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ⓘ Notazione modale




                                     

ⓘ Notazione modale

Nella musica medioevale i modi ritmici avevano un semplice segno di note lunghe e note brevi che appariva sulle note stesse che altrimenti sarebbero apparse uguali. La notazione modale fu sviluppata dai compositori della Scuola di Notre Dame, 1170-1250, sostituendo le corrispondenti precedenti notazioni, della prima polifonia, che non mostravano il valore delle note. La notazione modale si rifece alla metrica della poesia classica e fu la prima pietra che darà poi vita alla moderna notazione mensurale.

La lettura e lesecuzione delle musiche era basata sul contesto; un cantore sapeva quale lunghezza dare alle note, più o meno lunga, dalla metrica dei versi che cantava e da una indicazione posta allinizio della strofa rappresentata da un numero. Dopo aver capito quale dei sei modi applicare al neuma, il cantore continuava sulla falsariga fino alla fine della frase o della cadenza. I modi erano indicati attraverso luso di legature che raggruppavano fra loro gruppi di neumi. Lesecutore doveva essere capace di riconoscere quale gruppo, fra i sei, utilizzare per una data frase.

Sebbene luso dei modi ritmici sia una caratteristica della Scuola di Notre Dame, specialmente delle composizioni di Léonin e Pérotin, esso è predominante nellArs antiqua fino alla fine del XIII secolo. Le composizioni che erano permeate dal ritmo modale furono lorganum della Scuola di Notre Dame fra i più famosi l"organum triplum" e l"organum quadruplum" di Perotin e il discanto clausula. Più avanti nel secolo nei mottetti di Pietro della Croce e di molti altri autori anonimi, che derivavano dal discanto clausula, venne usato il ritmo modale.

Nel sistema modale, come si è detto sopra, vi erano sei modi ritmici che vennero scoperti consultando il famoso trattato anonimo, del 1240, De mensurabili musica. Ogni modo era composto da una sequenza di note lunghe e brevi che potevano assumere la disposizione seguente:

1. Longa - Brevis

2. Brevis - Longa

3. Longa - Brevis - Brevis

4. Brevis - Brevis - Longa

5. Longa - Longa

6. Brevis - Brevis - Brevis

Nonostante questo sistema di sei modi sia riportato dai teorici medioevali, solo i primi tre sembra siano stati utilizzati nel periodo modale, con il secondo meno utilizzato del primo e del terzo. Il quarto modo non si è mai riscontrato mentre il quinto e il sesto si pensa non siano stati utilizzati per luniformità del ritmo.

Altri compositori che trattarono il sistema modale furono Anonymous IV e soprattutto Francone da Colonia che, nel suo trattato Ars cantus mensurabilis, riconobbe il limite del sistema e fece le prime proposte per un tipo di notazione che indicasse la durata di ogni nota mediante una diversa rappresentazione delle stesse secondo il loro valore di durata.

                                     
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  • volta, mentre nella notazione moderna la durata è indicata in modo assoluto tramite figure, cioè valori di durata, nella notazione modale è indicata in modo
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  • identificano l altezza delle note musicali. I principali sono la notazione di Helmholtz e la notazione scientifica dell altezza, esistono poi il sistema inglese
  • La notazione quadrata, detta anche notazione vaticana, è una maniera di annotare il canto gregoriano. È la notazione più recente, apparsa nell XI secolo
  • Andrea Valle, La notazione musicale contemporanea: aspetti semiotici ed estetici, Torino, Do Sono - EdT, 2002 Marco Russo, La notazione musicale nell era
  • bemolle, nei suoi diversi sette modi in particolare è la terza nota la modale della scala maggiore di Do, ma anche la quinta nota della scala minore
  • all anno 930 circa, proviene da Laon, per questo la notazione è detta anche di Laon. La notazione metense si diffuse anche in territori lontano dalla