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ⓘ Perché le nazioni falliscono




Perché le nazioni falliscono
                                     

ⓘ Perché le nazioni falliscono

Perché le nazioni falliscono. Le origini di potenza, prosperità e povertà è un saggio politico di Daron Acemoğlu e James A. Robinson, pubblicato nel 2012. Il saggio tratta le enormi differenze di reddito e di tenore di vita fra i paesi ricchi e quelli poveri del mondo.

                                     

1. Genesi dellopera

Le teorie esposte nel volume sono state presentate in precedenza dagli autori in vari scritti e particolarmente nel saggio intitolato "A Theory of Political Transitions" pubblicato nel 2001 su The American Economic Review, la rivista dellAmerican Economic Association. Il volume è stato completato nei primi mesi del 2011, quando il Nordafrica e il Medio Oriente erano scossi dalla cosiddetta "Primavera araba".

                                     

2. Contenuto

Gli autori, leconomista statunitense Daron Acemoğlu del Massachusetts Institute of Technology e il politologo britannico James A. Robinson dellUniversità di Chicago, si interrogano sui possibili fattori responsabili del successo politico ed economico degli Stati, ovvero del loro fallimento. I due autori sostengono che i fattori che entrano in gioco nelle spiegazioni tradizionali, quali per esempio la geografia, il clima, la cultura, la religione o labilità dei governanti, siano insufficienti o errati. Esistono infatti località o nazioni che, pur non differenziandosi per questi fattori, presentano tuttavia differenze notevoli nel reddito e nella qualità di vita. Acemoglu e Robinson sostengono che la prosperità e la povertà dipendono dalla qualità delle istituzioni politiche ed economiche le quali possono essere "inclusive" o "estrattive". Le istituzioni "inclusive" favoriscono il coinvolgimento della maggioranza dei cittadini e pertanto, con la crescita economica, favoriscono anche lo sviluppo umano e civile; le istituzioni "estrattive", al contrario, sono finalizzate a "estrarre" rendite a beneficio di una minoranza di privilegiati, lélite dominante; questultima tende a frenare linnovazione soprattutto per frenare le conseguenze della "distruzione creatrice" di Schumpeter. "Oggi le nazioni falliscono perché le loro istituzioni economiche estrattive non creano gli incentivi di cui la popolazione ha bisogno per risparmiare, investire e innovare". Nellopera vengono riportati numerosi esempi storici a supporto di queste tesi.

                                     

3. Indice

Si elencano i titoli dei capitoli in grassetto e il breve riassunto presente nel Sommario in caratteri più piccoli nel rigo sottostante

Prefazione Perché gli egiziani hanno riempito piazza Tahrir per rovesciare Hosni Mubarak e che cosa significa per la comprensione delle cause di prosperità e povertà 1. Così vicine, eppure così lontane Nogales Arizona e Nogales Sonora hanno la stessa gente, cultura e geografia: perché una è ricca e l’altra è povera? 2. Teorie che non funzionano I paesi poveri non sono tali a causa della loro geografia o cultura, o perché i loro leader non sanno quali politiche arricchirebbero i cittadini 3. La costruzione di prosperità e povertà Come prosperità economica e povertà sono determinate dagli incentivi creati dalle istituzioni e come la politica determina le istituzioni di una nazione 4. Piccole differenze e congiunture critiche: il peso della storia Come le istituzioni cambiano con il conflitto politico e come il passato plasma il presente 5. "Ho visto il futuro e so che funziona": la crescita economica sotto regimi estrattivi Ciò che Stalin, il re Shyaam, la rivoluzione neolitica le città-stato maya hanno in comune, e come questo spiega perché lattuale crescita economica cinese non può durare 6. Sentieri divergenti Come le istituzioni si evolvono nel tempo, spesso differenziandosi a poco a poco 7. Il punto di svolta Come le riforme politiche del 1688 cambiarono le istituzioni in Inghilterra, portando alla rivoluzione industriale 8. Non a casa nostra: le barriere allo sviluppo Perché in molte nazioni i potentati politici si opposero alla rivoluzione industriale 9. L’arresto dello sviluppo Come il colonialismo europeo impoverì vaste aree del mondo 10. La diffusione della prosperità Come alcune regioni del mondo imboccarono sentieri verso la prosperità diversi da quello della Gran Bretagna 11. Il circolo virtuoso Come le istituzioni che incoraggiano la prosperità creano circoli virtuosi che le mettono al riparo dalle élite che le minacciano 12. Il circolo vizioso Come le istituzioni che creano la povertà generano circoli viziosi che consentono loro di perdurare 13. Perché le nazioni falliscono oggi Istituzioni, istituzioni, istituzioni 14. Infrangere le barriere Come diversi paesi hanno cambiato traiettoria economica cambiando istituzioni 15. Comprendere prosperità e povertà Come il mondo avrebbe potuto essere diverso, e come la comprensione di ciò spiega perché gran parte dei tentativi di combattere la povertà sono falliti


                                     

4. Edizioni

  • Daron Acemoglu e James A. Robinson, Perché le nazioni falliscono: alle origini di potenza, prosperità e povertà, traduzione di Marco Allegra e Matteo Vegetti, Milano, Il saggiatore, 2013, pp. 527, ISBN 978-88-428-1873-1.
  • EN Daron Acemoglu e James A. Robinson, Why Nations Fail: The Origins of Power, Prosperity and Poverty, New York, Crown Business, 2012, pp. XI+529, ISBN 978-0-307-71921-8.
  • EN Daron Acemoglu e James A. Robinson, Why Nations Fail: the origins of power, prosperity, and poverty, London, Profile Books, 2012, pp. XI+529, ISBN 978-1-84668-429-6.
                                     

5. Critica

Il libro ha suscitato un intenso dibattito ed è stato recensito da numerosi studiosi fra cui Arvind Subramanian, David R. Henderson, Francis Fukuyama, Jared Diamond, Jeffrey Sachs, Maximiliano Korstanje, Mitt Romney, Paul Collier, Robert Barro, Warren Bass, William Easterly, Federico Rampini, Simonetta Fiori e altri. Il volume è diventato un best seller negli Stati Uniti nellestate del 2012 e ha ottenuto inoltre alcuni premi:

  • Arthur Ross Book Award, Honorable Mention nel 2013
  • Financial Times and Goldman Sachs Business Book of the Year Award nel 2012
  • Paddy Power And Total Politics Political Book Award International Affairs nel 2012
  • Lionel Gelber Prize nel 2013
                                     
  • Jan., 1977 pp. 5 - 37 Daron Acemoglu e James A. Robinson, Perché le nazioni falliscono Milano, il Saggiatore, 2013, p. 166. Vera Zamagni, Dalla rivoluzione
  • University Press, 2008, ISBN 978 - 1400835775 con James A. Robinson Perché le nazioni falliscono traduzione di Marco Allegra e Matteo Vegetti, Milano: Il saggiatore
  • La Coppa delle Nazioni Africane 2012, o Orange Africa Cup of Nations 2012 per ragioni di sponsorizzazione, nota anche come Gabon - Guinea Equatoriale 2012
  • giorno d oggi un museo. Daron Acemoglu e James A. Robinson, Perché le nazioni falliscono traduzione di Marco Allegra e Matteo Vegetti, Milano, Il saggiatore
  • là dei casi tedesco e russo, i movimenti pannazionalisti solitamente falliscono nel raggiungimento del loro obiettivo e così stati pan - nazionali sono
  • consultato il 29 ottobre 2017. Daron Acemoglu e James A. Robinson, Perché le nazioni falliscono Alle origini di potenza, prosperità, e povertà, Il Saggiatore
  • Clouseau. Le nazioni spediscono vari assassini sulle tracce di Clouseau, che sta indagando in Inghilterra e successivamente in Baviera. Falliscono tutti
  • piani C etc. in modo da non ritrovarsi spiazzati quando i piani A e B falliscono L elenco che segue rimanda a noti piani militari nella storia della guerra
  • radicali. Egli promuove movimenti e partiti politici di protesta, che però falliscono tutti nel suo proposito di unire l umanità. Alla fine, il sogno di Altmayer
  • del film 7 uomini d oro del 1965. Franco e Ciccio sono due ladri che falliscono sempre nei loro intenti, al contrario del loro fratello maggiore Paolo
  • fusione con l altro storico club della città, lo Start Łódź, ma i tentativi falliscono e si decide di ricreare il club all interno della polisportiva, forte
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