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ⓘ Attilio Di Napoli




Attilio Di Napoli
                                     

ⓘ Attilio Di Napoli

Attilio Di Napoli è stato un avvocato e politico italiano, attivo nellarea del Vulture-Melfese.

È stato per anni il più influente dirigente del movimento socialista lucano, partecipando anche al 2º Governo Badoglio in qualità di ministro dIndustria e Commercio e rimase in carica sino alla Liberazione di Roma. Il prefetto di Potenza in data 24 maggio 1914, in una sua nota riservata, definì lavv. Attilio Di Napoli di Melfi:

Infatti la borghesia e gli agrari della Basilicata, più volte ebbero ad invitare il prefetto ad arrestare i capilega e i dirigenti socialisti nellintento di stroncare il movimento contadino in intere zone.

Nel corso del 1911 e del 1912 i socialisti condussero in tutta la Basilicata, unattiva agitazione contro la guerra, con comizi e cortei. Fra i più attivi dirigenti figuravano: Di Mase di Irsina, Reale e Pignatari nel potentino e Attilio Di Napoli nel melfese. In queste agitazioni i temi principali furono contro la guerra e per il disarmo, contro il caroviveri e per il suffragio universale. Il primo maggio 1912 si ebbero incidenti in tutta la regione, in particolare a Potenza, a Tolve e a Melfi, dove si verificarono scontri fra nazionalisti e socialisti. Con lintervento delle autorità di polizia, vennero sciolti i cortei, sequestrate le bandiere socialiste ed arrestati alcuni manifestanti.

                                     

1. Biografia

Attilio Di Napoli nacque a Melfi il 4 giugno 1883 da famiglia della media borghesia. Si laureò in giurisprudenza e fin dai primi anni del XX secolo aderì al PSI. Nella sua città natale divenne ben presto il massimo esponente del movimento socialista. Segretario della Lega contadina e del circolo socialista. Fondò e diresse il settimanale Il Lavoratore. Inviò spesso notizie politiche da Melfi all’ Avanti! e tenne una fitta corrispondenza epistolare con Enrico Ferri ed Ettore Ciccotti. Fu un conferenziere attivissimo e nella sua oratoria non mancarono mai le questioni collegate alla polemica anticlericale. Egli fu un valido organizzatore e propagandista, specie nelle campagne interne a Melfi per conquistare i contadini allorganizzazione socialista.

Nel 1913, prima delle elezioni politiche, in Basilicata si sviluppò un consistente movimento contadino. Anima di questo movimento fu Francesco Ciccotti di Palazzo San Gervasio. Nello stesso anno i socialisti di Melfi presero in mano listituzione comunale ed Attilio Di Napoli, che li aveva guidati a questa vittoria, venne eletto sindaco. Poi, in pochi anni, verranno costituire e rafforzate le Leghe contadine e i Circoli socialisti nei vari paesi del melfese: a Barile, Rapolla, Venosa, Montemilone, Minervino Murge. Con lallargamento del suffragio universale, venne offerta a Francesco Ciccotti la candidatura nel Collegio di Melfi.

A causa dellattiva propaganda avviata durante il periodo della neutralità italiana 1914 e continuata anche durante i primi anni del conflitto, "Il Lavoratore", diretto da Di Napoli, venne sospeso nel 1917 con la motivazione:

Nel 1914 Di Napoli venne eletto consigliere provinciale di Potenza. Nel 1919 Di Napoli fu alla testa delle agitazioni nel melfese, contro i cari viveri. Nelle elezioni politiche del 1921 venne eletto deputato. Nel 1920, Di Napoli sostenne la linea espressa da Francesco Ciccotti:

Al Congresso socialista, Di Napoli si fa portatore di questa linea, attaccando lo scissionismo della frazione comunista, che avrebbe non solo rappresentato un indebolimento delle forze lavoratrici ma, col suo insistere sulla violenza rivoluzionaria, non avrebbe fatto altro che gettare i popoli nella fame e nella miseria.

Con lavvento del fascismo al potere, Di Napoli, più volte fu vittima di episodi di violenza squadrista. Nel 1924 gli fu impedito di tornare da Roma a Melfi. Il 20 maggio 1927 la Commissione provinciale di Potenza lo assegnò al confino, ordinandone larresto. A seguito di ricorso, il provvedimento venne revocato e commutato in diffida. Durante il Ventennio continuò ad essere sorvegliato dalla polizia. Nel dopoguerra riprese lattività politica tra le file socialiste. Nel 1944, fu Ministro dell’Industria e il Commercio nel II governo Badoglio. Non venne riconfermato nel successivo governo Bonomi ma venne nominato componente dellAlta Corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo. Nel 1945 entrò nella Consulta Nazionale e fece parte della I Commissione Affari Esteri. Lanno successivo fu candidato alla Assemblea Costituente ma non venne eletto. Morì a Melfi il 2 dicembre 1953.