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ⓘ Legge Le Chapelier




Legge Le Chapelier
                                     

ⓘ Legge Le Chapelier

La legge Le Chapelier fu promulgata dall Assemblea costituente il 14 giugno 1791 durante la fase iniziale, ancora monarchica, della rivoluzione francese. Essa abolì le organizzazione di mestiere, innanzitutto le corporazioni, ma anche le prime forme di sindacato, così come il compagnonnage e il diritto di sciopero, di fatto proclamando il principio della libertà dimpresa. La legge fu scritta e promossa da Isaac René Guy le Chapelier, avvocato al parlamento di Bretagna, poi deputato patriota agli Stati generali del 1789.

                                     

1. Promulgazione

La legge proibì il regime di esercizio collettivo dei mestieri operai le corporazioni, compresi tutti i regolamenti sociali particolari, e conseguentemente anche il regime derogatorio delle manifatture privilegiate e in generale di tutti i mercati contadini.

Nella sua esposizione introduttiva allAssemblea nazionale, Le Chapelier descrisse in modo allarmistico del movimento para-sindacale, in cui gli operai riunendosi in assemblee "che si propagano nel Regno", impongono dei contratti simili a quelli che oggi chiameremmo contratti collettivi, costituendo quindi le società di mutuo soccorso. Egli condanna con forza le municipalità, ad esempio di Parigi, che lasciavano libere queste pratiche.

Rifiutando i "corpi intermedi" cari a Montesquieu, e nello spirito della Notte del 4 agosto, nel suo discorso afferma: "Il doit sans doute être permis à tous les citoyens de sassembler ; mais il ne doit pas être permis aux citoyens de certaines professions de sassembler pour leurs prétendus intérêts communs; il ny a plus de corporation dans lEtat; il ny a plus que lintérêt particulier de chaque individu, et lintérêt général. Il nest permis à personne dinspirer aux citoyens un intérêt intermédiaire, de les séparer de la chose publique par un esprit de corporation. "La legge sinspirava al Contratto sociale di Jean-Jacques Rousseau, di cui Le Chapelier riprese interi passaggi nella sua esposizione.

In applicazione dei principi della scuola economica fisiocratica, questa legge mirava a garantire la libertà dimpresa, intesa secondo i principi della Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino come mezzo per garantire larricchimento della nazione ed il progresso sociale.

La legge Le Chapelier rappresentava la continuazione del decreto dAllarde che stabiliva il principio della libertà dimpresa in forma repressiva: non solo proibiva a dei gruppi organizzati di porsi degli obiettivi in materia di negoziazione salariale o di prezzo, ma proibiva anche alle amministrazioni pubbliche di tenerne conto e di accogliere le loro petizioni, e nemmeno di trattare con gli autori di tali petizioni a meno che essi non si pentissero pubblicamente. Il tutto sotto pena di mille lire dammenda e di tre mesi di prigione. Gli "assembramenti operai che abbiano come fine di limitare la libertà che la Costituzione accorda al lavoro dellindustria, saranno considerati come assembramenti sediziosi" art. VIII.

                                     

2. Abrogazione

La legge Le Chapelier fu abrogata in due tempi: nel 1864 la legge Ollivier abolì il reato di coalizione, e nel 1884 la legge Waldeck-Rousseau legalizzò il sindacato.

                                     

3. Giudizi

Per il filosofo ed economista Karl Marx, questa legge che proibiva agli operai di associarsi era un vero "colpo di stato borghese".

Per il politico socialista francese Jean Jaurès, la legge Le Chapelier fu un "terribile errore".