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ⓘ Rasoio di Occam




Rasoio di Occam
                                     

ⓘ Rasoio di Occam

Rasoio di Occam è il nome di un principio metodologico che, nella sua forma più immediata, suggerisce, ai fini della risoluzione di un problema, di scegliere, tra più ipotesi possibili, quella più semplice a meno che non sia necessario e utile prendere in considerazione più fattori. Il principio, ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno, fu espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano inglese Guglielmo di Occam.

                                     

1. Giustificazione storica del principio

Il principio logico del Rasoio di Occam è stato un segnale opportuno nel momento opportuno: infatti il procedere delle teorie filosofiche e scientifiche, con luso eccessivo di varianti e di possibili diramazioni nella complicazione dimostrativa, faceva in passato perdere il senso della dimostrazione stessa, soprattutto quando questo accadeva per il desiderio da parte dellautore di evidenziare una certa sua originalità.

Il rasoio logico evita la postulazione di entità inutili, implicitamente favorisce la partenza da principi dimostrati e quindi semplici, e con solide e semplici deduzioni fa in modo che si arrivi alla conclusione.

Il rasoio logico non pone una condizione assoluta nel procedere della conoscenza: attribuisce sì valore alla semplicità ed alla solidità, ma mette alla prova la validità delle conclusioni in base al principio stesso del rasoio, nel senso che una teoria che progressivamente si appoggiasse alla elaborazione troppo semplice e parziale di termini o a principi sempre più evanescenti alla fine sarebbe da rigettare per la sua stessa inconsistenza.

                                     

2. Descrizione

La metafora del rasoio concretizza lidea che sia opportuno, dal punto di vista metodologico, eliminare con tagli di lama e mediante approssimazioni successive le ipotesi più complicate.

In questo senso il principio può essere formulato come segue:

La formula, utilizzata spesso in ambito investigativo e – nel moderno gergo tecnico – di risoluzione di un problema, recita:

oppure

oppure ancora

In altri termini, non vi è motivo alcuno per complicare ciò che è semplice. Allinterno di un ragionamento o di una dimostrazione vanno invece ricercate la semplicità e la sinteticità.

Ciò significa che – tra le varie spiegazioni possibili di un evento – bisogna scegliere quella più "semplice", intesa non nel senso di quella più "ingenua" o di quella che spontaneamente affiora alla mente, ma come quella che appare ragionevolmente vera senza ricercare uninutile complicazione aggiungendovi degli elementi causali ulteriori. Questo anche in base a un altro principio, elementare, di economia di pensiero: se si può spiegare un dato fenomeno senza supporre lesistenza di un qualche ente, è corretto farlo, in quanto è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni, la più semplice e plausibile.

Concettualmente non si tratta di novità, perché il principio di semplicità era già ben noto a tutto il pensiero scientifico medievale, ma esso acquista in Occam una forza nuova e per certi versi devastante a causa della sua concezione volontarista: se il mondo è stato creato da Dio solo sulla base della volontà e non per intelletto e volontà, come diceva Tommaso dAquino, devono sparire tutti i concetti relativi a regole e leggi, come quello di sostanza o di legge naturale.

                                     

3. Esempi

Un esempio classico di applicazione del principio può essere la questione riguardante la generazione di un universo:

  • da un lato si può ipotizzare un universo eterno, o generato da sé o per motivi sconosciuti;
  • dallaltro, un universo generato da una divinità, la quale a sua volta è eterna, o generata da sé o per motivi sconosciuti.

In questo senso, la prima versione non postula enti ulteriori come ad esempio la divinità ed è quindi preferibile secondo questo metodo. Si tende a definire la teoria del Rasoio di Occam come la scelta più semplice.

Occam non imponeva di scegliere il complesso di ipotesi di numero minore né suggeriva che esso sarebbe stato quello più vicino alla verità ma che, se le ipotesi formulate bastavano a spiegare il fatto, non si doveva inutilmente complicare bensì accettare la semplicità della spiegazione.

È stato infatti osservato come da un punto di vista storico generalmente le teorie "più semplici" hanno superato un numero maggiore di verifiche rispetto a quelle "più complicate", con un insieme maggiore di ipotesi.



                                     

4. Utilizzo

Il Rasoio di Occam, nato per la filosofia e per la cultura, è giunto alla scienza, ed è stato solitamente usato come una regola pratica per scegliere tra ipotesi che avessero la stessa capacità di spiegare uno o più fenomeni naturali osservati.

Siccome per ogni teoria esistono generalmente infinite variazioni egualmente compatibili con i dati, ma che in alcune circostanze predicono risultati molto differenti, il Rasoio di Occam è usato implicitamente in ogni istanza della ricerca scientifica. Consideriamo ad esempio il famoso principio di Newton "a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta". Una teoria alternativa potrebbe essere: "Per ogni azione cè una reazione uguale e opposta, eccetto il 10 ottobre 2064, quando la reazione avrà metà intensità." Questa aggiunta, a parte la sua assurdità, vìola il principio di Occam perché è unaggiunta gratuita, come lo sarebbero anche delle serie di infinite altre teorie alternative. Senza una regola come il Rasoio di Occam gli scienziati non avrebbero mai alcuna giustificazione pratica o filosofica per far prevalere una teoria sulle infinite concorrenti; la scienza perderebbe ogni potere predittivo.

Sebbene il Rasoio di Occam sia la regola di selezione tra teorie, non basata sullevidenza, più ampiamente usata e filosoficamente comprensibile, ci sono oggi approcci matematici simili basati sulla teoria dellinformazione che bilanciano il potere esplicativo con la semplicità. Uno di questi approcci è linferenza sulla minima lunghezza di descrizione minimum description length.

                                     

4.1. Utilizzo Tema dellesistenza di Dio

Cè chi sostiene che, in base a un utilizzo particolare dei principi di ragionamento indotti dal Rasoio di Occam, sia inutile introdurre un Dio per spiegare lesistenza del mondo.

Infatti alla domanda "Chi ha creato il mondo?" i credenti dei principali monoteismi rispondono che "Il mondo è stato creato da Dio", ma non essendoci per sua stessa definizione nulla di più potente di questo Dio e quindi nulla che possa averlo creato, ne consegue che Dio, a differenza del mondo, è sempre esistito. A questo punto se è possibile che questo qualcosa sia sempre esistito, perché non anche il mondo? La risposta alla domanda iniziale "Il mondo è stato creato da Dio, che è sempre esistito" si semplifica quindi in "Il mondo è sempre esistito", o "la materia è sempre esistita", è causa incausata.

Scienziati moderni vicini al movimento del "nuovo ateismo" hanno trasposto il concetto dalla filosofia dichiarata da essi superata alla fisica da "luniverso è stato creato da Dio" a "luniverso è nato dal Big Bang-il Big Bang è un probabile effetto quantistico-gli effetti quantistici sono sempre esistiti", riutilizzando il Rasoio di Occam in un contestato amalgama tra cosmologia scientifica e filosofia.

In altri termini è superfluo e quindi, secondo il Rasoio di Occam, sbagliato in senso metodologico, introdurre Dio per spiegare lesistenza del mondo. Altri – come Immanuel Kant – hanno però obiettato la riduttività della tesi, nel senso che la spiegazione corretta della realtà non è necessariamente la più semplice, quella cioè che non ha bisogno di ipotizzare lesistenza di Dio.

Esemplificativo della posizione di Kant è laneddoto che ha come protagonisti Laplace e Napoleone. Quando Laplace presentò la prima edizione della sua opera Exposition du système du monde 1796 a Napoleone, questi osservò: "Cittadino, ho letto il vostro libro e non capisco come non abbiate dato spazio allazione del Creatore". A queste parole Laplace replicò seccamente: "Cittadino Primo console, non ho avuto bisogno di questa ipotesi."

Daltra parte un credente, oppure uno scettico, potrebbe aggiungere che una spiegazione è per definizione unaffermazione di un principio o di una causa ritenuta necessaria per rendersi conto dellesistenza di una determinatezza, che da sola non soddisfa i requisiti di una evidenza di una risposta a un "perché cè". Se si assume il mondo come spiegazione dello stesso, nel senso che il mondo deve avere una sua causa per esempio Dio, nulla vieta di poter spiegare lesistenza del mondo senza ricercare la sua causa, cioè mettendo in opera il Rasoio di Occam e tagliando la causa Dio. E non manca chi sostiene, come Emanuele Severino, che tutte le cose non hanno causa, ma sono eterne ed è quindi insensato andare alla ricerca di una causa prima che riguardi lesistenza del mondo.

Tuttavia i principi di razionalizzazione del ragionamento indotti da Occam, che successivamente sono stati denominati dalla critica filosofica Rasoio di Occam, non furono utilizzati da frate Guglielmo per affrontare il tema dellesistenza di Dio. Infatti, secondo quanto esposto nelle sue due opere Summa totius logicae e Expositio aurea super artem veterem, egli illustra come la realtà sia eminentemente individuale e nessun universale esista fuori dellanima; né le "idee" di Platone, né laristotelico e tomistico quod quid est essenza identificata come fondamento oggettivo dei processi astrattivi, né le scotistiche formalitates ; luniversale è solo nel soggetto conoscente, operazione di classificazione degli individuali. Nella realtà individuale non vè distinzione di essenza ed esistenza, distinzione reale tra gli accidenti e la sostanza, essendo i primi modi di concepire la sostanza, e così per le relazioni che sono quindi oggetto della logica, non della metafisica. Questa concezione della realtà e questo modo dintendere il processo conoscitivo hanno le loro corrispondenze nella teologia: quindi non viene meno il concetto di Dio, ma decade il valore delle tradizionali prove della sua esistenza; neppure il principio di causalità può essere utilizzato nella prova dellesistenza di Dio, non essendo possibile escludere un regresso allinfinito.

Secondo Occam, Dio è solo oggetto di fede.

                                     

4.2. Utilizzo Rapporti tra Stato e Chiesa

Lormai famoso Rasoio di Occam: Non sunt multiplicanda entia sine necessitate non lo troviamo in questa formulazione nei suoi scritti, bensì nella seguente più precisa, se dalla pura speculazione ci rivolgiamo anche alle sue applicazioni ecclesiologiche o politiche:

Occam parte da un profondo rispetto del dominium in communi concesso a tutti gli uomini da Dio, dal quale procedono le potestates e gli altri diritti. Costruendo le proprie teorie politiche su questa base non ritiene possibile unestensione del potere papale a detrimento di quanto Dio ha concesso agli uomini. Estensione significa moltiplicazione dei privilegi e delle eccezioni, delle leggi e delle istanze intermediarie tra Dio e gli uomini, in modo da poter interferire maggiormente negli affari imperiali.

Occam preferisce ai molti i pochi diritti della Chiesa in campo politico e accusa apertamente il papa e i curialisti di quattro eresie:

  • terza eresia: conferire al papa il potere di istituire nuovi sacramenti;
  • seconda eresia: affermare che il papa può comandare quanto Dio chiese ad Abramo consegue dalla prima;
  • prima eresia: uguagliare il potere petrino a quello divino, permettendo al papa di intromettersi ordinariamente nella gestione dellImpero;
  • quarta eresia: concedere al papa il diritto di privare i re dei loro regni.

Se il rasoio taglia i poteri papali, rinforza quelli imperiali garantendone lautonomia nei confronti dellarbitrio papale. Occorre dunque correlare di eccezioni il contestatissimo versetto Quodcumque ligaveris super terram, etc.". Infatti questo enunciato, pur essendo stato proferito generaliter ", non possiamo in alcun modo intenderlo generaliter sine omni exceptione ". Le eccezioni o le limitazioni al potere papale nei confronti dellImpero sono perlomeno tre, tre nuovi tagli apportati alla pretesa plenitudo potestatis ":

  • il diritto legittimo dei re, degli imperatori e di altri;
  • le libertà concesse ai mortali da Dio e dalla natura: eccezione derogabile solo in caso di necessità urgente e utilità manifesta;
  • il modus nimis onerosus et gravis in ordinando ", affinché non risulti impossibile ai sudditi del papa, ciò che era loro possibile nella libertà evangelica.

Quel modus nimis onerosus et gravis in ordinando è la formulazione che meglio esprime ciò che qui abbiamo definito "rasoio politico di Occam": rispettare il diritto prestabilito da Dio, limitare il proprio potere allo stretto necessario, trovare le modalità giuste per esprimere il potere legittimo. Si ribadisce comunque il diritto-dovere allobiezione ed alla critica, quando diritti e libertà di terzi vengono calpestati con le parole del "Salmo 2" versetto 3, "Dirumpamus vincula eorum et proiciamus a nobis iugum ipsorum." Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami.