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ⓘ Direttiva Seveso




                                     

ⓘ Direttiva Seveso

Lincidente di Seveso ha spinto gli Stati dellUnione europea a dotarsi di una politica comune in materia di prevenzione dei grandi rischi industriali a partire dal 1982.

La direttiva europea denominata direttiva Seveso impone agli stati membri di identificare i propri siti a rischio.

                                     

1. Disposizioni della direttiva

  • linformazione degli abitanti delle zone limitrofe
  • il controllo dellurbanizzazione attorno ai siti a rischio
  • lesistenza di unautorità preposta allispezione dei siti a rischio
  • lesistenza in ogni stabilimento a rischio di un piano di prevenzione e di un piano di emergenza
  • il censimento degli stabilimenti a rischio, con identificazione delle sostanze pericolose
  • la cooperazione tra i gestori per limitare leffetto domino

La direttiva non include le installazioni militari ed i rischi connessi allemissione di radiazioni ionizzanti.

In Italia il controllo dei siti a rischio è affidato alle agenzie regionali per la protezione ambientale.

                                     

2. Seveso II

Si pensò successivamente di cambiare il sistema di approccio ai sistemi di sicurezza nellambito industriale con la direttiva 96/82 CEE, successivamente recepita in Italia con il D.Lgs. 334/99, in cui venne diminuito il numero di sostanze definite materie pericolose da 180 a 50 e si affiancò a questo elenco una lista di classi di pericolosità che ampliò, di conseguenza, il campo di applicazione del decreto.

                                     

2.1. Seveso II Seveso II bis

Dopo lincidente di una fabbrica di fertilizzanti a Tolosa che ha causato uno sversamento di nitrato dammonio nellambiente circostante e lo scoppio di unazienda di materiale pirotecnico nei Paesi Bassi si è vista lesigenza di attuare delle modifiche alla Seveso II con la direttiva 2003/105/CE, erroneamente conosciuta come Seveso III o "Seveso ter", recepita in Italia con Decreto Legislativo 21 settembre 2005, n. 238.

In questa normativa si sono introdotti nuovi limiti per le aziende che detengono nitrato di ammonio, materiale pirotecnico e per le aziende minerarie, oltre allabbassamento dei valori limite per le sostanze tossiche e linnalzamento dei limiti per le sostanze ritenute cancerogene.

ADEMPIMENTI DELLE DIVERSE CATEGORIE

  • Trasmettere al Prefetto e alla Provincia le informazioni per la stesura del Piano di Emergenza Esterno.
  • Trasmettere la notifica, con le modalità dellautocertificazione, a: Min. Amb., Regione, Provincia, Comune, Prefetto e CTR;
  • Art. 5.2
  • Provvedere allinformazione, formazione e addestramento come previsto dal D.M.16/03/98.
  • Trasmettere il RdS Rapporto di sicurezza allautorità competente;
  • Trasmettere la Scheda di Informazione di cui allallegato V a: Min. Amb., Regione, Sindaco e Prefetto;
  • Individuare i rischi di incidente rilevante;
  • Art.8
  • Attuare il SGS Sistema di Gestione della Sicurezza di cui allo stesso documento.
  • Riesaminare il rapporto di sicurezza: a) ogni 5 anni; b) ad ogni modifica che costituisca aggravio del preesistente livello di rischio; c) ogni volta che intervengano nuove conoscenze tecniche in materia di sicurezza;
  • Predisporre il Piano di Emergenza Interno;
  • Redigere e riesaminare ogni 2 anni il documento di Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti di cui allarticolo 7;
  • Integrare il DVR Documento di Valutazione dei Rischi di cui al D.Lgs.81/08;
  • Art.6


                                     

3. Seveso III

La nuova edizione della direttiva ha preso il via quando il 24 luglio 2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dellUnione Europea n. 197 la Direttiva 2012/18/UE del 4 luglio 2012. Entrata in vigore il 13 agosto dello stesso anno, per essere recepita dagli Stati Membri entro il 1º giugno 2015.

LItalia lha recepita nel proprio ordinamento giuridico con il decreto legislativo n°105 del 26 giugno 2015, che ha integralmente abrogato i precedenti D.Lgs. n. 334/1999 e 238/2005.