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ⓘ Michael Aidan Courtney




Michael Aidan Courtney
                                     

ⓘ Michael Aidan Courtney

Il 18 agosto 2000 papa Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo titolare di Eanach Dúin e nunzio apostolico in Burundi. Ricevette lordinazione episcopale il 12 novembre successivo nella chiesa di Santa Maria del Rosario a Nenagh dal cardinale Francis Arinze, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, coconsacranti il vescovo di Clonfert John Kirby e quello di Killaloe William Walsh.

Giunse in Burundi allinizio del 2001 e succedette a monsignor Emil Paul Tscherrig che vi aveva rappresentato la Santa Sede durante cinque anni caratterizzati da una fase acuta della guerra civile impegnandosi a sostenere i primi passi di un processo di pace dopo la tragica morte di Joachim Ruhuna, arcivescovo di Gitega, assassinato insieme ad altri sei cristiani nel settembre del 1996. Courtney fu scelto per la rappresentanza in Burundi perché ritenuto preparato a rappresentare la Santa Sede in una situazione così complessa e delicata. Vi entrò in punta di piedi, con discrezione e, nello stesso tempo, con determinazione. Chiedeva con estrema semplicità informazioni a chi viveva da tempo nel paese e studiava meticolosamente i dossier. Era attento e presente in tutti i momenti della vita ecclesiale e pubblica della nazione. Apparve presto chiaro a tutti che monsignor Courtney non aveva cambiato la linea del suo predecessore. Anzi, ne aveva emulato limpegno, sostenendo con rinnovato vigore ogni tentativo di dialogo con tutti i partecipanti alla vita pubblica per mettere in pratica gli accordi faticosamente raggiunti ad Arusha nellagosto del 2000. Soleva dire: "Non si può arrivare alla riconciliazione e alla pace solo con le armi. Bisogna dialogare con tutti, anche con coloro che, per varie ragioni, hanno preso la strada della guerra e delle rivendicazioni". Raggiunto laccordo ad Arusha, sotto la spinta e il prestigio del mediatore Nelson Mandela, il processo di pace entrò in una fase di transizione: tre anni 2001 - 2004 per preparare il ritorno alla vita normale. Ma quando, nel febbraio-marzo del 2003, chi stava al potere mise in dubbio lopportunità e lobbligatorietà di realizzare la seconda tappa del triennio, che prevedeva il passaggio della presidenza a un hutu, Domitien Ndayizeye, monsignor Courtney non aveva esitato ad alzare la voce e a usare tutto il suo prestigio per indurre le forze al potere a compiere quel passo, pur doloroso e difficile. Lattività di monsignor Courtney dava fastidio a molti, soprattutto a chi speculava sulla guerra. A chi glielo faceva notare rispondeva con molta calma di essere stato mandato in Burundi per cercare il bene del popolazione: "Il vero bene del paese è la pace, il ritorno della pacifica convivenza tra le persone. La gente ha urgente bisogno di giustizia e di pace".

Il 29 dicembre 2003, tornando a Bujumbura dopo alcuni impegni pastorali, fu raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco mentre passava in automobile a Minago, una città a circa 30 miglia a sud della capitale. Larcivescovo Courtney fu ferito gravemente alla testa, a una spalla e a una gamba. Morì a Bujumbura a causa di unemorragia sopravvenuta durante un intervento chirurgico. Aveva 58 anni e pochi giorni prima gli era stato comunicato il prossimo trasferimento come nunzio apostolico a Cuba. Il gruppo militare hutu Forza di liberazione nazionale, che aveva rifiutato di firmare laccordo di pace, venne subito accusato della morte del presule ma i militanti si proclamarono innocenti e proposero la creazione di una commissione internazionale neutrale dinchiesta. Alcuni dettagli della morte del nunzio non sono ancora del tutto chiariti. Si è detto che monsignor Courtney stava rientrando a Bujumbura dopo una giornata trascorsa sul lago Tanganika. La strada percorsa era la Route National 3, che costeggia il lago da Bujumbura a Rumonge ed era nota per la sua pericolosità. Nei giorni immediatamente prima dellassassinio, vi furoino aspri scontri tra militari governativi e ribelli della Forza di liberazione nazionale. È quanto mai strano che lo stato maggiore dellesercito abbia autorizzato una vettura del corpo diplomatico a percorrerla in quelle circostanze. E non si spiega come il governo - che non consentiva ai diplomatici di uscire dalla capitale per recarsi in zone di guerra da soli - abbia permesso al nunzio di viaggiare senza la scorta militare. Il pomeriggio del 29 dicembre la strada era sorprendentemente del tutto deserta. La macchina del presule, inoltre, non venne colpita da spari provenienti dallalto delle colline, come fu detto in un primo momento, ma da qualcuno che ha sparò dal livello della strada. Inoltre solo il nunzio venne colpito: alla testa. Nessuno degli altri che erano con lui nella macchina fu ferito dando così ragione a chi afferma che si sia trattata di unimboscata preparata. Monsignor Courtney inoltre, gravemente ferito, non venne soccorso da un gruppi di militari che transitarono subito dopo sulla stessa strada. Infine, non venne portato allospedale militare della capitale, lunico veramente funzionante, bensì nella clinica privata della capitale, dove poi morì.

Le esequie si tennero il 3 gennaio 2004 nella chiesa di Santa Maria del Rosario a Nenagh e furono presiedute dal cardinale Francis Arinze. Concelebrarono, tra gli altri, il cardinale Desmond Connell e gli arcivescovi Seán Baptist Brady e Giuseppe Lazzarotto. È sepolto nel cimitero di Dromineer, sulle rive del Lough Derg, vicino alla sua nativa Nenagh.

                                     

1. Genealogia episcopale

  • Arcivescovo Thomas William Croke
  • Papa Benedetto XIV
  • Cardinale Paul Cullen
  • Arcivescovo Michael Aidan Courtney
  • Cardinale Scipione Rebiba
  • Cardinale Francis Arinze
  • Arcivescovo Charles Heerey, C.S.Sp.
  • Cardinale Giovanni Carlo Boschi
  • Papa Gregorio XVI
  • Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
  • Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
  • Vescovo Denis Kelly
  • Cardinale Bartolomeo Pacca
  • Cardinale Ludovico Ludovisi
  • Vescovo Joseph Ignatius Shanahan, C.S.Sp.
  • Papa Clemente XIII
  • Cardinale Castruccio Castracane degli Antelminelli
  • Cardinale Giulio Antonio Santorio
  • Cardinale Luigi Caetani
  • Cardinale Ulderico Carpegna
  • Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
  • Papa Benedetto XIII