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ⓘ Codice di prevenzione incendi




                                     

ⓘ Codice di prevenzione incendi

Il DM 3 agosto 2015, conosciuto come Codice di prevenzione incendi, rappresenta una rivoluzione nel panorama normativo italiano in materia di prevenzione incendi. Esso infatti è possibile applicarlo, in alternativa, al parco normativo oramai obsoleto ancora vigente in Italia. Con questo Decreto, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha colmato il gap normativo con lEuropa e ispirandosi alla BS9999 Inglese ha prodotto un testo unificato in grado di essere applicato nella progettazione in modo più uniforme e meno discrezionale del passato.

                                     

1. Quando si può applicare

Il Codice può essere applicato alle attività di cui allArt. 2 del decreto stesso, prevalentemente per attività industriali applicando la regola tecnica orizzontale RTO ie per quelle provviste di regola tecnica verticale RTV come Uffici, Alberghi ed Autorimesse. Il campo di applicazione, negli anni viene ampliato con la pubblicazione di RTV.

                                     

2. Come si inserisce nel quadro normativo nazionale

Il Codice è Alternativo, ma se scelto, deve essere utilizzato e seguito nella sua interezza.

Si predispone come alternativa a:

  • Disposizioni di p.i. di cui all’art. 15 co. 3, del D.Lgs n. 139/2006 e quindi anche ai criteri generali di p.i. di cui al DM 10 marzo 1998.

Alle seguenti regole tecniche:

  • e tante altre.
  • DM 9 marzo 2007" Prestazioni di resistenza al fuoco”
  • DM 22 febbraio 2006 "Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e lesercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici"
  • DM 9 aprile 1996 "Regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e lesercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere"
  • DM 20 dicembre 2012" Impianti di protezione attiva”
  • DM 15 marzo 2005" Reazione al fuoco”
  • DM 1 febbraio 1986 "Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e lesercizio di autorimesse e simili"
  • DM 16 febbraio 2007" Classificazione di resistenza al fuoco”
                                     

3. Le innovazioni del codice

È uno strumento evoluto per lottenimento degli obiettivi di sicurezza antincendio, caratterizzato da un linguaggio unico allineato con gli standard Europei. Le strategie antincendio sono interconnesse e livelli di prestazione modulabili e garantiscono sempre gli obiettivi di sicurezza, esso infatti permette n-soluzioni progettuali, grazie alla" combinazione” ed alla" sinergia” delle misure antincendio.

                                     

4. Ipotesi fondamentali

In condizioni ordinarie, lincendio di unattività si avvia da un solo punto di innesco. Escluso lincendio doloso o eventi estremi es. catastrofi, azioni terroristiche.

Il rischio di incendio di unattività non può essere ridotto a zero. Le misure antincendio sono selezionate per minimizzare il rischio di incendio, in termini di probabilità e di conseguenze, entro limiti considerati accettabili.

                                     

5. Progettazione antincendio con il Codice

Il Codice utilizza la nuova metodologia consistente nell’individuazione di livelli prestazionali I, II, II, IV., introdotta per la prima volta in Italia nel campo della resistenza al fuoco con il DM 9/3/2007, estendendola a tutte le altre" misure antincendio”. Esso in taluni casi può prevedere notevoli" vantaggi”, esempi:

  • Controllo dellincendio: per il livello II è sufficiente per determinate attività la protezione solo con estintori, evitando la rete idrica antincendio, di norma richiesta per attività soggette se- condo gli attuali criteri di sicurezza antincendio.
  • Esodo: può prevedere un numero di vie d’esodo molto inferiore rispetto a quanto richiesto con le attuali regole tecniche.
  • Resistenza al fuoco: per il livello I è possibile prescindere dalle verifiche in caso di costruzioni isolate e occupate da personale addetto per brevi periodi. È sufficiente evitare conseguenze all’esterno per col- lasso strutturale mediante distanza di separazione.


                                     

6. Fasi della progettazione

  • Valutazione del rischio stabilire i profili di rischio Rvita, Rbeni e Rambiente
  • Scelta soluzioni progettuali (Per ogni livello di prestazione sono specificate soluzioni conformi e soluzioni alternative.
  • Attribuzione livelli di prestazione
  • Per ogni misura antincendio sono specificati i criteri di attribuzione del livelli di prestazione.
                                     

7. Benefici dellutilizzo del codice

  • Maggiore comprensione del problema: l’applicazione delle Regole Tecniche presuppone la conoscenza del Codice;
  • Soluzioni a più gradi di libertà.
  • Una ragionevole flessibilità: approccio semi-prestazionale.
  • Standardizzazione del linguaggio e delle misure di prevenzione incendi;
                                     

8. Approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio

Il codice rappresenta un punto di svolta sullapproccio ingegneristico in Italia, a tutti gli effetti lo svincola da incartamenti burocratici e lo rende decisamente più flessibile ed applicabile in quanto individuato come Soluzione Alternativa alle strategie antincendio adottate.