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ⓘ Fanja Kaplan




Fanja Kaplan
                                     

ⓘ Fanja Kaplan

Fanni Efimovna Kaplan, in russo: Фанни Ефимовна Каплан?, anche detta Fanja, pseudonimo di Fejga Chaimovna Rojtblat, è stata una rivoluzionaria e attivista russa, nota per aver tentato di assassinare il 30 agosto 1918 il leader politico bolscevico Vladimir Ilič Uljanov detto Lenin.

In qualità di membro del Partito Socialista Rivoluzionario PSR, la Kaplan vedeva Lenin come un "traditore della rivoluzione", poiché i Bolscevichi volevano mettere al bando il PSR. Il 30 agosto 1918, approcciò Lenin mentre questi stava uscendo da una fabbrica moscovita, e gli sparò tre colpi di rivoltella, ferendolo gravemente. Interrogata dalla Čeka, si rifiutò di rivelare nomi di eventuali complici nellattentato, e venne fucilata il 3 settembre. Lincidente fu una delle principali provocazioni alla base dellintensificarsi della guerra civile in Russia e del relativo "Terrore rosso".

Alcuni storici mettono in dubbio leffettiva colpevolezza della Kaplan, in quanto allepoca dei fatti ella era quasi cieca, a seguito dei numerosi maltrattamenti subiti durante gli anni di prigionia in Siberia.

                                     

1. Biografia

Sussiste un po di confusione circa lesatto nome di nascita della Kaplan. Vera Figner, nelle sue memorie intitolate At Womens Katorga, la cita come "Feiga Khaimovna Roytblat-Kaplan" Фейга Хаимовна Ройтблат-Каплан. Altre fonti invece indicano come nome della sua famiglia originale "Ройтман" traslitterato dal russo come "Roytman", che corrisponde al cognome tedesco/yiddish "Reutemann". Inoltre, alcune volte viene chiamata anche "Dora".

La Kaplan nacque in una numerosa famiglia ebrea. Divenne unattivista politica rivoluzionaria in giovane età e si unì a un gruppo socialista, il Partito Socialista Rivoluzionario. Nel 1906, alletà di sedici anni, venne arrestata a Kiev per il suo coinvolgimento in un attentato terroristico, e condannata allergastolo da scontarsi in un campo di prigionia in Siberia. Lì perse quasi del tutto la vista poi parzialmente recuperata in seguito a causa dei continui maltrattamenti subiti. Venne rilasciata dal carcere il 3 marzo 1917, dopo i fatti della Rivoluzione di febbraio che rovesciarono il governo imperiale.

Ormai si sentiva disillusa e "tradita" da Lenin come risultato del conflitto tra socialisti rivoluzionari e partito bolscevico. I bolscevichi godevano di un forte supporto da parte dei soviet; tuttavia, nelle elezioni indette dallassemblea costituente nel novembre 1917, avevano fallito nel raggiungere la maggioranza e, nel gennaio 1918 era stato eletto presidente un socialista rivoluzionario. I bolscevichi, supportati dai soviet, ordinarono quindi di sciogliere lassemblea costituente. Nellagosto 1918 i conflitti tra i bolscevichi e i loro avversari politici avevano portato in Russia alla messa al bando di numerosi partiti politici, inclusi i socialisti rivoluzionari, che erano stati i principali alleati dei bolscevichi allinizio, ma poi avevano organizzato una rivolta a causa della loro opposizione al trattato di Brest-Litovsk. La Kaplan decise di assassinare Lenin in quanto lo considerava un "traditore della Rivoluzione".

                                     

1.1. Biografia Attentato a Lenin

Il 30 agosto 1918, Lenin fece un comizio nella fabbrica "Mihelson" a Mosca. Quando Lenin lasciò ledificio e prima di salire in auto, la Kaplan lo chiamò. Lenin si girò verso la donna, e a quel punto ella gli sparò tre colpi di pistola. Un proiettile trapassò il cappotto di Lenin, mentre gli altri due lo ferirono al collo e alla spalla sinistra.

Lenin fu trasportato nel suo appartamento al Cremlino. Temendo che ci potessero essere altri attentati contro la sua persona, si rifiutò di lasciare la sicurezza del Cremlino per sottoporsi a cure mediche esterne. Furono portati dei medici in loco per prestargli le prime cure, ma senza riuscire ad estrarre i proiettili non avendo a disposizione le attrezzature di un ospedale. Nonostante la gravità delle ferite, Lenin sopravvisse. Tuttavia, la sua salute non si riprese mai completamente e si è ipotizzato che il ferimento riportato nellattentato abbia contribuito allictus che lo colpì e successivamente uccise nel 1924.

                                     

1.2. Biografia Esecuzione

La Kaplan venne arrestata ed interrogata dalla Čeka, la polizia politica del regime. La donna fece la seguente dichiarazione:

Quando divenne chiaro che la Kaplan non avrebbe fatto il nome di eventuali complici, venne giustiziata il 3 settembre 1918 con un proiettile alla nuca. Il suo cadavere venne cremato. Lordine venne emanato da Jakov Sverdlov che, solo 6 settimane prima, aveva ordinato luccisione dello Zar Nicola II e della sua famiglia.

                                     

1.3. Biografia Effettiva colpevolezza

Alcuni storici, come Arkadij Vaksberg e Donald Rayfield, hanno messo in dubbio leffettivo ruolo della Kaplan nellattentato a Lenin. Vaksberg dichiarò che la vera mandante fu Lidia Konopleva, altra socialista rivoluzionaria, credendo troppo accomodante il fatto che Lenin fosse scampato ad un attentato da parte di una donna la cui personalità era così lontana dallo stereotipo delleroe nazionale. In particolare, venne ipotizzato che la Kaplan agì per conto di altri e che solo dopo larresto si assunse la sola responsabilità del gesto. La principale argomentazione a favore di questa tesi e di altre versioni è la quasi completa cecità della donna allepoca dellattentato. Altri puntano lattenzione sulle contraddizioni tra il rapporto ufficiale del Soviet che affermò come gli infuriati operai che assistettero allevento catturarono immediatamente Fanya Kaplan e i documenti ufficiali dellepoca, in particolare un radiotelegramma di Jakov Peters, che menziona larresto di vari sospettati.



                                     

1.4. Biografia Conseguenze

Nel comunicato ufficiale sul tentativo di assassinio di Lenin, Fanya Kaplan venne definita "una socialista di destra". Qualche giorno prima, era stato assassinato Moisej Solomonovič Urickij, capo della Čeka a Pietrogrado. Anche se la Čeka non trovò nessun collegamento ufficiale tra i due fatti, la loro contemporaneità apparve significativa del clima controrivoluzionario insito nellintensificazione della guerra civile russa. La reazione dei bolscevichi fu una brutale crescita di violenza nella persecuzione degli avversari politici.

Il decreto "Terrore rosso" venne emanato solo poche ore dopo lesecuzione della Kaplan, chiamando a raccolta tutto il popolo contro i nemici della rivoluzione. Nei mesi successivi, furono giustiziate circa 800 persone tra socialisti di destra ed altri oppositori politici.

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