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ⓘ Arrangiatevi




Arrangiatevi
                                     

ⓘ Arrangiatevi

Roma, secondo dopoguerra. Dopo lomicidio di una giovane pittrice si libera un appartamento che sarà dato, in coabitazione, a due famiglie. La prima è la famiglia di Peppino Armentano, di professione callista, composta da lui, la moglie, due figlie, due figli e il nonno. La seconda è una famiglia originariamente composta da due esuli istriani, il nonno e un figlio. Passano gli anni, e la seconda famiglia cresce arrivando ad avere ben otto figli. Siamo ormai nel 1959 e lalloggio è divenuto troppo stretto per tutti e di fatto la coabitazione impossibile. Ciò comporta perciò tanti problemi quotidiani e continue discussioni tra le famiglie, che esplodono il giorno della notizia dellattesa del nono figlio degli istriani. Peppino viene messo dalla moglie di fronte alla propria incapacità di dare una dimora dove poter vivere in santa pace.

Un giorno Peppino conosce il trafficone Pino Calamai, che gli offre per diecimila lire al mese laffitto di un alloggio di due piani, dieci camere, tre bagni, telefono, posto nel cuore della vecchia Roma. Prende così appuntamento per vederlo, ma quando viene a sapere che si tratta dellex casa di tolleranza della sora Gina in via della Fontanella, rimane scandalizzato e lascia cadere lofferta.

Passano i giorni e ci pensa la moglie a trovare un piccolo appartamento in costruzione, mentre, per i soldi della caparra, si procura laiuto del futuro genero, fidanzato di Maria Berta un pugile. Lincarico di versare i soldi della caparra viene dato al marito. Peppino ha la cattiva idea di" affidare” al truffatore Calamai la somma per raddoppiarla scommettendo sullesito della fumata bianca nel conclave per lelezione del nuovo pontefice. Perde la scommessa e, non avendo il coraggio di riferire laccaduto alla moglie, decide di affittare lex casa chiusa. Così dunque avviene il trasloco della famiglia, che nulla sa del passato della casa.

Ben presto il segreto comincia a vacillare nonostante gli sforzi di Peppino. Il primo a intuire la verità è uno dei figli; in seguito è il nonno a ricordarsi di aver già "frequentato" quella casa; infine la moglie scopre tutto, e la sua reazione è furiosa: chiude le finestre dalla vergogna e impone alle figlie di non uscire. Intima quindi al marito di trovare entro due giorni una casa rispettabile, minacciando altrimenti di lasciarlo.

Peppino va in totale crisi, sentendosi un buono a nulla, fino a pronunciare tra le lacrime la frase: "Mi dimetto dal ruolo di padre e di marito". La moglie è irremovibile, mentre le figlie passano dalla parte del padre. Scaduto lultimatum la moglie sta per andarsene a lavorare come serva in una "casa perbene", ma sulluscio di casa gli eventi si ribaltano: il suo istinto materno esplode dinanzi a un gruppo di militari che hanno scambiato le sue figlie per lavoratrici della casa chiusa, in seguito al fraintendimento di un commilitone che frequenta una delle figlie, convintosi che questa conduca una doppia vita frequentando listituto magistrale al mattino e prostituendosi la sera. La moglie in quel momento ha una punta di orgoglio e caccia rabbiosamente i militari assiepati davanti allentrata di casa e dice che lì vivono delle persone per bene e non cè più la Sora Gina con le sue donnine. Il padre, affacciato alla finestra, grida anche lui ai militari presenti che ormai quelle case le hanno chiuse e, con lesclamazione "arrangiatevi!", da cui prende il titolo, il film si conclude.

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