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ⓘ Ricercatore




Ricercatore
                                     

ⓘ Ricercatore

Con il termine ricercatore si indica genericamente un lavoratore che svolge attività di ricerca scientifica e/o tecnologica in maniera autonoma oppure alle dipendenze di enti pubblici o privati di ricerca, attraverso la pubblicazione su riviste specializzate di pubblicazioni scientifiche, sottoposte a regolare revisione paritaria, contenenti i risultati della ricerca stessa.

                                     

1. Definizione

In Europa, la definizione di ricercatore, i suoi doveri e i suoi diritti sono stati definiti mediante la Carta europea dei ricercatori, una raccomandazione pubblicata in Gazzetta ufficiale dellUnione europea il 5 marzo 2005. Il fatto di particolare rilievo è che essa stabilisce che tutti coloro i quali operano nella ricerca dopo la laurea o titolo equivalente sono da considerarsi Ricercatori: per i primi quattro anni "in formazione" inclusi i dottorandi di ricerca e i borsisti, mentre in seguito sono da considerarsi "senior". La Carta prevede che non esistano discriminazioni nei diritti associati ai contratti e stabilisce la parità dei diritti tra i ricercatori a tempo determinato e a tempo indeterminato. Tale Carta è stata sottoscritta in Italia dalla Conferenza dei rettori CRUI e dai presidenti degli enti di ricerca, senza che allatto pratico però questo costituisse fattore di modifica nei contratti di lavoro vigenti. Essa infatti non ha ancora trovato implementazione nellordinamento italiano, anche a causa dei costi aggiuntivi che lo Stato dovrebbe sostenere per garantire a tutti i ricercatori i medesimi diritti come raccomandato dalla Carta.

                                     

2. Il ricercatore universitario in Italia

In Italia, esistono figure professionali espressamente denominate ricercatori sia allinterno dellUniversità che negli enti di ricerca ad esempio CNR o INRiM. Va notato che, comunque, anche il restante personale docente universitario italiano è tenuto obbligatoriamente a svolgere attività di ricerca. Nellordinamento legislativo italiano il ruolo di ricercatore universitario è stato istituito col decreto presidente Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. La legge 4 novembre 2005, n. 230 Art. 7 prevedeva la messa ad esaurimento del ruolo a partire dal 2013. La legge n. 240/10 del 30 dicembre 2010 Art. 29, Comma 1 ha anticipato la messa ad esaurimento al 2011. La stessa legge, allarticolo 24, ha istituito la nuova figura del ricercatore a tempo determinato.

                                     

2.1. Il ricercatore universitario in Italia Istituzione e compiti

I compiti dei ricercatori universitari a tempo indeterminato sono stabiliti dal citato decreto allart. 32 come segue.

Si noti che, formalmente, i ricercatori universitari, secondo la 382, non fanno parte del personale docente ed anzi lArt. 1, che ne istituisce il ruolo, recita: Non è consentito il conferimento di incarichi di insegnamento. Questa norma è stata successivamente modificata, consentendo lattribuzione ai ricercatori di affidamenti o supplenze, col consenso degli interessati. In effetti, il compito istituzionale dei ricercatori sarebbe dovuto consistere nello svolgere ricerca; infatti, formalmente, le strutture universitarie non sono tenute ad assegnare loro compiti didattici integrativi, per i quali è previsto, nel citato Art. 32, un numero massimo di ore, ma non un minimo.

                                     

2.2. Il ricercatore universitario in Italia Giudizio di conferma

Come precisato allArt. 31, I ricercatori universitari, dopo tre anni dallimmissione in ruolo, sono sottoposti ad un giudizio di conferma. Se il giudizio è favorevole, il ricercatore è immesso nella fascia dei ricercatori confermati. Il giudizio, se sfavorevole, può essere ripetuto una sola volta dopo un biennio. Se anche il secondo giudizio è sfavorevole, il ricercatore cessa di appartenere al ruolo. e può avvalersi, a domanda, della facoltà di passaggio ad altra amministrazione.

                                     

2.3. Il ricercatore universitario in Italia Il problema dello stato giuridico

La citata legge 382 è completamente vaga sulla questione dello stato giuridico dei ricercatori universitari. Lart. 34, dal titolo Disciplina dello stato giuridico dei ricercatori universitari lascia in sospeso la questione.

Questa parte della legge è tuttora in vigore, e lo stato giuridico dei ricercatori non è ancora stato definito.

                                     

2.4. Il ricercatore universitario in Italia La situazione nei primi anni 2000

In realtà, pur non essendo considerati docenti, i ricercatori svolgono attività didattica in considerevole quantità. Marco Cattaneo, in un intervento sul proprio blog di Le Scienze ha affermato

                                     

2.5. Il ricercatore universitario in Italia La messa a esaurimento del ruolo

Il ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato è stato messo ad esaurimento dalla Legge n. 240/10 del 30 dicembre 2010. La messa ad esaurimento era già prevista dalla Legge 4 novembre 2005, n. 230. Attualmente 2011 i ricercatori a tempo indeterminato costituiscono circa il 40% del personale di ruolo che insegna nelle università.

                                     

2.6. Il ricercatore universitario in Italia Ricercatore a tempo determinato

La figura del ricercatore a tempo determinato è stata istituita dalla Legge n. 240/10 del 30 dicembre 2010, allarticolo 24. Formalmente, si tratta di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, che le università possono stipulare al fine di svolgere attività di ricerca, di didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti Comma 1. I destinatari devono essere scelti mediante procedure pubbliche di selezione Comma 2. I contratti sono così distinti Comma 3:

Tipologia A RTDa - "junior" Contratti triennali prorogabili per soli due anni, per una sola volta, previa positiva valutazione delle attività didattiche e di ricerca svolte. LRTDa può essere a regime di tempo pieno o di tempo definito. A tali bandi possono partecipare candidati in possesso del titolo di Dottore di Ricerca o equivalente, conseguito in Italia o allestero; non possono altresì partecipare candidati che abbiano già usufruito di analoghi contratti o assegni di ricerca per una durata complessiva, ivi compreso il contratto cui si concorre, superiore ai 12 anni anche non continuativi. Tipologia B RTDb - "senior" Contratti triennali non rinnovabili, esclusivamente a regime di tempo pieno. Tali bandi sono riservati a candidati che abbiano già usufruito per almeno tre anni di contratti di tipo A, ovvero per tre anni, anche cumulativamente e non consecutivamente, di: contratti stipulati ex art. 1 comma 14 della legge 130/2005, assegni di ricerca ex art. 51 comma 6 della legge 449/1997, assegni di ricerca ex art. 22 della legge 240/2010, borse post-dottorato ex ar. 4 della legge 398/1989, ovvero analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri. Non possono altresì partecipare candidati che abbiano già usufruito di contratti RTDa o assegni di ricerca per una durata complessiva, ivi compreso il contratto cui si concorre, superiore ai 12 anni anche non continuativi.

I ricercatori che fruiscono di contratto di tipo B, e che abbiano conseguito labilitazione scientifica nazionale Articolo 16, verranno valutati da una Commissione appositamente nominata dallAteneo nel terzo anno di contratto, e, in caso di valutazione positiva, saranno inquadrati nel ruolo dei professori associati.

Se non verranno previste specifiche deroghe alla Legge n. 122/2010 limite per le Pubbliche Amministrazioni alla possibilità di avvalersi di personale a tempo determinato nella misura del 50% di quanto speso nel 2009, lassunzione di ricercatori a tempo determinato non potrà avvenire se non in misura irrisoria. non essendo ancora presenti, nel 2009, figure analoghe ai ricercatori a tempo determinato.



                                     

3. La mobilitazione contro la riforma Gelmini

In seguito alla presentazione del DdL 1905s, detto riforma Gelmini, che prevede per luniversità pubblica tagli per 1.400.000.000 di euro e nessun investimento, si diffonde negli atenei pubblici italiani una mobilitazione che ha come fulcro i ricercatori universitari. Il Coordinamento nazionale dei ricercatori universitari CNRU il 18 marzo 2010 proclama lindisponibilità alla didattica, unendosi allampio movimento che aveva già raccolto numerose adesioni in diversi atenei italiani e in rapida espansione. Questa forma di protesta si basa sul rifiuto, da parte dei ricercatori universitari, di incarichi di docenza corsi di studio in quanto non previsti dallo stato giuridico. La protesta ha continuato rapidamente la propria espansione e diffusione su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo la quasi totalità degli atenei pubblici italiani. Il 15 aprile 2010 si svolge a Roma unassemblea nazionale dei ricercatori, organizzata dal CNRU, dove vengono ribadite le ragioni della protesta. Il 29 aprile successivo, a seguito di unaltra assemblea nazionale di ricercatori svoltasi a Milano, nasce la Rete 29 aprile e viene proposto un documento che, nel ribadire le ragioni della protesta, avanza delle proposte di modifica della proposta di legge in discussione in Parlamento.



                                     

3.1. La mobilitazione contro la riforma Gelmini Le richieste

La protesta richiede, tra laltro, il mantenimento del carattere pubblico dellUniversità statale e la sua autonomia; labolizione dei tagli alla ricerca e al funzionamento degli atenei introdotti con le leggi 133/08 e 1/09; la riorganizzazione in senso egualitario dei ruoli universitari e dei suoi livelli retributivi; lo sganciamento della valutazione del merito dalle condizioni finanziarie degli atenei; il riconoscimento del ruolo giuridico dei ricercatori; un governo democratico degli atenei pubblici; la garanzia del Diritto allo studio.

                                     

3.2. La mobilitazione contro la riforma Gelmini Lavvio dellanno accademico

In seguito alla mobilitazione dei ricercatori, sostenuti da gruppi studenteschi, lavvio dellanno accademico 2010-2011 è stato teatro di vari rinvii, spostamenti, sospensioni delle lezioni dedicati dai ricercatori alla discussione pubblica sul futuro delluniversità pubblica italiana e, più in generale, del sistema culturale. In seguito alla mobilitazione e alla protesta, la discussione sul futuro delluniversità ha assunto inedito risalto sui mass-media italiani. Analogamente, il DdL 1905s, detto riforma Gelmini, ha subito vari rinvii nel suo passaggio finale in Parlamento a causa di un emendamento volto a bloccare la mobilitazione ma non approvabile poiché privo di copertura finanziaria.

                                     

3.3. La mobilitazione contro la riforma Gelmini La manifestazione al Parlamento

Il 15 ottobre 2010 tremila ricercatori e studenti hanno manifestato a Roma di fronte al Parlamento e alla sede della conferenza dei Rettori.

                                     
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