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ⓘ Storia dei disturbi mentali




Storia dei disturbi mentali
                                     

ⓘ Storia dei disturbi mentali

La storia dei disturbi mentali risale allantichità e, secondo certe fonti, addirittura allepoca preistorica dellumanità. Molti popoli, provenienti da culture assai differenziate, hanno espresso le loro opinioni e percezioni su quali fossero da considerarsi dei disturbi mentali; gli stessi pensatori classici come Socrate e Platone hanno esaminato queste anomalie mentali.

                                     

1.1. Antichità Egitto e Mesopotamia

Certe note presenti in un documento dellantico Egitto noto come Papiro Ebers sembrano descrivere gli "stati disordinati" della concentrazione e dellattenzione, oltre che langoscia emotiva presente nel cuore o nella mente.

Alcuni di essi sono stati interpretati come indicativi di ciò che in seguito sarebbe stato denominato isteria e malinconia. I trattamenti somatici comprendevano tipicamente lapplicazione di fluidi corporei assieme alla recitazione di formule magiche e rituali. Anche gli allucinogeni potrebbero essere stati utilizzati come parte dei riti di guarigione. I templi religiosi potevano anche venire usati come possibilità di ritiro spirituale terapeutico, con linduzione di stati ricettivi per facilitare il sonno e linterpretazione del sogno.

                                     

1.2. Antichità India

Le antiche scritture in indù e lingua punjabi conosciute come Rāmāyana e Mahābhārata contengono descrizioni narrative di stati che oggi interpreteremmo come disturbo depressivo e ansia. I disordini mentali vengono generalmente ritenuti essere espressione di entità metafisiche astratte, agenti soprannaturali, sortilegi o stregoneria.

Lopera conosciuta sotto il nome di Charaka Samhita 600 a.C., parte dellAyurveda "Conoscenza della vita" vede la malattia come conseguenza di uno squilibrio tra tre tipi di liquidi corporei o forze "Dosha". Sono stati descritti anche diversi tipi di personalità, con differenti propensioni alle preoccupazioni o alle difficoltà. Le cause suggerite includono la dieta inadeguata, la mancanza di rispetto verso gli Déi o gli insegnanti, uno shock psichico a causa di paura o gioia eccessiva, ed infine lattività corporea problematica. I trattamenti comprendevano luso di erbe e pomate, incantesimi e preghiere, persuasione morale o emotiva.

                                     

1.3. Antichità Cina

La prima registrazione conosciuta di malattia mentale nellantica Cina risale al 1100 a.C. I disturbi mentali sono stati trattati principalmente con la pratica della medicina tradizionale cinese usando le erbe, lagopuntura e la "terapia emotiva". Lo Huangdi Neijing descrive sintomi, meccanismi e terapie per la malattia mentale, sottolineando i collegamenti tra organi ed emozioni corporee.

Gli antichi cinesi credevano essenzialmente che nella malattia mentale avesse luogo una possessione demoniaca, e ritenevano che luoghi caratterizzati da intensa attivazione emozionale, come un cimitero, potessero aprire Wēijī e consentire alle entità sovrannaturali di possedere lindividuo.

Il trauma psicologico veniva considerato come causativo di elevata attivazione emotiva, ed era pertanto ritenuto un possibile catalizzatore per la malattia mentale, grazie alla sua capacità di consentire lapertura "Wēijī" alla possessione. Questo spiega perché gli antichi cinesi credevano che il disturbo mentale fosse in realtà una possesione demoniaca.

Secondo la Filosofia cinese cinque fasi o elementi i Wu Xing comprendevano le condizioni dello squilibrio tra Yin e yang; questa convinzione circa lo squilibrio è fondata sullidea del Tao; esso è la legge naturale la quale realizzandosi fa sperimentare lequilibrio intimo. La malattia mentale viene pertanto considerata come uno squilibrio delle leggi naturali e la salute ottimale deriva dal perfetto equilibrio con la "Natura".



                                     

1.4. Antichità Grecia e Roma

Nellantica Grecia e nellantica Roma la follia è stata associata stereotipicamente al vagabondaggio senza scopo e alla violenza. Tuttavia Socrate ne considerava anche gli aspetti positivi tra cui il dono della profezia un "arte maniacale", liniziazione e il rito misterico oltre che lispirazione poetica e la "follia" degli amanti. Egli è visto spesso come lepitome del pensiero razionale e come uno dei maggiori fondatori della filosofia occidentale; ha però ammesso apertamente anche di sperimentare ciò che oggi si chiama "allucinazione del comando" il suo Daimon.

Anche Pitagora sentiva le "voci". Ippocrate 470-360 a.C. ha operato una classificazione dei disturbi mentali, tra cui la paranoia, lepilessia, la mania e la malinconia.

Attraverso uno stretto e assiduo contatto con la cultura greca avvenuto ai tempi della Grecia romana lo stesso impero romano assorbì molte idee sulla medicina greca.

Asclepiade di Bitinia 124-40 a.C. scartò la "teoria degli umori" che veniva praticata tra i romani promuovendo trattamenti alternativi delle persone insane, che liberò dal confinamento, usando una terapia naturale composta da diete e massaggi. Areteo di Cappadocia 30-90 d.C. ha sostenuto che è difficile individuare da dove provenga una malattia mentale. Galeno 129-200 tuttavia riprese in considerazione la terapia umorale adottando però un unico approccio di sintomi piuttosto che categorie diagnostiche ampie, ad esempio studindo stati separati di tristezza, eccitazione, confusione e amnesia.

I poeti e drammaturghi come Omero, Sofocle e Euripide descrivono gli insani come posseduti dagli Déi, sbilanciati e condizionati nei loro umori. Oltre alla mania, spesso utilizzata come termine generale per indicare la follia, cera una gamma variabile e in sovrapposizione di definizioni per indicare situazioni come lillusione, leccentricità, la frenesia e la follia.

Aulo Cornelio Celso 14 a.C 37 d.C. in De Medicina ha sostenuto che la follia è veramente presente quando inizia una forma continua di demenza in quanto la mente si trova alla mercé delle immaginazioni; ha suggerito che le persone devono guarire le proprie anime attraverso la filosofia e la forza di volontà. Ha descritto pratiche comuni di dietetica, salasso, droghe naturali, "terapia della parola", lincubazione rito nel tempio, esorcismo, uso di incantesimo e amuleti, restrizioni e "tortura" compresa la lapidazone le percosse per ripristinare la razionalità dallinedia, dai terrori improvvisi e dallagitazione dello spirito.

La maggior parte dei malati tuttavia non ricevevano un trattamento medico, bensì rimanevano in famiglia o vagavano per le strade, vulnerabili alle aggressioni e alla derisione. Esempi di illusioni comprendevano persone che credevano di essere attori od oratori celebri, animali, oggetti inanimati o uno degli Déi. Alcuni di loro venivano arrestati per ragioni eminentemente politiche come Jesus figlio di Anania personaggio della Guerra giudaica Flavio Giuseppe, che fu finalmente rilasciato in quanto pazzo dopo aver dimostrato di non avere alcuna preccupazione per il proprio destino durante le sedute di tortura.

                                     
  • diverso rispetto al cervello adulto. Come la maggior parte dei disturbi psichiatrici, il disturbo comporta l interazione di una predisposizione genetica con
  • Psychiatric Association, DSM5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali 2014, pp. 286 - 291. Frost, R.O. Hartl, T.L. 1996 A cognitive - behavioral
  • possono includere disorientamento, disturbi del pensiero, problemi di memoria, disturbi del linguaggio, disturbi del sonno, deliri, labilità dell umore
  • di dibattito la natura costituzionale od esperienziale dei diversi disturbi mentali e quindi dei processi legati alla loro genesi. Freud considerava la
  • diversa terminologia ancora oggi in uso, riprese le classificazioni dei disturbi mentali elaborate da Ippocrate: mania, furore, frenesia, follia, delirio
  • sindrome di Asperger presentavano la comorbilità di altri disturbi mentali quali il disturbo schizoaffettivo, esattamente come accade nella popolazione
  • 1973, la Camera medica croata rimosse l omosessualità dalla lista dei disturbi mentali Nel 1974 il professore di diritto dell Università di Lubiana Ljubo
  • tutti quei disturbi che rappresentano un particolare scostamento dalle fasi del corteggiamento come il disturbo frotteuristico, il disturbo voyeuristico

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