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ⓘ Decorum




Decorum
                                     

ⓘ Decorum

Decorum è un principio della retorica classica, nella teoria della poesia e del teatro circa lidoneità o meno di uno stile in un soggetto teatrale. Il concetto di decoro viene applicato anche ai limiti prescritti di comportamento sociale adeguato allinterno di situazioni date.

                                     

1. In retorica e poetica

In retorica classica e teoria poetica, il decoro designa lopportunità di stile in un soggetto. Sia Aristotele in Poetica che Orazio in Ars Poetica discussero dellimportanza dello stile appropriato nella poesia epica, nella tragedia, nella commedia ecc. Orazio disse: "Un soggetto comico non è suscettibile di trattamento in uno stile tragico, e allo stesso modo il banchetto di Tieste non può essere descritto nelle tensioni della vita quotidiana o in ciò che si avvicina al tono della commedia. Ognuno di questi stili deve essere tenuto nel ruolo ad esso correttamente assegnato."

I retori ellenistici e latini dividevano lo stile in: alto stile, stile centrale e normale; alcuni tipi di vocabolario e di linguaggio erano ritenuti opportuni per ogni livello stilistico. Una discussione di questa divisione di stili è stata definita nella Rhetorica ad Herennium dello pseudo-Cicerone. Modellato sui tre libri di Virgilio Bucoliche, Georgiche e Eneide, i teorici dellantichità, del Medioevo e del Rinascimento spesso legarono ogni stile ad uno specifico genere: epico alto stile, didattico stile centrale e pastorale stile normale. Nel Medioevo, questo concetto venne chiamato ruota di Virgilio. Per i puristi stilistici, la mescolanza di stili allinterno di un lavoro era ritenuta inopportuna, e un uso coerente dello stile alto era obbligatorio nellepica. Tuttavia, la diversità stilistica era stato un marchio di garanzia dellepica classica come si vede nellinserimento di scene comiche e/o erotiche nelle epiche di Virgilio o di Omero. La poesia, forse più di ogni altra forma letteraria, usava, di solito, parole o frasi che non erano usuali nella conversazione ordinaria, caratterizzate come dizione poetica.

Con larrivo del cristianesimo, i concetti di decoro vennero legati alla dicotomia sacro-profano in un modo diverso da quello delle precedenti religioni classiche. Anche se nel Medioevo i soggetti religiosi erano spesso trattati con ampia umorismo in uno stile "basso", in particolare nel dramma medievale, la chiesa sorvegliava attentamente e continuamente il trattamento in più forme darte, insistendo su un coerente "alto stile". Con il Rinascimento, il ritorno alla mitologia greca e romana, miscelato con i principii cristiani, venne considerato cadere sotto il titolo di decoro, così come la crescente abitudine, nel campo dellarte, di mescolare soggetti religiosi con la vivace pittura di genere o la ritrattistica alla moda. Il Concilio di Trento, nella sua riforma dellarte, proibì, tra le altre cose, la mancanza di decoro nellarte religiosa.

Il concetto di decorum, sempre più percepito come inibitore e mortificante, venne aggressivamente attaccato e destrutturato dagli scrittori del movimento modernista, con il risultato che le aspettative dei lettori non erano più sulla base del decoro, e di conseguenza le violazioni di decoro che erano alla base dello spirito eroicomico della letteratura burlesque e anche di un senso di bathos, vennero offuscati nel lettore del XX secolo.

                                     

2. Nel teatro

NellEuropa continentale sorsero dei dibattiti sul teatro, nel Rinascimento e nel post-rinascimento, relativi al decoro e allappropriatezza di certe azioni o eventi. Nella loro emulazione di modelli classici e delle opere teoriche di Aristotele e Orazio compresa la nozione delle "tre unità", alcuni soggetti vennero ritenuti più adatti alla narrazione. Nella Ars poetica, il poeta oltre a parlare di vocabolario e dizioni appropriate, come discusso in precedenza consigliò i drammaturghi di rispettare il decoro, evitando la rappresentazione, in tetaro, di scene che avrebbero potuto scioccare il pubblico per la loro natura crudele o incredibile: "Ma tu non porterai sulle scene qualcosa che non dovrebbe correttamente svolgersi su di esse, e lascia fuori dalla vista molti episodi che dovranno essere descritti più avanti da un eloquente narratore. Medea non deve macellare i suoi figli, in presenza del pubblico, né la mostruosa Atreo cucinare il suo piatto di carne umana in vista di esso, né Procne essere trasformato in uccello, né Cadmo in un serpente. Distoglierò gli occhi con disgusto da qualsiasi cosa di questo genere che mi farai vedere."

In Italia, nel corso del Rinascimento, si svolsero importanti dibattiti, sul decoro nel teatro, in seguito alla tragedia Canace di Sperone Speroni che raffigurava lincesto tra un fratello e una sorella e Orbecche di Giovanni Battista Giraldi che include un parricidio e scene crudeli di vendetta. Nella Francia del XVII secolo, la nozione di decoro les bienséances fu una componente chiave del classicismo francese sia in teatro che nel romanzo vedi letteratura francese del XVII secolo, ma anche nelle arti visuali - vedi gerarchia dei generi.

                                     

3. Decorum sociale

Il decoro sociale prevedeva un comportamento sociale di correttezza, e quindi legato alle nozioni di galateo e buone maniere.

I precetti del decoro sociale come noi li intendiamo, della conservazione della decenza esterna, sono stati consapevolmente fissati da Lord Chesterfield, che era alla ricerca di una traduzione di Les moeurs: "Le buone maniere sono troppo poco, la morale è troppo". Il termine decoro sopravvive, in forma gravemente ridotta rispetto a Chesterfield, come elemento del galateo: i limiti prescritti del comportamento sociale adeguato allinterno di una certa situazione. Luso di questa parola in questo senso risale al XVI secolo, e stabilisce i limiti nel dramma e nella letteratura, utilizzati da Roger Ascham, in The Scholemaster 1570 e ripresi da Malvolio ne La dodicesima notte: "I miei maestri, sei pazzo o che cosa sei? non hai spirito, maniere né onestà, ma borbotti come un pensatore in questa notte?. non cè il rispetto per persone, né per luogo e il tempo in te?"

IL luogo del decorum nelle aule di giustizia, relativo al tipo di argomento che può essere trattato, rimane pertinente: il decorum dellargomento fu un costanteproblema durante la discussione del processo di assassionio di O. J. Simpson.

Durante le conferenze del Model United Nations, il presidente potrebbe annunciare, "delegati Decorum!" se i delegati non aderiscono alla procedura parlamentare dettata dalle regole. Questo accade spesso, se un delegato parla fuori turno o se la delegazione è dirompente.