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ⓘ Giardini Vaticani




Giardini Vaticani
                                     

ⓘ Giardini Vaticani

I Giardini Vaticani occupano 0.23 dei 0.44 km² della Città del Vaticano e si estendono da sud a nord-ovest del piccolo stato. I Musei Vaticani li separano dalla zona nord, in cui risiedono le banche, il giornale e i Palazzi Apostolici dove abita il Pontefice.

                                     

1. Origini e sviluppo

I giardini sono il luogo di riposo e di meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando papa Niccolò III Giovanni Gaetano Orsini, 1277-1280 riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano. Allinterno delle nuove mura, che fece erigere a difesa della sua residenza, il Papa fece impiantare un frutteto pomerium, un prato agricoltura pratellum e un vero e proprio giardino viridarium; questo primo nucleo sorse nei pressi del colle di SantEgidio, dove oggi si trova il Palazzetto del Belvedere ed i Cortili dei Musei Vaticani.

Il periodo di maggiore sviluppo architettonico dei Giardini è comunque tra il Cinquecento e il Seicento, quando vi lavorano artisti e architetti come Donato Bramante e Pirro Ligorio sua è la Casina di Pio IV, oltre a pittori e incisori che ritraggono la bellezza del luogo, tra i quali Antonio Tempesta, Giovanni Maggi e Giovanni Battista Falda. La cultura, larte e la filosofia rinascimentale influenzano i giardini non solo attraverso larchitettura stessa, ma anche con la costruzione di fontane, statue e tempietti.

Nel 1921 divampò un furioso incendio allinterno del sacello del santuario della Santa Casa di Loreto che incenerì la famosa statua della Madonna Nera. Venne subito rifatta per volere di papa Pio XI utilizzando il legno di un cedro del Libano proveniente dai Giardini Vaticani. La scultura, modellata da Enrico Quattrini ed eseguita e dipinta da Leopoldo Celani, è quella ancor oggi venerata nella basilica di Loreto, nelle Marche.

Dalla fine del 2014 è in corso un piano di restauro delle circa 570 opere conservate attualmente all’interno dei giardini: l’intento del progetto non è solo quello di restaurare ma soprattutto, attraverso una metodologia idonea ed innovativa, conservare’ nel tempo queste numerose opere che vivono da secoli in simbiosi con la natura dei giardini.

I fattori ambientali come l’esposizione all’inquinamento, agli agenti atmosferici, la presenza di animali ed insetti, sono tutte premesse per un ambiente piuttosto ostile in cui collocare opere d’arte, ed il processo di bio deterioramento è inevitabile.

Alcune opere sono collocate spesso in aree di sottobosco, dove la crescita di microrganismi sulla superficie delle opere si manifesta attraverso sia cambiamenti di colore, sia attraverso veri e propri danni strutturali, con la trasformazione del materiale inorganico dai metaboliti di loro produzione. La necessità quindi di intervenire con trattamenti biocidi, capaci di ridurre, eliminare e soprattutto controllare la formazione di biodeteriogeni risulta dunque lo scopo di questo nuovo restauro, per il quale si è costituito di recente un gruppo di esperti in materia per coadiuvare il lavoro dei restauratori.

La ricerca è volta a sostituire i vecchi trattamenti di tipo chimico/meccanico, che presentano normalmente molecole altamente tossiche e molto difficilmente biodegradabili, a favore di nuovi metodi meno invasivi e più compatibili con i materiali costitutivi delle opere, in particolare durante la fase di pulitura, stuccatura e protezione finale.

Dopo un attento studio, la scelta è stata direzionata verso l’utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale, non tossici ed ecocompatibili non sono con l’ambiente ma anche con la salute degli operatori: i prodotti testati sono dunque prodotti naturali a base di olii essenziali, antibatterici, che presentano inoltre anche altri vantaggi quali la rapida volatilizzazione e una residualità piuttosto trascurabile. Gli estratti naturali di piante scelte sono le essenze di origano Origanum vulgare, timo Thymus vulgaris, insieme ad altri prodotti fitosanitari adoperati singolarmente o in sinergia tra di loro.

                                     

2. Descrizione

Molte sono le testimonianze storico-artistiche rinvenibili nei giardini: dagli stessi giardini sono ancora visibili, ad esempio, le antiche Mura leonine in due tratti: quello più antico vicino alla Palazzina della Zecca, in prossimità della Fontana del Sacramento detta anche delle Torri e laltro tratto, restaurato da Niccolò V, visibile sul colle insieme alle due grandiose torri circolari, dette torre della Radio e Torre Gregoriana.

Molte sono anche le fontane, fra le quali quella della Galera, risultato di tre secoli di elaborazioni e cambiamenti. Un galeone spara getti dacqua dai suoi cannoni, e papa Urbano VIII lo celebrò con un distico latino:" Bellica Pontificem non fundit machina flammas/Sed dulcem belli qua perit ignis aquam” La macchina da guerra dei papi non spara fiamme, bensì la dolce acqua che della guerra spegne il fuoco. Anche notevole è la fontana dellAquila:" vera e propria mostra dellAcqua Paola a Roma, destinata a fare da pendant allaltra grande mostra, cioè al Fontanone del Gianicolo” G. Morelli, Giardini Vaticani.

Nei Giardini si trovano, oltre alle Mura, alle Casine e ai giochi dacqua, anche tempietti, santuari e grotte dedicate alla Madonna, ad esempio quella dedicata alla Madonna della Guardia 1917 eretta dal genovese papa Benedetto XV, o la riproduzione della Grotta di Lourdes edificata nel 1902, dove si conclude il mese Mariano con la suggestiva processione" Aux Flambeaux”.

Piante, alberi, fiori, arbusti, rampicanti provenienti da ogni parte del mondo completano il giardino.

                                     

3. Sedi istituzionali

I Giardini che sono composti di varie zone sono anche sede di uffici statali, come il Palazzo del Governatorato e il Tribunale di Stato, della direzione della radio statale Radio Vaticana, della Stazione ferroviaria Vaticana e dellex Specola Vaticana. Inoltre nei Giardini è presente leliporto, il Collegio Etiopico e il Monastero Mater Ecclesiae.