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ⓘ Smithfield Decretals




Smithfield Decretals
                                     

ⓘ Smithfield Decretals

Smithfield Decretals è il titolo in breve che è stato attribuito a un manoscritto miniato medievale su pergamena del XIV secolo, contenente una raccolta di decretali papali. La silloge riprodotta nel codice miniato era stata redatta un secolo prima dal giurista Raimondo di Peñafort, per volere di papa Gregorio IX. Oltre al testo dei decretali, il codice è corredato dalla riproduzione delle glosse marginali del giurista Bernardo da Parma, anchegli fiorito nel secolo anteriore alla redazione del libro. Di notevole importanza sono le illustrazioni e decorazioni, con pregevoli decorazioni e raffigurazioni, con scene spesso eccentriche e bizzarre, molte ispirate al tòpos iconografico del "mondo alla rovescia".

Il manoscritto, conservato in Gran Bretagna, fa parte delle collezioni librarie della Royal Library.

Il nome deriva dalla località di Smithfield, presso Londra, dove ha sede il convento agostiniano della Chiesa di san Bartolomeo il Grande, presso il quale il testo è stato conservato per un certo tempo.

                                     

1. Storia

Il codice membranaceo è il frutto di una complessa operazione redazionale realizzatasi nella prima metà del XIV secolo, in anni compresi, allincirca, tra il 1300 e il 1340.

Il contenuto principale è una compilazione giuridica del secolo precedente, una silloge di decretali curata da Raimondo di Peñafort Raymund de Penyafort, giurista di diritto canonico e futuro santo, che realizzò il repertorio non di propria iniziativa ma su commissione impartitagli in modod ufficiale da papa Gregorio IX. La glossa ordinaria riprodotta nel manoscritto si deve, invece, al giurista e glossatore Bernardo da Parma Bernardo di Botone.

Sebbene il foglio 4r rechi una dedica allUniversità di Parigi, si ritiene che, per quanto riguarda la copiatura amanuense del testo e delle glosse, il codice sia stato prodotto nella parte meridionale del territorio della moderna nazione francese forse a Tolosa, come sembra testimoniato dallusanza locale di sottolineare i lemmi in giallo.

                                     

1.1. Storia Francia meridionale

Nella prima delle due fasi, quella francese come detto, forse tolosana, furono copiati il testo in due colonne le glosse marginali vergate intorno. Furono anche dipinti i 5 capilettera istoriati che fanno mostra al principio della rubrica di ognuno dei libri in cui è diviso lintero testo. I capilettera sono realizzati a colori su fondo oro.

                                     

1.2. Storia Inghilterra meridionale

Nella fase II, compiutasi in Inghilterra, allinizio del testo fu aggiunto lindice degli argomenti Calendarium, ff. 1v-3v, decorato con bordi istoriati a colori e oro. Questa aggiunta si deve, probabilmente, a una commissione di John Batayle, canonico del convento agostiniano della Chiesa di san Bartolomeo il Grande a Smithfield. Il nome del religioso è noto da un lascito testamentario dettato nel 1382 da un altro canonico della stessa chiesa John Chyshull e ricorre anche nel 1379, insieme a quello di altri canonici, in un subsidy roll un documento censuario dei chierici compilato a fini fiscali. Le insegne familiari di Batayle sono pure riprodotte sugli scudi branditi nella scena di duello che vede protagoniste due scimmie, presente in calce al f. 75v.

Nella città di Londra furono aggiunte le oltre 600 bizzarre scene collocate in calce alle pagine. Inoltre, sul margine superiore e tra le colonne del testo, furono dipinte raffigurazioni di figure umane, fiori, mostri, animali, creature ibride, e leggendarie o fantastiche. Il testo fu circondato da una cornice decorativa, mentre le glosse circostanti furono scandite da bordi parziali. La serie di tali scene e decorazioni costituisce una delle caratteristiche più singolari del codice miniato.



                                     

2. Contenuti

Il documento è di notevole importanza per varie ragioni: oltre che come testimone del contenuto testuale degli atti giuridici papali, di grande interesse sono le pregiate miniature che adornano le pagine, con soggetti e figurazioni di particolare singolarità e bizzarria. Altro motivo di interesse risiede nelle glosse ordinarie sui suoi margini, la cui stesura originale si deve al giurista medievale Bernardo da Parma Bernardo di Botone.

Il manoscritto appartiene alla Royal Collection ed è conservato presso la British Library col nome inventariale di Royal MS 10 E IV e la descrizione di Decretals of Gregory IX with gloss of Bernard of Parma.

                                     

3. Vicende proprietarie

Lorigine del documento, come detto, è nella Francia meridionale. Le vicende inglesi del manoscritto sono legata alla figura di John Batayle, chierico presso il monastero della Chiesa di san Bartolomeo il Grande a Smithfield, allora dellOrdine di SantAgostino. La permanenza a Smithfield del codice è testimoniata, nel XV secolo, da una annotazione in latino apposta dal priore: Liber domus sancti barthomomei in smyth fylde f. 1v.

Nel secolo successivo, durante il regno di Enrico VIII, lo si ritrova collocato nella Upper Library con il nome di Decretales: sul primo foglio vi si ritrova annotato il numero di catalogato 1059 f. 1r attribuitogli nellinventario del 1542, poi divenuto Royal Appendix 71 nellinventario del 1666 annotazione su f. 9v.

Tre decenni dopo, nel 1698 è nel catalogo della biblioteca del St. Jamess Palace, con n. 8377, 8378, 8380, o 8388).

Nel 1757 fu donato da Giorgio II al British Museum, insieme alla Old Royal Library ora acquisita dalla British Library.