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ⓘ Campagna britannica nel mar Baltico




Campagna britannica nel mar Baltico
                                     

ⓘ Campagna britannica nel mar Baltico

La campagna britannica nel mar Baltico si svolse tra il dicembre 1918 e il dicembre 1919 come parte dellintervento alleato nella rivoluzione russa.

Le forze della Royal Navy britannica intervennero nella regione dei Paesi Baltici in sostegno dei locali movimenti indipendentisti estone e lettone, insorti in armi contro il nuovo regime bolscevico instauratosi a Pietrogrado dopo i fatti della rivoluzione di ottobre, oltre che per appoggiare le forze controrivoluzionarie dellArmata Bianca: le navi britanniche condussero missioni di bombardamento costiero in appoggio dei reparti a terra e di scorta ai convogli di rifornimenti diretti alle truppe nazionaliste, confrontandosi con le forze navali bolsceviche asserragliate nella base di Kronštadt; ciò portò a varie azioni su piccola scala che portarono perdite da entrambe le parti.

Le operazioni britanniche cessarono nel dicembre 1919, dopo la sconfitta delle Armate Bianche e la progressiva cessazione dei combattimenti tra bolscevichi e nazionalisti baltici.

                                     

1. Antefatti

I turbolenti eventi della Rivoluzione russa, a partire dallabbattimento del regime zarista nel corso della "rivoluzione di febbraio" marzo 1917 fino alla presa del potere da parte dei bolscevichi di Vladimir Lenin con la cosiddetta "rivoluzione dottobre" novembre 1917, ebbero i loro effetti anche nella regione dei Paesi Baltici: il progressivo dissolversi dellautorità dellImpero russo portò alla rinascita dei movimenti nazionalistici locali, desiderosi di porre fine al secolare dominio della Russia sulla regione. Il nuovo governo bolscevico della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa si affrettò a intavolare trattative con gli Imperi centrali al fine di far uscire il paese dalla prima guerra mondiale, ma la pretesa dei russi di arrivare a una pace "senza annessioni e senza indennità" provocò uno stallo dei negoziati fino a scatenare la reazione dei tedeschi che, desiderosi di concludere al più presto le ostilità sul fronte orientale, nel febbraio 1918 lanciarono lOperazione Faustschlag: contro una resistenza trascurabile da parte dei demoralizzati reparti dellesercito russo, i tedeschi occuparono una larga fetta di territori comprendente anche le intere Lettonia ed Estonia, fino a obbligare il governo di Lenin a siglare il trattato di Brest-Litovsk il 3 marzo 1918, comportante pesanti concessioni territoriali a favore degli Imperi centrali; le richieste dei nazionalisti locali per la costituzione di proprie patrie indipendenti furono in gran parte ignorate dai tedeschi, che riunirono i territori di Estonia e Lettonia in un "Ducato Baltico Unito" posto sotto il loro stretto controllo.

La fine della prima guerra mondiale l11 novembre 1918 con il sostanziale collasso della Germania, preda di violenti rivolgimenti rivoluzionari interni, lasciò un vuoto di potere nei territori dellest occupati a seguito del trattato di Brest-Litovsk, consentendo tanto ai comitati nazionali locali di riprendere la loro attività quanto alle forze bolsceviche di riguadagnare il territorio perduto organizzando una grande offensiva verso ovest da parte della neonata Armata Rossa. Mentre i reparti tedeschi smobilitavano, l11 novembre 1918 lassemblea provinciale estone Maapäev riprese le attività a Tallinn dopo leffimera dichiarazione dindipendenza dellEstonia già proclamata il 24 febbraio 1918 e fino ad allora rimasta inattuata, ma dovette subire a partire dal 22 novembre loffensiva da parte delle forze bolsceviche russe ai suoi confini orientali, scontri che diedero vita alla cosiddetta guerra dindipendenza estone; gli eventi si svolsero in maniera simile anche nella confinante Lettonia, dove il locale consiglio del popolo Tautas padome proclamò lindipendenza della regione il 18 novembre 1918 ma dovette fronteggiare fin da subito linvasione delle forze bolsceviche russe, affiancate del resto da ampi contingenti di lettoni "rossi": il governo provvisorio lettone non aveva truppe per fronteggiare la minaccia, ma trovò il sostegno della locale comunità dei tedeschi del Baltico che, con laiuto dei reparti tedeschi smobilitati, costituì una propria e ben organizzata milizia Baltische Landeswehr con cui partecipare allincipiente guerra dindipendenza lettone.

Il collasso della Russia e la presa del potere da parte dei bolscevichi avevano causato lo sconcerto degli Alleati della prima guerra mondiale, infuriati per la stipula da parte dei russi di una pace separata con la Germania e timorosi per lespansione delle idee del comunismo e delle sue istanze rivoluzionarie; con linizio della violenta guerra civile russa tra lArmata Rossa bolscevica e lArmata Bianca nazionalista e reazionaria, gli Alleati presero quindi a inviare contingenti di truppe in varie regioni della Russia per appoggiare i movimenti controrivoluzionari ostili al governo di Lenin. Nellambito di tali operazioni, il Regno Unito iniziò a interessarsi alla situazione nella regione del Baltico: il governo britannico riconobbe di fatto lindipendenza dellEstonia il 3 maggio 1918 e quella della Lettonia l11 novembre 1918, e sotto la spinta dellallora Segretario di Stato per la Guerra Winston Churchill, un fiero anti-bolscevico e forte sostenitore dellintervento occidentale nella guerra civile russa, prese la decisione di intervenire in appoggio dei baltici con una spedizione armata. Ai primi di dicembre 1918 uno squadrone della Royal Navy sotto lammiraglio Edwyn Alexander-Sinclair ricevette quindi lordine di trasferirsi nel mar Baltico e di condurre operazioni in sostegno dei nazionalisti locali.

                                     

2.1. La campagna Forze in campo

La forza inizialmente assegnata al comando di Sinclair comprendeva i sei incrociatori leggeri del 6th Light Cruiser Squadron appartenenti alla moderna classe C e uno squadrone di nove cacciatorpediniere delle moderne classi V e W; gli ordini di Sinclair erano di proteggere gli invii di truppe e rifornimenti ai nazionalisti nei porti estoni e lettoni, di appoggiare i reparti a terra con il tiro dei suoi cannoni e in generale di negare alle unità bolsceviche laccesso alle acque del Baltico.

Lavversario che i britannici si trovavano di fronte era rappresentato da ciò che restava della Flotta del Baltico dellex Marina imperiale russa, dall11 febbraio 1918 rinominata "Flotta Rossa degli Operai e dei Contadini" Raboče-Krestjanskij Krasnyj Flot. A differenza della Flotta del Mar Nero, quella del Baltico era riuscita a conservare in massima parte intatte le sue più importanti unità da guerra e a preservare il suo potenziale bellico, uscito dallimpari confronto con la flotta tedesca negli anni della prima guerra mondiale; i problemi più gravi riguardavano però il personale: nei turbolenti mesi della rivoluzione migliaia di marinai avevano abbandonato le loro navi e, per quanto nei loro ranghi si trovassero molti ardenti sostenitori, gli equipaggi avevano finito con il disperdersi per tutto il paese. Il corpo ufficiali era uscito pesantemente decimato dalla rivoluzione: migliaia di ufficiali erano caduti vittima del "Terrore rosso" o dei disordini incontrollati esplosi nei primi giorni della rivoluzione, altri si erano schierati a favore dei "bianchi" e altri ancora avevano semplicemente lasciato il paese per fuggire allestero; i cantieri navali di tutto il paese erano bloccati dalla carenza di manodopera e di materie prime, con il risultato che la costruzione di nuove unità era stata del tutto abbandonata e la manutenzione delle navi già in servizio di fatto sospesa.

Conseguentemente, le uniche unità pienamente operative nel dicembre 1918 comprendevano la nave da battaglia Petropavlovsk una dreadnought classe Gangut ormai superata, la vecchia corazzata pre-dreadnought Andrei Pervozvanny, uno o due incrociatori, una mezza dozzina di cacciatorpediniere delle moderne classi Orfej e Izyaslav e qualche sommergibile; dopo la perdita delle basi in Estonia e in Finlandia, tutte queste unità dovevano operare dallunica base navale rimasta sotto controllo russo nel Baltico, lisola-fortezza di Kronštadt. Lammiraglio Lev Galler ricopriva la carica di capo di stato maggiore, ma doveva sottostare alle decisioni del commissario politico della flotta Fyodor Raskolnikov, membro del Consiglio Militare Rivoluzionario.

                                     

2.2. La campagna Prime azioni

Le unità di Sinclair arrivarono nei porti baltici ai primi di dicembre, dovendo registrare subito una perdita: mentre era in rotta per raggiungere Tallinn, il 5 dicembre 1918 lincrociatore leggero HMS Cassandra finì in un campo di mine navali tedesche non segnato sulle carte al largo di Liepāja, affondando con la perdita di undici membri dellequipaggio. Le navi britanniche furono inizialmente impegnate a sostenere gli estoni, la cui situazione era critica: le città di Narva e Tartu erano state catturate dai bolscevichi, e lArmata Rossa aveva raggiunto Tapa a pochi chilometri dalla capitale Tallinn; la situazione dei reparti estoni iniziò tuttavia a migliorare quando ampi quantitativi di armi iniziarono ad arrivare loro per tramite dei britannici, unitamente allarrivo di contingenti di volontari finlandesi. Oltre a scortare i rifornimenti destinati agli estoni, le navi di Sinclair furono impegnate anche direttamente negli scontri: il 13 dicembre gli incrociatori britannici bombardarono le postazioni bolsceviche a Narva distruggendo lunico ponte sullomonimo fiume, molto importante per il rifornimento dei reparti dellArmata Rossa, mentre il 24 dicembre coprirono lo sbarco di un contingente di truppe estoni alle spalle dello schieramento nemico a Kunda.

La presenza di navi britanniche nella zona del Golfo di Finlandia spinse il comando della Flotta del Baltico a organizzare unincursione contro il porto di Tallinn: protetti a distanza dalla pre-dreadnought Andrei Pervozvanny e dallincrociatore protetto Oleg, i cacciatorpediniere Avtroil e Spartak penetrarono nella rada di Tallinn il 26 dicembre, ma dovettero fuggire allapprossimarsi delle forze britanniche dislocate in loco gli incrociatori leggeri HMS Calypso e HMS Caradoc e quattro cacciatorpediniere; nel corso dellinseguimento entrambi i cacciatorpediniere russi subirono guasti ai motori che li immobilizzarono, consentendo ai britannici di catturarli intatti: a bordo dello Spartak fu scoperto e fatto prigioniero il commissario politico della Flotta del Baltico Fyodor Raskolnikov, che fu poi rimpiazzato nel suo ruolo da Nikolai Kuzmin. Le due unità furono consegnate agli estoni e, riparate e rinominate rispettivamente Lennuk e Wambola, andando a costituire il primo nucleo della Marina militare estone; gli equipaggi russi furono consegnati agli estoni e imprigionati sullisola di Naissaar, dove due mesi più tardi molti di loro furono giustiziati dai loro carcerieri.

Ai primi di gennaio 1919, il 6th Light Cruiser Squadron di Sinclair fu richiamato in patria e sostituito alla guida delle operazioni britanniche nel Baltico dal 1st Light Cruiser Squadron dellammiraglio Walter Cowan. Se la situazione sul fronte estone andava migliorando, con le riorganizzate forze locali ormai al contrattacco per riguadagnare il terreno perduto, più critica era quella sul fronte lettone: lArmata Rossa aveva occupato gran parte delle regioni orientali nel corso del dicembre 1918, e nonostante larrivo di un piccolo contingente britannico la capitale Riga era stata sgombrata dai nazionalisti e occupata dai bolscevichi il 3 gennaio 1919; il governo nazionalista le milizie tedesche alleate riuscirono a mantenere il controllo solo di una piccola striscia di terreno nel sud-ovest tra Ventspils e Liepāja. Un accordo con gli estoni e larrivo via mare di rinforzi tedeschi sotto il comando del generale Rüdiger von der Goltz consentirono ai nazionalisti lettoni di lanciare una controffensiva a partire dal febbraio 1919, riguadagnando terreno tanto nel nord quanto nel sud del paese; in uninsolita alleanza tra ex nemici, i britannici furono ben lieti di impiegare le truppe tedesche come loro surrogati nel sostegno ai lettoni contro i bolscevichi, anche se presto fu chiaro che i tedeschi puntavano più a istituire un proprio governo sulla regione che a costituire una Lettonia indipendente: il 16 aprile 1919 le milizie tedesche condussero un colpo di stato a Liepāja ai danni del governo provvisorio lettone, obbligando il primo ministro Kārlis Ulmanis a cercare rifugio a bordo delle navi britanniche.



                                     

2.3. La campagna Gli attacchi a Kronštadt

Lo scioglimento dei ghiacci pose fine alla stasi invernale delle operazioni navali nel Golfo di Finlandia, e lammiraglio Cowan tornò a dedicare la sua attenzione alle operazioni in appoggio alle forze estoni, imponendo il blocco ai movimenti navali russi a partire dalla base di Kronštadt anche grazie allarrivo a Tallinn dei sommergibili della 7th Submarine Flotilla; il 13 maggio, mentre era in rotta da Liepāja, lincrociatore leggero HMS Curacoa, nave ammiraglia di Cowan, urtò una mina al largo di Tallinn riportando danni e vittime tra lequipaggio: lincrociatore dovette essere inviato in patria per le riparazioni, e lammiraglio si trasferì sul gemello HMS Cleopatra. Le forze navali estoni del contrammiraglio Johan Pitka condussero varie operazioni anfibie lungo la costa settentrionale dellEstonia le navi britanniche furono schierate per fornire loro protezione a distanza, spingendosi fino al limitare dei campi minati difensivi che proteggevano Kronštadt. Il 18 maggio il Cleopatra e tre cacciatorpediniere britannici scambiarono colpi con una formazione di navi bolsceviche in uscita da Kronštadt, mettendo a segno un proiettile su un cacciatorpediniere russo ma ritirandosi dopo che le batterie costiere della fortezza ebbero aperto il fuoco; una nuova scaramuccia si verificò il 31 maggio al largo dellisola di Seskar, quando il cacciatorpediniere russo Azard fu intercettato da una flottiglia di cacciatorpediniere britannici mentre procedeva verso ovest: in soccorso dello Azard intervenne la nave da battaglia Petropavlovsk, che mise a segno due colpi dartiglieria sul cacciatorpediniere HMS Walker causando danni leggeri e un ferito, spingendo le unità britanniche a ritirarsi.

Ai primi di giugno le navi britanniche stabilirono una base avanzata nel porto finlandese di Björkö, sul lato nord del Golfo di Finlandia e molto più vicino a Kronštadt. Le forze navali russe tentarono di ostacolare i movimenti navali nemici, e il 9 giugno i cacciatorpediniere Gavril e Azard furono sorpresi dal sommergibile britannico HMS L55 mentre stendevano un campo minato nel Golfo di Kopore: i bolscevichi schivarono la salva di siluri lanciata dal battello britannico e, passati al contrattacco, lo affondarono a colpi di cannone con la perdita di tutto lequipaggio. Nella notte tra il 16 e il 17 giugno, invece, furono i britannici a mettere a segno un successo: muovendo dalle acque finlandesi, la piccola motosilurante costiera Coastal Motor Boat CMB-4 riuscì a svicolare tra le pattuglie e i campi minati russi e, penetrata nella rada di Kronštadt, a silurare lincrociatore Oleg fermo allàncora, il quale affondò pur se con poche perdite tra il suo equipaggio; per questa azione il comandante dellunità britannica, tenente Augustus Agar, fu insignito della Victoria Cross.

Vari rinforzi furono inviati in appoggio dello squadrone di Cowan ai primi di luglio, tra cui la nuova portaerei HMS Vindictive con a bordo un assortimento di velivoli della Royal Air Force; il 6 luglio, mentre era in rotta per Tallinn, la Vindictive finì con lincagliarsi su un banco di sabbia nei pressi del porto, ma fu infine liberata dopo otto giorni di sforzi grazie allassistenza degli incrociatori Cleopatra e HMS Danae: gli aerei furono sbarcati a Björkö da dove operarono a partire da un aeroporto improvvisato. Nel corso del mese di luglio le navi britanniche intervennero varie volte con fuoco di artiglieria in appoggio dei reparti estoni, impegnati in una grande offensiva in direzione est congiuntamente alle forze "bianche" dellArmata del Nord Ovest del generale Nikolaj Nikolaevič Judenič, mentre gli aerei della RAF compivano missioni di ricognizione; il 30 luglio bombardieri britannici attaccarono la rada di Kronštadt, riuscendo a piazzare una bomba sulla petroliera Tatiana. Gli incrociatori britannici si spinsero fino a scambiare colpi con le batterie costiere di Kronštadt e a ingaggiare schermaglie con sommergibili e cacciatorpediniere russi, anche se le mine rimasero la minaccia più importante: il 16 luglio i dragamine britannici Gentian e Myrtle andarono entrambi perduti per lurto con mine russe nel Golfo di Finlandia.

Vista la scarsa propensione della squadra navale bolscevica a ingaggiare battaglia in mare aperto e la buona riuscita dellattacco a Kronštadt del 16/17 giugno, lammiraglio Cowan organizzò una nuova incursione contro gli ancoraggi russi tramite una flottiglia di CMB. Nella notte tra il 17 e il 18 agosto, coperte da unincursione dei velivoli della RAF con funzione di diversivo, otto motosiluranti britanniche guidate dal comandante Claude Dobson penetrarono nella rada di Kronštadt e attaccarono le navi ferme allàncora: la CMB-79 silurò e affondò lincrociatore Pamjat Azova, unobsoleta unità da tempo trasformata in nave appoggio torpediniere, ma fu a sua volta colpita e affondata dal fuoco russo; la CMB-31 di Dobson e la CMB-88 del tenente Gordon Steele riuscirono a portare un attacco alle due più importanti unità russe, piazzando un siluro ciascuno ai danni della nave da battaglia Petropavlovsk che affondò in acque basse e fu successivamente recuperata e della nave da battaglia Andrei Pervozvanny che riportò gravi danni. La manovra di sganciamento della flottiglia britannica si svolse sotto un pesante fuoco nemico, e il cacciatorpediniere Gavril fu in grado di affondare due motosiluranti ; tanto Dobson quanto Steele furono insigniti della Victoria Cross per lazione.

                                     

2.4. La campagna Operazioni finali

Dopo lincursione su Kronštadt, le forze navali britanniche continuarono con le ormai consuete missioni di supporto di fuoco lungo la costa meridionale del Golfo di Finlandia, mentre gli aerei della RAF compivano ancora qualche bombardamento ai danni degli ancoraggi russi. Due cacciatorpediniere britannici andarono perduti ai primi di settembre: nella notte tra i 31 agosto e il 1º settembre il cacciatorpediniere HMS Vittoria fu silurato e affondato al largo di Seskar dal sommergibile russo Pantera, mentre nella notte tra il 3 e il 4 settembre il gemello HMS Verulam cadde vittima di una mina nella stessa zona. Alla fine di settembre lArmata del Nord Ovest del generale Judenič lanciò una grande offensiva in direzione di Pietrogrado a partire dallEstonia, e il monitore britannico HMS Erebus, appena arrivato in teatro, intervenne varie volte in appoggio dei reparti "bianchi"; ad ogni modo, le forze bolsceviche furono in grado di bloccare loffensiva entro la metà di novembre e larmata collassò, ripiegando oltre il confine con lEstonia dove fu disarmata e sciolta.

In Lettonia, nel frattempo, le milizie tedesche avevano riconquistato Riga il 22 maggio, lasciando in mano ai bolscevichi solo la regione orientale della Letgallia. La guerra dindipendenza della Lettonia era ormai degenerata in un conflitto interno tra i nazionalisti, e scontri presero vita tra i tedeschi da un lato e i reparti lettoni ed estoni dallaltro: solo con la mediazione degli anglo-francesi fu possibile giungere a un armistizio in luglio che portò al richiamo in patria del generale von der Goltz e consentì al governo lettone di tornare a insediarsi a Riga, mentre le milizie tedesche transitavano quasi interamente allinterno delle Armate Bianche. La tregua fu solo momentanea, e ai primi di ottobre le forze "bianche" del generale Pavel Rafailovič Bermondt-Avalov ostili allindipendenza delle ex provincie russe tanto quanto erano ostili al bolscevismo lanciarono un nuovo attacco su Riga; le forze lettoni contrattaccarono, potendo contare su un forte supporto dartiglieria da parte di una squadra navale britannica tre incrociatori e quattro cacciatorpediniere e francese quattro cacciatorpediniere: nel corso degli scontri, il 17 ottobre lincrociatore HMS Dragon fu raggiunto da colpi di una batteria costiera "bianca" riportando danni oltre a nove morti e cinque feriti tra lequipaggio. Lappoggio ai lettoni da parte degli anglo-francesi fece fallire lattacco dei "bianchi" a Riga, come pure unanaloga offensiva lanciata contro Liepāja; i resti delle forze di Bermondt-Avalov furono infine costrette alla resa il 29 novembre 1919.

Lultima azione in mare nel teatro del Baltico si ebbe il 21 ottobre, quando quattro cacciatorpediniere russi compirono una sortita da Kronštadt: in un apparente tentativo di disertare, tre unità Gavril, Konstantin e Svoboda finirono in un campo minato britannico e affondarono tutte con pesanti perdite umane, mentre la quarta unità Azard fu in grado di rientrare alla base. I combattimenti stavano ormai cessando sul fronte estone: dopo vari tentativi di stipulare un armistizio, estoni e bolscevichi siglarono infine un cessate il fuoco il 3 gennaio 1920 che portò poi alla stipula del trattato di Tartu il 2 febbraio seguente. Unoffensiva congiunta di reparti lettoni e polacchi nel gennaio 1920 aveva portato alla cacciata delle residue forze bolsceviche dalla Letgallia, e dopo la stipula di un cessate il fuoco il 1º febbraio le due parti siglarono il trattato di Riga l11 agosto 1920. Con la dissoluzione delle forze "bianche" e la cessazione delle ostilità nei paesi baltici la campagna britannica nelle acque del Baltico non aveva più significato, e alla fine del dicembre 1919 le unità della Royal Navy erano state ritirate, ponendo fine alla campagna.

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