetti del realismo sociale, alle tematiche drammatiche degli esclusi. Lopera, dipinta in sintonia con la sua più recente vena riflessiva e intimista, ottenne un successo di critica e di pubblico.

Nel 1895 espose a Roma Nosocomio Roma, Galleria nazionale darte moderna e contemporanea, dipinto di crudo realismo. Non abbandonate e Carità, ora alla Galleria internazionale darte moderna di Venezia, furono esposti alla Biennale di Venezia, rispettivamente del 1899 e del 1905. Il dipinto Carità fu esposto alla mostra Il lavoro delluomo da Goya a Kandinskij, organizzata nel centenario dellenciclica Rerum Novarum.

Il pittore si avvicinò anche a tematiche simboliste, in opere come Gli spettri e Mura abbandonate esposto a Milano nel 1894 e ora al Museo di Belle Arti di Buenos Aires. Lultima sua opera, Nelle tenebre, è stata presentata nel 1912.