Indietro

ⓘ Ateismo




                                               

Ateismo marxista-leninista

Nella filosofia marxista, l ateismo marxista-leninista rappresenta lelemento irreligioso e anticlericale del marxismo-leninismo, lideologia ufficiale di Stato dellUnione Sovietica. Basato sulla concezione materialista dialettica del ruolo dellumanità nella natura, lateismo marxista-leninista asserisce che la religione è loppio dei popoli, con lo scopo di promuovere laccettazione passiva da parte di una persona della propria povertà e del suo sfruttamento come un modo di vivere normale della vita umana sulla Terra, con la speranza di una ricompensa dopo la morte; di conseguenza il marxismo- ...

Ateismo
                                     

ⓘ Ateismo

English version: Atheism

L ateismo è la posizione di chi nega lesistenza di Dio, opposta al teismo e al panteismo in generale, al politeismo e al monoteismo in particolare.

                                     

1. Definizioni

Si definisce ateo chi non crede in alcuna divinità negandone la pretesa specifica esistenza come realtà trascendente luomo. La definizione del termine tuttavia è molto dibattuta, in particolare per quanto concerne linclusione o lesclusione della posizione degli agnostici nellombrello dellateismo. A riguardo esistono differenti posizioni a tutti i livelli del dibattito, da quello filosofico fino a quello comune. Va inoltre sottolineato che il termine non nasce per una auto-identificazione di chi ha preso una posizione ma piuttosto, storicamente, venne inizialmente usato per descrivere la posizione di coloro che, anche quando teisti, non credevano nel dio di colui che li additava come "senza dio". Nellantichità infatti il termine "ateo" era spesso usato con accezione negativa dai credenti in una religione per indicare persone di un credo diverso; a titolo desempio, il padre della Chiesa Clemente Alessandrino II-III secolo riferisce nei suoi Stromateis che i greci dellepoca consideravano "atei" i primi cristiani.

Risale a Platone 428-347 a.C. la prima analisi dellateismo ricordata dalla storia della filosofia; nel X libro delle Leggi 884B - 907D. Platone "si propone di giustificare filosoficamente la legislazione relativa allateismo nomes peri asebeias" distinguendo tre forme di ateismo:

  • la negazione non della divinità ma che essa possa curarsi delle vicende umane; 899D-900E
  • la credenza che si possa propiziare la divinità attraverso doni, sacrifici ed offerte. 905C-907D
  • la negazione pura e semplice della divinità coincidente per il filosofo con il materialismo naturalistico; 888E-908D

Se considerata rispetto al concetto di "divinità", la definizione di "ateismo" che il filosofo britannico Antony Flew coniò circa alla metà degli anni settanta del Novecento distingue tra "ateismo positivo" - ovvero lasserzione che non esistano dèi oppure la negazione che una qualsivoglia divinità esista - e "ateismo negativo", al quale egli stesso si richiamava, che si basa sullimpossibilità di verificare o falsificare con lesperienza qualsivoglia asserzione teologica; laccezione di cui alla prima definizione citata, anche identificata con "ateismo forte", ovvero la positiva affermazione dellinesistenza di Dio e non di una generica divinità, è tuttavia oggetto di nuove attribuzioni di significato: nel XXI secolo si tende ad attribuire al termine "ateismo positivo" o "forte" il significato - oltre a quello, scontato, di negazione del trascendente - di disapprovazione morale e di avversione alle credenze.

Qualora rapportata altresì al concetto di "credenza in qualsivoglia divinità", emerge una distinzione tra "ateismo pratico" - proprio di chi, per esempio, pur non negando i dogmi o le credenze che affermino lesistere di qualsivoglia ente trascendente, prescinde nella realtà quotidiana da tale ente e agisce come se esso non esistesse - e "teorico", appannaggio di chi, indipendentemente dal proprio comportamento, non creda, o apertamente neghi, lesistenza di un ente trascendente.

Unulteriore posizione è quella dellapateismo, che caratterizza chi considera irrilevante o priva di significato qualsiasi discussione sullesistenza o meno di una divinità e, in senso più esteso, qualsiasi discussione su religione o sistemi valoriali o morali legati a credenze religiose; la posizione implicita dellapateismo può essere riassunta nellasserzione: "Dio esiste? Non lo so e non minteressa".

Nel suo portale dedicato allateismo, la BBC introduce largomento con la seguente definizione: "Gli atei sono persone che credono che Dio o gli dèi o altri esseri soprannaturali siano costruzioni umane, miti e leggende, o che credono che questi concetti non siano significativi".

Generalmente lateismo si contrappone al teismo, e in modo particolare al monoteismo ; talora, infatti, lopposizione al panteismo o al politeismo risulta più sfumata o molto meno sviluppata, come – per esempio – in Richard Dawkins o Daniel Dennett.

Lateismo non esclude lagnosticismo, che raggruppa tutti coloro che si astengono dallesprimersi su una materia quale lesistenza o meno di una divinità, considerandola a priori inconoscibile. Ateismo e agnosticismo non sono posizioni contrapposte. Un ateo può essere considerato agnostico nel momento in cui, pur non credendo nellesistenza del divino, ammette di non poterne avere la certezza assoluta. Prendendo in prestito una terminologia in uso nel mondo anglosassone, allateo agnostico si contrappone lateo gnostico, cioè colui che ritiene di poter affermare con certezza la non esistenza del divino. Un esempio celebre di ateo che non si dichiara del tutto certo dellinesistenza di dio lo si trova in Richard Dawkins, che nel suo Lillusione di Dio espone le ragioni per le quali ritiene linesistenza di dio "quasi" certa.

                                     

2. Il concetto di ateismo

Nella storia delle religioni, in quanto negazione della credenza in Dio, e perciò anche nel soprannaturale e negli officiatori di culto, lateismo è sempre stato una corrente di pensiero critica della religione stessa nelle sue svariate forme e dei fenomeni ad essa collegati.

Percepito dai credenti e dalle classi sacerdotali come un pericolo per la fede, lateismo fu e rimane tuttoggi oggetto di discriminazione, timore, rifiuto, avversione, intolleranza e violenza persecutoria da parte di istituzioni e figure religiose, a seconda delle religioni e dei culti con il quale si è scontrato. Secondo laccademico e storico delle religioni italiano Raffaele Pettazzoni 1883-1959:

Per tali ragioni nelle diverse società umane condizionate dalla religione e/o dove questa svolge un ruolo importante, le persone noncredenti sono bollate come immorali, senza scrupoli o pericolose; dunque lateismo, insieme allirreligiosità, viene denigrato come un pensiero potenzialmente distruttivo, per la religione stessa in primis, e poi per lordine sociale costituito. Nel corso del tempo lo stereotipo dellateismo come una reale minaccia divenne così radicato che talvolta alcuni anticlericali e liberi pensatori arrivarono a condividerlo espressamente: lo stesso Voltaire ad esempio, seppur critico di tutte e tre le religioni abramitiche e delle loro istituzioni, giudicava negativamente lateismo in quanto, a suo giudizio, "amorale" e "socialmente pericoloso".

Nella filosofia greca lateismo ebbe inizio come un atteggiamento pratico alla vita, specie fra i presocratici, o come effetto collaterale delle filosofie che alcune delle loro scuole sostenevano, quali latomismo Leucippo, Democrito e il naturalismo, entrambe forme di materialismo, ed il pluralismo ; invece con i sofisti il dubbio sullesistenza degli dèi divenne oggetto dinteresse della speculazione teorica e della teologia intesa come un "discorso su Dio" vero e proprio, non come sistema di credenze tra i filosofi greci, legato però sempre a questioni quali il rispetto delle convenzioni sociali, le leggi della polis e letica.

Erede dellateismo implicito nella filosofia presocratica e manifesto nella sofistica fu il razionalismo naturalistico dei successori di questultima: Aristippo fondatore della scuola cirenaica, Antistene scuola cinica ed Epicuro scuola epicurea; fra i singoli filosofi atei dellepoca si possono annoverare Ippone di Reggio, Diagora di Milo, Teodoro di Cirene detto "lAteo", Bione di Boristene ed Evemero di Messene teorico dellevemerismo. Nelle Leggi, Platone propose di introdurre pene molto severe per gli atei: lateo "pratico" cioè quello che vive come se non esistesse alcuna divinità è passibile di condanna al carcere, mentre lateo "teorico" che nega lesistenza degli dèi sulla base di motivazioni teoriche devessere, nel peggiore dei casi, condannato a morte.

Non necessariamente "ateismo" è sinonimo di "irreligiosità", che può riferirsi – oltre che allateismo – allagnosticismo, allignosticismo, al libero pensiero, allantiteismo, allumanesimo secolare e così via, tutte forme di noncredenza quale espressione generica dellirreligiosità.

Inoltre, può darsi il caso di atei dichiarati che credono in concetti come "forza vitale" o simili, i quali, pur non avendo caratteri teistici, conservano comunque elementi "spiritualistici" - posizione avvertita ma fortemente contestata da Michel Onfray, che la esclude dalla propria ateologia, e dagli atei "naturalisti", che rifiutano ogni approccio mistico o soprannaturale, relegandolo nellambito della superstizione o della religiosità popolare.

"Ateismo" non è necessariamente sinonimo di anticlericalismo, il quale si caratterizza piuttosto come movimento di opposizione allingerenza temporale del clero nella vita civile, e quindi può essere appannaggio anche di credenti. Esiste, inoltre, la posizione opposta a quella dei credenti anticlericali, la quale, pur essendo molto particolare, è invece da includere nellateismo: è quella dei cosiddetti "atei devoti", che sostengono i valori cristiani pur non credendo nellesistenza di Dio.

Sebbene molti tra coloro che si dichiarano atei condividano un diffuso scetticismo di fondo verso il soprannaturale e lo spirituale, le convinzioni degli atei provengono da molteplici fonti culturali, filosofiche, sociali e storiche, sicché non esiste un "pensiero unico", né una linea comune di comportamento e di azione tra gli atei. Posto ciò, per una categorizzazione indicativa e orientativa dei tipi di ateismo è opportuno distinguere almeno tra "debole" e "forte", "pratico" e "teorico".

La distinzione tra "debole" e "forte" ha una sua giustificazione nella percezione che comunemente si ha del termine "ateo" in Occidente, dove si tende a identificare il teismo col solo cristianesimo. In questo contesto, risulta forte laffermazione "non esiste alcun dio", mentre è debole "non esiste il dio biblico": questa seconda affermazione può presupporre la credenza nel dio degli Stoici, dei Neoplatonici o di Giordano Bruno, in quello del deismo dei secoli XVII e XVIII, in Siva, in Visnù o altri.

Per quanto riguarda la distinzione tra "pratico" e "teorico", va ricordato che la prima distinzione sui tipi di ateismo risale a Platone, che nelle Leggi, avendo preso in considerazione lempietà nei confronti degli dèi olimpici, aveva indicato un ateismo privo di giustificazioni teoriche, quindi pratico, e uno con motivazioni filosofiche, quindi teorico. Con le dovute cautele, dunque, è la distinzione "pratico – teorico" ad avere fondamento nella storia della filosofia, per quanto quella "debole – forte" possa essere di qualche utilità discorsiva in senso generico.

                                     

3. Argomenti per linesistenza di Dio

Gli argomenti filosofici e scientifici avanzati per non credere nellesistenza di Dio sono di vario tipo. Il più semplice può essere sintetizzato nel fatto che non ci siano ragioni sufficienti per credere in qualcosa che trascenda la sfera della materialità, di cui siamo costituiti e nella quale siamo immersi. Il "principio di immanenza" è quindi il fondamento di ogni ateismo e con ciò non si esclude solamente lentità denominata "Dio", bensì ogni entità astratta che alluda allesistenza di un ambito di realtà fuori di quello sottoposto allindagine della scienza.

Un argomento ateo più complesso e articolato non si basa esclusivamente sulla negazione di Dio, ma sul superamento della credenza nel divino. Esso porta a sostegno prove sulla base di dati di fatto scientifici, sia teorici che sperimentali, tali da escludere lobbligo dellesistenza di qualche azione trascendente sulla realtà dellimmanenza.

                                     

3.1. Argomenti per linesistenza di Dio Darwin le implicazioni della teoria dellevoluzione per selezione naturale

La teoria dellevoluzione per selezione naturale formulata da Charles Darwin a metà del XIX secolo, è stata determinante nel fornire una spiegazione allesistenza della vita che non renda più necessaria la figura di un Dio creatore. Nel suo libro Lorigine delle specie pubblicato il 24 novembre 1859, Darwin descrisse come tramite la selezione naturale degli individui con caratteri favorevoli alla sopravvivenza e alla riproduzione in un determinato ambiente, si siano potute differenziare ed evolvere nel corso di milioni di anni, tutte le diverse specie di forme di vita che conosciamo.

Il darwinismo sta conoscendo una fase di rinnovamento, concretatasi nella riunione dei "16 di Altenberg" del 2008, dove 16 tra i più grandi biologi e filosofi evoluzionisti si sono riuniti per integrare la teoria dellevoluzione con nuove idee ed ipotesi su meccanismi che sembra si aggiungano a quelli ben noti.

Il biologo Jacques Monod, Premio Nobel per la medicina del 1965, nel saggio Il caso e la necessità ha dimostrato che in biologia le mutazioni genetiche sono il frutto del caso mentre la necessità provvede attraverso invarianza e teleonomia a mantenere lesistente. Il caso è dunque il portatore del nuovo nel mondo della vita, mentre la necessità lo conserva se adatto. Il biologo molecolare Motoo Kimura nella sua teoria neutralista del 1972 asserisce che a livello molecolare le mutazioni appaiono del tutto casuali.

Recentemente il filosofo della scienza Telmo Pievani è tornato sul problema del creazionismo Creazione senza Dio, 2006. Sebbene il darwinismo sia ormai accettato dallintera comunità scientifica come unico fondamento teorico valido di tutte le scienze biologiche, rimangono ancora oggi dei critici anti-darwiniani, religiosi e laici, che negano la validità della teoria evoluzionistica, sostenendo invece il neocreazionismo o alcune sue forme particolari ad es. il Disegno intelligente o il teismo evoluzionista come spiegazione metafisica della realtà.

Contro i sostenitori di queste teorie, totalmente prive di validità scientifica, alcuni eminenti biologi evoluzionisti e divulgatori scientifici, fra cui i più noti sono letologo Richard Dawkins principale esponente del Nuovo ateismo e lo zoologo e paleontologo Stephen Jay Gould, hanno intrapreso una battaglia culturale in difesa della scienza e della laicità delle istituzioni contro le intromissioni della religione nel dibattito scientifico e nella vita pubblica dei cittadini delle democrazie liberali dellOccidente.

In risposta ai critici del darwinismo, Pievani si limita a separare i piani della scienza e della fede personale, riprendendo come modello di riferimento il principio dei magisteri non sovrapponibili di Gould: "È evidente che denunciare linconsistenza scientifica del neocreazionismo non implica alcun tipo di interferenza nella sfera delle credenze religiose di chiunque, che restano del tutto libere e incondizionate. Il punto sta nel decidere come comportarsi quando una credenza religiosa vuole travestirsi da scienza e quindi manipolare o censurare, per esempio, i programmi delle scuole pubbliche".



                                     

3.2. Argomenti per linesistenza di Dio Lonere della prova

Affirmanti incumbit probatio: già i latini sostenevano che "la prova tocca a chi afferma". Lonere della prova è dunque sulle spalle del credente. È lui che afferma lesistenza di una o più divinità, e tocca quindi a lui dimostrare tale esistenza. Il non credente afferma che esiste luniverso, il credente afferma che esiste luniverso e, in aggiunta, Dio: fornire verifica di quellaggiunta è suo compito. La situazione è paragonabile a una causa giudiziaria: è laccusa che, in un tribunale, deve condurre delle prove a sostegno della propria tesi; la difesa deve al massimo invalidare le suddette prove, non di certo fornire alla giuria una dimostrazione di innocenza nei confronti di unaccusa infondata. È quindi necessario, secondo questo principio, che gli stessi credenti si facciano carico dellonere della prova, a sostegno delle loro affermazioni.

Gli atei e gli agnostici non hanno tendenzialmente problemi a riconoscere il fatto che non è possibile dimostrare linesistenza di Dio: anche perché, come scrive Richard Dawkins, "non si può dimostrare in maniera incontrovertibile linesistenza di niente". Infine, se non esistono prove possono comunque esserci pesanti indizi.

                                     

3.3. Argomenti per linesistenza di Dio Lassenza di evidenze

Lateismo nasce come confutazione delle pretese dei credenti sullesistenza di Dio, benché per essere atei sia più che sufficiente non essere persuasi dellesistenza di Dio. Si è quindi data a lungo una fondamentale importanza alla parte critica, piuttosto che alla formulazione di argomenti "positivi” in favore della miscredenza. Così facendo, gli atei ritengono che lassenza di evidenze a favore dellesistenza di Dio prodotte dai credenti, a cui spetta lonere della prova, sia già un argomento sufficiente per negare lesistenza di qualsiasi entità sovrannaturale. Come ha sostenuto Christopher Hitchens citando Euclide, "ciò che può essere asserito senza prove concrete può essere anche rifiutato senza prove concrete". Se per credere in Dio bisogna rinunciare alla ragione e sostenere che la ragione umana è troppo presuntuosa quando pretende di dire la sua su questioni che "la ragione stessa non può dimostrare", allora si può teoricamente credere a qualunque cosa, anche a una teiera di porcellana orbitante tra la Terra e Marte.

È una posizione affine a quella del ragionamento scientifico, secondo il quale non si possono prendere per veritiere asserzioni completamente sprovviste di prove: è teoricamente possibile, ad esempio, che esistano esseri extraterrestri con una lunga proboscide a forma di trombetta, ma linfinitesimale possibilità che ciò possa essere reale non è una valida ragione per crederla vera. Molti atei sostengono inoltre che la scienza è competente a intervenire sulle questioni religiose: se si pretende che la divinità interagisca con la sfera materiale ad esempio attraverso i miracoli, allora la scienza ha tutte le credenziali per studiare la congruità dellaffermazione. Da un punto di vista logico, infine, si è anche sostenuto A. J. Ayer che tutte le asserzioni su Dio sono letteralmente prive di significato, in quanto nulla può valere come verifica della loro verità o falsità. Non si dimostra lesistenza di qualcuno, ma la si constata.



                                     

3.4. Argomenti per linesistenza di Dio Utilizzo ateologico del Rasoio di Ockham

Questa teoria riguarda principalmente le religioni che affermano la creazione. Il frate francescano Guglielmo di Ockham 1280 – 1349 sostenne che mentre Dio è un assoluto a priori, per spiegare una qualsiasi altra cosa, non bisogna aggiungere, quando non servono, elementi ulteriori che si rivelano inutili.

Tale teoria, nota come Rasoio di Ockham, è stata in seguito utilizzata per mettere in discussione la stessa esistenza di Dio, poiché semplifica laffermazione "Dio, che è sempre esistito, ha creato luniverso" in "luniverso è sempre esistito". Questo punto di vista caratterizza sia il panenteismo di Spinoza e sia il materialismo monista e determinista di dHolbach, per il quale Dio si rivela pertanto un ente inutile. Anche alcuni scienziati moderni, come Fred Hoyle e Stephen Hawking, hanno affermato questo principio - utilizzando le loro teorie - come base per il proprio ateismo personale.

Nello spinozismo lidentificazione Dio-mondo, dove il mondo è eterno e necessitato dal Dio-Tutto Natura teorizza che "il mondo rifluisce in Dio", a differenza del panteismo stoico per il quale "Dio pervade e permea il mondo". Dunque è solo nel materialismo monistico-deterministico che Dio viene escluso e la sua ipostasi superflua, in quanto la sua inesistenza non pregiudica affatto il funzionamento delluniverso, che si può spiegare molto meglio evitando di ricorrere a unentità sovrannaturale. Il mondo è dunque autosufficiente.

                                     

3.5. Argomenti per linesistenza di Dio La non-credenza

Molte persone non credono. Non può esistere una divinità che possa e voglia essere creduta e possibilmente adorata da tutti, e contemporaneamente non sia in grado di dare la fede a tutti. A questo principio logico ad excludendum comparso verso la metà del Settecento, e rimasto a lungo paradigmatico, nel Novecento si è affiancato un nuovo significato, oggi prevalente. La non-credenza è quellatteggiamento razionalistico che non ritiene gnoseologicamente valido ipostatizzare lindimostrabile. Se ciò avviene una data entità è "creduta" e non può dirsi "conosciuta". Nel linguaggio della Chiesa Cattolica a partire dal decennio 1970-1980 è invalso luso di chiamare non-credenti gli atei nei documenti ufficiali, ciò ha fatto sì che nel linguaggio chiesastico il termine non-credente abbia praticamente sostituito quello di ateo, sempre più in disuso. Alla non credenza fa inoltre riferimento il movimento degli attivisti atei nel mondo anglosassone o italiano.

                                     

3.6. Argomenti per linesistenza di Dio La pluralità delle religioni e degli dèi

Nel mondo vi sono migliaia di religioni. Milioni di divinità diverse dagli dèi antropomorfi a quelli assolutamente trascendenti sono state venerate negli ultimi millenni dagli esseri umani. In nessuna epoca storica una religione specifica è stata praticata dalla maggioranza della popolazione mondiale. Se una religione fosse detentrice della verità e soprattutto direttamente ispirata da Dio, la sua universalità dovrebbe già essersi affermata. Così non è, e i conflitti inter-religiosi hanno generato guerre tra le più terribili. Inoltre, le dottrine religiose sono caratterizzate da contrasti spesso insanabili anche allinterno di una stessa fede di base es: cattolici/protestanti e sunniti/sciiti. I non-credenti sostengono limpossibilità che alcuna religione possa essere "vera" perché si contraddicono luna con laltra: non è possibile che più di una di esse sia vera, e questo diminuisce ulteriormente la loro attendibilità. Lesistenza di tante religioni e tante diverse divinità è quindi la dimostrazione che nessuna di esse ha mai portato prove irrefutabili.

                                     

3.7. Argomenti per linesistenza di Dio "Nessun motivo"

Largomento è stato formulato da Scott Adams nel libro Gods Debris 2001. Adams sostiene che un essere onnipotente e/o perfetto non avrebbe alcun motivo di agire, in particolar modo creando luniverso: Dio non proverebbe infatti alcun desiderio, poiché il concetto stesso di desiderio è specificamente umano. Ma luniverso esiste, e quindi cè una contraddizione: di conseguenza, un dio onnipotente non può esistere.

                                     

3.8. Argomenti per linesistenza di Dio Il dolore e il male

Si Deus est, unde malum? Chi più, chi meno, ci troviamo tutti a condividere parte della nostra esistenza con il dolore fisico. Non solo, nel mondo esiste, e spesso predomina, il male. Perché un Dio onnipotente e al contempo benevolo dovrebbe tollerare lesistenza della tortura fisica, le indicibili sofferenze di un malato terminale, la morte di un bambino inerme, Auschwitz, le guerre le catastrofi naturali? Lateo osserva che luomo ha da sempre dovuto trovare di persona una soluzione al male, sia che esso fosse di natura sociale, sia che esso fosse di natura materiale come la malattia, il dolore o la morte.

Alcune religioni, come il cristianesimo, sostengono che lesistenza del male dipenda dallimperfezione delluomo stesso e dalle sue azioni sconsiderate. La maggior parte degli atei non accetta questa asserzione, sostenendo invece che lessere umano, al pari delluniverso, se creato da un Dio benevolo e onnipotente, non dovrebbe poter contenere né essere portatore del male; la stessa esistenza del male dovrebbe essere esclusa dalla realtà, in quanto non contemplata dal motore divino. Unaltra linea di pensiero apologetica, formulata originariamente dal filosofo tedesco Gottfried Leibniz, accetta la sfida posta dal problema della teodicea, sostenendo nel saggio Essais de Théodicée sur la bonté de Dieu, la liberté de lhomme et lorigine du mal 1710 che quello in cui viviamo è ad oggi il migliore dei mondi possibili.

Gli atei contestano vigorosamente questa posizione, ribattendo che non è difficile, neppure per una mente umana, concepire un mondo migliore di quello in cui viviamo. Il filosofo britannico Bertrand Russell, ad esempio, sostiene che "Non è difficile immaginare un mondo senza i nazisti o il Ku Klux Klan". La larga condivisibilità di questa affermazione è fonte di sostegno per le obiezioni atee. Per queste ragioni, gli atei sostengono che lesistenza del male nel mondo è dimostrazione dellimpossibilità dellesistenza di un dio benevolo e al contempo onnipotente.



                                     

3.9. Argomenti per linesistenza di Dio Lincoerenza degli attributi divini

I vari attributi divini del Dio delle religioni abramitiche sono vicendevolmente escludenti. Perché Dio non impedisce che si compia il male? Se non lo fa perché non può, vuol dire che non è onnipotente. Se non lo fa perché non vuole, vuol dire che non è sommamente buono. Se non lo fa perché non sa come farlo, vuol dire che non è onnisciente; se Dio è onnisciente, sa in anticipo come interverrà in futuro usando la sua onnipotenza: non può dunque mutare parere, e dunque non è onnipotente.

Unulteriore contraddizione si rinviene nella teoria del libero arbitrio: se Dio ha dotato luomo di libero arbitrio, ben sapendo che lo avrebbe usato per fare del male, vuol dire che Dio non è sommamente buono; se non lo poteva prevedere, vuol dire che non è onnisciente; oppure è perfido, e si prende gioco sia degli esseri umani che predestina a compiere il male, sia di quelli che predestina al ruolo di vittime. Le contraddizioni si moltiplicano, e la mancanza di una spiegazione comprensibile conduce il pensiero ateo a ritenere impossibile lesistenza del divino laddove riscontri lincompatibilità dei suoi attributi.

                                     

3.10. Argomenti per linesistenza di Dio La complessità di Dio

Largomento è stato presentato da Richard Dawkins nel suo libro Lillusione di Dio. Secondo Dawkins, "un Dio capace di monitorare e controllare in permanenza le condizioni di ogni singola particella delluniverso", di curare simultaneamente "azioni, emozioni e preghiere di ogni singolo essere umano", di "decidere ogni momento di non salvarci miracolosamente quando ci ammaliamo di cancro" non può essere "semplice", come sostengono tanti teologi, ma necessita di una spiegazione "mastodontica" statisticamente improbabile quanto il supposto Creatore.

                                     

3.11. Argomenti per linesistenza di Dio Feuerbach e lantropomorfismo teologico

"Una volta che la coscienza delluomo abbia constatato che i predicati attribuiti a Dio dalla religione sono soltanto antropomorfismi, cioè rappresentazioni umane, già la sua fede è incrinata dal dubbio e dallincredulità. Se gli attributi sono antropomorfismi, è un antropomorfismo anche il soggetto dei medesimi. Se lamore, la bontà, la personalità sono qualificazioni umane, lo è pure il soggetto delle medesime, il soggetto che tu ad esse presupponi, ed allora anche l esistenza di Dio, anche la fede nellesistenza di un qualsiasi dio è un antropomorfismo, una proiezione assolutamente umana"

                                     

3.12. Argomenti per linesistenza di Dio Freud: la religione come bisogno psichico

Man mano che la scienza prosegue nelle sue ricerche, gli atei vedono come sempre più evidente linsostenibilità della trascendenza. Il fenomeno psichico che la esige e che la supporta appare loro come qualcosa di ancestrale e che ha a che fare con lesistenza stessa delluomo.

Già Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, aveva messo in evidenza i meccanismi psichici che fanno nascere il senso del sacro nella mente umana, ed è ancora oggi lo studioso della psiche che per primo ha enucleato e analizzato lorigine e il senso della religione come sistema di credenze fallace nellopera Lavvenire di unillusione 1927; secondo Freud, la religione viene partorita dalla nostra mente per determinare uno stato di "basso investimento" Besetzung, risparmiare energia e sentirsi appagati. Lessere umano quindi, per via dei meccanisimi psichici finalizzati a proteggere il suo equilibrio mentale, tende a costruirsi una falsa rappresentazione della realtà, finalizzata ad evitare la nevrosi da iper-investimento psichico ed emotivo per cercare di risolvere uno stato di disagio, in grado di affiorare nella sua mente qualora metta in dubbio le sue certezze o la sua visione del mondo.

                                     

4. Tipologie di ateismo

Risultano esistere differenti linee di pensiero nella filosofia atea, che vedono delle differenze sulla questione dellesistenza di una divinità. Essendo divisioni di forte natura settoriale, nella realtà può spesso capitare che una persona abbia delle idee in condivisione con vari pensieri, creando un suo pensiero autonomo e personale.

                                     

4.1. Tipologie di ateismo Ateismo forte

La posizione chiamata ateismo forte o esplicito è quella secondo cui non esiste alcun dio. Ad esso si oppone lateismo debole, cioè lassenza di fede in un certo dio, senza la convinzione che questo non esista. Lateismo forte asserisce positivamente, quanto meno, che non esiste alcuna divinità, e può spingersi fino a sostenere che lesistenza di alcune o di tutte le divinità è impossibile dal punto di vista logico. Ad esempio, gli atei forti sostengono comunemente che la combinazione di attributi che possono essere ascritti al Dio cristiano, quali onnipotenza, onniscienza, onnipresenza, trascendenza, somma benevolenza, è logicamente contraddittoria, incomprensibile o assurda; quindi si afferma che lesistenza di Dio è impossibile a priori.

Similarmente, lateismo esplicito può sostenere che qualsiasi asserzione circa lesistenza sovrannaturale è irrazionale e falsa a priori. Un esempio storico significativo di ateismo forte è certamente rappresentato da Karl Marx. Egli spiegò la religione come espressione e risposta alla miseria terrena con la speranza di un riscatto nellaldilà. Per questo definí la religione "oppio del popolo", ovvero un antidolorifico capace di far sopportare la miseria e al tempo stesso impedisce di trovare una soluzione ad essa.

                                     

4.2. Tipologie di ateismo Ateismo debole

La posizione dellateismo debole è così riassumibile: non ci sono motivi per credere in un qualsiasi dio o entità, per ragioni diverse dalla prova della loro inesistenza. Gli atei deboli sostengono che il semplice fatto che non ci sono argomentazioni a favore dellesistenza di Dio accettabili da un punto di vista scientifico è sufficiente a dimostrare che lesistenza del dio non è necessaria per spiegare luniverso vedi anche Rasoio di Occam. A questo proposito, si racconta che, quando Laplace scrisse la sua opera maggiore, il Trattato di meccanica celeste, Napoleone avrebbe osservato: "Signor Laplace, mi dicono che avete scritto questo grande libro sul sistema delluniverso, e non avete mai nemmeno menzionato il suo Creatore". Laplace rispose: "Je navais pas besoin de cette hypothèse-là" "Non avevo bisogno di quellipotesi"

In base a tale ragionamento, una persona in grado di confutare qualsiasi argomento a favore dellesistenza di Dio è giustificata nelladottare una visione atea. Tale obiezione viene spesso espressa in termini che la collegano, come detto sopra, allonere della prova: secondo gli scettici tocca ai sostenitori dellesistenza di una qualsiasi cosa nella fattispecie un dio dimostrarla. Le dimostrazioni filosofiche dellesistenza di Dio, molto diffuse nel Medioevo, sono state poi contestate dai filosofi illuministi. Dopo la rivoluzione scientifica, i pochi tentativi di portare prove scientifiche a favore dellipotesi dellesistenza di Dio, tra i quali figura quello di Kurt Gödel, non hanno ottenuto significativi riscontri.

                                     

4.3. Tipologie di ateismo Ateismo pratico o comportamentale

Per ateismo pratico si intende la posizione per cui ci si comporta "come se" Dio non esistesse, pur non ponendo alla base del comportamento la convinzione su basi teoriche che non esista. Lateo pratico è quindi piuttosto identificabile con l"incredulo", colui che non crede ma neppure nega. Lo storico Georges Minois ha fatto della categoria dellincredulità il sottofondo di tutta la sua ricerca nel saggio Storia dellateismo, apparso in Francia nel 1988 e in Italia nel 2000 Editori Riuniti.

In tal senso lo studio di Minois è un testo di riferimento molto utile per comprendere gli sviluppi storici le modalità di porsi della forma pratica dellateismo in Europa tra il XVI e il XVIII secolo.

Quello di Friedrich Nietzsche può essere considerato ateismo pratico più che teorico, per il fatto che egli combatte la religione e lidea di Dio, ma non propone una filosofia atea con rigorose basi teoriche.

                                     

4.4. Tipologie di ateismo Ateismo teorico o filosofico

Lateismo teorico è quello che riguarda il comportamento soltanto in maniera secondaria, caratterizzandosi in primo luogo per lassunzione di elementi prettamente teorici di carattere filosofico. In termini molto semplificati, due elementi concettuali emergono in esso: limpossibilità dellesistenza del divino; la formulazione su basi teoriche di una filosofia capace di porre in una nuova prospettiva sia lesistenza delluniverso e la sua natura, sia lesistenza delluomo in rapporto ad esso. Nella prospettiva dellateismo teorico lidea del divino e del trascendente in generale diventa non solo surrettizia, ma filosoficamente insostenibile. Lateismo teorico in sé stesso trascura quindi gli elementi polemici contro la religione, in quanto inessenziali alla formulazione di una teoria filosofica rigorosamente atea, puntando semmai lattenzione contro la metafisica le sue costruzioni logiche e dialettiche infondate o insussistenti.

Nella storia della filosofia un vero ateismo teorico è più raro di quanto comunemente si pensi, anche a causa della frequente confusione che si fa con quello forte. I primi atei teorici possono forse essere considerati Leucippo e Democrito e, dopo di loro Lucrezio per aver escluso qualsiasi causa trascendente dalla cosmogonia, fondandola esclusivamente sul vuoto e sugli atomi come elementi primi dellessere – pur non negando lesistenza degli dèi. Devono passare diciotto secoli prima che cominci "la storia del vero ateismo", che troverà in Jean Meslier e, successivamente, La Mettrie e dHolbach i suoi maggiori esponenti. LOttocento ha in Feuerbach un ateo teorico che riesce ad individuare la causa psichica generatrice dellidea di Dio e di ogni religione. Nel XX secolo, il più noto teorico dellateismo, in chiave scientifico-logica, fu Bertrand Russell. In epoca contemporanea Michel Onfray e Richard Dawkins possono essere considerati casi interessanti di ateismo teorico.

Lateismo teorico contemporaneo coniuga elementi strettamente filosofici a elementi scientifici.

                                     

5.1. Storia Antica Grecia

I primi pensatori a negare lesistenza degli dèi furono alcuni sofisti greci, come Diagora di Milo, Crizia, Teodoro, mentre si può parlare di ateismo teorico per gli atomisti Leucippo e Democrito, perché il teorizzare lesistenza di atomi, che muovendo nel vuoto "creano" la realtà fisica, esclude non solo la possibilità di una "creazione", ma anche di una formazione del cosmo a partire dal Caos primordiale ad opera di una qualsiasi causa divina. Secondo gli atomisti, il cosmo è infatti creato e ordinato dal movimento intrinseco agli atomi stessi in quanto mobili, quali particelle elementari e cause di tutta la realtà cosmica.

Per quanto Epicuro non negasse esplicitamente lesistenza degli dèi, li relegava negli intermundia, come simboli della beatitudine e dellindifferenza e non come realtà ontologiche. Dal punto di vista teorico è fondamentale lintroduzione della parenklisis, la casuale deviazione del percorso in caduta degli atomi nel loro precipitare nel vuoto in base al loro peso. Lucrezio, che a lui fa riferimento e traduce parenklisis con clinamen, però va oltre, perché stigmatizza la credenza negli dèi come il peggiore dei mali. Ancor prima di Epicuro, i cirenaici, senza neanche prendere in considerazione lesistenza degli dèi e quindi non negandola ma considerandola priva di senso, avevano indicato nella ricerca del piacere lunica forma di vita saggia, in netto contrasto con la teologia della virtù che il loro contemporaneo Platone sosteneva.

Un ruolo rilevante nella negazione dellesistenza degli dèi nelletà ellenistica venne ricoperto da Evemero di Messene, storico e mitografo che, tra la fine del IV e linizio del III secolo a.C., nella sua Storia sacra tradotta in latino da Ennio con il titolo di Euhemerus, avanzava la tesi che gli dèi non fossero altro che eroi o regnanti illustri del lontano passato, che il mito e la devozione popolare avevano finito per far considerare divinità. La teoria evemeristica sullorigine degli dèi, di carattere razionalistico e sostenuta in precedenza dallo storico e filosofo Ecateo di Abdera, per un verso è il primo esempio di demitizzazione del concetto di dio nella Civiltà greca, ma nello stesso tempo è stata sfruttata dai teologi e apologeti cristiani vissuti tra la Tarda antichità e lAlto Medioevo quale dimostrazione che gli dèi pagani erano falsi, contrapponendovi la rivelazione del "vero dio" della Bibbia.

                                     

5.2. Storia Medioevo

Durante il Medioevo, nellEuropa cristiana, sono rare le professioni di ateismo.

                                     

5.3. Storia Dal Quattrocento al Seicento

Benché non siano documentati casi significativi di ateismo in età medievale anche se Dante e Boccaccio affermano che il poeta Guido Cavalcanti fosse ateo, questa visione del mondo sembra ricomparire in sottofondo, sebbene in forma molto attenuata ed ambigua, più naturalistica che atea, in alcuni filosofi rinascimentali come Pietro Pomponazzi 1462-1525 e Giulio Cesare Vanini, spesso ostracizzati e perseguitati e in alcuni casi come Vanini condannati a morte. Tuttavia, se si guarda bene a fondo, in nessuno di questi personaggi si scorge un vero ateismo, ma semmai un preludio del panteismo di Spinoza e del deismo di Toland.

Giulio Cesare Vanini 1585-1619 è colui che in maniera più esplicita enuncia una teoria panteistica basata sulla divinità intrinseca della natura e sullappartenenza delluomo ad essa come sua parte. Egli riprende il pensiero di Pomponazzi e Cardano per formulare una concezione aristotelica delluniverso in cui la natura è in sé autosufficiente, senza che ci sia perciò bisogno di rivelazioni o sacre scritture ad avvalorarla. Secondo Vanini le religioni vanno viste come strumenti creati dalle classi dominanti volti a perseguire fini politici. Tali posizioni sono intollerabili per la Chiesa cattolica e nel 1619 Vanini viene accusato di blasfemia e ateismo dalle autorità di Tolosa e condannato alla morte sul rogo dopo aver subito il taglio della lingua, come avveniva usualmente per questo tipo di accuse.

Anche la letteratura libertina, che percorre tutto il Seicento, per quanto devastante per la religione costituita, mostra segni di ateismo estremamente deboli, perché prevalgono nettamente gli aspetti panteistici e deistici che la caratterizzano. Il celebre trattato De tribus impostoribus, scritto verso la metà del secolo, tanto esecrato dalle autorità ecclesiastiche, non è altro che la versione dotta di uno sbocco panteistico alla incredulità nella rivelazione, presente a livello popolare sin dal Cinquecento. I tre impostori Mosè, Gesù Cristo e Maometto hanno sfruttato lignoranza del popolo per poterlo manipolare a piacere e lignoto autore scrive: "Quelli a cui premeva che il popolo venisse represso e controllato attraverso simili fantasticherie, hanno coltivato tale seme religioso, facendone poi una legge e costringendo il popolo, con il terrore del futuro e della punizione divina, ad obbedire ciecamente."

Di genere differente è il Cymbalum mundi probabilmente risalente a fine Cinquecento, che è invece una sprezzante e blasfema ridicolizzazione della religione cristiana, ma senza alcuna proposta alternativa. Nel Cymbalum vi sono espressioni enfatiche di irreligiosità come "rinnego Dio" e bestemmie come "corpo dun Dio", ma nellinsieme si tratta dello sfogo di una persona arrabbiata e aggressiva, ma incapace di colpire a fondo le basi del cristianesimo né di delineare un ateismo motivato. Altre numerose opere libertine percorrono tutto il Seicento minando la fede religiosa ma con scarso peso, limitandosi a proporre od auspicare un ateismo pratico povero di idee, ma specialmente fatto di rancore contro larroganza e il parassitismo dei preti.

                                     

5.4. Storia Il Settecento

Lateismo in forme filosofiche definite ha una rilevante ripresa nellIlluminismo, lepoca nella quale esso trova una vera e propria rinascita dopo almeno milleseicento anni. Ciò avviene con Jean Meslier 1664-1729, con Julien Offray de La Mettrie 1709-1751, con Claude-Adrien Helvétius 1715-1771, con Denis Diderot 1713-1784 e infine con il barone Paul Henri Thiry dHolbach 1723-1789, il più importante teorico dellateismo materialistico.

Determinante è la figura di Jean Meslier come precursore di un ateismo illuministico che avrà il suo periodo più florido tra il 1740 e il 1780. Curato alla guida della parrocchia di Etrèpigny, vicino a Mézières nelle Ardenne per circa 40 anni, dopo avere svolto con diligenza e insospettabile apparenza di fede il suo compito per tutto questo tempo, questo prete, alla sua morte avvenuta nel 1729, lascia due sorprendenti lettere e una grande opera di circa 3500 pagine a stampa, Il Testamento ; in esso evidenzia delle contraddizioni interne fra passi dei Vangeli nelle traduzioni utilizzate dalle Chiese cristiane. Meslier, animato da un profondo senso etico, enuncia anche un progetto di comunismo, che egli traeva probabilmente dallesperienza delle prime comunità cristiane, con un implicito invito alla rivolta contro il potere costituito.

Per lui lo stato sociale che si è determinato deriva dalla debolezza e dellacquiescenza del popolo lavoratore, che produce e ha le briciole del suo lavoro. Le classi parassitarie nobiliari ed ecclesiastiche sono delle sanguisughe che vanno abbattute. Le ricchezze della terra vanno divise tra chi ne ha diritto e in parti uguali. Il diritto di proprietà va invece abolito e ci si deve ribellare agli abusi dei nobili e dei preti, mutando radicalmente i rapporti sociali delle società esistenti. Dice nel Testamento: "Unitevi per scuotere il giogo tirannico. I più saggi di voi guidino e governino gli altri”

Anche il suo materialismo è una grande novità filosofica. Scrive ad esempio: "Lorigine della credenza negli dèi sta nel fatto che alcuni uomini più acuti e sottili, e anche più scaltri e malvagi, si sono innalzati per ambizione al di sopra degli altri uomini, giocando con facilità sulla loro ignoranza e sulla loro ingenuità." Dio non cè e la materia è lunica realtà; essa è eterna e in perpetuo movimento e soltanto ciò che corporeo è reale. Per lui non ci possono esser dubbi, bisogna ammettere la sola esistenza della materia e la sua eternità e dinamicità perpetua. Dice riguardo all"essere" della materia: "Non avrebbe mai potuto incominciare ad essere, perché ciò che non è non può darsi od avere lessere."

Dopo Meslier la figura più importante di ateo è Julien Offray de La Mettrie 1709-1751 che con Luomo macchina 1748 scandalizza il mondo settecentesco con un ateismo su base biologica. Già in precedenza egli aveva sostenuto la materialità dellanima in Storia dellanima, ma in maniera ancora incerta. Egli trae da Locke i suoi fondamenti gnoseologici e partendo dal dualismo cartesiano ne fa un monismo della sola res extensa abolendo la res cogintans. Se Cartesio considerava "macchine" solo le bestie, La Mettrie fa delluomo una macchina e lassimila ad esse scandalizzando molti.

La Mettrie sostiene che se lateismo fosse universalmente diffuso le religioni verrebbero distrutte, e aggiunge: "Non ci sarebbero più guerre teologiche né soldati di religione, che sono terribili! La natura, ora infettata da questo sacro veleno riprenderebbe i suoi diritti e la sua purezza". La Mettrie è anche sostenitore delledonismo, perché è attraverso il corpo che si conseguono la maggior parte dei piaceri. Contrariamente a Helvétius e dHolbach, che sono atei deterministi, egli è indeterminista: "Il caso ha gettato noi nella natura, mentre tanti altri, per mille cause, non sono nati e sono rimasti nel nulla".

Ne "Lanti-Seneca" La Mettrie ribadisce il suo edonismo, che trae dai Cirenaici, da Epicuro e da Lucrezio. Attacca letica dellausterità e del sacrificio degli Stoici asserendo: "Questi filosofi sono severi e tristi, noi invece saremo dolci e allegri. Essi dimenticano il corpo per essere tuttanima, noi invece saremo tutto-corpo”. Il fine delluomo è conseguire la felicità e siccome il corpo è fondamentale per ottenerla non è necessario essere istruiti. Per quanto gli intellettuali abbiano i piaceri dello spirito che ne danno parecchia, attraverso lo studio, la lettura, la musica le arti, anche le persone rozze possono averne la loro parte perché "Dormono, mangiano, bevono e vegetano trovando il piacere”.

Claude-Adrien Helvétius 1715-1771 introduce un ateismo sensistico e materialistico che è implicito nelle sue tesi ma di cui ha fornito pochi elementi di tipo teorico, e comunque di seconda mano, presi da Condillac e da Locke. Egli può venire considerato un moralista sociologo per il quale la soggettività va sempre sacrificata a favore della collettività; in quanto solo la dimensione della socialità è "virtuosa". Di conseguenza egli vede leducazione dei cittadini come il compito primo di uno stato virtuoso che abbia a cuore la loro felicità. Egli riduce comunque la nostra conoscenza del mondo ad una pura fissazione mentale delle esperienze dei sensi.

Paul Henri Thiry dHolbach 1723-1789 può venire considerato non solo il più importante filosofo ateo materialista del Settecento, ma anche colui che ha fornito il primo vero sistema ateistico di interpretazione della realtà. Per questo suo intento sistemico gli è stato rimproverato un dogmatismo che lo avrebbe portato a fare della metafisica atea. DHolbach costruisce infatti la sua ontologia sul presupposto monistico e su quello necessitaristico dell essere, comera già stato, ad esempio, per gli Stoici. Per lui tutta la realtà in ogni minimo dettaglio è necessitata, ed anche ogni uomo nasce perché è necessario che ciò avvenga, così come necessitati sono i suoi comportamenti.

Con Il cristianesimo svelato pubblicato nel 1761 DHolbach accusa di falsificazioni le sacre scritture e la teologia cristiana. Nel 1770 pubblica Il saggio sui pregiudizi dove colpisce a fondo lignoranza, le superstizioni della religione e i pregiudizi di ordine morale. La visione del mondo atea e materialistica è però espressa chiaramente solo in Il sistema della natura, anche del 1770, dove il suo sistema filosofico viene esposto con completezza. Segue nel 1776 La morale universale o Catechismo della natura, dove DHolbah dà indirizzi di morale atea molto precisi.

Secondo DHolbach luniverso è costituito unicamente di materia. essa esiste da sempre e nessuno può averla creata. La materia è "Una catena eterna di cause e di effetti. In natura si verificano azioni e reazioni di tutti gli esseri che essa contiene gli uni sugli altri, risultandone una serie continua di cause, di effetti e di movimenti. I movimenti degli enti sono sempre necessitati dal loro essere, dalle loro caratteristiche e delle cause che su essi agiscono". Il movimento è un meccanismo di azioni e reazioni che egli trae in parte dal meccanicismo di Cartesio, ma facendo del dualismo di questi un monismo assoluto dove solo la "res extensa" esiste.

La figura di Denis Diderot 1713-1784 è forse la più significativa di tutto lilluminismo, sia per essere stato il principale progettista e fautore della grande Enciclopedia delle scienze, delle arti e dei mestieri, e sia perché ha rappresentato laspetto più profondo e complesso della cultura illuministica. Una profondità e una complessità che però male si conciliano con la chiarezza. Se lo si confronta col suo grande amico e collaboratore DHolbach, si vede come lateismo sia stato espresso in maniera quasi antitetica, tanto sicuro, dogmatico e pesante il barone franco-tedesco quanto incerto, complicato ed elegante il plebeo Diderot. Questo giustifica il giudizio degli storici che vedono solo nel primo - e non nel secondo - un vero teorico dellateismo.

Se però si prende in considerazione lopera dei due nel suo insieme, ci si accorgerà che per quanto DHolbach sia più chiaro, sistemico ed incisivo, Diderot è più proteiforme e incerto, ma anche più profondo. Nell Interpretazione della natura però egli è chiaro nel dire: "Il fisico, la cui professione è di istruire e non di edificare, abbandonerà dunque il perché e si occuperà solo del come. Quante idee assurde, supposizioni false, nozioni chimeriche in quegli inni che alcuni temerari difensori delle cause finali hanno osato comporre in onore del Creatore!. Anziché adorare lOnnipotente negli esseri stessi della natura, si sono prosternati davanti ai fantasmi della loro immaginazione."

La stagione dellateismo settecentesco si può dire che si chiuda con la Rivoluzione, ispirata, nella sua componente democratica, dalle idee di Rousseau, deista e anti-ateo. Anche la ventata razionalistica che aveva alimentato la cultura tra il 1730 e il 1790 sembra diluirsi e lopportunismo politico di blandire il cattolicesimo risorgente in Francia fa di Napoleone lo sponsor di Chateaubriand, che con Il genio del cristianesimo, uscito nel 1802, segna la fine di unintera stagione culturale.

                                     

5.5. Storia Il secolo XX

In età contemporanea lateismo si è diffuso enormemente ed è spesso associato al razionalismo, allempirismo, al sensismo e al riduzionismo. Lincrocio e la sovrapposizione di questi termini ha creato non poche ambiguità e una corretta analisi filosofica deve sempre tenerli ben distinti. In realtà tutti gli indirizzi citati, ateismo escluso, possono convivere benissimo anche con concezioni teologiche

Il XX secolo non vede importanti teorizzazioni dellateismo, ma piuttosto prese di posizione atee da parte di uomini di cultura, basate soprattutto su presupposti di carattere etico. Fanno eccezione due intellettuali francesi che fanno dellateismo il sottofondo del loro pensiero filosofico e letterario: Albert Camus e Jean Paul Sartre. Essi sono i più noti esponenti di una corrente di pensiero nota come esistenzialismo ateo. Del primo qualche esegeta, come Jacqueline Lévi-Valensi, vorrebbe mettere in dubbio lappartenenza allesistenzialismo sulla base dei suoi contrasti con Sartre e per il fatto che la sua è più un problematica dello "stare nel mondo" che dell"essere uomo" in rapporto al mondo. Questa lettura del pensiero di Camus non è corretta.

In primo luogo va tenuto conto che i contrasti di Camus con Sartre sono stati tutti di natura politico-sociologica e non filosofica, e in secondo che latteggiamento esistenzialistico consiste sempre in una problematica dellesistere che riguarda il proprio stare nel mondo non meno che il proprio essere. Il tema dellassurdo è il fondamento dellesistenzialismo camusiano: "Un mondo che possa essere spiegato, sia pure con cattive ragioni, è un mondo famigliare, ma viceversa, in un universo subitamente spogliato di illusioni e di luci, luomo si sente un estraneo, e tale esilio è senza rimedio, perché privato dei ricordi di una patria perduta o della speranza di una terra promessa. Questo divorzio tra luomo e la sua vita, fra lattore e la scena, è propriamente il senso dellassurdo."

Se il senso dellassurdo fonda lesistenzialismo di Camus, per Sartre luomo è condannato ad essere libero e nello stesso a fallire la sua istanza di libertà. In quanto libero in un mondo di cose dominate dalla necessità egli è un Dio, ma si fallisce in quanto tale poiché resta sempre un Dio fallito. Scrive Sartre: "La libertà umana precede lessenza delluomo e la rende possibile, lessenza dellessere umano è in sospeso nella sua libertà. È dunque impossibile distinguere ciò che chiamiamo libertà dallessere della "realtà umana".

Sartre parte dalla libertà delluomo e arriva al suo sentirsi Dio: "Ogni realtà umana è contemporaneamente progetto diretto di compiere una metamorfosi del suo per-sé in in-sé-per-sé e progetto di appropriarsi il mondo come totalità di essere-in-sé, sotto la specie di una qualità fondamentale. Ogni realtà umana è una passione, in quanto progetta di perdersi per fondere lessere e per costituire contemporaneamente lin-sé che sfugge alla contingenza essendo il proprio fondamento, l"Ens causa sui", che le religioni chiamano Dio." cit., p. 682.

Postosi come un autosufficiente Dio, come un per-sé assoluto, libero dalla necessità cui soggiace quel in-sé che è la natura, la materia. Lesito è il fallimento e del mondo e delluomo in esso: "È come se il mondo, luomo e luomo-nel-mondo non giungessero che a realizzare un Dio mancato. È dunque come se lin-sé ed il per-sé si presentassero in stato di "disintegrazione" in rapporto ad una sintesi ideale. Non che lintegrazione abbia mai avuto luogo, ma invece precisamente perché essa è sempre indicata e sempre impossibile." cit., p. 691

                                     

5.6. Storia Il secolo XXI

Il secolo XXI nasce sotto linsegna di un riflusso religioso e spiritualistico forse più apparente che reale. È però evidente laccentuazione dei fondamentalismi religiosi che si confrontano nel mondo contemporaneo, rivendicando un protagonismo sociale che intende opporsi a quella che viene ritenuta una generale deriva materialistica ed atea nel mondo occidentale.

Ciò a cui si assiste è però anche una certa fioritura di saggi storici critici rispetto alla dottrina cristiana nelle sue pretese di veridicità. Tra questi basti citare il Gesù ebreo di Riccardo Calimani Mondadori 1998, la Storia criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deschner Ariele, 2000-2004 e la Invenzione del Cristianesimo di Leo Zen Clinamen 2003, che emergono per completezza e profondità. Dalle analisi e dalla documentazione prodotta si evince una forte presenza di elementi mistificanti che hanno modellato nei secoli i testi sacri e i documenti della dottrina. Perciò un atteggiamento abbastanza generale di incredulità e agnosticismo, che però rivela anche la presenza, sia pure in sottotono, di istanze atee sempre più motivate.

Nel 2005 il filosofo francese Michel Onfray ha pubblicato un Trattato di ateologia che reca significativamente il sottotitolo "Fisica della metafisica". Onfray infatti precisa le fondamenta della scienza definita ateologia da Georges Bataille, basandole su una critica scientifica delle religioni, a partire dallesame dei testi sacri delle tre grandi religioni monoteistiche. Inoltre egli mutua da Friedrich Nietzsche la convinzione che linvenzione di Dio è in opposizione alla vita, che linvenzione dellaldilà serve a svalutare lunico mondo reale, che linvenzione dellanima immortale ha lo scopo di spregiare il corpo, la sua cura e i suoi piaceri. Pertanto "il vero peccato mortale" sarebbe "lofferta di un oltremondo" per farci perdere "luso e il beneficio del solo mondo esistente".

Lopera di Onfray ha contribuito notevolmente a smuovere le acque di una letteratura atea abbastanza stagnante. A parte Latheisme di Félix Le Dantec del 1906 in tutto il Novecento gli unici saggi sullateismo degni di rilievo sono ad opera di cattolici. Tre emergono: Jacques Maritain Il significato dellateismo contemporaneo, 1949, Augusto del Noce Il problema dellateismo, 1964 e Cornelio Fabro Introduzione allateismo moderno, 1964. Nellassenza quasi secolare di una voce atea significativa Onfray rompe il ghiaccio col suo Trattato di ateologia Grasset & Fasquelle, 2005. Esso ha avuto un ottimo rilievo mediatico, anche perché Onfray si spende personalmente a favore dellateismo in sedi deputate e nei mezzi di informazione.

Nella parte prima del trattato egli così definisce la sua proposta: "Lateologia si propone tre obiettivi: anzitutto decostruire i tre monoteismi e mostrare come, nonostante lodio che da secoli anima i protagonisti delle tre religioni, nonostante lapparente irriducibilità in superficie della legge mosaica, dei detti di Gesù e della parola del Profeta Maometto, nonostante i tempi genealogici diversi di queste tre variazioni realizzate in un arco di più di dieci secoli con un solo e identico tema, il fondo resta lo stesso. Variazioni di grado, non di natura". Fazi Editore, 2005, pag.65 Il secondo obiettivo: "Occuparsi in particolare di una delle tre religioni per vedere come si costituisce, prende piede e si radica su principi che implicano sempre falsificazione, isteria collettiva, menzogna, finzione, e miti ai quali si danno i pieni poteri." cit., p. 65. Terzo obiettivo: "una decostruzione del cristianesimo. In effetti, la costruzione di Gesù avviene in unofficina identificabile con un periodo storico di uno o due secoli: la cristallizzazione dellisteria di unepoca avviene in una figura che catalizza il meraviglioso, raccoglie in un personaggio concettuale chiamato Gesù le aspirazioni millenaristiche." cit., pag.66

                                     

6. Dibattiti sullateismo

I filosofi nel corso della storia hanno presentato unestrema varietà di argomentazioni a favore o contro lesistenza di Dio o anche in sostegno dellirresolubilità della questione e della sospensione del giudizio agnosticismo. Secondo un sondaggio del 2009, molti filosofi propendono per lateismo, sebbene il tentativo di dimostrare linesistenza di Dio operato attraverso ricerche e studi accademici dall "Istituto per lateismo scientifico" di Leningrado, attivo nellUnione Sovietica per oltre settantanni, non abbia prodotto alcun risultato.

Sul piano etico-morale, così come definito dalla dottrina cristiana, la qualifica di ateo assume il massimo senso dispregiativo. A livello fideistico, negando lentità divina, che costituisce il fondamento stesso delleticità, lateo è, in quanto tale, il massimo peccatore e il reietto per definizione. Al contrario, benché lateismo sia indicato quale evento preoccupante della società moderna, per quanto riguarda il singolo peccatore "Limputabilità di questa colpa può essere fortemente attenuata dalle intenzioni e dalle circostanze." Questo poiché massima è la bestemmia che lateo produce negando Dio, e massima è labiezione in cui esistenzialmente si colloca. A livello teologico, lateo, negando Dio, nega il fondamento della vita e della verità dellessere, per cui, nel migliore dei casi, è considerato portatore nel consorzio umano di un nichilismo radicale. Tutte queste considerazioni però non riguardano lateismo "pratico" o "debole", ma solo quello "teorico" implicitamente anche "forte", poiché solo questo si contrappone radicalmente alla fede nel suo fondamento dottrinario. Lateo teorico che nega lesistenza dio non è recuperabile, nulla di buono è in lui. Al contrario, il Catechismo della Chiesa Cattolica artt. 1461 - 1463 prevede lassoluzione tramite il sacramento della Riconciliazione, amministrato da un presbitero o vescovo; in termini più semplici, lattuale pontefice Francesco ha chiarito: "bisogna soltanto pentirsi e chiedere perdono: niente di più! Non si deve pagare niente! Cristo ha pagato per noi e lui perdona sempre"

Gli atei, non curandosi del giudizio del cristianesimo vi contrappongono il fatto che è lateo ad essere morale, in quanto agisce per la moralità stessa e non per obbedire a Dio o per compiacerlo. DHolbach riteneva che il cristianesimo stesso fosse portatore di immoralità e che solo lateo, libero dalle catene della fede, potesse elevarsi alla vera moralità. La fondazione di unetica, infatti, non richiede affatto la credenza in Dio: se una persona sostenesse di comportarsi onestamente solo per compiacere Dio o per non essere da Lui punito, allora non dovrebbe essere definita religiosa ma cortigiana, trattandosi non di fede ma di opportunismo e adulazione verso i potenti. Pierre Bayle è stato il primo a sostenere nei Pensieri sulla cometa che chi non crede in Dio può comportarsi addirittura in maniera più morale del cristiano. Anche alcuni pensatori cristiani successivi sostennero che la fede di per sé stessa non garantisce la moralità e che chi non ha fede può comportarsi correttamente. Ciò si ritrova nel saggio di Kant Fondazione della metafisica dei costumi e, più recentemente, nell Etica di Bonhoeffer.

Talvolta lateismo viene accusato di esprimersi in forme fideistiche, poiché assume come un postulato laffermazione "Dio non esiste", logicamente indimostrabile. A tale critica gli atei rispondono che lateismo non è un atto di fede, ma una scelta razionale. A differenza dei teisti, infatti, sono pronti a ricredersi nel caso lesistenza di Dio fosse dimostrata. Sostiene Sam Harris:

Allaccusa di essere "integralista come gli integralisti che critica", letologo Richard Dawkins risponde:

Le discussioni sullesistenza di Dio e sulla sua influenza sugli uomini riguardano questioni fondamentali per le persone e in varie circostanze possono avere conseguenze rilevanti sul piano del consenso ideologico e politico. Non stupisce quindi che i dibattiti relativi assumano spesso toni aspri e prese di posizione faziose.

                                     

7. Diffusione

Alcune stime sul numero di atei nel mondo ma talvolta confusi con gli agnostici:

  • Uninchiesta condotta in 21 Paesi su un campione di 21.000 persone pubblicata nel dicembre 2004 annuncia che il 25% degli europei occidentali si definisce ateo/agnostico contro il 12% nei Paesi dellEuropa centrale e orientale.
  • La World Christian Encyclopedia rileva 1 miliardo e 71 milioni di agnostici e 262 milioni di atei nel mondo nel 2000.
  • Il Pew Research Center, in unindagine statistica demografica della popolazione religiosa e irreligiosa a livello globale condotta nel 2015, riporta una cifra di 1.2 miliardi di "atei, agnostici e persone che non sidentificano con nessuna religione in particolare", che costituiscono circa il 16% della popolazione mondiale.
  • Britannica Book of Year 1994: 1 miliardo e 154 milioni di atei e agnostici nel mondo.
                                     

8. Associazioni areligiose e/o correlate con lateismo

In Italia

  • Associazione per lo Sbattezzo
  • Associazione Civiltà laica
  • Partito Marxista-Leninista Italiano
  • Associazione Luca Coscioni
  • Associazione nazionale del libero pensiero "Giordano Bruno"
                                     

8.1. Associazioni areligiose e/o correlate con lateismo Nel mondo

  • Humanistischer Verband Deutschlands
  • Associazione umanistica irlandese
  • Richard Dawkins Foundation for Reason and Science
  • Internet Infidels
  • Atheist Ireland
  • Center for Inquiry
  • Movimento Bright
  • Freedom From Religion Foundation
  • Associazione umanistica scozzese
  • Associazione umanistica britannica
  • Project Reason
  • Ex-Muslims of North America EXMNA
  • American Humanist Association
  • Consiglio centrale degli Ex-Musulmani Germania
  • Military Association of Atheists & Freethinkers
  • Federazione umanista europea
  • Gay and Lesbian Atheists and Humanists
  • American Atheists
  • Institute for Humanist Studies
  • Lega internazionale di non-religiosi e atei
  • Conseil des ex-Musulmans de France CEMF
  • Unione Internazionale Etico-Umanistica
  • Conway Hall Ethical Society Regno Unito
  • Atheist Republic
  • Atheist Alliance International
                                     

8.2. Associazioni areligiose e/o correlate con lateismo In Italia

  • Associazione per lo Sbattezzo
  • Associazione Civiltà laica
  • Partito Marxista-Leninista Italiano
  • Associazione Luca Coscioni
  • Associazione nazionale del libero pensiero "Giordano Bruno"
                                     

8.3. Associazioni areligiose e/o correlate con lateismo UAAR

Dal 1987, in Italia, si è costituita lUAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, unorganizzazione filosofica non confessionale e apartitica che dichiara di lavorare per la tutela dei diritti civili degli atei e degli agnostici, a livello nazionale e locale. LUAAR è impegnata in battaglie civili tra cui quella sulla possibilità di sbattezzarsi e la protesta contro la devoluzione alle confessioni religiose degli oneri di urbanizzazione concernenti gli edifici di culto. Inoltre, ha inoltrato allUnione Europea la richiesta che in Italia si rimuovano i crocifissi dai luoghi pubblici.

Nella rivista ufficiale dellUAAR, LAteo, sono stati variamente esposti i principî regolatori dellateismo moderno in campo sia teorico sia etico.

                                     
  • acosmismo, e non di un ateismo Hegel comunque considera l acosmismo un errore, così come considererebbe un errore l ateismo venendo considerato una
  • Methol Ferré definì ateismo libertino la nuova ideologia dominante, dopo la caduta degli ateismi d ispirazione marxista. Il nuovo ateismo ha cambiato radicalmente
  • L importanza di Flew nella storia dell ateismo Flew, il positivismo logico e la rinascita del teismo razionale Il nuovo ateismo o positivismo redux 1 - La
  • Canti. Il grande poeta di Recanati ha dichiarato in più occasioni il suo ateismo e nello stesso tempo ha tradotto in poesia le angosce di un umanità vinta
  • il produttore di Skylarking A causa anche del suo testo accusato di ateismo in cui Partridge esprimeva forti dubbi sulla benevolenza se non proprio
  • generali su Dio e la religione La natura di Dio Che cos è la religione? Ateismo e probabilità Indottrinamento religioso Religione e scienza Idealismo e

Anche gli utenti hanno cercato:

atei famosi, ateismo agnostico, ateismo di stato, ateismo frasi,

...
...
...