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ⓘ Fonte del diritto




Fonte del diritto
                                     

ⓘ Fonte del diritto

Per fonte del diritto si indica ogni atto giuridico avente forza di legge o altro elemento su cui vengano emanate, modificate o eliminate le norme giuridiche in un determinato ambito giuridico.

                                     

1.1. Generalità Tipologia

Le fonti del diritto sono costituite dalle fonti di produzione e dalle fonti sulla produzione del diritto oggettivo e vanno tenute distinte dalle cosiddette fonti di cognizione, che sono i documenti attraverso cui si acquisisce la conoscenza delle fonti di produzione.

Per fonti di cognizione, sintende dunque linsieme dei documenti che forniscono la conoscibilità legale della norma e sono, quindi, i documenti che raccolgono i testi degli atti recanti disposizioni normative, come la Gazzetta Ufficiale. Il loro scopo è di integrare la conoscibilità degli atti, ma si tratta di pubblicazioni, non degli atti che recano le norme, e che con questi non vanno confusi.

  • Per "fonti sulla produzione" sintendono gli atti e i fatti idonei a produrre norme giuridiche costituenti il diritto oggettivo o sistema normativo.
  • Per "fonti di produzione" sintendono le particolari fonti di produzione che individuano i soggetti cui è attribuita la potestà normativa e che fissano le particolari procedure di formazione degli atti normativi da essi prodotti.

Le fonti di produzione si distinguono a loro volta in fonti-atto e fonti-fatto la consuetudine.

Le "fonti sulla produzione", invece, definiscono i soggetti e i procedimenti attraverso i quali le norme giuridiche si producono in un ordinamento. Esse sono volte dunque a organizzare il sistema delle fonti e si trovano per questo motivo in rapporto di strumentalità con le "fonti di produzione".

Per esempio: fonte sulla produzione dei decreti-legge è lart. 77 della Costituzione, mentre i decreti-legge stessi sono fonte di produzione.

Normalmente, il concetto di fonte-atto coincide con quella di diritto scritto, mentre quella di fonte-fatto con il diritto non scritto consuetudinario, rappresentato dalla categoria degli usi e consuetudini. In realtà, quella fra fonti-atto e diritto scritto non è unidentità, in quanto vi possono essere casi di fonti atto a cui non corrisponde il relativo diritto scritto così per i principi inespressi o impliciti, ad esempio.

Per fonte-atto sintendono atti giuridici volontari imputabili a soggetti determinati e implicano lesercizio di un potere a esso attribuito atti normativi, mentre le fonti-fatto, pur non essendo riconducibili ad azioni volontarie, sono accettati dallordinamento nella loro oggettività, fatto normativo.

                                     

1.2. Generalità Il sistema delle fonti

Con lespressione di sistema delle fonti si indicano, nelle loro connessioni reciproche, le regole destinate a organizzare le fonti del diritto, ossia le cosiddette norme sulla produzione, le quali non hanno valore autonomo, ma strumentale rispetto alle norme di produzione.

Le fonti sulla produzione o norme di riconoscimento disciplinano i procedimenti formativi delle fonti di produzione, indicando chi è competente ad adottarle e i modi della loro adozione. Anche le fonti sulla produzione producono norme giuridiche, e di particolare rilevanza, disciplinando competenze e procedimenti nella formazione del diritto e dellordinamento giuridico. Osserviamo che fondamentale, fra le fonti sulla produzione, è la Costituzione alla quale in via diretta o indiretta risale la validità di tutte le fonti produttive di diritto nel nostro ordinamento. Lordinamento giuridico, infatti, risulta dalloperare congiunto di norme di produzione e di norme sulla produzione del diritto, aventi queste ultime la funzione di identificare le fonti dellordinamento, determinarne i criteri di vigenza e indicarne i criteri di interpretazione.

Le fonti del diritto, considerando le qualità del potere o della funzione che esprime latto, possono essere definite come processi ascendenti di integrazione politica nella sfera dellordinamento giuridico.

Nellordinamento italiano, esistono molteplici spazi in cui è possibile che si verifichino questi processi di integrazione, che possono essere espressione di democrazia rappresentativa legge del Parlamento, diretta referendum o sociale contrattazione collettiva, così come possono avvenire a livello nazionale ancora, legge del Parlamento, regionale legge regionale o locale regolamenti comunali o provinciali.

Sono eccezioni a questo schema generale i casi di prolungamento del processo di integrazione in altre fonti, e quindi in altri processi decreti legislativi, nonché la possibilità che, a operare come fonti, siano atti espressione di processi politici particolari e non generali decreti-legge.

Infine la forma delle fonti viene determinata dal tipo di funzione di cui sono espressione, ossia, in altri termini, dal potere giuridico che li produce, vigendo un principio di indipendenza della forma dal contenuto.

Ci sono comunque alcune eccezioni a questo principio, direttamente previste dalla Costituzione: così, alcune materie sono riservate alla legge, ossia a un atto determinato, la cosiddetta riserva di legge, prevedendosi anche, in alcune ipotesi, la predeterminazione stessa di alcuni contenuti che la legge deve avere, nel qual caso si parla di riserva di legge rinforzata.

                                     

1.3. Generalità Fondamento del sistema delle fonti

Viene solitamente affermato, come elemento fondamentale, quello delleteronomia delle norme giuridiche, per il quale queste si impongono alla volontà dei soggetti cui sono rivolte, e non sono da questi ultimi poste in essere; ma, pena un regressus ad infinitum, si deve ammettere che la prima autorità non può fondare la sua legittimazione su di unaltra autorità costituita, dovendosi perciò riconoscere che leteronomia deriva dallautonomia.

La prima autorità, da cui le altre derivano, viene indicata con il termine di "costituzione materiale". Essa consiste in un ordinamento vigente di per sé, indipendentemente da qualunque atto volontario, e che si fonda sullinsieme dei rapporti giuridici e sociali generati da un complesso di regole valevoli sulla base di relazioni di forza, siano esse materiali o spirituali.

La "costituzione legale", invece, è un atto normativo, una regola posta volontariamente, sulla base del principio della costituzione materiale, per cui, ad esempio, lordinamento italiano è un ordinamento a costituzione scritta.

Se non ha senso, al riguardo della costituzione materiale, parlare della sua legittimità, essendo alla costituzione materiale applicabile solo il diverso concetto di esistenza, la costituzione formale, invece, si dice legittima in quanto essa sia adeguata alla costituzione materiale, ossia, in condizioni normali, posto al vertice del sistema il principio di effettività, in quanto essa sia costituzione effettiva.

Per le fonti subcostituzionali, invece, viene impiegato il concetto di legalità, che consiste nelladeguatezza ai criteri posti per la produzione del diritto dalle norme sulle fonti.

Sul piano della validità, dunque, si può affermare che le fonti costituzionali le fonti extra ordinem siano valide in quanto legittime, ossia dotate di effettività, e che le fonti subcostituzionali siano valide, in quanto legali, e perciò dotate di efficacia.



                                     

1.4. Generalità Rapporti tra le fonti

La pluralità di fonti, e comunque linesauribilità della fonte singolarmente considerata, comporta la necessità che i rapporti tra le fonti siano regolati. I principi regolatori di questi rapporti sono:

  • lirretroattività.
  • labrogabilità;

Il principio dellabrogabilità delle fonti comporta che una norma prodotta da una fonte non può essere dichiarata sottratta allabrogazione a opera delle future manifestazioni della stessa fonte, essendo impossibile per un potere attribuirsi unefficacia che esso originariamente non possiede.

Al principio di abrogabilità fanno eccezione le norme poste da poteri normativi conclusi e non rinnovabili, ossia, per il nostro ordinamento, la forma repubblicana, derivante dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, e la Costituzione nel suo complesso, derivante dal potere costituente. A questo riguardo si deve però sottolineare come siano immodificabili, appunto per esaurimento della fonte, le determinazioni fondamentali ed essenziali, mentre il potere costituito di revisione costituzionale può modificare le regole applicative di queste determinazioni.

Labrogazione può essere espressa, tacita o implicita e, in quanto "frammento di norma", i suoi effetti consistono nel circoscrivere nel tempo lefficacia regolativa della norma abrogata dal momento dellentrata in vigore della norma abrogatrice.

Per il principio di irretroattività, la norma non dispone che per lavvenire art. 11 delle preleggi. Questo principio, pur non essendo costituzionalizzato ed essendo quindi derogabile da parte del legislatore ordinario, costituisce comunque, ad avviso della Corte costituzionale, un principio generale dellordinamento, le cui deroghe sono quindi sottoposte a un sindacato di ragionevolezza.

La Costituzione rappresenta la nostra fonte normativa più importante, tutte le altre fonti del diritto devono rispettare i principi in essa contenuti. Per descrivere la Costituzione si utilizza una particolare espressione, ossia si dice che è "Legge delle Leggi", proprio per sottolineare che i suoi principi devono essere rispettati da tutte le altre leggi.

                                     

1.5. Generalità La gerarchia delle fonti

I rapporti tra le fonti, considerati in base alla loro posizione sistematica, possono essere suddivisi in tre livelli:

  • 1º livello: fonti costituzionali ;
  • 3º livello: fonti regolamentari, dette anche fonti secondarie.
  • 2º livello: fonti legislative, dette anche fonti primarie ;

Il rapporto di gerarchia, conseguenza dei principi dello Stato di diritto e della loro espansione, si sostanzia nella legalità che si ha in ipotesi di pluralità di processi di integrazione politica. Inoltre è di importanza rilevante ladozione di un terzo criterio, qualora vi sia contraddizione tra fonti omogenee pari grado gerarchico, uguale competenza: il criterio cronologico, secondo il quale la legge successiva abroga la legge precedente che risulti in contrasto.

                                     

1.6. Generalità Fonti costituzionali

  • Al primo livello della gerarchia delle fonti, si pongono la Costituzione, le leggi costituzionali e gli statuti regionali delle regioni a statuto speciale. La Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1º gennaio 1948, è composta da 139 articoli e 18 disposizioni transitore e finali: essa detta i principi fondamentali dellordinamento artt. 1-12; individua i diritti e i doveri fondamentali dei soggetti artt. 13-54; detta la disciplina dellorganizzazione della Repubblica artt. 55-139. La Costituzione italiana viene anche definita lunga e rigida: "lunga" perché non si limita "a disciplinare le regole generali dellesercizio del potere pubblico e delle produzioni delle leggi", riguardando anche altre materie, "rigida" in quanto per modificare la Costituzione è richiesto un iter cosiddetto aggravato vedi art. 138 Cost. Esistono inoltre dei limiti alla revisione costituzionale.
                                     

1.7. Generalità Fonti primarie

  • Regolamenti parlamentari
  • Ai sensi dellart. 10 della Costituzione, le Norme derivanti da trattati internazionali, cui seguono Direttive e regolamenti comunitari. I trattati internazionali, con speciale riferimento ai trattati antiterrorismo e al Trattato del Nord Atlantico NATO, le fonti del diritto dellUnione europea dotati di efficacia vincolante, nella specie di regolamenti o di direttive. I primi hanno efficacia immediata, le seconde devono essere attuate da ogni Paese facente parte dellUnione europea in un determinato arco di tempo. A queste, si sono aggiunte poi le sentenze della Corte di Giustizia Europea "dichiarative" del Diritto Comunitario Corte Cost. Sent. n. 170/1984.
  • Ultime fonti primarie sono gli atti aventi forza di legge nellordine decreti-legge e decreti legislativi.
  • Fonti primarie sono poi le leggi ordinarie, gli statuti regionali regioni a statuto ordinario, le leggi regionali e quelle delle province autonome di Trento e Bolzano. Le leggi ordinarie sono deliberate dal Parlamento, secondo la procedura di cui gli artt. 70 ss. Cost., per poi essere promulgate dal Presidente della Repubblica.


                                     

1.8. Generalità Fonti secondarie

Una fonte del diritto può essere una fonte secondaria, poiché è un insieme di elementi, scritti o non scritti, che giustificano il diritto applicato in un determinato contesto.

In alcuni paesi, fra i quali gli Stati Uniti e il Regno Unito, le fonti secondarie sono spesso usate nel common law per permettere ai giudici di determinare cosa vuole significare attualmente il linguaggio di un particolare statuto.

  • Vi è poi la giurisprudenza, in particolare le sentenze di giurisdizioni superiori.
  • Al di sotto delle fonti primarie, si collocano i regolamenti governativi, seguono i regolamenti ministeriali, amministrativi e prefettizi e di altri enti pubblici territoriali regionali, provinciali e comunali.
                                     

1.9. Generalità Fonti terziarie

Allultimo livello della scala gerarchica, si pongono gli usi le consuetudini. Questa è prodotta dalla ripetizione costante nel tempo di una determinata condotta, sono ammesse ovviamente solo consuetudini secundum legem e praeter legem non dunque quelle contra legem ; un cenno a parte meritano le consuetudini costituzionali, che talvolta regolano i rapporti tra gli organi supremi dello stato poiché consistono in comportamenti ripetuti nel tempo per ovviare a determinate norme costituzionali lacunose.

                                     

2. Criteri

Gerarchico

  • la norma di grado inferiore non può modificare o abrogare quella di grado superiore.
  • la norma di grado superiore modifica o abroga quella di grado inferiore;

Specialità delle fonti

  • criterio di competenza: invalidità e annullamento della norma incompetente.

Cronologico

  • la norma più recente modifica o abroga quella precedente di pari grado.
  • due norme di pari grado possono modificarsi in base al criterio cronologico;
                                     

2.1. Criteri Gerarchico

  • la norma di grado inferiore non può modificare o abrogare quella di grado superiore.
  • la norma di grado superiore modifica o abroga quella di grado inferiore;
                                     

2.2. Criteri Cronologico

  • la norma più recente modifica o abroga quella precedente di pari grado.
  • due norme di pari grado possono modificarsi in base al criterio cronologico;
                                     

2.3. Criteri La Costituzione italiana

La Costituzione è la fonte fondamentale dello Stato Fons Fontium. Essa è un atto prodotto dal potere costituente, ossia dal potere politico assoluto, sovrano e concentrato, il quale, per esigenze non logiche, ma di politica costituzionale, viene definito come straordinario e irripetibile, consumandosi in un solo atto di esercizio.

Allinterno del testo costituzionale si può distinguere un "contenuto costituzionale essenziale", in cui consiste il prodotto tipico e, in quanto tale, irripetibile del potere costituente, e una "costituzione strumentale", la quale è modificabile dal potere costituito di revisione.

Si può operare, poi, unulteriore distinzione tra le norme costituzionali, potendo queste essere:

  • norme di principio;
  • a efficacia diretta ossia immediatamente vincolanti per tutti i soggetti dellordinamento;
  • a efficacia indiretta, che possono ulteriormente suddividersi in
  • norme a efficacia differita;
  • norme programmatiche.

Le norme di principio le norme programmatiche, in particolare, costituiscono una base definita dalla Costituzione e perciò sottratta al dibattito politico, rappresentando un vincolo, oltre che di fine, anche negativo per il legislatore, e incarnando nella loro struttura le modalità di esplicazione del costituzionalismo in una società pluralistica.



                                     

2.4. Criteri Leggi di revisione costituzionale e leggi costituzionali

Sono fonti previste dallart. 138 della Costituzione, il quale prefigura un procedimento "aggravato" rispetto a quello legislativo ordinario: è infatti necessaria, da parte delle due camere, una doppia deliberazione, luna dallaltra a distanza non inferiore di tre mesi, richiedendosi per la seconda deliberazione la maggioranza assoluta dei membri del collegio e non la maggioranza dei votanti, con la possibilità, ove non si raggiunga la superiore maggioranza dei due terzi, che il perfezionamento dellatto sia subordinato allesito di un referendum confermativo entro tre mesi dalla pubblicazione della disposizione a tutela delle minoranze.

Questo particolare procedimento configura un potere costituito, continuativo e inesauribile, anche se eccezionale. Con il medesimo procedimento, vengono adottati gli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale, i quali però consistono non in leggi di revisione, bensì in leggi di attuazione della Costituzione.

                                     

2.5. Criteri Fonti internazionali

Il diritto internazionale e quello interno convivono su piani paralleli, essendo espressione di distinti processi di integrazione politica. Perciò, affinché le norme internazionali entrino a far parte dellordinamento interno, si deve verificare ciò che si indica con il termine di "adattamento", che può essere automatico o speciale.

Ladattamento automatico o generale è previsto dallart. 10 della Costituzione, laddove dispone che "lordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute" cioè le consuetudini internazionali.

Ladattamento speciale, invece, impiegato per il diritto internazionale pattizio, può consistere:

  • nel semplice "ordine di esecuzione", che opera direttamente solo in relazione a trattati contenenti norme self-executing ;
  • nelladattamento speciale ordinario, ossia in atti normativi interni necessari per dare esecuzione a norme internazionali che non siano self-executing.

In seguito alladattamento, le norme internazionali assumono, nellordinamento giuridico interno, la stessa posizione gerarchica delle fonti che lo operano.

Una particolare posizione presenta, nel quadro del diritto internazionale, il diritto dellUnione europea, in quanto i Trattati le fonti che ne derivano godono di una particolare copertura costituzionale, e unico atto legislativo regionale ancora impugnabile in via preventiva entro trenta giorni da parte dello Stato.

                                     

2.6. Criteri Contratti collettivi

I contratti collettivi di lavoro, in base alla previsione dellart. 39 della Costituzione, avrebbero dovuto costituire una fonte del diritto "ibrida", presentando, per la loro formazione, il corpo del contratto e, per la loro efficacia erga omnes, lanima della legge. Ma larticolo 39, che è norma autorizzativa e non obbligante, a oggi non è ancora stato attuato.

Ai contratti collettivi viene perciò riconosciuta, in via generale, nel nostro ordinamento, soltanto unefficacia inter partes, derogata soltanto laddove, in via transitoria, siano stati recepiti in D.P.R., oppure vengano utilizzati dal giudice per determinare un minimo normativo ex articolo 36 della Costituzione.

Sebbene siano fonti del diritto non ancora operanti, qualora siano stipulati da sindacati registrati cosiddetti contratti collettivi di diritto pubblico, acquistano, a norma dellart. 39 della Costituzione, efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

                                     

2.7. Criteri Fonti extra ordinem

Le fonti extra ordinem, consistenti in fatti e non atti normativi, sono fondate direttamente sulla costituzione materiale; perciò, si applica a esse il criterio di legittimità e non quello di legalità.

Tra queste vanno ricordate:

  • le regole convenzionali, ossia le conseguenze generali involontarie e necessarie di atti particolari volontari tra queste, si annovera levoluzione neocorporativa del sistema di governo operata mediante la cosiddetta concertazione;
  • le consuetudini, ossia le regole convenzionali stabilizzate, oggettivizzate, dispiegate nel tempo e nella coscienza giuridica presentando i caratteri della diuturnitas e dell opinio iuris ac necessitatis;
  • le regole di correttezza costituzionale, ossia la moralità pubblica, la cui violazione non comporta conseguenze in caso contrario, si tratterebbe di convenzioni.

Per ciò che concerne i rapporti tra fonti formali e fonti materiali, sebbene essi siano solitamente descritti in termini di esclusione reciproca, si deve più correttamente affermare che esse siano su un piano di reciproca integrazione.

                                     

2.8. Criteri Fonti atipiche

La fonte atipica è ogni fonte a competenza specializzata, che presenta variazioni in negativo o positivo in relazione alla propria forza attiva o passiva, approvata con procedimento che presenta varianti esterne o interne.

Tra le fonti atipiche si inquadrano le sentenze della Corte costituzionale e i referendum. Entrambi sono previsti dalla Costituzione, e hanno in comune leffetto giuridico di eliminare norme vigenti dallordinamento come fanno di regola le leggi abrogatrici ma sono privi di tutti gli altri caratteri generali della norma giuridica, per cui non sarebbero "fonti" in senso tecnico.

Data la pluralità di fonti e la conseguente pluralità di norme, sottoposte a regimi diversi, deve necessariamente ammettersi una pluralità di tipi normativi con "forza formale differenziata", cioè con diversa forza attiva capacità di abrogare norme anteriori e diversa forza passiva resistenza alle norme prodotte da fonti sopravvenute.

Le fonti atipiche possono riconoscersi dalle cosiddette varianti procedimentali esempio leggi rinforzate, dalla riserva di competenza esempio Statuti regionali, dove si riscontra una limitazione interna della sovranità dello Stato e infine dall"ibridazione di tipi diversi" esempio fonti comunitarie e leggi di esecuzione dei Patti Lateranensi.

Sono fonti atipiche perché approvate con procedimento rafforzato le leggi di amnistia che estinguono un reato e di indulto che estingue o riduce una pena, che devono ottenere la maggioranza dei due terzi in entrambe le Camere. È una fonte atipica la legge di Bilancio prevista dallart. 81 Cost. che non può essere interamente abrogata ma solo modificata mediante manovre correttive adottabili solo in determinati periodi dellanno. È altresì atipica la legge di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali, meramente formale perché adottabile solo mediante procedimento ordinario e non innovativa dellordinamento giuridico: riguarda solo i rapporti fra organi costituzionali, autorizzando il Presidente della Repubblica a ratificare.

Sono atipiche inoltre tutte le materie previste dallart. 75, comma 2 della Costituzione perché non abrogabili mediante una fonte primaria qual è il referendum abrogativo.

                                     

2.9. Criteri Linterpretazione

Con il termine interpretazione si indica lattività, eminentemente pratica, consistente nel trovare nellordinamento la regola adeguata al fatto da regolare, di passare cioè dalla disposizione ordinamento in potenza alla norma ordinamento in atto.

Questa attività è disciplinata dagli articoli 12-14 delle disposizioni preliminari al Codice civile così dette preleggi, le quali hanno una duplice valenza: nei momenti statici, infatti, agiscono come un limite nei confronti dellattività interpretativa, per trasformarsi in strumenti che la ampliano in momenti di dinamismo sociale. Tuttavia, si ritiene in parte della dottrina che le preleggi non abbiano una reale efficacia positiva nellordinamento in quanto si limitano a recepire e fissare in disposizioni quelle attività che sarebbero comunque compiute dagli operatori del diritto nellinterpretare le disposizioni di legge.

Esistono, innanzi tutto, regole sullinterpretazione poste al di fuori del diritto positivo, che valgono per tutti, ivi compreso il legislatore nellapplicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, ossia le regole di interpretazione proprie dellistituzione linguistica in cui è scritto il testo da interpretare.

A esse si affiancano le seguenti tecniche, adottate di fronte a una lacuna normativa:

  • lintenzione del legislatore ;
  • linterpretazione sistematica, con una norma singola inserita in un sistema normativo unitario, nel quale il significato di essa può arricchirsi e si avrà uninterpretazione estensiva oppure restringersi e si avrà uninterpretazione restrittiva;
  • linterpretazione analogica, che può adottarsi qualora un interprete non trovi nel sistema una norma adatta al caso pratico, e quindi dovrà trovarne una mediante un processo analogico: o tra norme che regolano casi simili, o che regolano materie analoghe ;
  • la costruzione di principi.

In conclusione le analogie possono essere di tipo: analogia legis fatti simili ad altri fatti o analogia iuris quando non cè analogia, quindi linterprete ricava una norma dal legislatore.

                                     
  • fonti, nel diritto sancisce che una norma contenuta in una fonte di grado inferiore non può contrastare una norma contenuta in una fonte di grado superiore
  • scritte di diritto internazionale generale, vale a dire quelle norme che non costituiscono parte integrante del cosiddetto ius positum o diritto positivo
  • agire come soggetto internazionale sovrano. Complementare al Diritto militare è il Diritto disciplinare che è il complesso delle norme di rango costituzionale
  • Il diritto di ribellione o diritto alla ribellione noto anche anche come diritto alla resistenza, o diritto di resistenza è la prerogativa concessa
  • Francesco Palazzo, Corso di diritto penale - parte generale, II edizione, Giappichelli editore, Torino. AA.VV., Diritto penale - parte generale, XX edizione
  • Luraschi, CEDAM, 1979, pp. XXIV - 531, ISBN. Cittadinanza romana Diritto romano EN Diritto latino, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica
  • Il diritto internazionale privato è costituito dalle regole, di fonte nazionale, internazionale che stabiliscono l ambito della competenza giurisdizionale
  • dal diritto es. titoli di credito: l interesse a stabilire con essi un rapporto di appartenenza nasce dal valore che il diritto e solo il diritto attribuisce
  • testi sacri sul ragionamento personale, e rifiuta l analogia come fonte del diritto Va tenuto presente che queste scuole giuridiche nell islam, non sono
  • La disciplina della storia del diritto medievale si occupa dell evoluzione del diritto dalle ultime fasi del diritto romano, cioè dal periodo posteriore

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