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ⓘ Khaled al-Harbi




                                     

ⓘ Khaled al-Harbi

Khāled ibn ʿAwda b. Muhammad al-Harbī è un terrorista saudita.

Associato al gruppo gihadista di Osama bin Laden negli anni ottanta del XX secolo, si crede abbia raggiunto lorganizzazione al-Qāʿida a metà degli anni novanta. Noto anche col nome di battaglia di Abū Sulaymān al-Makkī in arabo: ابو سليمان المكي ‎, porta in genere una folta barba e si muove grazia a una carrozzella per invalidi.

La BBC riferisce che al-Harbī è stato genero di Ayman al-Zawahiri.

                                     

1. Combattente in Afghanistan

Al-Harbī si recò volontario per combattere contro gli invasori sovietici in Afghanistan lungo tutti gli anni ottanta.

Secondo il website Global Terror Alert, al-Harbī combatté da volontario in Bosnia nel 1992. Al-Harbī perse luso delle gambe durante unazione a fuoco in Bosnia.

                                     

2. Residenza in Bosnia

A seguito della vittoriosa guerra di liberazione, nel 1995, la nuova repubblica di Bosnia ed Herzegovina offrì la cittadinanza a qualunque combattente straniero volontario avesse combattuto per la sua causa.

Al-Harbī sinsediò in Bosnia fin quando nel 1997 non furono emessi ordini di cattura contro di lui e altri 18 uomini. Le accuse erano che al-Harbī avesse offerto la sua casa per dare ospitalità a terroristi.

Al-Harbī scomparve in quelloccasione e tornò a farsi vedere solo in un video registrato alla fine del 2001, mentre aveva un colloquio con Osama bin Laden.

                                     

3. Collaborazione con Osama bin Laden

Il Pentagono ha messo in circolazione il 13 dicembre 2001 una registrazione video in cui si vedeva Osama bin Laden che aveva una lunga conversazione con una persona a proposito dellattentato dell11 settembre 2001. Inizialmente non fu possibile identificare lamico di bin Laden. Il 16 dicembre 2001 al-Harbī fu identificato come luomo che parlava con bin Lāden.

Time magazine riferì che non meglio precisati "funzionari" statunitensi descrivevano al-Harbī come "una persona confidant e spiritual sounding board for bin Laden senza però che egli fosse un membro di al-Qāʿida." Time pubblicò la notizia secondo cui Nawāf ʿObayd, identificato come un analista esperto di controspionaggio saudita, aveva affermato che al-Harbī cooperava con lorganizzazione jihadista. ʿObayd definiva al-Harbī come un "reclutatore assai efficiente".

                                     

4. Amnistia e resa

In seguito, al-Harbī visse in clandestinità ai confini iranico-afghani.

Al-Harbī si arrese consegnandosi nellambasciata saudita in Iran il 13 luglio 2004. La sua resa rientrava in unamnistia, valida per un mese, decretata dal governo saudita il 23 giugno 2004.