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ⓘ Nesso di causalità




                                     

ⓘ Nesso di causalità

Il nesso di causalità, in diritto, indica la relazione che lega in senso naturalistico un atto e levento che vi discende, secondo la diversa prospettiva dinamica dalla quale si osserva un dato fenomeno.

La causalità nella filosofia del diritto è una nozione che si riferisce al principio logico e fenomenologico per il quale tutte le cose e tutti i fatti hanno una "causa" cosa, persona o fenomeno che li ha creati, originati o modificati rendendoli così come osservabili al momento di riferimento.

                                     

1.1. Analisi Descrizione generale

Oggetto è il rapporto fra le due prospettive, studiato al fine di ricavare la riconducibilità di un dato evento allatto o al fatto presupposto. Ciò che presuppone levento, dunque, è un fatto ovvero un atto, infatti da un lato la prospettiva di chi agisce, dallaltro la prospettiva dellosservatore cui perviene il risultato dellazione. La sintesi delle due prospettive si chiama nesso da nectere, legare, e altro non è che la forza naturalistica che causa levento.

Nel caso si tratti di un atto, questo può prendere le forme di una data condotta umana e il prodotto di quella condotta, viene giuridicamente individuato come evento. Nel caso si tratti di un fatto, questo viene considerato perlopiù irrilevante per il diritto penale. Lo studio della causalità della condotta, per il diritto, come anticipato, non sorge dalla necessità di determinare categorie astratte di cause e conseguenze, o se nellordine che si intende dare alla società debba prevalere un concetto indeterministico di causalità oppure viceversa, deterministico.

Per Max Planck "il pensiero scientifico aspira alla causalità, è anzi la stessa cosa che il pensiero causale, e la meta finale di ogni scienza deve essere di condurre sino alle sue ultime conseguenze il punto di vista causale" Secondo Bertrand Russel, invece, il concetto di causa si lega ad accezioni tanto equivoche che sarebbe meglio rimuoverlo completamente dal lessico della filosofia, poiché mentre i filosofi intendono la causalità come uno degli assiomi o postulati fondamentali della scienza, "nelle scienze più progredite, come lastronomia gravitazionale, la parola "causa" non compare mai" Per Salvatore Aleo il concetto è di rilevante importanza in dottrina in quanto su di essa poggia la teoria della responsabilità, di gran peso soprattutto per il diritto penale.,

Il ricorso ai diversi concetti di causalità elaborati nellambito delle scienze esatte, delle scienze statistiche e delle scienze sociali e umane, consente di determinare se un evento possa o meno essere considerato riconducibile ad una persona. Molto delicato è il caso in cui occorra determinare se unomissione possa essere ricondotta allo schema eziologico quale causa di un dato evento in qualità di "azione omissiva".

In termini più propriamente giuridici, raramente un evento può essere ricondotto con certezza al soggetto considerato agente, in quanto spesso intervengono fattori concausali ulteriori e, quindi, vi è in genere unaltissima probabilità dellesistenza del nesso causale, ma non la certezza. La comprensione delle regole causali naturalistiche potrebbe perciò risultare parziale e minimale rispetto alluniverso di fenomeni che sfuggono alla comprensione umana nel momento storico. La causalità secondo diritto è dunque un concetto volto a rendere coerente con le umane possibilità la causalità naturalistica: è in sostanza un correttivo garantistico rivolto a evitare che la scarsa conoscenza e possesso delle nozioni e delle regole che soprassiedono agli eventi naturali possa condurre a risultati giuridicamente aberranti.

                                     

1.2. Analisi Rapporto tra azione ed omissione

Mentre il giudizio sullesistenza del nesso di causalità è fondato su un sistema di reperimento dei criteri ipotetici probabilistici, scientifici e sociali di causazione dellevento, il giudizio sulla causalità dellomissione è un giudizio doppiamente ipotetico, rivolto a verificare sulla base di unanalisi che prevede lutilizzo del doppio meccanismo logico della eliminazione mentale e della addizione mentale, la effettiva probabilità scientifica del verificarsi dellevento, e la sua credibilità logica e razionale. La doppia ipotesi risiede in questo passaggio:

  • individuazione delle cause naturali dellevento eliminazione
  • sostituzione mentale dellomissione con lazione impeditiva addizione

tali risultati mentali vanno poi corretti, ritenendo esistente il nesso laddove vi sia un pari grado di probabilità dellevento, avuto riguardo alle possibili situazioni fattuali casi da risolvere e infine con un rigore di accertamento pari a quello utilizzato per la causalità commissiva, non potendosi ritenere suffragato dalle norme di legge un trattamento attenuato della causalità omissiva.

                                     

1.3. Analisi Il caso fortuito e la forza maggiore

Studiati anche quali cause di esclusione della colpevolezza o della cosiddetta suitas dellevento ovvero la riconducibilità del fatto al soggetto, caso fortuito e forza maggiore sono elementi giuridici che negano la seriazione causale, per levidente incompatibilità fra più casualità. Questi elementi interpretano la obiettiva impossibilità od improbabilità del fatto. Il caso fortuito indica quei fattori causali che si presentano come improbabili secondo la miglior scienza ed esperienza, mentre la forza maggiore indica le forze esterne che determinano inevitabilmente il soggetto ad un atto o ad una condotta.

In base alle considerazioni che precedono è evidente che negli stessi casi non sarà rappresentabile alcuna forma di colpevolezza. Nel caso dei reati di mera condotta, come detto sopra, la causalità non entra del tutto a far parte della fattispecie tipica.

                                     

2.1. Classificazione Nel diritto penale

Particolare attenzione è stata data alla causalità in diritto penale, a cagione della responsabilità personale che gran parte degli ordinamenti prevedono, e delle conseguenze che la sanzione penale importa per il soggetto autore del fatto reato. Il problema dello studio della causalità in diritto penale si pone eminentemente per i reati che cagionino un danno ovvero che prevedano una condotta produttiva di una offesa ad un interesse giuridicamente protetto ad esempio nel caso dei reati che comportino un pericolo concreto, e non per quelli di mera condotta, per i quali non vi è una materialità delloffesa, se non sul piano puramente giuridico.

Quattro sono le teorie principali che hanno affrontato e continuano ad affrontare il problema:

  • La teoria della causalità naturale o teoria della condicio sine qua non, secondo la quale basta per la causalità nel reato una qualsiasi azione che abbia posto in essere un antecedente indispensabile per la realizzazione dellevento. Questa teoria è stata considerata eccessivamente severa e aberrante in alcune applicazioni pratiche da molti giuristi. Il rischio di tale teoria è il cd. regressum ad infinitum


                                     

2.2. Classificazione Correttivi apportati alla teoria della condicio sine qua non

  • Teoria della causalità adeguata

Tale teoria è nata in Germania e afferma che la causalità nasce con un evento adeguato, ovvero con unazione idonea a generarlo, escludendo gli effetti improbabili.

La critica offerta a questa teoria è linidoneità dellaccertamento caso per caso della straordinarietà o meno dellazione che ha causato levento, troppo blanda per limputato e troppo discrezionale per il giudice.

Tale teoria andrebbe ad escludere, secondo lid quod plerumque accidit, la malformazione fetale avutasi a causa di farmaco non correttamente sperimentato il caso pratico del Talidomide.

  • Teoria della causalità umana

Proposta da Francesco Antolisei, il quale ripartendo dalla teoria condizionalistica, afferma che l’uomo è un essere dotato di coscienza e volontà, pertanto esistono avvenimenti che rientrano nella sfera della signoria delluomo, ossia che sono voluti dalluomo stesso il quale pur avendone coscienza non fa nulla per evitarne laccadimento.

Oltre questi avvenimenti prevedibili, esistono avvenimenti imprevedibili, cioè fatti eccezionali, cioè completamente indipendenti dalla coscienza e volontà umana, pertanto solo gli avvenimenti prevedibili sono imputabili all’uomo, perciò riprendendo la teoria condizionalistica, Antolisei sostiene che, oltre alla condicio sine qua non, ai fini della sussistenza del nesso di causalità occorrono anche due elementi:

  • Elemento positivo: lazione umana come condicio sine qua non dellevento, cioè senza l’azione umana l’evento non si sarebbe verificato.
  • Elemento negativo: l’evento, cioè il risultato della condotta, non deve essere dovuto al concorso di fattori eccezionali, cioè è importante l’assenza di avvenimenti imprevedibili che siano contemporanei, antecedenti o successivi all’evento preso in esame

Tale teoria è però accusata di presentare i medesimi limiti della causalità naturale e di operare una contaminazione fra elemento oggettivo e soggettivo, dal momento che la punibilità dipende da unambigua prevedibilità o dominabilità dellevento.

  • La teoria della imputazione oggettiva dellevento, di derivazione oltralpina.
  • La teoria della causalità scientifica, definita quale causalità "vera", fondata sullo studio scientifico del fenomeno, cioè il nesso di causa va indagato secondo un"analisi controfattuale" che riveli se in mancanza della condotta levento non si sarebbe verificato.

Tale analisi deve condurre a un"alta probabilità logica e una credibilità razionale", scientifica del fatto.

Importante nel caso dellomissione il fatto che il nesso causale sussiste solo quando questa sia stata indispensabile per la realizzazione dellevento, e che il reo non abbia avuto ostacoli nel poter agire. Lart. 40 inoltre, stabilisce che questo impedimento dellevento deve essere un obbligo giuridico sancito dalla legge. Un importante aiuto nella definizione del nesso di causalità è lutilizzo della terminologia di probabilità del nesso causale ", definendo la probabilità di esistenza del nesso nella seguente scala: impossibile ", poco probabile ", possibile ", molto probabile e certa ". Ovviamente, dal punto di vista giuridico la validità del nesso sussisterà solo negli ultimi due casi.

                                     

2.3. Classificazione Nel diritto civile

Anche il diritto civile fa uso del concetto di causalità e causazione dellevento, sebbene con un approccio meno rivolto alla comprensione del fenomeno naturalistico dal punto di vista scientifico e, invece, più nettamente giuridico: lillecito civile possiede qualità dannose di minore impatto materiale.

Si può distinguere quindi, a seconda che lillecito sia contrattuale od extracontrattuale, ovvero da contatto sociale:

  • secondo il rapposto per quanto concerne le obbligazioni da illecito extracontrattuale.
  • secondo la teoria dellobbligazione da contatto sociale, il nesso fra condotta ed evento, è da ricercarsi secondo un criterio di riconducibilità del fatto illecito allevento in termini non dissimili da ciò che accade per la responsabilità contrattuale.
  • secondo lampio concetto di imputabilità per quanto riguarda il diritto delle obbligazioni contrattuali ovvero riferibilità al soggetto del danno da illecito contrattuale


                                     

3.1. Nel mondo Italia

Con lentrata in vigore nel 1948 della Costituzione della Repubblica italiana, lart. 27 della Carta, afferma il principio della personalità della responsabilità penale, escludendo che un soggetto possa essere chiamato a rispondere per fatti altrui.

Il nesso di causalità secondo la legge italiana ha soprattutto rilievo riguardo la responsabilità penale: infatti larticolo 40 del codice penale italiano sanziona lomissione nellimpedire un evento che si abbia lobbligo di impedire, equiparando tale omissione alla causa dello stesso. Il diritto positivo italiano ha recepito, agli art. 40 e 41 del codice penale, gran parte della teoria condicio sine qua non, inserendo però una disposizione di sbarramento nel secondo comma dellart. 41, affermando che le cause sopravvenute escludono il rapporto quando da sole siano state sufficienti a determinare levento.

A chiarire tale ultima disposizione, è intervenuta la giurisprudenza della Corte Suprema di Cassazione che ha stabilito come levento previsto nel secondo comma sia frutto di fattori concausali sopravvenuti di carattere eccezionale, ovvero imprevedibili e anormali. Rimane leventuale problema del diverso trattamento delle cause sopravvenute rispetto a quelle concomitanti o antecedenti; nel cui caso potrebbero trovare applicazione per analogia le disposizioni codicistiche sul caso fortuito e sulla forza maggiore.