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ⓘ Treni elettrici Conti




                                     

ⓘ Treni elettrici Conti

Nel 1960 la ditta Oreste Cicchetti rilevò dai Parretti la ditta Conti in seria difficoltà economica per un costo molto elevato. Lo scopo era di modernizzare, ottimizzare la produzione e la commercializzazione del prodotto. Un piano fu aggiunto allo stabilimento di via Biumi per accogliere la fabbricazione dei trenini abbandonando il sito di Bollate. Una parte degli operai e Aldo Parretti continuarono a lavorare assieme alla famiglia Cicchetti.

Negli anni che seguirono la concorrenza dei trenini di plastica, molto meno cari dei Conti in metallo, le nuove tendenze nel campo del giocattolo unitamente alla nascita di nuovi marchi quali Scalextric, Policar e molte altre marche ridussero la ditta ad assemblare e commercializzare al meglio quello che restava come fondo di magazzino Conti. Verso la metà degli anni sessanta fu lanciato un treno interamente nuovo, il Jolly’, che non riscosse il successo sperato; la ditta Cicchetti si concentrò quindi sui canotti e altri giochi gonfiabili da spiaggia. La fine della produzione e della commercializzazione del treno Conti avvenne verso il 1969. Nel 1971 anche la ditta Oreste Cicchetti si ritirò dallattività.

                                     

1. La fabbricazione

La filosofia della Conti era destinata puramente al mercato del giocattolo; la nozione di modellismo allepoca era molto limitata, la ricerca del dettaglio non era ritenuta una priorità quanto la robustezza e linfrangibilità. I mantelli delle macchine Conti erano in alluminio, fuso a conchiglia agli inizi, e pressofuso in seguito. Il castello motore era ottenuto da blocchi di ottone lavorati a mano con trapano e fresa. Tutte le parti mobili erano fabbricate in materiale di qualità, alluminio, bronzo nikelato, acciaio e ottone. Numerose mani di vernice rifinivano il prodotto mascherando i difetti di fusione.

Ogni scatola costituiva un treno completo. La vendita di accessori, vagoni, stazioni e altre motrici arrivò solo allinizio degli anni 50. La produzione dei treni nello stabilimento di Bollate era piuttosto un assemblaggio; le fusioni, le rotaie e i trasformatori erano fabbricati altrove e poi centralizzato a Bollate. Particolare interessante delle macchine sono i numeri di serie sotto ogni modello; sono consecutivi da una motrice allaltra e in ordine crescente dalla prima fabbricata il ché permette di datarle. Un certificato di collaudo e garanzia con la firma dei Parretti accompagnava ogni macchina.

                                     

1.1. La fabbricazione Motorizzazione, trasformatori e rotaie

Agli inizi i motori Conti/Co.Mo.Ge erano a corrente alternata come la maggior parte dei fabbricanti dellepoca con il sistema classico a tre rotaie che la Marklin impiega ancora. I primi modelli invertivano il senso della marcia tramite luso della linea aerea o di un pulsante collocato sul lato della motrice; presto linversione fu comandata dal trasformatore. Il sistema dinversione di marcia manuale dalla macchina si trova unicamente sugli elettrotreni, littorine e il Settebello in CA. Esistevano dei modelli base senza inversione di marcia con motori in CA ma con sistema a due rotaie. Dai primi anni 50 alcuni treni erano già a corrente continua e alimentati tramite una pila da 4.5 V. In seguito lintera produzione passò alla corrente continua. La corrente alternata rimase prevista per modelli di particolare prestigio come il Settebello ed il Belvedere per essere compatibili con il sistema Marklin.

La gamma di trasformatori Conti prodotti da terzi spaziava dal più semplice, in legno, da 5 volt per il "Cucciolo", senza inversione di marcia e con un semplice interruttore, ai più potenti in bachelite o in metallo verniciato verde, azzurro o grigio da 20 volt e 30 watt. Il massimo era quello da 60 watt, che poteva controllare 4 treni contemporaneamente, scambi ed accessori diversi.

Gli schemi dei brevetti delle rotaie mostrano la terza rotaia centrale asimmetrica non utilizzata nella produzione vera e propria. Le rotaie della prima serie furono prodotte per pochissimo tempo, interamente in lamierino sagomato e senza scambi o incroci; erano abbinate alla linea aerea per le prime littorine.

Il sistema successivo di miglior fattura fu prodotto per vari anni. I binari erano di ottone trafilato con attacco in filo armonico dacciaio saldato al terzo binario centrale. Su base di bachelite questa serie di binari esisteva in una moltitudine di varianti con scambi manuali o elettrici, elementi sezionati, speciali per attivare gli accessori, incrocio e mezzi binari sia curvi che diritti. Una versione economica aveva un nastro di ottone centrale e attacchi di bronzo anziché un binario di ottone trafilato. Si aggiungevano i binari più economici a due rotaie per la corrente alternata senza inversione di marcia tipo "Cucciolo" e per la corrente continua in alluminio. Con lavvento definitivo della corrente continua la Conti cambiò interamente il sistema di armamento per adottarne uno più economico e meno estetico in lamierino sagomato su basi di plastica.

                                     

2. I cataloghi Conti

I cataloghi Conti furono circa 8 nellarco di un ventennio; tranne che negli ultimi, durante il periodo di controllo della marca da parte della Oreste Cicchetti, le illustrazioni consistono in disegni in realtà fotografie ritoccate. Il primo catalogo è databile 1948/1949 e molto probabilmente è un catalogo ad uso di rappresentanza. Il primo catalogo è il solo ad accennare la longevità della marca fondata nel 1889’ e il solo a parlare brevemente in copertina anche del resto della produzione. Ad eccezione della copertina che usa anche il color azzurrino, il catalogo è interamente monocromatico. Nella copertina, assieme a un convoglio trainato da una 880, più somigliante in effetti a una 290, vi sono anche disegni di bambole, barche, teatrino, cavallo e carrozza illustrate a colori. Nella prima pagina vi è la sola referenza presente del catalogo alla Co.Mo.Ge. e ai suoi brevetti; seguono le regole di acquisto alla fabbrica per i professionisti con i termini di pagamento e spedizione. I modelli "faro" del catalogo sono i gioielli del primo periodo: Ale 880, Etr 212 e 330, 424, At 772 e la 290 come modello economico. I vagoni illustrati sono esclusivamente modelli a due assi, non ci sono stazioni ma il serbatoio di rifornimento e il passaggio a livello automatico.

Nel 1950 fu pubblicato un supplemento al catalogo con novità di grandissimo prestigio: la 685 proposta in una confezione con tre nuovi vagoni passeggeri a due carrelli, il "Cucciolo" e la 530. Inoltre quattro stazioni e una casa cantoniera. Il supplemento annuncia i binari sezionati, lincrocio e il trasformatore universale da 60 watt nella prima versione.

Il secondo catalogo, tra i più completi e referenza per il ricercatore dimostra la volontà di espansione della "Conti" con lEtr 212 in copertina e lillustrazione del grande stabilimento in seconda pagina seguito da due vaporiere della produzione di punta. Numerose macchine, varie confezioni, vagoni e accessori decorativi e tecnici. Sono presenti anche i primi prodotti in pressofusione. Il catalogo è scritto in italiano e in francese con la parola esportazione’ in grossi caratteri in copertina.

Il catalogo successivo è il solo interamente a colori. In copertina una locomotiva a vapore e un locomotore vagamente somigliante ai trifase dellepoca. Per quanto riguarda il contenuto si nota la soppressione degli elettrotreni, con la sola At 772, e larrivo di pezzi economici come la diesel 6001 derivata dalla 554 e la vaporiera 3002. Nel tentativo di proporre prodotti alla portata di tutti anche le prime confezioni alimentate con pila elettrica. Due tipi di armamento, uno nuovo e più economico, nuove stazioni, un ponte ad arco e un tunnel di cartapesta, gesso e legno.

Il quarto catalogo è una ripetizione del terzo, meno ricco e con meno materiale.

I due cataloghi successivi, di color rosso, sono solo dei depliant con foto ritoccate e internamente in bianco e nero per economia. Viene proposta la "nuovissima serie in corrente continua" ufficializzando labbandono della corrente alternata. Larmamento è interamente nuovo e più economico ma ancora con una buona gamma di accessori, confezioni, macchine e vagoni. Nella prima versione è presente la vaporiera 3002 e la diesel 6001 mentre nella seconda queste macchine sono rimpiazzate dalla vaporiera 475 e dal locomotore da manovra 390.

Il catalogo blu è identico al secondo rosso tranne nella menzione dellOscar del giocattolo e il Pinocchio doro.

Il catalogo Oreste Cicchetti, pur usando le stesse immagini del depliant rosso e di quello blu, è un ritorno alla versione libretto più lussuosa. Il punto di forza di questo ultimo catalogo dei treni Conti è la presenza del Settebello vincitore dellOscar del giocattolo nel 1959 e nel 1960 del Pinocchio dOro. In copertina doppia pagina dedicata al Settebello e al Belvedere. Una versione più concisa del catalogo veniva inserita nelle confezioni dei treni. Nei cataloghi Cicchetti non è più menzionata la Co.Mo.Ge.



                                     

3. I modelli prodotti

I treni Conti non sono strettamente considerabili riproduzioni modellistiche ma hanno un aspetto "giocattolesco". Le littorine e gli elettrotreni sono i modelli più vicini alla riproduzione in scala ridotta.

                                     

3.1. I modelli prodotti Littorine ed elettrotreni

Ale 880.

Definita "Locomotore giocattolo attrezzato a vettura elettromotrice a due pantografi" sul deposito di brevetto del luglio del 1946, la Ale 880 era proposta in una confezione con un ovale di binari in lamierino sagomato completa di palificazione, cavo per la linea aerea e un trasformatore da 15 watt. La prima versione Co.Mo.Ge era in color sabbia per la parte superiore con fascia marrone scuro per linferiore; la successiva versione Conti era più scura e provvista del classico bollino laterale. Il mantello era ricavato da un pezzo unico di fusione dalluminio affusolato e con spianature nelle parti anteriori. Lunga 33 cm, con due carrelli, di cui uno motore articolato al tetto con motore a corrente alternata, con grossi porta-spazzole accessibili sulla fiancata mediante apposito accesso tagliato manualmente nel mantello. Le ruote erano piccole e piene. Era provvista di fanali funzionanti, cabina di guida illuminata, respingenti di forma squadrata, pantografi funzionanti molto grossi e con cavo dalta tensione sul tetto trasparente o di color bianco. Il cambio di direzione si effettuava tramite la linea aerea oppure usando lapposito bottone di bachelite bianca sulla fiancata.

Molto simile era la Ale 880 bis, di colore, rosso per la parte superiore e blu per quella inferiore. Differenti alcuni piccoli dettagli: i respingenti rotondi e massicci, le ruote piene o a raggi, con o senza il bottone laterale. Nella versione senza bottone, il cambio di direzione era a distanza. Era venduta in una confezione identica senza la linea aerea.

A.T. 772.

Ispirata alla Littorina, uscì durante la produzione della Ale 880. Di color beige con fascia inferiore marrone ne esiste una azzurra con fascia marrone. Il modello era di estrema semplicità, poco dettagliato, con motore articolato al tetto a corrente alternata, fanali funzionanti, con o senza bottone laterale per linversione della marcia, respingenti massicci nelle prime versioni, più fini nelle ultime, lunghezza circa 26 cm. Fu prodotta per un periodo relativamente lungo. La 772 bis era identica ma di colore rosso con fascia blu. Era provvista o meno del bottone sulla fiancata per linversione di marcia a seconda del periodo di produzione e con luci funzionanti, ma esistono versioni senza illuminazione e con zavorre sagomate nelle testate. Fu posta in vendita anche una macchina con gancio per lattacco di tre vagoni merci.

Etr 212.

Riproduce lETR 212 del 1939 ed è uno dei migliori dellintera produzione: consta di 3 elementi con due motori potenti a corrente alternata nelle vetture di testa e in posizione asimmetrica, pantografi funzionanti e con il mantello in fusione dalluminio. Inversione di marcia tramite pantografi o bottone laterale. Di colore sabbia, con fascia marrone e striscia rossa, interamente illuminato e con soffietti in pelle cartonata tra i diversi elementi.

Etr 330

Versione semplificata a due elementi dellETR 212. Di colore azzurrino, con fascia bianca nella parte inferiore e marrone; descritto nel catalogo come elettrotreno veloce svizzero. Stessi dettagli e finezze del fratello maggiore e con gli stessi motori in posizione asimmetrica, pantografi funzionanti e usati per linversione di marcia e pulsante laterale. Le prime versioni erano a ruote piene; a raggi le ultime.

                                     

4. Stazioni ed accessori

Alle origini la Giuseppe Conti & C. produceva giocattoli di legno e cartapesta di vario tipo; grazie a questa esperienza gli accessori per i treni erano svariati ed originali anche se talvolta molto approssimativi. Nel primo catalogo appaiono i primi accessori come il serbatoio per il rifornimento dacqua per le locomotive, la panchina di legno con i lampioncini completamente fuori scala, palizzate, passaggio a livello e semafori a vela. In seguito la gamma di accessori si allarga in modo notevole con numerose stazioni, depositi, posto di blocco, casa cantoniera, ponte, segnali e semafori. Le prime stazioni sono interamente di latta, semplici o automatiche ed illuminate. In effetti molti degli accessori funzionavano elettricamente, come il capostazione che entrava e usciva con il passaggio del treno azionato da un binario speciale. Ci fu anche un tunnel fabbricato in carta pesta, legno e gesso, anchesso semplice o provvisto di semaforo e personaggio. Si aggiunge pure un plastico composto da un semplice ovale su un piano di legno decorato con paesaggio verde e montagna con tunnel. Nel secondo periodo le stazioni furono prodotte in una materia plastica piuttosto fragile e friabile ma sempre con le basi in latta. La gamma di accessori rimase in catalogo sino al periodo Cicchetti incluso. Una nota sui marchi: sulla primissima e seconda serie in pressofusione dei vagoni si trova il bollino Co.Mo.Ge sotto al vagone, in seguito il marchio è in rilievo per poi sparire completamente nel periodo finale Cicchetti.



                                     
  • euro per tre treni bimodali, a doppia alimentazione diesel - elettrica la gara d appalto è prevista per il 2019 e la consegna dei treni per il 2021. Nel
  • 1914, chiusa nel 1933 Franco Castiglioni, I tram di Alessandria, in I Treni n. 253, novembre 2003, p. 25. Francesco Nitti, Il capitale straniero
  • composizione dei treni fu fissata in dieci o dodici carrozze a due assi a Bagni venivano però sganciate di norma due o tre vetture e i treni erano inoltre
  • una linea a binario singolo elettrificato, prevalentemente usata per i treni merci porta camion, diretti verso il nord Europa. Le stazioni sono Gravellona
  • Trenitalia effettui giornalmente 86 collegamenti con treni di categoria Intercity, 24 collegamenti Treni Notte e 10 collegamenti attraverso bus. Il Servizio
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  • con l annuncio dell assegnazione dell appalto all impresa del colonnello Conti Vecchi. Costui ebbe difficoltà a reperire il finanziamento poiché si trovò
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