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ⓘ Minoranza nazionale




Minoranza nazionale
                                     

ⓘ Minoranza nazionale

Minoranza nazionale indica una porzione di popolazione che si differenzia da quella maggioritaria di uno stato per alcune caratteristiche sociali, culturali, linguistiche, etniche, religiose ecc. A causa della grande variabilità del fenomeno, in effetti non esiste una definizione legale di "minoranza nazionale" internazionalmente unitaria stabilita ma le soluzioni introdotte nella legislazione dei diversi stati nazionali sono a volte estremamente variegate.

Le minoranze nazionali sono legalmente protette nel sistema europeo del Consiglio dEuropa dalla apposita "Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali", sistema a cui anche lUnione europea ha aderito, mentre la Dichiarazione dellAssemblea ONU Dichiarazione sui diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche" ha diverso valore legale.

                                     

1. Le incertezze sulla definizione del termine

Il concetto di minoranza nazionale viene utilizzato in vari documenti internazionali, compresa la convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio dEuropa a Strasburgo il 1º febbraio 1995, entrata in vigore il 1º febbraio 1998 e sottoscritta e ratificata anche dallItalia e nella convenzione europea dei diritti delluomo.

Data la complessità ed eterogeneità dei gruppi sociali ricompresi, gli estensori della norma europea hanno lasciando spazio ad ogni Stato di definire a proprio modo cosa considerano "minoranza nazionale". Infatti, tutti i tentativi di formulare una definizione universalmente accettata del concetto hanno determinato un fallimento sul piano politico. Le minoranze nazionali non sono necessariamente minoranze linguistiche: in diversi casi le minoranze nazionali si distinguono dalla maggioranza per differenze su basi religiose o etniche, non esclusivamente per la lingua.

Vi è una definizione abbastanza diffusa e che, nonostante la sua informalità negli affari internazionali, sembra aver acquisito autorità. Questa è quella contenuta nella raccomandazione 1201, adottato il 1º febbraio 1993, dallAssemblea parlamentare del Consiglio dEuropa, che ha richiesto agli Stati membri di adottare un protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti delluomo sui diritti delle minoranze nazionali.

Larticolo 1° del protocollo allegata alla proposta sopra citata raccomandazione contiene una definizione precisa, che è basata in gran parte su quella proposta nel 1979 dal professor Francesco Capotorti in una relazione a nome della sottocommissione per le minoranze lONU:

Ad esempio, la comunità slovena e croata parlante dialetti istroveneti ha chiesto e ottenuto, in base ad accordi internazionali sottoscritti anche dallItalia, di essere riconosciuta e tutelata come "minoranza nazionale di lingua italiana": in forza di accordi internazionali, lidioma istroveneto è dunque giuridicamente considerato un dialetto della lingua italiana. In questo specifico caso è stata la popolazione stessa a definire la propria identità storico-linguistica e a considerare la sua storica parlata familiare come appartenente al sistema linguistico italiano.

                                     

2. Consiglio dEuropa

Le minoranze nazionali vengono definite da ciascuna legislazione in conformità ai propri principi. Negli stati aderenti al Consiglio dEuropa sono attualmente riconosciute circa 40 minoranze nazionali.

Il Consiglio dEuropa ha due strumenti al livello di diritto vigente, uno ad hoc per le minoranze linguistiche la "carta europea delle lingue regionali o minoritarie" e uno per le minoranze nazionali la già menzionata convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali. La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, allart. 3 punto 1) precisa: "Ciascun Stato contraente deve specificare nel suo strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione, ogni lingua regionale e minoritaria o ogni lingua ufficiale meno diffusa su tutto o solo una parte del suo territorio, alla quale si applicano i paragrafi scelti conformemente al comma 2 dellarticolo 2.". Spetta dunque agli Stati che hanno ratificato la Carta determinare a quali comunità linguistiche-nazionali i termini sono equivalenti per il Consiglio dEuropa applicare i vari livelli di tutela previsti dalla Carta stessa. Per la convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali, il termine giuridico "minoranza nazionale" è comunque equivalente a quello di "minoranza linguistica": rappresentano entrambi la medesima fattispecie giuridica. Ogni cinque anni il Comitato del Consiglio dEuropa, cui è demandato il compito di vigilare sullapplicazione di questo trattato internazionale, visita i singoli Stati che hanno ratificato il trattato stesso, tra cui anche lItalia. Relativamente allo stato italiano, il Comitato visita le minoranze linguistiche riconosciute dalla legge 482/99, incluse le comunità "senza Stato" sarde, friulane, occitane, ladine etc., considerate sul piano istituzionale e formale "minoranze nazionali" al pari di quelle slovene, germanofone o francofone "con Stato" che vivono in Italia. Nella L.r. 18 dicembre 2007 nr. 29 della regione Friuli-Vg, norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana, allart. 2 principi lettera" e bis” si fa espressamente richiamo alla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio dEuropa. È da ricordare che, per il sistema giuridico italiano, ogni cittadino italiano è di nazionalità italiana.

                                     

3. Italia

Larticolo 6 della Costituzione italiana stabilisce che "la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche". Alcuni statuti delle regioni a statuto speciale hanno espressamente regolato la materia.

Nel testo originariamente proposto si parlava di "minoranze etnico-linguistiche", ma nel testo poi approvato dalla Costituente si fa riferimento solo alle minoranze linguistiche. Secondo altri studiosi poiché ad ogni etnia corrisponde una lingua la dizione "minoranza linguistica" è comprensiva anche dellelemento etnico per cui è sufficiente a tutelare qualsiasi gruppo etnico allofono

Lart. 2 della legge 482/1999 riconosce lesistenza di dodici minoranze linguistiche definite "storiche" ne ammette a tutela le rispettive lingue e culture:

Questa legge tuttavia non riconosce alla minoranze linguistiche i diritti delle minoranze nazionali, dimostrando che le due questioni sono differenti nella sostanza.

La Corte Costituzionale italiana ha stabilito nelle sue sentenze che non ci può essere discriminazione tra le dodici minoranze linguistiche storiche elencate nellarticolo 2 della L. 482/99: questa legge non distingue tra minoranze linguistiche "con Stato" e minoranze linguistiche "senza stato": sono tutte destinatarie in ugual misura delle norme di tutela previste da questa legge, con la quale la Repubblica italiana ha dato per la prima volta attuazione allart. 6 della Costituzione italiana.

Il Consiglio dEuropa ha rilevato che la legislazione italiana, laddove accorda tutela alle minoranze linguistiche storiche avente una base territoriale, non ne tributa alcuna a quelle prive di un riferimento a un territorio determinato, quali i Sinti e Rom.

Nelle sue relazioni ufficiali, il Consiglio dEuropa ha più volte lamentato la non sufficiente tutela dello Stato italiano nei confronti delle minoranze linguistiche riconosciute e tutelate con la legge 482/99, con riferimento in particolare a quelle non tutelate anche da accordi internazionali, e la scarsità di fondi loro assegnati.

I Rom e i Sinti sono poi una minoranza linguistica storica a cui il Parlamento italiano, non avendoli inseriti nellelenco dellart. 2 della L. 482/99, aveva promesso nel 1999 unapposita legge di riconoscimento e tutela, stante lassenza del criterio della territorialità: il fatto che tale legge non sia stata ancora presentata è oggetto di denuncia da parte del Comitato del Consiglio dEuropa in ogni sua relazione.

La Corte costituzionale, con sentenza nr. 81/2018, ha dichiarato incostituzionale la l.r. Regione Veneto nr. 28 del 13.12.2016, che definiva" minoranza nazionale” i residenti nella regione stessa



                                     
  • Partito di Coalizione Nazionale salvo una corrente di minoranza dei giovani finlandesi che fondò il Partito Progressista Nazionale Il partito negli anni
  • abbreviata CIR è stato un partito di minoranza etnica in Romania attivo dal 1992 al 2004, rappresentante della minoranza italo - romena. La Comunità Italiana
  • di minoranza salvo quanto previsto dagli accordi internazionali sottoscritti dall Italia dopo la seconda guerra mondiale a favore delle minoranze linguistiche
  • Gli 8 seggi spettanti alle minoranze nazionali sono così ripartiti: 3 Partito Democratico Indipendente Serbo 1 Minoranza italiana 1 Alleanza delle Associazioni
  • tre partiti: il Partito Nazional - Democratico 1897 - 1919 l Unione Popolare Nazionale 1919 - 1928 e infine il Partito Nazionale 1928 - 1939 Le origini
  • uniti al Partito Popolare Finlandese Suomen Kansanpuolue Un gruppo di minoranza tra cui vi era Sakari Tuomioja fondò il Vapaamielisten Liitto. Nel 1965
  • spettanti minoranze nazionali sono così ripartiti: 1 Partito Popolare Serbo SNS 1 Unione Democratica degli Ungheresi di Croazia DZMH 1 Minoranza italiana
  • altre minoranze è stato attribuito all HSLS, con l elezione di un rappresentante della minoranza ebraica i 13 seggi spettanti alla minoranza serba

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