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ⓘ Emma Bonino




Emma Bonino
                                     

ⓘ Emma Bonino

Emma Bonino è una politica italiana.

È stata ministra degli affari esteri della Repubblica Italiana nel Governo Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014. È una delle figure più importanti del radicalismo liberale italiano delletà repubblicana.

Dopo essere stata eletta negli anni settanta e ottanta del XX secolo per varie legislature deputata alla Camera e al Parlamento europeo, ricopre la carica di commissaria europea dal 1995 al 1999, per poi nel 2006 essere Ministra del commercio internazionale e delle politiche europee nel Governo Prodi II, e successivamente vicepresidente del Senato della Repubblica dal 6 maggio 2008 al 15 marzo 2013.

Oltre ad aver ricoperto importanti cariche nel Partito Radicale, è stata membro del comitato esecutivo dell International Crisis Group, ideatrice e promotrice della Corte penale internazionale, professoressa emerita allUniversità Americana del Cairo, delegata per lItalia allONU per la moratoria sulla pena di morte, nonché fondatrice dellorganizzazione internazionale Non cè pace senza giustizia per labolizione delle mutilazioni genitali femminili.

Nel 2011 è lunica italiana inclusa dalla rivista statunitense Newsweek nellelenco delle "150 donne che muovono il mondo".

                                     

1. Origini e formazione

Emma Bonino è la secondogenita di Filippo Bonino e Catterina Barge. Vive i suoi primi anni in una fattoria nelle campagne di Bra, in provincia di Cuneo in Piemonte. Nel 1954 la famiglia lascia lazienda agricola e si trasferisce a Bra dove il padre intraprende un commercio di legname, raggiungendo presto una buona stabilità economica.

Nel 1967 dopo aver ottenuto la maturità classica al liceo Gandino della sua città, Emma si sposta a Milano per frequentare il corso di Lingue e letteratura moderna presso lUniversità Bocconi, dove si laurea nel 1972 con una tesi sullautobiografia di Malcolm X.

                                     

2.1. Attività politica Primi anni

Emma Bonino entra in politica nel 1975 quando, dopo essere stata tra le persone che hanno fondato il Centro dinformazione sulla sterilizzazione e sullaborto, si autoaccusa del reato di procurato aborto.

Nellanno successivo, il 1976, il Partito Radicale si presenta per la prima volta alle elezioni politiche, ed Emma Bonino, capolista alla Camera in molte circoscrizioni viene eletta a soli 28 anni, assieme ad altri tre radicali Marco Pannella, Mauro Mellini e Adele Faccio.

Nel 1978, a seguito delle rivelazioni di uninchiesta giornalistica clamorosa, il Presidente della Repubblica in carica Giovanni Leone fu costretto alle dimissioni perché gravemente sospetto di corruzione. Emma Bonino fu una tra i principali soggetti collaboratori di questa campagna, ma poi ritornò sulle sue posizioni. In occasione del novantesimo compleanno di Leone, festeggiato al Senato nel 1998, Emma Bonino volle incontrarlo personalmente per consegnargli una lettera di scuse per le accuse rivoltegli in quegli anni.

Nel 1979 è eletta al Parlamento Europeo.

Tra il 1980 e il 1981, oltre a promuovere diverse campagne per i referendum e per i diritti civili nellEuropa dellEst, comincia a lavorare per listituzione di una Corte penale internazionale, oggi arrivata a compimento.

Nel 1981 Emma Bonino promuove un appello contro lo sterminio per fame e contribuisce a fondare lassociazione Food and Disarmement International, con lo scopo di coordinare le attività le iniziative dinformazione internazionale su questo fronte, di cui dopo qualche anno diventerà segretaria. In tale veste nel 1986 organizza un Convegno Internazionale che lancia il "Manifesto dei Capi di Stato contro lo sterminio per fame e in difesa del diritto alla vita e della vita del diritto". Nello stesso anno, in occasione di un incontro ufficiale con papa Giovanni Paolo II, illustra in Vaticano le iniziative per combattere la fame.

Nel gennaio 1987 manifesta a Varsavia contro la dittatura comunista del generale Wojciech Jaruzelski e in favore di Solidarność. Viene arrestata ed espulsa dalla Polonia.

Nel 1989 diviene presidente del Partito Radicale Transnazionale, carica che ricopre fino al 1993.

Nel novembre 1990, per denunciare la legge degli USA che richiede la prescrizione medica per la vendita di siringhe, si fa arrestare a New York, mentre distribuisce siringhe sterili.

Nel maggio 1991 è la prima firmataria di una mozione che, dopo essere stata approvata dalla Camera dei deputati, impegna il governo a impedire la proliferazione delle armi non convenzionali e in particolare delle mine antiuomo.

Nel 1993 promuove una campagna a favore dellistituzione del Tribunale penale internazionale per lex-Jugoslavia, consegnando al Segretario Generale delle Nazioni Unite Boutros Boutros-Ghali un appello firmato da 25 000 persone in tutto il mondo.

Nel 1993 è tra le persone che fondano Non cè pace senza giustizia. Con tale associazione si dà lobiettivo di sostenere lattività del Tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia e di promuovere la creazione di una Corte penale internazionale permanente, competente ad accertare e giudicare nel mondo intero" i crimini contro lumanità, crimini di guerra e genocidio”.

Sempre nel 1993 incontra il Dalai Lama e con lui tiene una conferenza stampa per il lancio di una mobilitazione per i diritti e la libertà del popolo tibetano e per la democrazia in Cina.

Nello stesso anno diventa segretaria del Partito Radicale.

Nel 1994 viene nominata capo della delegazione del Governo Italiano allAssemblea Generale delle Nazioni Unite per liniziativa della "Moratoria sulla Pena di morte".

                                     

2.2. Attività politica Commissaria europea

Nel 1994 viene eletta deputata nel collegio di Padova - Selvazzano Dentro XII, sostenuta dalla coalizione di centrodestra. Dopo lelezione entra a far parte del gruppo parlamentare di Forza Italia. Nel gennaio 1995 viene indicata dal primo governo Berlusconi come Commissaria Europea le vengono assegnati i portafogli della politica dei consumatori, della politica della pesca e dellUfficio Europeo per lAiuto Umanitario dUrgenza European Community Humanitarian Office, noto anche come ECHO.

Il 26 gennaio 1995, quarantotto ore dopo il suo insediamento, parte per lex Jugoslavia, recandosi a Sarajevo e a Mostar, primo membro della Commissione europea a mettere piede in Bosnia dallinizio della guerra, con la volontà di denunciare limpotenza dellEuropa e il disinteresse dellONU dinanzi al protrarsi del conflitto e allallargarsi della "pulizia etnica". In un articolo per il Corriere della Sera scrive:

In ogni caso il suo schierarsi a favore dellintervento militare in Kosovo le alienerà il supporto di parte del mondo nonviolento e pacifista.

Nel febbraio 1995, dopo che un peschereccio spagnolo viene intercettato a cannonate dalla marina militare canadese e sequestrato con lintero equipaggio, Emma Bonino accusa il Canada di "un atto di pirateria internazionale".

In seguito, in quanto responsabile dellECHO, promuove e guida diverse missioni umanitarie.

Nel 1996, allindomani del genocidio in Ruanda, compie diversi viaggi nella regione dei Grandi Laghi in Africa per sostenere il diritto dei profughi allassistenza umanitaria, per ribadire limpegno finanziario dellEuropa e per invocare, tuttavia invano, un intervento politico urgente da parte dellONU o delle grandi potenze.

Nello stesso periodo visita la Somalia, un paese in quel momento allo stremo e nuovamente in mano ai signori della guerra, durante il quale il suo convoglio subisce un attacco armato da parte dei guerriglieri di Aidid. Subito dopo si reca nel Sudan, sfidando lembargo imposto dal regime di Khartoum, allo scopo di riaprire il corridoio umanitario per le vittime di una crisi dimenticata, fra il Nord e il Sud del paese.

Nel 1997, svolge una missione nel Kurdistan iracheno, paese allora colpito dalle sanzioni economiche, e in Afghanistan dove si reca per denunciare il regime dei Talebani. Qui viene arrestata e detenuta in carcere per alcune ore dalla "milizia per la repressione del vizio e la promozione della virtù" assieme alla sua delegazione. Le reazioni furono durissime: il vicesegretario del Consiglio dEuropa, Hans Khristian Krueger definì il suo arresto "scandaloso e intollerabile" e il ministro degli Esteri tedesco Klaus Kinkel addirittura "infame". Di rientro da Kabul, decide di lanciare la campagna "Un fiore per le donne di Kabul" contro ogni discriminazione e per consentire laccesso agli aiuti umanitari da parte delle donne afghane.

Sempre nel 1997, essendone tra le principali promotrici, firma, per conto della Commissione europea, la Convenzione di Ottawa contro le mine antiuomo.

Nel 1998, Emma Bonino è particolarmente attiva nella mediazione della crisi in Guinea-Bissau, come pure nel monitorare lintervento umanitario in Sierra Leone e nel Kosovo, prima e dopo lintervento della NATO nel 1999. Nel giugno dello stesso anno, guida la delegazione della Commissione europea alla conferenza internazionale di Roma per la Corte penale internazionale, contribuendo a ottenere, dopo una lunga negoziazione, le 60 firme necessarie alla ratifica, nonostante lopposizione degli USA.

Sempre nel 1998, scrive con Marco Pannella una lettera di scuse allex Presidente della repubblica Giovanni Leone per scusarsi riguardo ai duri attacchi politici fatti dai Radicali ventanni prima.

Nello stesso anno partecipa alla riunione annuale del Gruppo Bilderberg che ha avuto luogo dal 14 al 17 maggio 1998 a Turnberry, Scozia.

Dopo la fine del mandato da commissario Bonino torna alla politica nazionale, pur continuando a esprimersi su argomenti europei. Nellottobre 2011 firma la lettera promossa da George Soros in favore di un rafforzamento dellUnione europea nella crisi delleuro.



                                     

2.3. Attività politica Bonino contro Arlacchi

Nel 1998 Emma Bonino criticò fortemente loperato dellalto commissario delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine, Pino Arlacchi. Il piano Arlacchi prevedeva sia sussidi agli agricoltori in cambio della riconversione delle piantagioni di sostanze illegali, sia la promozione dellistruzione nelluso di altre colture, e in generale interventi tesi a diminuire la dipendenza dei contadini dai signori della guerra.

Bonino accusava inoltre Arlacchi di trattare con il regime dei talebani di Kabul in cambio del loro impegno a cessare la coltivazione di papaveri da oppio nella zona meridionale del Paese. Su questa questione, il 13 febbraio il Parlamento europeo adottò allunanimità una risoluzione in cui, oltre a reiterare la sua ferma condanna del regime dei talebani, esprimeva preoccupazione per laccordo concluso dallUNDCP di Pino Arlacchi con i Talebani, e chiedeva di sospendere tutti i programmi di cooperazione con loro.

Arlacchi rispose quindi con una lettera inviata al presidente della Commissione europea Jacques Santer chiedendo di prendere sanzioni contro Bonino che si era schierata così apertamente contro il suo operato. Per tutta risposta Santer difese la stessa Bonino e sottolineò anche come la giustificazione addotta da Arlacchi, che sosteneva che laccordo da lui siglato in Afghanistan sarebbe servito a "consentire allo staff dellONU di lavorare nelle zone di produzione della droga", fosse quantomeno azzardata, poiché poco dopo tutte le agenzie dellONU, compresa lUNDCP, si dovettero ritirare dallAfghanistan meridionale dopo che un funzionario era stato aggredito da un dignitario talebano: "questo dimostra - aggiunse Santer -, se necessario, che non vi è nulla di insultante nel sollevare dubbi sulla sostenibilità dei programmi finanziati dallONU".

In seguito, nel 2001 il parlamento europeo ridusse di 2/3 il finanziamento del fondo contro la droga gestito da Arlacchi, con una decisione legata alla presunta mala gestione del Fondo e alla richiesta di revisione dei meccanismi di funzionamento del Fondo stesso. Da quel momento, con linizio della guerra in corso in Afghanistan la produzione di droga è cresciuta costantemente.

Il 5 marzo 2007 la Rosa nel Pugno ribadisce la sua convinzione dellinutilità di quella parte della strategia di Arlacchi che prevede di pagare i contadini per aiutarli ad abbandonare loppio per passare ad altre colture, e rilancia proponendo con lappoggio di altre forze politiche che il governo italiano avvii un programma sperimentale per lacquisto delloppio afgano, per utilizzarlo nella produzione di farmaci per la terapia del dolore.

                                     

2.4. Attività politica La fine del mandato

Il 15 marzo 1999, assieme al resto della Commissione Santer, si dimette, per le accuse di frode e malgestione nei confronti del commissario Édith Cresson, che, rifiutandosi di dimettersi, costringe lintera Commissione a una dimissione collettiva.

                                     

2.5. Attività politica Lista Emma Bonino

Nel giugno 1999 partecipa alle elezioni europee con una lista del partito radicale che portava il suo nome, ottenendo uno storico 8.5% dei voti e diventando la quarta forza politica nazionale.

Nel giugno 2000 presenta una proposta di risoluzione che denuncia la crudele pratica in una trentina di paesi africani e mediorientali ma anche fra le comunità immigrate in Europa delle mutilazioni genitali femminili praticata in alcuni paesi africani e in parte dellEgitto ma anche fra le comunità immigrate in Europa.

Nellottobre 2000 è al centro di alcune polemiche per lutilizzo massiccio di messaggi di posta elettronica e SMS non desiderati a fini promozionali, con una campagna di spam ripetuta in diverse occasioni fino a quando, nel febbraio 2001, un pronunciamento dellAutorità Garante per la Privacy chiarisce che la pratica con cui erano stati raccolti e utilizzati gli indirizzi di posta è illegale.

                                     

2.6. Attività politica Medio Oriente

Nel dicembre 2001, in seguito allinsuccesso della sua lista alle elezioni politiche italiane, si trasferisce al Cairo con lobiettivo di studiare la lingua e la cultura araba. Inaugura nel marzo 2003 una rassegna quotidiana di stampa araba, in onda su Radio Radicale.

Nello stesso periodo inaugura la campagna contro le mutilazioni genitali femminili, intitolata "StopFgm", per dare appoggio e visibilità internazionali alla lotta combattuta da decenni dalle donne africane.

Nel novembre 2002, in rappresentanza del governo italiano, Emma Bonino partecipa a Seoul alla seconda conferenza ministeriale della "Community of Democracies", ununione di Stati che si sono dati lobiettivo di lavorare per la creazione di una "Organizzazione Mondiale della Democrazia", al fine di rafforzare le libertà civili e politiche nel mondo.

Nel gennaio 2004 organizza a Sanaa, con lorganizzazione non governativa Non cè pace senza giustizia", la prima "Conferenza Intergovernativa Regionale su Democrazia, Diritti Umani e sul ruolo della Corte penale internazionale", unassoluta novità per un paese arabo. Nel medesimo anno viene rieletta al Parlamento europeo per la "Lista Bonino", iscrivendosi al gruppo dellALDE. Il 17 giugno 2004 viene inoltre insignita dell Open Society Prize annuale da George Soros.

Nel 2005 torna in Afghanistan in veste ufficiale, questa volta come Capo delegazione della Missione degli osservatori elettorali dellUnione europea alle elezioni parlamentari e provinciali.

Fino al 2006 rimane membro della Commissione per gli affari esteri; della Commissione per i bilanci; della Sottocommissione per i diritti delluomo; della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Turchia; della Delegazione allAssemblea parlamentare Euromediterranea; vicepresidente della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashreq.



                                     

2.7. Attività politica Rosa nel Pugno

Dopo un decennio trascorso con posizioni inizialmente vicine alla Casa delle Libertà, pur con molti distinguo, e poi di opposizione a entrambi i poli, alle Elezioni politiche del 2006 si presenta con la lista della Rosa nel Pugno, un nuovo partito nato dallunione di Radicali Italiani e Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli.

Il nuovo partito ottiene un deludente 2.6%, una percentuale largamente inferiore alla somma degli elettorati attribuibili a Radicali Italiani e Socialisti Democratici Italiani, ma sufficiente a far eleggere 18 parlamentari, tra cui la stessa Emma Bonino, che rientra nel Parlamento Italiano dopo 12 anni. Il 27 aprile 2006, infatti, opta per il Parlamento Italiano e si dimette da quello Europeo.

In occasione delle elezioni amministrative dello stesso anno, Emma Bonino si candida come capolista della Rosa nel Pugno a Roma, nella coalizione che sostiene la candidatura del sindaco Walter Veltroni.

                                     

2.8. Attività politica Ministra per il commercio internazionale e per le politiche europee

Nei giorni immediatamente precedenti alla formazione del secondo governo Prodi, Bonino chiese lincarico di ministra della difesa, che in quel momento sembrava destinato a Clemente Mastella, al quale poi venne assegnato il dicastero della Giustizia: al termine di varie riunioni, lesponente radicale entra a far parte del secondo esecutivo guidato da Prodi in qualità di Ministra del commercio internazionale e delle politiche europee. Per la prima volta nella storia un esponente radicale diventa ministro.

                                     

2.9. Attività politica Vicepresidente del Senato

In occasione delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 viene candidata ed eletta al Senato della Repubblica come capolista del Partito Democratico nella circoscrizione Piemonte, in base a un accordo fra democratici e Radicali, allinterno della delegazione Radicale nel PD. Il 6 maggio 2008 viene eletta vicepresidente del Senato della Repubblica con 107 voti a favore.

                                     

2.10. Attività politica Campagna per lequiparazione delletà pensionabile

Negli anni successivi alla sua elezione come vicepresidente del Senato, Emma Bonino promuove unimportante campagna per lequiparazione e linnalzamento delletà minima pensionabile delle donne a quella degli uomini in Italia. Per questa campagna ha curato e pubblicato, nel marzo 2009, un libro sullinnalzamento e lequiparazione delletà pensionabile delle donne, dal titolo "Pensionata sarà lei - Le donne, la parità e la crisi economica" Rubbettino editore. La campagna si concluderà positivamente, portando il recepimento lequiparazione delletà pensionabile femminile a quella maschile nella riforma Fornero del 2012.

                                     

2.11. Attività politica Candidatura a presidente della Regione Lazio

Nel gennaio 2010 lancia la propria candidatura alla presidenza della Regione Lazio, appoggiata dai Radicali e solo successivamente anche dal Partito Democratico e altri partiti di centro-sinistra.

Le elezioni la vedono sconfitta per 2.8 punti percentuali dalla candidata del Popolo della Libertà Renata Polverini: secondo la legge, Emma Bonino aveva diritto a sedere nel Consiglio Regionale del Lazio, ma decide di rinunciare per mantenere il seggio al Senato della Repubblica.

                                     

2.12. Attività politica Candidature alla presidenza della Repubblica

Alle elezioni politiche del 2013, è candidata nella lista di scopo "Amnistia e Libertà", ma non viene rieletta.

A fine anni novanta del XX secolo era stato pubblicato un sondaggio secondo il quale unalta percentuale degli individui intervistati avrebbe eletto Emma Bonino come Presidente della Repubblica Italiana. Messi dei gazebo in tutte le piazze italiane per raccogliere firme, intellettuali e persone dello spettacolo si mobilitarono per dare il proprio appoggio. Un vasto movimento dopinione si attivò per spingere la candidatura di una Presidente della Repubblica donna, laica, liberale, liberista, libertaria.

Nel febbraio 2013, in vista della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, riemerge il nome di Emma Bonino come possibile Presidente della Repubblica, sostenuta dallo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti. Nello stesso periodo ottiene lappoggio di Furio Colombo, dellex ministra del PdL Mara Carfagna, del vicepresidente del PD Ivan Scalfarotto, del senatore finiano eletto con Scelta Civica Benedetto Della Vedova e del senatore leghista Massimo Garavaglia.

Il 14 aprile 2013 il Partito Socialista propone ufficialmente Emma Bonino come sua candidata alla Presidenza della Repubblica con una lettera del Segretario Riccardo Nencini ai grandi elettori, mentre il Movimento 5 Stelle include Emma Bonino tra le sue candidature alle consultazioni cosiddette "quirinarie".

Un sondaggio di Ipr Marketing del 4 aprile 2013 dà Emma Bonino al 32% di preferenze, contro il 26% di Mario Draghi e il 19% di Stefano Rodotà. È prima anche nel sondaggio SWG del 5 aprile e in quelli lanciati al riguardo da LEspresso, Corriere Della Sera e Il Sole 24 Ore. È la favorita anche per gli allibratori, che a pochi giorni dalla elezione la danno a 2.50 seguita da Mario Monti a 3.20 e Romano Prodi a 3.80.

Nasce nel contempo un comitato Emma Bonino Presidente sul web, che ottiene le adesioni di importanti nomi del mondo della cultura e dello spettacolo.



                                     

2.13. Attività politica Ministra degli affari esteri nel governo Letta

Il 28 aprile 2013 Bonino entra in carica come Ministra degli affari esteri nellambito del governo Letta. È la seconda donna a ricoprire questo incarico dopo Susanna Agnelli.

In relazione al caso legato allespulsione dallItalia della moglie di Mukhtar Ablyazov, Alma Shalabayeva, e della loro figlia, nel luglio 2013 alcuni organi di stampa chiesero a Bonino di dimettersi dallincarico di ministra degli esteri. Bonino respinse lipotesi di dimissioni, sostenendo che sarebbe stato un gesto inutile. La Farnesina continuò a lavorare e, alla fine, Alma Shalabayeva ottenne un visto Schengen per poter lasciare il Kazakistan; allarrivo a Fiumicino, ringraziò lItalia e Emma Bonino.

Durante una conferenza Emma Bonino dichiarò di essere daccordo alla legalizzazione della marijuana.

Il nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi non la conferma come ministra le preferisce al suo posto Federica Mogherini. La segreteria del Partito Democratico spiega laccaduto con una valutazione negativa sulloperato dellex ministra e vedendo nellavvicendamento una volontà di discontinuità.

Il 25 ottobre 2015 ad Emma Bonino viene conferito il Fred Cuny Award for the Prevention of Deadly Conflict dello International Crisis Group. Il riconoscimento le viene consegnato da George Soros, membro onorario dello ICG.

                                     

2.14. Attività politica La lista europeista e il ritorno in Senato

L11 febbraio 2017 è presente a Milano al lancio di Forza Europa di Benedetto Della Vedova con il quale successivamente organizza alcune iniziative con la partecipazione tra gli altri di Enrico Letta, Carlo Calenda ministro dello Sviluppo Economico, Giuliano Pisapia ex sindaco di Milano, Angelo Bonelli coordinatore dei Verdi e Roberto Saviano.

Insieme ai radicali Riccardo Magi segretario e Antonella Soldo presidente, il 23 novembre 2017 presenta a Roma +Europa, formazione europeista nata dalla convergenza con la lista di Della Vedova. Questi ultimi il 5 dicembre manifestano di fronte a Palazzo Chigi per chiedere una norma che modifichi le regole sulla raccolta firme necessarie a presentarsi alle imminenti elezioni politiche. Di fronte alla minaccia della Bonino di non partecipare alla coalizione di centro-sinistra, il 4 gennaio Bruno Tabacci mette a disposizione il simbolo di Centro Democratico così da esentare + Europa dalla raccolta firme avendo lui formato un gruppo in Parlamento dopo le elezioni del 2013. Viene candidata dalla coalizione di centro-sinistra per il Senato al collegio uninominale di Roma 1 dove viene eletta con il 38.91% delle preferenze. Si iscriverà al Gruppo Misto dato che è l’unica eletta della lista al Senato mentre alla Camera sono stati eletti Magi e Tabacci oltre a Alessandro Fusacchia eletto nella circoscrizione Estero. La lista ha partecipato anche alle elezioni regionali sempre il 4 marzo conquistando un seggio con la vittoria di Nicola Zingaretti nel Lazio mentre in Lombardia il posto è stato ceduto al candidato presidente Giorgio Gori vista la sconfitta.

L8 agosto dello stesso anno la Bonino lancia insieme a Della Vedova e Tabacci il tesseramento che dovrà portare +Europa da cartello elettorale a soggetto politico; il congresso si è svolto dal 25 al 27 gennaio 2019. In uneditoriale pubblicato su Rolling Stone Italia nellottobre del 2018 sostiene la necessità di difendere lUnione europea.

Alle elezioni europee del 2019 è candidata nella Circoscrizione Centro per +Europa - Italia in Comune e fa parte del "TeamEurope" dellALDE candidato alla presidenza della Commissione europea: come capolista raccoglie 48.539 preferenze e risulta essere la più votata tra i candidati della sua lista, ma il suo partito si ferma al 3.1% non superando la soglia minima d’accesso.

Il 10 settembre 2019 vota no alla fiducia del Governo Conte-bis. Nel discorso con cui annuncia la sua posizione, comunque contraria alla fiducia, rispetto al Governo Conte-bis, lascia intravedere una certa apertura ad eventuali sviluppi, affermando "Io sono disposta a cambiare idea".

Il 21 settembre il Fatto Quotidiano pubblica unintervista, in cui la Bonino precisa la sua posizione rispetto alla partecipazione al Governo in carica, affermando: "Anche dopo tentativi di avere dei colloqui non ho avuto risposte di alcun tipo.

Nel gennaio 2020 è tra i 71 senatori firmatari per il referendum contro il taglio dei parlamentari.

                                     

3. I grandi dellItalia di oggi

Durante un incontro presso Casa Santa Marta del febbraio 2016, papa Francesco ha indicato Emma Bonino come una "grande dellItalia di oggi" in quanto "persona che conosce meglio lAfrica". Accanto a Emma Bonino il papa ha citato lex Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano e lallora sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini.

                                     

4. Controversie

Attirò a sé critiche da parte della stampa quando di ritorno dallAfghanistan in qualità di commissario europeo definì quello di Gino Strada un "atteggiamento ambiguo, tra lumanitario e il politico, che si può prestare a qualunque illazione", perché "scientemente o incoscientemente – che sarebbe ancora peggio – finisce per giocare un ruolo che è sempre un ruolo ambiguo, tra torturati e torturatori" e si oppose alla proposta di sospensione dei bombardamenti fatta dallUlivo per permettere ai profughi di ricevere gli aiuti, dichiarando: "servirebbe solo ai talebani per riorganizzarsi".

                                     

5. Vita privata

Ha avuto due relazioni sentimentali con i militanti radicali Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere.

Emma Bonino, che non parla mai volentieri della propria vita personale, ha rivelato nel 2006 che negli anni settanta ha avuto in affidamento due bambine, Aurora e Rugiada. Vive da anni in una casa nel rione romano di Trastevere.

Il 12 gennaio 2015, dai microfoni di Radio Radicale, ha annunciato di avere un tumore al polmone sinistro che lha costretta a un ciclo di chemioterapia, comunicando inoltre che non avrebbe abbandonato lattività politica. Il 21 maggio successivo ha annunciato dalla stessa emittente il buon andamento della terapia e la scomparsa di ogni evidenza di cancro, precisando poi che non si è trattato di guarigione definitiva e sicura, ma di remissione.

                                     

6. Opere

  • "Corea del Nord. Fame e atomica" di Pierre Rigoulot Guerini e associati, 2004. Prefazione di Emma Bonino.
  • "Alfabeto Bonino" Bompiani editore, marzo 2010. Scritto da Emma Bonino e Cristina Sivieri Tagliabue.
  • "Cittadine del Mediterraneo. Il Marocco delle donne di Rita El Khayat Castelvecchi, 2009. Prefazione di Emma Bonino.
  • "Pensionata sarà lei - Le donne, la parità e la crisi economica" Rubbettino editore, marzo 2009. Curato da Emma Bonino.
  • "Africa addio? La speranza è a Città del Capo" di Giovanni Negri Ideazione, 1997. Prefazione di Emma Bonino.
  • "La Chiesa del No. Indagine sugli italiani e la libertà di coscienza di Marco Politi Mondadori, 2009. Prefazione di Emma Bonino.
  • "Leredità di Antigone. Storie di donne martiri per la libertà" di Riccardo Michelucci Odoya edizioni, 2013. Prefazione di Emma Bonino.
  • "I doveri della libertà" Laterza editore, novembre 2011. Scritto da Emma Bonino e Giovanna Casadio.
  • "Approvvigionamenti in India" di Guido Nassimbeni e Marco Sartor Il Sole 24 ore, 2006. Prefazione di Emma Bonino.
                                     

7.1. Onorificenze e riconoscimenti Onorificenze straniere

Per le sue battaglie politiche ha avuto numerosi riconoscimenti:

  • "Personalità Europea dellAnno" 1996 da parte della rivista cattolica francese "La vie"
  • "Gay Village Award" al politico eterosessuale più amato 2011
  • Fred Cuny Award for the Prevention of Deadly conflict 2015 dello International Crisis Group
  • "Comunicatore europeo dellanno" 1997 da parte della rivista inglese "PR Week"
  • "Premio America" 2013 della Fondazione Italia USA
  • "Premio Art.3" 2016 della Associazione Art.3 www.art3.it
  • "Premio Presidente della Repubblica" 2003 per il suo impegno nella promozione dei diritti umani e civili nel mondo
  • "Open Society Prize 2004"
  • "Prix Femmes dEurope 2004" per lItalia.
  • "Premio Galileo 2000" 2005 per il suo grande contributo alla pace internazionale
  • "Premio Nord-Sud" 1999 del Consiglio dEuropa
  • "Premio Campione 2003" per lintegrazione
  • "Gonfalone dArgento" 2002 dalla regione Toscana per la sua attività di promozione dei diritti umani, in special modo contro la pena di morte.