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ⓘ Pseudoscienza




Pseudoscienza
                                     

ⓘ Pseudoscienza

Il termine pseudoscienza, nellepistemologia, indica ogni teoria, metodologia o pratica che afferma, pretende o vuole apparire scientifica ma che tuttavia non mostra i criteri tipici di scientificità ovvero non ha alcunaderenza al metodo scientifico, che è il metodo alla base della scienza moderna per dimostrare le proprie affermazioni e progredire. Tra i primi ad usare il termine ci fu François Magendie, pioniere della fisiologia. Il termine deriva dal prefisso greco ψευδής pseudés e dal latino scientia.

                                     

1. Definizione

Viene chiamata pseudoscienza qualsiasi dottrina che in superficie appare essere scientifica o che ha dei presupposti scientifici, ma che contravviene ai requisiti di verificabilità richiesti dalla scienza o comunque devia sostanzialmente da altri fondamentali aspetti del metodo scientifico. In senso più restrittivo Martin Gardner definisce la pseudoscienza una teoria interpretativa della natura che, partendo da osservazioni empiriche per lo più fortemente soggettive, tramite procedimenti solo apparentemente logici, giunge a unarbitraria sintesi, in stridente contrasto con idee comunemente condivise ".

In epistemologia tuttavia non cè unanime accordo su come stabilire in modo oggettivo un confine netto fra scienza e pseudoscienza. Tipicamente la transizione tra i due campi è caratterizzata dallincremento degli esami scientifici e delle prove a supporto della teoria; ad esempio, la deriva dei continenti, un tempo ritenuta una teoria pseudoscientifica, è oggi parte integrante del patrimonio scientifico, soprattutto dopo la scoperta delle prove paleomagnetiche che sostengono il concetto di tettonica a zolle. Anche levoluzione della specie o leliocentrismo sono state sottoposte inizialmente a feroci critiche scientifiche.

Il termine pseudoscienza ha oggi una connotazione negativa poiché segnala che gli argomenti definiti pseudoscientifici sono inaccurati o ingannevolmente presentati come scienza.

                                     

2. Identificare le pseudoscienze

Gli standard per determinare se una conoscenza, una metodologia o pratica siano scientifiche possono variare da un campo scientifico allaltro, tuttavia, esistono una serie di principi base sui quali gli scienziati concordano come la riproducibilità e la verificabilità intersoggettiva. Questi principi mirano ad assicurare che prove rilevanti possano essere riprodotte e/o misurate nelle medesime condizioni. Ci si aspetta inoltre che ogni dato sia documentato e reso pubblico al fine di potere essere sottoposto a revisione paritaria così consentendo successivi e ulteriori esperimenti volti a confermare la veridicità o falsità dei risultati dichiarati e a convalidare lattendibilità dei valori numerici, stabilendone la significatività statistica e lintervallo di confidenza.

Alla metà del XX secolo Karl Popper suggerì il criterio della falsificabilità per distinguere la scienza da ciò che non è scienza. Affermazioni come Dio ha creato luniverso possono essere vere o false ma nessun test può provare che esse siano false quindi tali asserzioni non sono scientifiche, queste affermazioni si pongono fuori dai confini propri della scienza.

Lesigenza di proporre solo affermazioni suscettibili di falsificazione comporta che la scienza è metodologicamente naturalistica, cerca cioè spiegazioni solo allinterno del mondo materiale, astenendosi da ogni eventuale contributo, vero o falso che sia, suggerito dalla religione. Molte discipline ritenute pseudoscientifiche, come scientology o la psicoanalisi, sono spesso accusate di essere delle religioni laiche.

La scienza va distinta quindi dalla rivelazione, dalla teologia o dalla spiritualità. Tuttavia quando la ricerca scientifica produce risultati che contrastano ad esempio con la interpretazione creazionista delle scritture, la reazione dei creazionisti è quella sia di rigettare le conclusioni della ricerca e dei suoi fondamenti scientifici sia di rigettare la metodologia; per questi motivi il creazionismo è considerato pseudoscienza da gran parte della comunità scientifica È questo uno dei casi in cui il termine di "pseudoscienza" viene utilizzato dai seguaci di una teoria giudicata pseudoscientifica per negare tale attribuzione ribaltando invece la stessa accusa sulla teoria scientifica dalla quale si differenziano. Posizione analoga a quella dei creazionisti è tenuta anche dagli scientologisti che credono nelle teorie dianetiche.

                                     

2.1. Identificare le pseudoscienze Caratteri

Una pseudoscienza può essere caratterizzata da alcuni dei seguenti aspetti:

  • asserzioni eccessivamente legate a prove testimoniali o esperienze personali. Tali prove possono essere utili per contestualizzare la scoperta ma non devono essere usate per il test di verifica dipotesi.
  • mancanza di effettivo controllo sui risultati come lutilizzo del doppio cieco nella sperimentazione;
  • tendenza a modificare abitualmente la natura delle proprie asserzioni per sfuggire alle critiche;
  • denuncia di un presunto ostracismo della "scienza ufficiale", dovuto a chiusura mentale e interessi economici;
  • affermazioni vaghe, imprecise prive di specifiche misurazioni o per le quali si sostiene che non siano misurabili;
  • asserzioni che si afferma non siano state dimostrate come false e che quindi devono essere vere o viceversa. È il cosiddetto caso dell argumentum ad ignorantiam ;
  • presentazione di risultati sperimentali privi di qualsiasi forma di peer review la cosiddetta "scienza delle conferenze stampa";
  • affermazioni impossibili da verificare o da confutare;
  • affermazioni prive di verifica sperimentale oppure in contraddizione con altri risultati sperimentali;
  • violazione del rasoio di Occam, ovvero il principio secondo il quale per spiegare un dato fenomeno si debba preferire, tra le teorie possibili, quella con meno assunzioni possibili;
  • asserzioni che presentano dati che sembrano comprovare il risultato ma che non tengono conto di altri dati che confliggono con esso. Questo è un esempio di effetto di selezione ovvero una distorsione della prova o dei dati che ha origine nel modo in cui i dati sono raccolti.
  • principio dautorità Ipse dixit: nella pseudoscienza si riscontra la tendenza a fare accettare, senza possibilità di critica, il pensiero di una data persona lautorità sulla base del fatto che questa deve essere considerata superiore.
  • richiamare lolismo come opposto al riduzionismo; coloro che propongono teorie pseudoscientifiche, in particolar modo nel campo della medicina alternativa spesso ricorrono al mantra dellolismo per spiegare i risultati negativi;
  • mancanza di evoluzione e progressi nel proprio campo. Terence Hines ha, ad esempio, rilevato che lastrologia non è pressoché mutata negli ultimi duemila anni. Di contro la conoscenza che la scienza produce è attendibile ma non infallibile e, di conseguenza, essa può essere mutevole nel tempo. Analogo discorso può essere fatto per lomeopatia i cui principi fondanti sono praticamente immutati dalla fine del Settecento;
  • Argumentum ad populum principio di maggioranza: ad esempio, nella medicina alternativa, il soggetto fa leva su un ragionamento: se migliaia di persone vi ricorrono, qualche cosa di vero deve pur esserci ;
  • incapacità di autocorreggersi. Nelle ricerche scientifiche si commettono errori che tendono a essere eliminati nel tempo, al contrario, le pseudoscienze sono accusate di rimanere inalterate nel tempo a dispetto delle contraddizioni intrinseche;


                                     

2.2. Identificare le pseudoscienze Le fallacie logiche che alimentano le tesi pseudoscientifiche

Il bioeticista George Dvorsky ha enunciato quelli che sono i più comuni errori di logica che tendono ad alimentare nel pubblico la credenza in tesi pseudoscientifiche.

  • Sostituirsi a Dio: è un corollario dell appello alla natura, cioè lidea che la scienza non debba occuparsi di materie che si ritengono pertinenza di unEntità suprema.
  • Appello alle conseguenze: si diffida della ricerca scientifica in ragione delle paventate conseguenze negative che essa può avere; tuttavia le eventuali conseguenze negative non sono imputabili alla ricerca in sè ma al modo in cui questa viene condotta o usata.
  • Appello alla natura: si tende a considerare ciò che è naturale come buono e giusto e quello che è creato dalluomo attraverso il progresso e la tecnologia come cattivo perché altererebbe il flusso naturale delle cose, non considerando il progresso stesso come parte integrante del corso della natura.
  • La falsa equivalenza: si tende a mettere sullo stesso piano tesi scientifiche e tesi pseudoscientifiche sulla base non delle prove a sostegno ma della percezione e della bravura dialettica del sostenitore delle teorie antiscientifiche; è ciò che avviene ad esempio nei dibattiti su evoluzionismo e creazionismo o in quelli sul riscaldamento globale.
  • Appello alla fede: è la tendenza a commistionare o sostituire prove e atti di fede; si rinuncia a capire qualcosa e si presta in essa una fiducia incondizionata a prescindere da ogni evidenza scientifica.
  • Il Dio dei vuoti: la scienza non spiega tutto né ha la pretesa di farlo, per colmare questi vuoti la gente si affida a spiegazioni metafisiche e pseudoscientifiche.
  • È solo una teoria: si concreta nel considerare teorie in senso riduttivo anche quelle che per portata applicativa hanno assunto il ruolo di paradigma ad esempio la teoria della relatività.
  • Selezione osservativa: è la tendenza a generalizzare singoli casi facendone regole erga omnes ignorando così non solo le basi di una qualsiasi analisi statistica ma cancellando dalla propria analisi tutti i dati che la contraddicono ad esempio il citare un conoscente che è vissuto sino a 100 anni bevendo e fumando come prova di non nocività di fumo e alcol.
                                     

3.1. Il dibattito sulle pseudoscienze Scienza e pseudoscienza

La scienza non afferma lassoluta verità delle proprie affermazioni; infatti una teoria scientifica deve essere ritenuta valida soltanto fino a quando riesce a spiegare i fenomeni noti e a fornire previsioni che siano verificabili sperimentalmente; e una nuova teoria potrà soppiantarne una precedente solo qualora riesca a prevedere o spiegare fenomeni non previsti o non spiegati fino ad allora. Inoltre essa sarà ritenuta "vera" solo se riesce a resistere ai tentativi di "falsificazione"; per tale motivo, lattività degli scienziati, se da un lato consiste nel raccogliere nuovi dati e nel formulare nuove teorie, dallaltro, si svolge nel cercare di falsificare le teorie le affermazioni altrui. Quindi, in ambito scientifico, il ruolo della critica reciproca è di fondamentale importanza.

Ad esempio, la teoria newtoniana della gravitazione universale, che sembrava poter spiegare ogni fenomeno fisico legato allinterazione tra corpi celesti determinismo, è stata inglobata dalla teoria della relatività di Einstein, che ha previsto e spiegato nuovi fenomeni di origine gravitazionale.

Secondo i sostenitori delle pseudoscienze, invece, la scienza non accetterebbe lesistenza dei fenomeni che non riesce a spiegare; la pseudoscienza quindi, si propone di accogliere e spiegare con metodi alternativi questi fenomeni. Tuttavia essi sono finora risultati inesistenti se indagati tramite il metodo scientifico ; e quindi la scienza risponde a simili obiezioni richiedendo la prova scientifica per le pretese fenomenologie pseudoscientifiche. La questione pertanto si riduce a una scelta fra chi ammette lesistenza della sola oggettiva razionalità scientifica, e chi invece afferma che gli eventi si possano spiegare attraverso altre vie, non necessariamente razionali e oggettivate dalla rilevazione empirica o sperimentale.

Il termine "pseudoscienze" è stato coniato per sgombrare il campo da discipline che, pur presentandosi al pubblico come scientifiche, pretendono di fornire risultati che avrebbero un grado di verificabilità e quindi di autorevolezza pari a quello delle scienze, ma che tuttavia rifiutano di applicare i metodi rigorosi richiesti dal metodo scientifico.

Molti sostenitori delle pseudoscienze sono tali perché ritengono desiderabile poter oltrepassare i limiti che la conoscenza scientifica impone; lo scontro verte tuttavia sul fatto che le pseudoscienze pretendono di esibire letichetta di scienza senza essere disposte a pagare il prezzo, in termini di metodo rigoroso, che questa etichetta richiede. Inoltre, se anche le scienze ufficiali fossero tanto ottuse e conservatrici quanto vengono dipinte dagli adepti delle pseudoscienze, non si capirebbe allora il senso di tanta insistenza nel volersi definire scienze, se non per uno scopo propagandistico e pubblicitario.

La scienza non può spiegare tutto. Esistono campi molto importanti della vita umana su cui la scienza non può dire nulla, semplicemente perché il suo metodo non è adatto a trovare le risposte per certe domande. La scienza non può ad esempio stabilire se una musica è bella o no: i concetti di "bello" o "brutto" non appartengono alla scienza, ma allestetica, che non è una scienza formale in quanto non adotta il metodo scientifico, ma che tuttavia pone e cerca di risolvere questioni di indubbio interesse.

Nello stesso modo, la scienza non ha nulla da dire né pro né contro lesistenza di Dio. Il concetto di Dio appartiene a campi diversi della conoscenza, come la religione e la metafisica, da cui la scienza formale - o in linea generale tutte le discipline che adottano il metodo scientifico - si è metodologicamente dissociata in tempi relativamente moderni. Ciò non toglie che comunque esistano parecchi pareri contrari, come ad esempio il pensiero di Sam Harris:

Diversa è la posizione di Hilary Putnam, che ritiene in linea di principio le verità religiose non in conflitto con la scienza. Altri tuttavia sono di diversa opinione e indicano teorie come il creazionismo e il disegno intelligente quali esempi di pseudoscienze.

                                     

3.2. Il dibattito sulle pseudoscienze Alcuni esempi di teorie pseudoscientifiche

Tra le pseudoscienze più diffuse nella cultura popolare contemporanea si annoverano lastrologia con innumerevoli seguaci in tutto il mondo, benché nulla di quanto affermi sia dimostrato scientificamente, il creazionismo, la lottologia. Anche lomeopatia è considerata una pseudoscienza in quanto è incompatibile con le attuali conoscenze biochimiche e non fornisce dimostrazioni sperimentali dei suoi effetti curativi.

Le discipline pseudoscientifiche sostengono di basarsi su fatti ed eventi apparentemente reali e dimostrati, anche se talvolta si fondano solo su sensazioni, impressioni e desideri dei cosiddetti "ricercatori" che se ne occupano.

  • Sensazioni
  • quando una persona "si sente osservata", spesso avverte "una strana sensazione" alcuni dicono addirittura "uno strano pizzicore sul collo"; questo fenomeno sarebbe dovuto, sempre secondo gli pseudoscienziati, a una capacità telepatica del nostro cervello, che tutte le persone avrebbero, la maggior parte delle quali però senza rendersene conto.
  • Impressioni
  • altre pseudoscienze, come l oniromanzia, affermano che durante il sonno le capacità del cervello si amplificano, per cui è possibile avere sogni premonitori attraverso i quali prevedere il futuro. Tuttavia, da Sigmund Freud in poi si è iniziato ad interpretare i sogni da un diverso punto di vista, tentando di spiegare da un punto di vista scientifico il modo in cui il cervello rielabora ricordi e sensazioni per formare dei sogni legati sia ad elementi di realtà esterna che ad elementi endopsichici. La validità scientifica di tali risultati è tuttavia altamente controversa. Basti pensare che le modalità dinterpretazione dei sogni da parte di Freud e di Carl Gustav Jung fondatori rispettivamente della psicoanalisi e della psicologia analitica sono profondamente diverse, e non vi è un criterio oggettivo e valutabile sperimentalmente per discernere tra le due, così come tra le altre teorie che sono state formulate in proposito. Oggi anche molti psicoanalisti sostengono che linterpretazione dei sogni, e la psicoanalisi in generale, sia più "arte" che scienza; in ciò distanziandosi dallo stesso Freud, secondo cui la psicoanalisi sarebbe una scienza, basata in ultima istanza sullosservazione imparziale dei dati clinici.
  • la psicologia rileva, a proposito delle pseudoscienze, che esse si basano fondamentalmente sul desiderio innato, più o meno cosciente, che luomo ha di spiegare tutti i fenomeni del mondo che lo circonda. Le dottrine delle pseudoscienze, essendo talvolta molto vaghe e approssimative proprio perché spesso basate su impressioni e sensazioni, in contrasto col metodo scientifico, sono alle volte più semplici di unequazione matematica, di una legge fisica o di una dimostrazione geometrica.
  • Desideri

Anche nellarchitettura si hanno alcune teorie discutibili e discusse, come quella che vorrebbe indagare presunti benefici effetti dellopportuna esposizione dellabitazione rispetto alla rete di Hartmann, secondo il quale tutta la Terra sarebbe percorsa da un "reticolo di energia" chiamato appunto rete di Hartmann; alcuni nodi di questa rete sarebbero "positivi", mentre altri sarebbero "negativi" e costruire una casa su un nodo "negativo" risulterebbe in effetti disastrosi sugli abitanti. Analoghi concetti sono espressi dal feng shui cioè larte di arredare basata sullascolto delle energie che pulsano tra le mura delle nostre case e nei luoghi in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo.



                                     

3.3. Il dibattito sulle pseudoscienze Il problema del metodo

Le "pseudoscienze" non sono "discriminate" dalla comunità scientifica per via dei loro campi di studi, nei quali avrebbero dato risultati talmente sconvolgenti da mettere in pericolo la carriera degli scienziati ufficiali. Le pseudoscienze sono definite "pseudo" per via del loro metodo di ricerca, ossia non per ciò su cui ricercano, ma per il modo in cui lo ricercano. Senza metodo sperimentale non cè conoscenza di tipo scientifico, dunque le discipline che non si basano sul metodo sperimentale non possono ambire a fornire risultati definibili "scientifici".

La scienza compie continuamente errori, tuttavia ammette la correzione degli errori, se dimostra che una certa teoria è errata, il sapere scientifico si corregge. Se una teoria viene smentita attraverso gli esperimenti le verifiche, tutta quella parte di una scienza che si basava su di essa deve cambiare. Al contrario, tutte le pseudo-scienze hanno la caratteristica di rimanere valide e di non cambiare anche se si dimostra sperimentalmente che le basi stesse su cui si fondano sono errate. Ne consegue che la conoscenza che esse forniscono non può essere di tipo scientifico, dato che per la scienza può essere definito "vero" solo ciò che è dimostrato: la loro sarà una conoscenza simile a quella della religione, in cui è "vero" ciò a cui si crede, e non ciò che si è in grado di dimostrare. Un vero scienziato accetta qualsiasi fenomeno, anche se inspiegato, purché sia accertato che tale fenomeno esista.

Un esempio di questo fenomeno è quello dellastrologia, che nellantichità veniva considerata una scienza, poiché inglobava quegli studi che anche oggi appartengono a una scienza, cioè lastronomia. Laccumularsi di queste conoscenza ha diviso lastronomia, che si è attenuta ai dati scientifici via accumulati, dallastrologia, che invece è rimasta fedele al modello superato.

Lastrologia è oggi considerata unanimemente "non scientifica" ed è considerata tout court una pseudoscienza. Nel 1975 l American Humanist Association pubblicò un manifesto sullastrologia, firmato da 186 scienziati e tra questi 18 premi nobel, in cui era scritto che la comunità scientifica era preoccupata dellaumento delle persone che credono nellastrologia pur in mancanza di basi e prove scientifiche e nonostante ci siano forti prove contrarie sulla sua validità scientifica. Il manifesto suscitò lattenzione del filosofo della scienza Paul K. Feyerabend che lo criticò nel suo libro La scienza in una società libera 1978, per il tono autoritario delle affermazioni e per la mancanza di prove a sostegno delle tesi sostenute. Più in generale Feyerabend affermava che la stessa scienza è più aggressiva e dogmatica delle istituzioni religiose.

Nella scienza la teoria di partenza e la motivazione alla ricerca in sé sono certo importanti unipotesi di partenza sbagliata può fare sprecare tutto il tempo e tutto il denaro seguendo false piste, ma non essenziali: quello che conta è infatti un risultato che sia scientificamente verificabile, anche se contrasta con lipotesi di partenza che verrà cambiata dal nuovo risultato, se si dimostra dopo verifiche che era corretto. Al contrario, nelle pseudoscienze la teoria di partenza è sempre più importante del risultato, al punto che si piegano le osservazioni in modo da adattarle alla teoria di partenza. Ogni volta che una dottrina non ammette di modificare le proprie tesi di partenza in caso di risultati contrastanti con esse, si tratterà di una pseudoscienza.

Il celebre fisico Richard Feynman, in occasione del suo discorso di inaugurazione dellanno accademico 1974-75 al Caltech, conia il termine" scienze da cargo cult” per spiegare lapproccio errato che le pseudoscienze assumono nellindagine dei fenomeni. Il termine" cargo cult” culto del cargo, si riferisce ai riti praticati da alcune popolazioni polinesiane, le quali durante la seconda guerra mondiale vennero in contatto con la civiltà occidentale, beneficiando delle merci che venivano portate dagli aerei i cargo, appunto come approvvigionamento per i soldati. A guerra terminata, tali popolazioni istituirono dei rituali per tentare di evocare nuovamente latterraggio dei cargo, costruendo piste di atterraggio e finte torri di controllo, imitando cioè quello che avevano visto fare dai militari. Ecco un passaggio del discorso di Feynman:

Tramite questa analogia Feynman intende mettere in evidenza come le pseudoscienze, nonostante tentino di scimmiottare il metodo scientifico, manchino totalmente o parzialmente dellelemento essenziale che dovrebbe caratterizzare una scienza, ovvero lintegrità scientifica, la capacità di mettere continuamente in discussione le supposizioni iniziali sulla base dei risultati sperimentalmente ottenuti.

                                     

3.4. Il dibattito sulle pseudoscienze Metodi inadatti?

La storia della scienza ha conosciuto numerosi casi di fenomeni che era impossibile studiare per lassenza di strumenti adatti a farlo. Ad esempio, in epoca antica era impensabile studiare i raggi X o le onde radio, che oggi fanno parte della vita di tutti i giorni. Dunque, affermano i cultori delle pseudoscienze, è del tutto possibile che i fenomeni delle "scienze alternative" siano reali, ma sia la scienza tradizionale ad essere incapace di studiarli coi suoi metodi, che si rivelano insufficienti.

Questa osservazione è sensata: la scienza non è in grado di escludere che alcuni o anche tutti i fenomeni ipotizzati dalle pseudo-scienze siano "veri", dato che la scienza può fare affermazioni esclusivamente su ciò che sia possibile sperimentare. Il problema è semmai di tipo epistemologico: per poter studiare questi pretesi fenomeni occorre come prima cosa dimostrare che esistono. E questa dimostrazione tocca ai sostenitori della loro esistenza.

Gli strumenti per studiare onde radio e raggi X non si sono assemblati da soli, ma sono stati costruiti per amplificare fenomeni che erano stati riscontrati dagli scienziati nel corso delle loro ricerche. Tocca ai cultori delle pseudoscienze riuscire a costruire gli apparecchi che rendano percepibile ciò che non lo è, o almeno proporre teorie che riescano a spiegare perché risulti impossibile registrare sperimentalmente tali fenomeni.

La stessa scienza patologica offre esempi di come entusiasmo e "abbagli collettivi" diano vita a fenomeni in realtà inesistenti, come fu, ad esempio, per i raggi N, ritenuti esistenti e oggetto di pubblicazioni scientifiche per un paio di anni fino a quando nel 1905 il fisico statunitense Robert W. Wood non smentì sperimentalmente ogni probabile esistenza di tali raggi.

                                     

3.5. Il dibattito sulle pseudoscienze Il problema dei risultati

Il campo delle pseudoscienze ha visto allopera, nel dopoguerra, ad esempio nel campo della parapsicologia, un nucleo di ricercatori onesti, preparati, e determinati ad applicare il metodo scientifico al campo di ricerca da essi scelto. Tuttavia, nel campo delle pseudoscienze quando si applica, come nel caso di tali ricercatori, un rigoroso metodo scientifico non si ottengono mai, in nessun caso, risultati significativi.

Anche linteresse, spesso citato dai cultori delle pseudo-scienze, da parte degli eserciti sovietico e statunitense nel periodo della Guerra Fredda, che consentì lo stanziamento di fondi per ricerche estese in questo campo, ebbe vita piuttosto breve proprio per la totale assenza di risultati in condizioni scientificamente controllate, al punto che questa esperienza meritò allESP acronimo di Extra Sensorial Perception, percezione extrasensoriale il nomignolo di Error Some Place "cè un errore da qualche parte".

Il problema fondamentale delle pseudo-scienze, in conclusione, non è quello di produrre risultati non spiegabili in base alla scienza tradizionale ": il problema è non riuscire a produrre risultati di sorta in condizioni scientificamente controllate. Ad esempio, lomeopatia non è mai riuscita a dimostrare la proprietà curative dei propri prodotti, in misura superiore a quella del semplice effetto placebo, ogni volta che si è operato in condizioni di doppio cieco.

                                     

3.6. Il dibattito sulle pseudoscienze La critica alle pseudoscienze

Al fine di mettere alla prova la presunta esistenza del paranormale, ma anche le teorie pseudoscientifiche, è stato istituito il "premio Randi": da diversi anni è in palio la cifra di un milione di dollari che verrà consegnata a chiunque sia in grado di dimostrare sperimentalmente lesistenza di poteri paranormali o la validità delle affermazioni di molte pseudoscienze. Nessuno ha ancora vinto il premio.

In Italia opera il CICAP Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze che, sulle orme dellomologo CSICOP Committee for the Scientific Investigation of Claims Of the Paranormal cerca di diffondere la pratica della sperimentazione e dellosservazione oggettiva di fronte a presunti fenomeni paranormali.

                                     

3.7. Il dibattito sulle pseudoscienze Le truffe

In alcuni casi viene sollevato nei confronti delle pseudoscienze, soprattutto alla luce dei flussi di denaro che provocano, il sospetto di malafede, spesso suffragato da coerenti esiti giudiziari.

Ad esempio esistono alcune discipline che si occuperebbero degli influssi negativi che influenzerebbero il destino delle persone. Si parla in concreto di alcune correnti delloccultismo, dello spiritismo, della magia bianca e della magia nera, che avrebbero come funzione primaria quella di rimuovere fastidiosi inconvenienti della quotidianità come il malocchio oppure il superamento degli ostacoli per la comunicazione con i propri defunti. Su tali materie opera infatti un numero ingente di sedicenti maghi e medium; pochi tra questi rifiutano una congrua remunerazione, il che legittima il dubbio sulle loro reali finalità.

Se da un lato tali attività sono sospette di frode a danno della buona fede dei clienti va però rilevato che a un così vasto numero di operatori corrisponde un ben più vasto uditorio di potenziali clienti i quali vanno a costituire un vero e proprio mercato a causa della loro superstizione. Coloro cioè che "tolgono il malocchio" esistono poiché vi sono coloro che credono in primo luogo che il malocchio esista e, in secondo luogo, che il malocchio stesso possa esser tolto così come sarebbe stato applicato. Una delle linee difensive più comuni di tali operatori è infatti che essi andrebbero a soddisfare un fabbisogno che non è stato creato da loro sebbene si astengano in genere dal compiere azioni che tale fabbisogno potrebbero sopprimere.

Allo stesso modo le medicine alternative, come lOmeopatia o i fiori di Bach, muovono ingenti quantità di denaro al punto che ci sono persone che hanno come unico lavoro la messa in atto di terapie basate su principi pseudoscientifici, riviste specializzate e rubriche dedicate anche in giornali quotidiani a tiratura nazionale come La Stampa.



                                     

3.8. Il dibattito sulle pseudoscienze Aspetti di psicologia clinica

Neurologi, psicologi e altri membri del mondo accademico si dicono preoccupati per lincremento di ciò che loro considerano pseudoscienza promossa in ambito psicoterapico e psicologico e attraverso terapie pseudoscientifiche come la programmazione neurolinguistica, il rebirthing, il reparenting, e altre pratiche adottate anche da enti pubblici, governativi e professionali. Gli accademici affermano che tali terapie, prive di base scientifica, utilizzate da sedicenti psicologi, possono determinare danni, screditano le terapie legittime e tendono a diffondere nella società falsi concetti relativi alla natura della mente e del cervello.

                                     

3.9. Il dibattito sulle pseudoscienze La psicoanalisi

Pur essendo normalmente esercitata da persone con una formazione di tipo scientifico e pur proponendosi come "scienza", la psicoanalisi sembra rifuggire da ogni elemento quantitativo e apparentarsi piuttosto con la letteratura tanto da risultare totalmente estranea al metodo scientifico. Secondo linterpretazione classica di Karl Popper, infatti, la psicoanalisi così come il materialismo dialettico e lo storicismo, che si sono presentati come teorie scientifiche, è una pseudoscienza in quanto non soddisfa il requisito fondamentale di controllabilità sperimentale verificazionismo, che sta alla base del metodo scientifico. Qualunque insuccesso, infatti, può essere attribuito allincapacità del paziente di raccontare la propria storia passata con sufficiente dettaglio e onestà. Freud, inoltre, e sino a pochi decenni fa la totalità degli psicoanalisti, rifiutò luso di tecniche empiriche per misurare lesito dei trattamenti. La credibilità scientifica di Freud, in quanto clinico, venne distrutta dallaccesso a dati relativi alleffettivo esito clinico dei casi da lui vantati nei suoi articoli scientifici. Per esempio nello scritto "Etiologia dellisteria", pubblicato nel 1896, Freud proclama il felice esito di 18 casi di isteria da lui curati, mentre nella corrispondenza privata con Wilhelm Fliess, successiva alla pubblicazione, riconosceva di non averne completato alcuno.

Secondo Popper, quindi, si tratta di cosiddette "teorie altamente esplicative", nel senso che sembrano avere una spiegazione valida per ogni fenomeno da esse preso in considerazione. Questo è però anche il loro punto debole, in quanto il loro potere esplicativo si sottrae a qualsiasi controllo empirico riproducibile sperimentalmente; cioè, per usare la terminologia di Popper, non sono "falsificabili".

Lo statuto epistemologico della psicoanalisi è quindi stato variamente criticato e lungamente dibattuto, anche in parallelo alle sue diverse evoluzioni teoriche e metodologiche. Le osservazioni popperiane sulla sua scarsa falsificabilità hanno diffuso una visione piuttosto critica del suo status epistemico e, a partire dagli anni ottanta e novanta del XX secolo, hanno costretto gli psicoanalisti a una maggiore attenzione per la verifica empirica dei loro risultati clinici. In parallelo, inoltre gli studiosi dei fondamenti teorici della psicoanalisi si sono interessati allintegrazione della modellistica teorica psicoanalitica con altre linee di ricerca psicologica e psichiatrica e agli spunti integrativi con le neuroscienze. Questi sviluppi hanno portato a una visione più articolata e in forte evoluzione del suo statuto scientifico, nel contesto dei più ampi studi psicodinamici.

                                     

3.10. Il dibattito sulle pseudoscienze Grafologia

Uno status ambiguo ha la grafologia che, se in ambito giudiziario intesa nellaccezione esclusiva di perizia grafica, ad esempio nelle valutazioni di corrispondenza di campioni di grafia è ritenuta sostanzialmente valida e gode di una certa attenzione, in ambito psicologico e personologico è tuttavia ad esempio per la parte che dovrebbe svelare la personalità dello scrivente priva di qualsiasi supporto scientifico e sperimentale ed è considerata tout court una pseudoscienza.

                                     

4. La "scienza" imposta

Pseudoscienza sarà per forza di cose anche ogni scienza la cui verità è imposta con mezzi normativi e coercitivi dal potere politico, come la "biologia" di Trofim Lysenko sotto Stalin, che demolì, di fatto, la biologia sovietica e inflisse danni enormi allagricoltura dellURSS. La teoria era sostenuta dallo Stato in maniera coercitiva: chi esprimeva dissenso nei confronti di tale costruzione teorica non incorreva in una smentita a mezzo di articoli scientifici, bensì nellinternamento in un gulag.

Lo stesso va ovviamente detto della pretesa del comunismo del periodo staliniano di avere trovato una forma di "materialismo scientifico" in grado di analizzare la società le sue dinamiche con risultati e certezze assolutamente "scientifiche".

Infine, pseudoscienza si rivela qualsiasi scienza nella quale lagenda politica prevale sul bisogno di conoscenza. Questo è, per esempio, il caso del razzismo scientifico, che oggi è facilmente riconoscibile come pseudoscienza, ma che, allinizio del Novecento, ottenne uno status di tutto rispetto in cerchie piuttosto ampie, pur non avendo mai ottenuto il consenso pieno della comunità scientifica. Caratteri simili presenta oggi, per molti versi, anche la sociobiologia.

                                     

5. Scienza e non-scienza

Pur essendo estranee al campo delle pseudoscienze, taluni campi del sapere sono discussi nella loro qualificazione di scienza in senso proprio. Alcune dottrine umanistiche, per il loro campo di studio, secondo alcuni essenzialmente di estrazione positivista non potrebbero ambire ad uno status scientifico in senso stretto, non essendo in grado di produrre dati sperimentali, verificabili e falsificabili, come ad esempio, talune scienze sociali quali:

  • le scienze delleducazione
  • la bioetica
  • le scienze della comunicazione
  • le scienze politiche

Ognuno di questi ambiti di conoscenza troverebbe una migliore collocazione nellambito della filosofia che della scienza. Esse sarebbero "scienze" solo nel senso antico del termine "sapere", "conoscenza", ma non in quello moderno.

                                     

5.1. Scienza e non-scienza Metafisica e pseudoscienza

Non tutta la non-scienza è pseudoscienza. Così come metafisica e pseudoscienza non sono necessariamente concetti analoghi o similari. Ogni teoria scientifica viene formulata allinterno di un inquadramento concettuale, che appartiene alla metafisica. Ne è un esempio lo spaziotempo assoluto della meccanica newtoniana. Una stessa teoria scientifica può essere calata in diverse metafisiche: è il caso delle interpretazioni della meccanica quantistica. La differenza tra metafisica e pseudoscienza è data dalla circostanza che la seconda non teme di essere smentita poiché non si presta al confronto e cresce "cancerosamente" su se stessa; la linea di demarcazione tra la metafisica e la pseudoscienza sta nella loro fecondità o sterilità nei confronti delle teorie confutabili da esse generate. La metafisica diventerà pseudoscienza quando, invece di anticipare i fatti, li rincorrerà creando una serie di ipotesi ad hoc.

                                     

5.2. Scienza e non-scienza Protoscienza e pseudoscienza

Da non confondere con la pseudoscienza è la protoscienza; questultimo è un termine usato per descrivere ipotesi che non sono ancora state adeguatamente testate con metodo scientifico poiché risultano "immature" e non pronte per essere testate. Tale termine può inoltre descrivere la transizione di un corpo di conoscenze pratiche verso larea scientifica. Di contro il termine pseudoscienza è riservato a quelle teorie che non sono sperimentabili in pratica o in principio o per le quali i test svolti hanno dato esito negativo. Ciò non toglie che unarea di conoscenza definita protoscienza possa, una volta sperimentata con esito negativo, confluire nel campo delle pseudoscienze, così è stato ad esempio per lalchimia.

                                     

6. Motivazioni psicologiche e sociologiche delle pseudoscienze

Il pensiero pseudoscientifico è stato spiegato in termini psicologici e sociologici. La tendenza umana di ricercare conferme piuttosto che confutazioni cd. effetto di selezione, la tendenza a mantenere credenze confortanti e la tendenza a generalizzare sono alcune delle ragioni poste alla base del pensiero pseudoscientifico. Secondo Beyerstein, gli esseri umani sono portati ad associazioni fondate sulle sole somiglianze e spesso sono portati a sbagliare lattribuzione delleffetto a una data causa.

Lindeman sostiene che le motivazioni sociali sono più facilmente appagate dalle pseudoscienze che non dalla scienza. Inoltre le spiegazioni pseudoscientifiche generalmente non sono analizzate razionalmente ma solo con il metro dellesperienza; si ritiene valido ciò che funziona ed è soddisfacente e sufficiente per se stessi ", offrendo così una descrizione del mondo semplicistica e riducendo lammontare di lavoro necessario per comprendere situazioni ed eventi complessi.

Odo Marquard ritiene che i vantaggi che la scienza fornisce alluomo sono dapprima accolti con entusiasmo, poi con indifferenza, quindi con ostilità. Nella società attuale, tale ostilità si manifesta o con laderenza a movimenti New Age o con ladesione a discipline alternative più a "misura duomo", spesso lessere umano manifesta questa ostilità aderendo a entrambe.

                                     

7. Le pseudoscienze come religioni atee

Da un punto di vista sociologico, il proliferare delle pseudoscienze nel XX secolo può essere spiegato col tentativo di fornire, a dottrine che un tempo sarebbero rientrate senza alcunincertezza nel campo della religione, lautorevolezza della scienza, percepita a livello popolare come fonte di "certezze" più della religione.

In un certo senso le pseudo-scienze sono una risposta pseudo-religiosa alla crisi dautorevolezza delle religioni, un esempio ne sono i cosiddetti movimenti del potenziale umano.

Le pseudoscienze hanno una visione al tempo stesso atea e religiosa della vita. Postulano una realtà in cui la vita umana è sì pervasa e spesso condizionata da immani energie, ma nella quale la felicità non è garantita dallobbedienza cieca a un Dio.

Al contrario le pseudoscienze pongono lenfasi sulla capacità dellindividuo di comprendere caso per caso, situazione per situazione, ma soprattutto pseudo razionalmente e con atteggiamento di ricerca per così dire "scientifica", gli elementi che permettono larmonia fra lessere umano e lambiente che lo circonda, "personalizzando" su misura il rapporto con il trascendente. Le pseudoscienze hanno insomma subito linnegabile fascinazione delle scienze nella loro visione della Natura come immenso orologio i cui meccanismi sono studiabili e comprensibili, e di conseguenza nel loro bisogno di esaminare la realtà circostante per capirla, e per capirne le leggi, in modo da piegarle a favore degli esseri umani.

Daltro canto le pseudoscienze, come le pseudoreligioni, preferiscono sempre il metodo deduttivo: un"antica tradizione" la cui "verità" si basa esclusivamente sullautorevolezza derivata dalla sua antichità o, in casi come il "marxismo scientifico" da quella indiscutibile del suo fondatore, stabilisce alcuni principi generali astratti, a partire dai quali si scelgono selettivamente i fenomeni adatti a confermare la tradizione stessa, che quindi si auto-conferma, senza bisogno di un confronto coi dati sperimentali della realtà. Il metodo scientifico viene anzi disprezzato, svalutato e definito inadatto a capire le verità davvero profonde ogni volta che produce risultati che contraddicono le "verità" che non si ha intenzione di mettere in discussione.

Da questo punto di vista, insomma, più che di "pseudoscienze" sarebbe opportuno parlare di "religioni scientiste-meccaniciste", su base atea, che concepiscono la realtà come un immenso meccanismo, per spiegare il quale non hanno bisogno di fare ricorso a una divinità, ma che al tempo stesso rifiutano di usare il metodo scientifico per dimostrare quelli che affermano - a torto - essere "fatti" "scientificamente dimostrabili".

Questa contaminazione di due piani, quello religioso e quello scientifico, che nella cultura ufficiale sono invece separati, spiega anche come mai le pseudo-scienze arrivino spesso a contaminare in modo sincretistico elementi religiosi ed elementi scientifici: ad esempio il guaritore che pretende di curare imponendo le mani potrà far precedere il rito da una preghiera o usare la bibbia come talismano, mentre poi indossa guanti o mascherina chirurgica. Oppure le dottrine New Age mescolano buddhismo, astrologia, numerologia e varie altre dottrine.

Nelle pseudoscienze si incontrano in effetti tutti i gradi di mescolanza fra linguaggio scientifico e contenuto religioso, fino al caso estremo delle vere e proprie religioni scientiste, come Scientology.