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ⓘ Totò e Carolina




Totò e Carolina
                                     

ⓘ Totò e Carolina

Durante una retata della polizia a Villa Borghese, lagente Antonio Caccavallo Totò, vedovo con figlio e padre a carico, arresta insieme ad altre donne di vita anche Carolina. In realtà la ragazza è solo scappata di casa perché incinta. Caccavallo laveva trovata nei pressi del luogo della retata, e pur essendo autista della pattuglia, aveva preso una avventata iniziativa. Il povero poliziotto è obbligato così dal suo Commissario a riportarla al paese di origine, e consegnarla ai parenti, che si mostreranno scandalizzati per la gravidanza imprevista.

Liquidare la pratica Carolina si rivelerà più complicato del previsto, anche a causa della ritrosia della ragazza che già capisce di essere reietta fra la sua stessa gente. Ciononostante Carolina in qualche modo riesce a confidarsi e a legare con il poliziotto, di cui comprende gli obblighi professionali, e che non le serba rancore nonostante gli faccia passare non pochi guai la ragazza tenta di scappare, ma anche di suicidarsi rischiando di uccidere anche lui. Alla fine, mentendo ai suoi superiori circa il buon esito della missione, Caccavallo se ne farà carico accogliendola a casa sua, dove da tanto tempo mancava una presenza femminile.

                                     

1. Censura

La pellicola fu soggetta a numerosissime censure per via del fatto che linterpretazione di Totò, secondo la visione dei censori dellepoca, avrebbe sminuito e ridicolizzato il ruolo degli agenti di Polizia. Tali e tanti furono i tagli, le modifiche, e gli stravolgimenti voluti dalla censura che degli originali 2600 metri di pellicola si arrivò ad una versione di soli 2386, dopo ben tre bocciature da parte della commissione di censura.

I primi problemi sorsero già in fase di presentazione della sceneggiatura, ancora intitolata Addio a Carolina, il 29 agosto 1953, prima dellinizio delle riprese del film. La Direzione generale dello spettacolo espresse subito forti riserve, i censori studiarono la sceneggiatura e formularono un risoluto parere negativo. La motivazione comprendeva il seguente testo:

Inoltre, per la morale italiana dellepoca, appariva molto sconveniente che un agente di polizia sinteressasse delle sorti di una futura ragazza madre, fin poi ad accoglierla in casa propria, essendo vedovo con figlio e padre a carico.

La prima modifica accertata apportata al copione fu il cambio del cognome del protagonista che da Callarone passò ad un più "comico" e irreale Caccavallo, per dare alla storia un deciso tono da farsa, ed evitare riferimenti alla cronaca.

Iniziate le riprese del film, a quel punto intitolato Totò e Carolina, in fase di lavorazione vennero eliminate altre scene, come quella nella quale Totò alla caserma dei carabinieri tentava di convincere il maresciallo a prendere in custodia Carolina, e quella dove discuteva della gravidanza indesiderata della ragazza.

Concluse le riprese nel gennaio 1954, il film passò al montaggio, e nel febbraio seguente fu ripresentato alla commissione di censura per il nulla osta. Cinque giorni dopo, arrivò la seconda bocciatura con le medesime motivazioni della volta precedente: "offensivo della morale, del buon costume, della pubblica decenza, nonché del decoro e prestigio delle forze di Polizia".

Il regista Monicelli, che aveva già avuto brutte esperienze in passato con la censura per Totò e i re di Roma, acconsentì allora a tagliare unaltra scena, dove il parroco del paese tentava di dare in moglie Carolina a un vinaio scapolo tacendo della gravidanza di lei, e ad accorciare la scena iniziale della retata a Villa Borghese, ma il giudizio negativo fu ribadito anche in fase dappello il 12 marzo 1954.

Dopo lennesima bocciatura il film iniziò a diventare un caso sulla stampa che si chiedeva il perché di tanto accanimento. Esasperato, Monicelli effettuò altri tagli, eliminando tutti i riferimenti al comunismo presenti nella pellicola. Ma nemmeno questo bastò e il film fu respinto ancora dalla censura.

Ne seguirono ulteriori tagli, soppressione di parti di dialoghi, leliminazione di riferimenti al suicidio che "solo i ricchi possono permettersi di attuare"; prima che, finalmente, nel marzo 1955, al film sia concesso il visto censura. Ma anche così censurato, fu imposta una dicitura da far apparire in sovraimpressione: dopo i titoli di testa si legge infatti unavvertenza, fortemente voluta dallallora capo del governo Scelba, che fa un "doveroso" distinguo fra linterpretazione di un semplice attore che interpreta un ruolo di fantasia quasi ridicolizzando Totò, citandolo personalmente le mansioni di chi davvero lavora nella pubblica sicurezza. Il testo della sovraimpressione recita:

Uscito nelle sale così pesantemente menomato, il film non riscosse particolare successo di critica e pubblico. Fu riscoperto nel corso dei decenni, anche grazie al restauro e al reintegro di alcune delle scene eliminate ritrovate negli archivi per ledizione in formato DVD. Resta la sua importanza dal punto di vista storico come esempio di cosa era la censura in Italia nel corso degli anni cinquanta.

                                     

2. Critica

  • Filippo Sacchi Epoca, 6 marzo 1955

"Totò e Carolina vale soprattutto perché rappresenta un tentativo, purtroppo rarissimo tra noi, di farsa intelligente. Infatti pur avendo radice in un dramma, sostanzialmente landamento è di farsa, anzi in più di un punto ne prende addirittura il ritmo precipitosamente motorio. Farsa e tuttavia intelligente, perché Sintende che Totò e carolina, dopo i tagli, non è più il film che Monicelli aveva realizzato, tuttavia è ancora godibile, vivacissimo nel colpire i molti bersagli allineati nel divertente soggetto di Flaiano; e anche Totò, finalmente alle prese con un personaggio umano, recita meglio del solito"

                                     

3. Altri tecnici

  • Aiuto segretario di produzione: Edoardo Santagata
  • Segretario di produzione: Claudio Guido Agostinelli
  • Tecnico del mixage: Aldo Calpini
  • Assistente operatore: Giuseppe Ruzzolini
  • Direttore di produzione: Alfredo De Laurentiis
  • Segretaria di edizione: Ines Brusci
  • Aiuto regista: Gillo Pontecorvo
  • Ispettore di produzione: Giorgio Morra
  • Assistente alla regia: Ansano Giannarelli
  • Microfonista: Massimo Jaboni
  • Fonico: Biagio Fiorelli
  • Operatore: Marcello Gatti, Franco Villa
  • Parrucchiera: Elda Magnanti
  • Aiuto operatore: Enrico Fontana
  • Sviluppo e stampa pellicola: Ettore Catalucci per la S.P.E.S.