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ⓘ 205ª Squadriglia da bombardamento




205ª Squadriglia da bombardamento
                                     

ⓘ 205ª Squadriglia da bombardamento

La 205ª Squadriglia da bombardamento "Sorci Verdi" era una squadriglia della Regia Aeronautica appartenente al 41º Gruppo BT del 12º Stormo inquadrato nella III Squadra aerea.

Tutti gli aerei di questa squadriglia portavano disegnati sulla fusoliera, al di sopra della linea bianca che correva attorno allaereo, giusto davanti al portellone, tre topi verdi, ritti sugli arti posteriori.

                                     

1. Storia

La 205ª fu la prima delle squadriglie italiane a ricevere i trimotori SIAI S.79 nellottobre 1936. Lo "Sparviero", così laereo era stato soprannominato con disposizione dello Stato Maggiore della Regia Aeronautica i soprannomi dei velivoli venivano infatti indicati e adottati solo con direttive ufficiali, era un velivolo adattato al ruolo di bombardiere essendo nato in realtà come trasporto postale cfr. Ali dItalia n. 9 "SIAI S. 79 - 1ª Parte" / Cesare Gori Torino: La Bancarella Aeronautica, 1998

Su quale sia lorigine di uno dei distintivi di reparto più noti dellaeronautica italiana non vi è concordanza. Tre topini ritti sulle zampe posteriori, lespressione allegra, e di cui due intenti a conversare. La più valida tesi fa risalire lorigine del simbolo alla guerra civile spagnola. Nel marzo 1937 il sottotenente Aurelio Pozzi avrebbe disegnato i tre topi dopo aver udito un sottufficiale esclamare in dialetto romano: ”Domani annamo su Barcellona je famo vede li sorci verdi”, significante il provocare un estremo spavento.

Il successivo 7 settembre il generale Valle dispone con apposita nota che:

il distintivo dei Sorci Verdi contrassegnante i velivoli che parteciparono alla gara aerea internazionale Istres-Damasco-Parigi venga adottato come distintivo ufficiale del 12º Stormo B.T.”

E il nome divenne famoso quando la squadriglia con il colonnello Biseo e il capitano Bruno Mussolini conquistò i primi tre posti nella gara Istres-Damasco nellagosto 1937, e ancor più dopo il volo Guidonia-Dakar-Rio de Janeiro nel gennaio 1938.

                                     

1.1. Storia Le competizioni

Con gli S.M.79 la squadriglia conseguì due successi a livello internazionale, a cui il regime fascista diede molto risalto: si trattava di una corsa aerea, Istres - Damasco - Le Bourget Parigi e di una trasvolata atlantica Guidonia Roma - Dakar - Rio de Janeiro.

                                     

1.2. Storia La Istres - Damasco - Parigi

Questa prima competizione si svolse il 20 e 21 agosto 1937 e vi parteciparono otto aerei dei Sorci Verdi. Gli aerei utilizzati erano prevalentemente gli S.M.79CS competizione sportiva, che derivavano direttamente dal primo prototipo S.M.79P I-MAGO, nato come trasporto veloce e aereo da competizione per la gara aerea MacRobertson Inghilterra-Australia, competizione per cui però non fu approntato in tempo. Erano quindi privi della caratteristica gobba, che era stata aggiunta nelle versioni militari per ospitare la mitragliatrice anteriore e quella dorsale.

La livrea si caratterizzava per il colore rosso corsa, il colore dellItalia nelle competizioni internazionali motoristiche, come la Coppa Schneider. Dal motore centrale dipartiva una riga verde bordata di bianco che si assottigliava verso coda. I tre topi verdi erano posti poco prima del numero di gara.

Vennero anche utilizzati due Fiat B.R.20 in versione modificata BR.20A. Il colore di questi era metallico, con una striscia a saetta rossa sulle due fiancate e i tre topolini verdi subito sopra la striscia, in corrispondenza dellala.

Per loccasione, il figlio di Benito Mussolini, Bruno, pilota, fu trasferito nella squadriglia, che era stata spostata a Roma Ciampino, e prese parte alla competizione.

La sigla assegnata agli aerei derivava dalle iniziali dei cognomi dei piloti:

  • I-ROBO, pilotato da Rolandi e Bonini, numero gara I-8 Fiat BR.20A
  • I-TOMO, pilotato da Angelo Tondi e da Moscatelli, numero gara I-6;
  • I-ROTR, pilotato da Rovis e da Trimboli, numero gara I-12;
  • I-FILU, pilotato da Umberto Fiori e da Giovanni Battista Lucchini, numero gara I-13;
  • I-BIMU, pilotato da Attilio Biseo e da Bruno Mussolini, numero gara I-5;
  • I-GAQU, pilotato da Luigi Questa e Gaeta, numero gara I-10 Fiat BR.20A
  • I-LICA, pilotato da Antonio Lippi e da Gori Castellani, numero gara I-7;
  • I-CUPA, pilotato dal tenente colonnello Ranieri Cupini e dal capitano Amedeo Paradisi, numero gara I-11;

Già allarrivo a Damasco, i Sorci Verdi erano decisamente in testa alla gara, anche perché le prestazioni in termini di velocità dei Savoia-Marchetti erano nettamente superiori a quelle dei concorrenti. Gli otto aerei italiani si aggiudicarono gli otto primi posti, con cinque S.M. 79 seguiti dai due BR.20A e a chiudere lI-LICA. Tra i più performanti stranieri vi erano un de Havilland DH.88 Comet inglese, e un Breguet 470 T 12 Fulgur, pilotato dal noto aviatore francese Paul Codos.

Alla ripartenza dalla tappa intermedia, da una pista che oggi verrebbe detta semipreparata, ma che allora era di fatto la norma, laereo I-LICA conficcò una ruota del carrello in un buca, rompendolo e impedendogli di fatto di decollare e quindi proseguire la gara. Gli altri sette aerei ripartirono tutti, ma incontrarono maltempo lungo il tragitto, al quale si sommarono inconvenienti tecnici vari. Nonostante tutto, gli aerei della squadriglia conquistarono tutto il podio, I-TOMO fu sesto, dietro il Comet inglese, e I-ROTR ottavo. Tra i più gravi inconvenienti durante la gara, I-ROTR si trovò con il passo dellelica bloccato alla minima spinta e I-GAQU ebbe una forte avarìa al motore sinistro che costrinse lequipaggio ad un atterraggio di fortuna nei pressi di Venezia.

Il primo Savoia-Marchetti coprì i quasi 6 200 km alla media di circa 350 km/h, ma sembra che prima di atterrare i piloti, Cupini e Paradisi, abbiano volato in circolo sullaeroporto, attendendo, invano, larrivo dellaereo di Bruno Mussolini il primo posto del figlio del Duce, sarebbe stato notevole per la propaganda fascista, per poi atterrare in quanto erano rimasti praticamente senza combustibile. Questo fatto fa ipotizzare che la velocità tenuta durante la crociera fosse anche più elevata.



                                     

1.3. Storia La trasvolata atlantica

Nel gennaio dellanno seguente tre degli S.M.79CS che si erano resi protagonisti nella precedente impresa, furono modificati nella versione T Transatlantica incrementando la capacità di carburante e quindi lautonomia per effettuare la trasvolata delloceano Atlantico.

Il volo prevedeva la partenza da Roma, uno scalo a Dakar, e poi la tappa oceanica, la tappa più lunga e impegnativa, per arrivare a Rio de Janeiro. Nel complesso si trattava di circa 9 800 km, di cui circa 5 000 sorvolando il mare aperto. Gli aerei che vi presero parte erano:

  • I-BISE, pilotato da Biseo e da Paradisi ex I-BIMU.
  • I-MONI pilotato dal capitano Moscatelli e da Gori Castellani ex I-CUPA
  • I-BRUN pilotato da Bruno Mussolini e da Mancinelli ex I-FILU

I primi due raggiunsero regolarmente la meta, mentre I-MONI subì unavaria al motore centrale nella seconda tappa e dovette atterrare non appena raggiunta la terra ferma, a Natal. I circa 9800 km furono percorsi in poco più di 24h ad una media poco superiore ai 400 km/h.

                                     

1.4. Storia Seconda guerra mondiale

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale i Sorci Verdi furono dispiegati in vari teatri di guerra. Il 10 giugno 1940 era allAeroporto di Ciampino con 8 Savoia-Marchetti S.M.79 nel 41º Gruppo. Il 19 giugno 1940 bombardarono laeroporto di Ghisonaccia in Corsica. Poi furono allAeroporto di Gadurrà estate 1940, in Sicilia 1941, sempre con compiti di bombardamento ed ancora a Gadurrà nel febbraio 1942.

Sul finire della guerra, la squadriglia fu riequipaggiata con i CANT Z.1007bis quando aveva ancora 6 SM 79 ed ai primi di settembre 1943 era allAeroporto di Siena-Ampugnano nel 41º Gruppo Autonomo Aerosiluranti della 3º Squadra aerea - SQA3, mentre dopo l8 settembre 1943 la 205ª Squadriglia rinacque nellAeronautica Cobelligerante Italiana, inquadrata nel 41º Gruppo Autonomo Aerosiluranti.

                                     

1.5. Storia I gatti neri

Il "20º Gruppo caccia" del 51º Stormo, dopo aver battuto in unesercitazione i Sorci verdi con i loro nuovi monoplani Fiat G.50, prese come simbolo un gatto nero che uccideva con gli artigli tre topolini verdi; lo stemma venne disegnato dal tenente Vincenzo SantAndrea. Questo causò lirritazione dei piloti del 12º Stormo, che pretesero che i tre topolini venissero ridipinti di grigio, cosa che fu effettuata per qualche tempo. In seguito il 20º Gruppo fu incorporato nel 56º Stormo, di nuova costituzione, per partecipare al Corpo Aereo Italiano. Al ritorno in patria, fu riformato il 51º Stormo, che prese come simbolo quello già del Gruppo, i cui topolini erano nel frattempo tornati verdi, per cui venne da allora detto dei gatti neri. Questo è da allora il simbolo del 51º Stormo ed è visibile sulla coda degli AMX.

                                     
  • La 10ª Squadriglia aeroplani da bombardamento Caproni fu costituita il 25 maggio 1916 sul Campo di aviazione di Villaverla Thiene con aerei da bombardamento
  • La 15ª Squadriglia fu una squadriglia del Regio Esercito e poi della Regia aeronautica del Regno d Italia, nota anche come La Disperata. Nel mese di dicembre
  • Aeroporto militare di Mitiga insieme alla 12ª Squadriglia Caproni. Il 10 ottobre diventa 104ª Squadriglia Farman da Difesa comandata dal Cap. Cesare Suglia
  • La 27ª Squadriglia fu costituita il 1º aprile 1913 presso il Distaccamento Aviatori di San Francesco al Campo Torino come 10ª Squadriglia Farman e divenuta
  • Stormo bombardamento terrestre viene diviso in tre Gruppi: il 41 con la 204ª e 205ª Squadriglia da bombardamento il 42 con la 206ª e 207ª Squadriglia ed
  • Caproni. Dopo alcuni sfortunati eventi successi alla 17ª Squadriglia del XXVII Gruppo bombardamento AO dell 8º Stormo dotata di 5 Caproni Ca.111 sull Aeroporto
  • 60ª Squadriglia Bombardamento Veloce va all Aeroporto di Comiso con 8 SM 79. Ai primi di settembre 1943 è nel 33º Gruppo del 10º Stormo Bombardamento Terrestre
  • Squadriglia del Servizio Aeronautico del Regio Esercito dal settembre 1917 volava con aerei Savoia - Pomilio SP.4. Nell estate 1917 la 62ª Squadriglia nasce
  • 4ª Squadriglia Caproni si mobilita il 17 ottobre 1915 con aerei da bombardamento Caproni. Nasce il 17 ottobre 1915 a Pordenone come 4ª Squadriglia Aeroplani