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ⓘ Carrello elevatore




Carrello elevatore
                                     

ⓘ Carrello elevatore

Il carrello elevatore è un mezzo operativo dotato di ruote e azionato da motori elettrici, diesel e a gas, che viene usato per il sollevamento e la movimentazione di merci allinterno dei depositi di logistica o per il carico e scarico di merci dai mezzi di trasporto.

                                     

1. La storia

La nascita del carrello elevatore comunemente definito anche muletto viene fatta risalire agli anni venti grazie allinventore statunitense Eugene Clark e il nome del marchio ad esso collegato è stato in varie parti del mondo e per lungo tempo un sinonimo di questo mezzo dopera. La sua diffusione è stata naturalmente collegata direttamente alla diffusione delluso del pallet avvenuto alla fine della seconda guerra mondiale. Altrettanto notevoli sono state le evoluzioni nel corso degli anni con lapplicazione delle più moderne tecnologie, sia nel campo delle prestazioni, sia in quello del comfort e dellergonomia per i conducenti, sia nel campo della sicurezza. Le moderne elettroniche di bordo prevedono un display multifunzione dove vengono visualizzate le informazioni di base e informazioni tecniche.

Sono ad esempio di epoca recente lapplicazione di una cabina di protezione per labitacolo del conducente, così come labolizione del cambio manuale a favore della trasmissione automatica, lutilizzazione del servosterzo le applicazioni dellelettronica in grado di sovrintendere alle operazioni principali.

Al giorno doggi sono attive molte aziende costruttrici di questo tipo di mezzo. Molte sono realtà operanti in ambito locale, mentre sul mercato mondiale anche nel 2010 si è confermato leader il marchio Toyota.

                                     

2. Descrizione generale della versione base

Nella sua versione base, che può essere a 3 o 4 ruote a seconda dellutilizzo 3 ruote per le manovre in spazi ristretti, 4 ruote per gli utilizzi più gravosi, è dotato di due bracci anteriori paralleli in metallo le cosiddette "forche" che gli consentono la presa e la movimentazione dei pallet favorendo così un veloce e sicuro movimento di grosse quantità di merci. In commercio ne esistono innumerevoli tipi, differenziati tra loro sia per il tipo di motorizzazione, sia per la capacità di sollevamento in termini di peso ed altezza.

                                     

3. Le tipologie

Di seguito si riporta la classificazione tradizionale delle tipologie di carrelli elevatori:

  • Carrello quadridirezionale
  • Carrello fuoristrada
  • Carrello laterale
  • Carrello cingolato
  • Carrello elevatore controbilanciato elettrico o termico frontale
  • Transpallet manuale o elettrico caratterizzato da ingombro molto minore, in quanto timonato e sprovvisto di cabina di guida.
  • Carrello commissionatore
  • Carrello trilaterale
  • Carrello stoccatore sollevatore
  • Carrello per container
  • Sollevatore telescopico
  • Carrello retrattile

Può inoltre essere dotato di capacità specifiche, come quella di brandeggio o di spostamento laterale forche seconda e terza via idraulica, ormai standard su tutti i nuovi modelli, avere la cosiddetta "quarta via idraulica" con posizionatore forche o avere in alternativa alle normali "forche" delle attrezzature specifiche per la movimentazione di particolari unità di carico, quali rotoli e/o bobine, le merci liquide in fusti, gli elettrodomestici, i cassoni da svuotare ribaltacassoni o quantaltro.

Altre versioni specifiche di larga diffusione sono quelle che consentono lelevazione di interi container anche di peso e mole considerevole.



                                     

4. Configurazione del carrello elevatore controbilanciato tradizionale

Il propulsore del veicolo, indipendentemente dallalimentazione e dal tipo è sempre posto sul retro del mezzo, così come leventuale batteria, riuscendo in questo modo a bilanciare lo spostamento del baricentro verso lavantreno causato dal carico sollevato. Nel caso di motori elettrici gran parte del contrappeso necessario viene fornito appunto dallaccumulatore, in altri casi si provvede allinstallazione di opportuno carico sul retro del veicolo.

Le gomme sono nella maggior parte dei casi di tipo superelastico, ossia composte interamente di gomma e senza camera daria allinterno. Tale tipologia di gomme evita imprevisti quali le forature, ha una durata superiore e garantisce al mezzo una migliore stabilità rispetto alle ruote pneumatiche.

Nella sua conformazione tipo il conducente è protetto da un telaio metallico a protezione da carichi eventualmente in caduta dallalto e dai pericoli causati da un eventuale ribaltamento del mezzo. Per gli usi allesterno labitacolo è spesso chiuso con cristalli per proteggere loperatore dagli agenti atmosferici. Per ragioni di sicurezza sono solitamente montati sul tetto indicatori lampeggianti di colore arancione, nonché avvisatori acustici che segnalano linserimento della retromarcia del mezzo.

I carrelli moderni sono provvisti di variazione automatica della velocità, di conseguenza il movimento viene comandato in assenza del pedale della frizione. Sui carrelli endotermici Diesel, insieme ad acceleratore e freno è possibile trovare un terzo pedale, posizionato a sinistra del freno, denominato "Incing Control", che agisce sul freno disinserendo al tempo stesso la trasmissione.

Di fronte a sé il manovratore ha una serie di leve che comandano il sollevamento, sempre presente, le altre eventuali funzioni idrauliche opzionali quali lo spostamento del carico lateralmente traslazione o longitudinalmente brandeggio e lallargamento/stringimento delle forche.

Naturalmente nella cabina di guida è presente anche un classico volante che comanda lo sterzo, sempre sulle ruote posteriori mentre quelle anteriori sono fisse, in pratica al contrario di quasi tutti gli altri mezzi di trasporto.

Nella parte anteriore del mezzo vi è il cosiddetto montante, che ne consente loperatività e che consiste in una struttura telescopica composta da una o più colonne inserite una nellaltra ed azionate da martinetti idraulici. I montanti possono essere Simplex ZT, Simplex G.V. a Grande Visibilità ZT Hilo, Duplex Zz, Triplex Dz o, più raramente, Quadruplex a seconda del numero di slitte che compongono la struttura telescopica. I montanti duplex e triplex sono definiti SAL Senza Alzata Libera oppure GAL Grande Alzata Libera, ciò dipende dalla presenza o meno del pistone di sollevamento centrale che permette alle forche di essere sollevate fino alla fine del montante prima che questo aumenti il suo ingombro. Il tipo di montante più richiesto in commercio è il Triplex in quanto permette di raggiungere altezze considerevoli nonostante con le forche a terra il montante rimanga molto basso. La visibilità è inoltre maggiore su questo tipo di montanti, quando il pistone centrale di sollevamento viene sostituito da due pistoni laterali permettendo così alloperatore di avere una migliore visibilità.

Le caratteristiche di un montante si possono riassumere con 4 dimensioni:

  • Ingombro massimo h4 - altezza del montante con forche sollevate al massimo.
  • Ingombro minimo h1 - altezza del montante con forche a terra,
  • Altezza di sollevamento h3 - altezza delle forche con montante sollevato al massimo,
  • Alzata libera h2 - corsa di sollevamento lungo la quale lingombro minimo non cambia,
                                     

5. La trazione elettrica

Negli ultimi dieci anni si è assistito al progressivo decadimento dei carrelli con motori elettrici a corrente continua DC, in quanto le polveri create dal consumo delle spazzole, che periodicamente dovevano essere sostituite, tendevano ad intaccare le parti interne del motore. Vengono progressivamente sostituiti dallapparizione, sui carrelli elevatori di ultima generazione, di motori elettrici trifase con rotore a gabbia di scoiattolo, che sono privi di spazzole, ma richiedono luso di un inverter per ottenere lalimentazione in corrente alternata. Lazionamento dei motori trazione e pompa in corrente alternata, unitamente ai sistemi di frenata rigenerativa, favoriscono il rendimento in termini energetici; il che si traduce in una maggiore autonomia per ogni ricarica della batteria. Lo sviluppo tecnologico della parte elettronica con i sistemi CAN-BUS e labolizione di componenti come contattori e spazzole, consente di ridurre costi e interventi di manutenzione, oltre a incrementare comfort di guida e affidabilità complessiva della macchina.

Il carrello elevatore alimentato a batterie ha inoltre il vantaggio di poter essere usato in ambienti chiusi perché non emette gas di scarico. Per contro, la zona di ricarica dello stesso deve essere provvista di adeguati impianti di ventilazione a causa della possibile emissione di miscela gassosa esplosiva. Tale miscela di gas idrogeno e ossigeno può svilupparsi durante la fase di carica delle batterie piombo-acido non sigillate che sono le più diffuse nei carrelli elevatori. Questo tipo di batterie ha però alcune problematiche dovute alla manutenzione continua che esse necessitano. Lacqua distillata che diluisce lacido allinterno degli elementi va rabboccata ogni due o tre cicli di carica, con dovute accortezze da parte delloperatore che esegue il rabbocco. Inoltre non è consigliato effettuare ricariche "intermedie" se la batteria non è tra il 40% ed il 20% di carica residua. E sconsigliato inoltre interrompere la fase di ricarica se questa non ha terminato il 100% del ciclo di carica che dura in media dalle 8 alle 12 ore.

Nonostante sia ancora oggi la tipologia di batteria più diffusa, essendo, tra tutte, quella con i costi più bassi, sempre più costruttori stanno allestendo i proprio carrelli con batterie al Gel o al Litio. In particolare quella agli Ioni di Litio Li-Ion che permette svariati vantaggi tra cui un risparmio a lungo termine sul consumo medio di energia per la ricarica che dura dalle 2 alle 3 ore per il ciclo completo. Consente inoltre la possibilità di effettuare ricariche "al bisogno" e non necessita di alcun tipo di manutenzione essendo i cristalli di Litio sigillati ermeticamente allinterno delle celle. Per questo motivo le batterie al Litio non producono emissioni gassose. Unico problema: il costo. Al momento, a parità di caratteristiche, le batteria al Litio costano oltre il triplo rispetto a quelle al Piombo Acido ed il doppio rispetto a quelle al Gel.