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ⓘ Gruppo Romano Incisori Artisti




Gruppo Romano Incisori Artisti
                                     

ⓘ Gruppo Romano Incisori Artisti

Il Gruppo Romano Incisori Artisti, conosciuto anche come GRIA, si formò ad ottobre 1921 da unidea di Federico Hermanin, Soprintendente alle Gallerie e Musei di Roma, che raccolse intorno a sé, a Palazzo Venezia, gli incisori più rappresentativi che in quegli anni operavano nella Capitale. Il gruppo si riferiva ad un proprio statuto e a un preciso regolamento.

                                     

1. Storia

Palazzo Venezia, restituito allo Stato dopo la I Grande guerra, in quel 1921 era sede museale, ma anche luogo di riferimento dellarte e della cultura contemporanea. In questo monumento prestigioso, divenuto simbolo della guerra vittoriosa contro lImpero Asburgico, si risvegliarono e si crearono nuove iniziative e aggregazioni culturali, intorno alla figura carismatica di Federico Hermanin, cui era stato affidato il radicale restauro delledificio. Hermanin era anche profondo conoscitore dellincisione del Cinquecento e del Seicento.

In quegli anni operava ancora a Roma la Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti, voluta nel 1829 da un consistente gruppo di artisti e di nobili romani e che, con le sue mostre annuali, sostenne un ruolo da protagonista nella vita culturale romana. Si sciolse nel 1930.

Il GRIA, nato dopo la I Biennale Romana, era composto da 25 artisti, italiani ma anche stranieri, arrivati a Roma con borse di studio, gravitanti intorno alle Accademie e in cerca di valorizzazione e di lavoro. Erano artisti che si dedicavano a tematiche diverse e che potevano contemporaneamente appartenere a diversi gruppi o circoli, in cui si raccoglievano artisti, anche eterogenei: per loro si organizzavano mostre collettive. Sulla prestigiosa rivista "Nuovissima" il critico Diego Angeli nel 1903 aveva sostenuto lidea che lincisione contemporanea, grazie allalta qualità espressiva e alla grande possibilità di riproduzione, aveva assunto un ruolo importante nella diffusione della cultura artistica.

                                     

1.1. Storia Venticinque incisori

I 25 del GRIA - che avevano riferimenti o con la villa Strohl-Fern o con Accademie, o che avevano studi a porta Pinciana o a via Margutta - in comune avevano passione per la grafica, per il disegno a carboncino e a inchiostro e già avevano partecipato ad esposizioni in Bianco e Nero. Alcuni incisori erano già noti, altri invece erano e rimasero quasi sconosciuti:

  • Carlo Alberto Petrucci 1881-1963
  • Vittorio Grassi 1878-1958
  • Sigmund Lipinsky 1873-1940
  • Gustavo Rodella 1891-1937
  • Raoul Dal Molin Ferenzona 1879-1946
  • Adolf Hirémy-Hirschl 1860-1933
  • Aleardo Terzi 1870-1943
  • William Walcot 1874-?
  • Dante Ricci 1879-1957
  • Enrico Arcioni 1875-1954
  • Settimo Bocconi 1875-1959
  • Luigi Bompard 1879-1953
  • Pier Giulio Breschi 1874-1937
  • Umberto Prencipe 1879-1962
  • Antonio Zurnino 1864-?
  • Max Roeder 1866-1947
  • Giovanni Martoglio?-? fratello di Nino Martoglio
  • Angelo Rossini 1871-1939
  • Laurenzio Laurenzi 1878-1946
  • Edoardo Del Neri 1890-1932
                                     

1.2. Storia Esposizioni

Il GRIA inaugura la sua stagione espositiva il 15 gennaio 1922; è presente alla XCI e CXII mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti; nel 1927 partecipa alla II Mostra Internazionale dellincisione a palazzo San Gallo, a Firenze e lo stesso anno, nella sede del GRIA in via degli Astalli palazzo Venezia, presenta un gruppo di suoi artisti incisori. Nel 1928, il GRIA è alla XCIII mostra degli Amatori e Cultori e organizza una mostra nella propria sede. Nel 1929 il GRIA aderisce alla Mostra del Libro Moderno Italiano, con una scelta di ex-libris. Accanto agli incisori del GRIA espongono eminenti artisti che non vi fanno parte, come Duilio Cambellotti e Adolfo De Carolis.