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ⓘ Oleodinamica




Oleodinamica
                                     

ⓘ Oleodinamica

L oleodinamica è una branca della fluidodinamica che trova applicazione in ingegneria meccanica e si occupa dello studio della trasmissione dellenergia tramite fluidi in pressione, in particolare lolio idraulico.

Nella tipica applicazione oleodinamica, la portata dolio generata da una pompa allinterno di un circuito oleodinamico viene utilizzata per muovere un martinetto o un motore idraulico a seconda che leffetto meccanico desiderato forza o coppia sia lineare o rotatorio. Un classico attuatore lineare oleodinamico è il cilindro, costituito da una camicia in cui scorre un pistone, il quale spinge uno stelo che esplica il moto. Per il moto rotatorio basti pensare alle ruote delle macchine movimento terra come gli escavatori o grandi trattori agricoli, oppure pensare agli argani per issare le reti dei pescherecci dove servono coppie elevate e solitamente velocità angolari modeste.

Il settore oleodinamico è in forte espansione a livello mondiale grazie alla sua grande capacità di gestire notevoli potenze tramite componentistica di dimensioni e pesi ridotti rispetto a tecnologie alternative. LItalia occupa un ruolo di punta nel mercato europeo ed è tra i primi 5 produttori mondiali di componenti oleodinamici.

                                     

1. Componenti di un sistema oleodinamico

Analogamente a quanto avviene in un sistema pneumatico, in quello oleodinamico si devono avere:

  • un gruppo di controllo in cui il fluido viene condizionato facendo assumere ad esso determinati valori di pressione e portata e distribuendolo ove necessario;
  • un gruppo generatore in cui si ha la trasformazione di energia meccanica in energia idraulica;
  • un gruppo di utilizzo formato da attuatori di diverso tipo.

Un sistema oleodinamico può essere composto dai seguenti componenti, allinterno dei quali scorre il fluido di lavoro:

                                     

1.1. Componenti di un sistema oleodinamico Centralina oleodinamica

In essa si hanno:

  • una pompa immersa;
  • un rubinetto per escludere il manometro;
  • un filtro in aspirazione;
  • un tappo di carico;
  • un manometro;
  • una lanterna per proteggere il giunto;
  • un motore asincrono elettrico trifase;
  • una valvola limitatrice di pressione;
  • uno scambiatore di calore;
  • un giunto elastico;
  • un tappo di scarico serbatoio;
  • degli anelli per il sollevamento;
  • un filtro allo scarico;
  • un indicatore per il livello dellolio;
  • un coperchio.
                                     

2. Circuito oleodinamico

Il circuito oleodinamico oggetto della trattazione è quello di funzionamento di un escavatore idraulico di cui la figura di fianco.

Confrontando lo schema dellescavatore idraulico e lo schema funzionale dellimpianto è possibile distinguere i seguenti circuiti:

  • B il circuito di movimentazione della benna.
  • S il circuito di movimentazione del monoblocco;
  • R il circuito che permette la rotazione della torretta;
  • T il circuito di traslazione che permette lazionamento dei cingoli;
  • A il circuito di movimentazione del bilanciere;

Il circuito è alimentato tramite un doppio circuito ad alta pressione dotato di 2 pompe a pistoni assiali e a piastra inclinata quindi a portata variabile P calettate entrambe sullo stesso albero del motore primo a ciclo diesel. Le pompe sono dotate quindi anche di regolatore a somma di potenzeRp. La pompa destra alimenta il circuito di movimentazione della benna e quello di sollevamento del monoblocco mentre la pompa di sinistra alimenta il circuito di movimentazione del braccio penetratore, di rotazione e di traslazione, questultima che avviene tramite motori idraulici a pistoni assiali completamente reversibili. Sono presenti nel circuito, il centro di distribuzione a 5 assi, dotato di distributori 6/3 e il distributore DC del tipo 3/2. Un escavatore è caratterizzato dalla capacità di eseguire 2 movimenti in maniera del tutto indipendente. Questo è permesso dalla presenza di 2 unità idrostatiche primarie indipendenti. Circuito di azionamento dei motori idraulici per la traslazione T. Il distributore è il Dt. I motori sono montati generalmente a scomparsa nei cingoli. Il circuito è, in fase di lavoro, alimentato dalla pompa alta, ma come vedremo, in fase di trasferimento, cioè quando la macchina deve affrontare dei lunghi spostamenti, è coadiuvata dalla pompa bassa. Immaginiamo ora che il verso orario dia lo spostamento in avanti e quello antiorario la marcia indietro. Per ottenere la marcia avanti il cursore del distributore va portato nella posizione J, mentre per ottenere la retromarcia il cursore va portato nella posizione K. In entrambe la configurazioni, allo scarico del circuito, quindi sul ramo di bassa pressione, è presente una valvola di regolazione della portata a taratura fissa Vp. Questa permette, quando si affronta una discesa, che il mezzo non scenda in maniera incontrollata regolando così la velocità che risulterà essere la medesima sia in fase di salita, con qualunque grado di pendenza, che in fase di discesa. Azionamento del distributore DC. Come detto, per lunghi spostamenti, in cui sono richieste, ovviamente, velocità maggiori, la pompa bassa assiste quella alta nellalimentazione del circuito di movimentazione dei motori idraulici T. Questo risultato lo si ottiene attivando il distributore in questione DC, mettendo così in collegamento la pompa di destra con il circuito di traslazione. Aumentando la portata aumenterà la velocità di rotazione degli motori idraulici e di conseguenza dei cingoli. Circuito di azionamento dei motori idraulici per la rotazione della torretta R. Il distributore è il Dr. La pompa di alimentazione è quella alta. Volendo ottenere la rotazione in senso antiorario della torretta il cursore del distributore va portato nella configurazione K. È presente, per sezionare il circuito in caso di pericolo, la valvola di massima pressione 9 che mette in collegamento il ramo di alta con il ramo di bassa pressione nel caso in cui la pressione del circuito superi il valore critico per il quale è tarata la molla della valvola. Per ottenere la rotazione in senso orario della torretta basterà portare il cursore sulla posizione J. È da notare la presenza della valvola di massima pressione. Circuito di movimentazione del braccio penetratore A. Il distributore in questione è il Da. La pompa che alimenta il circuito è quella di sinistra a cui può eventualmente sommarsi la pompa di destra. Per ottenere il sollevamento del martinetto idraulico il cursore del distributore deve portarsi nella configurazione J, mentre volendo richiamare il martinetto il cursore va portato nella configurazione K. Se il cursore è portato al centro, lolio va a finire direttamente nel serbatoio. Come detto la pompa di destra può assistere la pompa di sinistra nellalimentazione del circuito del braccio penetratore quando lescavatore è impegnato, ad esempio, nella rottura di superfici particolarmente compatte dove è necessaria la massima potenza. Esclusione dei distributori Ds e Db. Quando i distributori 7Ds e 7Db hanno il cursore in posizione centrale, cioè sono bypassati, è attiva in entrambi la presa idraulica di destra del compartimento centrale indicata come presa idraulica di bypass. In questo frangente la pompa di destra collabora con quella di sinistra nellalimentare il distributore Da. Circuito che permette la movimentazione del monoblocco S. Il distributore in questione è il Ds. Questo circuito è alimentato dalla pompa di destra. Volendo sollevare il martinetto oleodinamico, che solleva a sua volta il monoblocco, si agisce sul distributore posizionando il cursore sulla configurazione J. In questa posizione, si nota osservando il compartimento centrale che le prese idrauliche di destra vengono chiuse, attivando le prese, centrali e di sinistra. Se la pressione durante il sollevamento supera un valore prestabilito, in funzione dellintegrità di tutto il circuito, la valvola di massima pressione Vm, si apre mettendo in comunicazione il condotto di alta con il condotto di bassa pressione. Volendo abbassare il martinetto, per far scendere il monoblocco, si posizione il cursore sulla configurazione K. È presente anche in questo caso la valvola di massima pressione Vm ed in più la valvola di freno Vf. Questa valvola, che come si vede si aziona solo quando il condotto a cui è accoppiata è percorso dallolio in fase di scarico, serve per evitare la brusca caduta del monoblocco. Circuito che permette lazionamento della benna B. Il distributore è il Db. Questo circuito è ancora alimentato dalla pompa di destra. Per ottenere il sollevamento del martinetto idraulico e quindi la chiusura della benna, il cursore del distributore va posto nella posizione J. Per ottenere invece lapertura della benna il cursore va posto nella configurazione K.



                                     

3. Pompa

Le pompe quando utilizzate in un circuito idrostatico sono normalmente di tipo volumetrico, in quanto vengono richiesti, nel caso di tali circuiti, elevati salti di pressione, nellordine di centinaia di bar. Come noto le pompe volumetriche possono essere sia di tipo rotativo che di tipo alternativo; di tipo rotativo sono le pompe ad ingranaggi, mentre di tipo alternativo sono le pompe a pistoni. Entrambe le tipologie di pompe fin qui descritte, possono funzionare sia da unità idrostatica primaria che da secondaria motori idraulici ed in particolare le pompe a pistoni assiali possono anche funzionare a portata variabile. Esistono diverse tipologie di pompe ma le più diffuse nei circuiti idrostatici sono quelle a pistoni assiali e quelle ad ingranaggi esterni.

                                     

3.1. Pompa Pompa a pistoni assiali

La pompa a pistoni assiali dotata di piastra inclinata è una tipologia di pompa in cui il blocco cilindri è calettato direttamente sullalbero di azionamento e gira con esso. Nel blocco cilindri sono presenti un certo numero di cavità cilindriche, corrispondenti ad altrettanti stantuffi, operanti in stretta tolleranza. Mettendo in rotazione il blocco cilindri mediante lalbero di azionamento, il movimento alternativo che provoca leffetto di pompaggio è conferito agli stantuffi da una piastra ferma, inclinata dellangolo γ rispetto allasse del blocco cilindri, sulla quale poggiano le estremità degli stantuffi stessi. Lingresso e luscita dellolio si ottengono mediante una piastra di distribuzione fissa, sulla quale sono fresate due luci di scarico ad arco. Durante il mezzo giro in cui, uno degli stantuffi compie" la discesa” dal PMS al PMI movimento di aspirazione dellolio, lapertura esistente sul fondo del corrispondente cilindro passa davanti alla luce in comunicazione con lattacco di aspirazione. In questo modo il cilindro si riempie di olio. Nel mezzo giro successivo lapertura del cilindro passa davanti alla seconda luce, che si trova in comunicazione con lattacco di mandata e proprio in quel momento lo stantuffo compie il movimento di" risalita”, dal PMI al PMS, espellendo lolio precedentemente immagazzinato. Agendo sul dispositivo di comando dellinclinazione della piastra, si può variare il valore dellangolo γ e quindi la corsa degli stantuffi nei relativi cilindri; in conseguenza di ciò varia la portata erogata. Quando linclinazione della piastra viene annullata, il moto oscillante degli stantuffi cessa e lerogazione si interrompe. Se linclinazione viene invertita, la luce fissa, che prima era di aspirazione, diviene ora di mandata e viceversa. Si ottiene così linversione del flusso.

                                     

3.2. Pompa Pompa ad ingranaggi esterni

La pompa ad ingranaggi esterni è costituita di 2 ruote dentate ad assi paralleli che ruotano in una cassa che presenta il profilo esterno dei denti. Durante loro la rotazione i denti delle due ruote, entrando in presa dal lato di mandata in figura indicato con la lettera U, espellono lolio contenuto nei vani interdentali, mentre il volume che si forma alluscita dei denti dallingranamento provoca laspirazione dellolio nei vani medesimi. In tal modo la pompa ad ingranaggi esterni può essere assimilata ad una pompa a pistoni nella quale ogni vano interdentale rappresenta un cilindro in cui, come un pistone, agisce un dente.

                                     

3.3. Pompa Messa in scarico della pompa

In un circuito oleodinamico può avvenire di non avere necessità di avere del fluido in pressione con continuità; pertanto non occorrendo momentaneamente lalimentazione, si potrebbe arrestare la marcia del motore ma, soprattutto per impianti medio grandi, si avrebbero notevoli assorbimenti di energia per i ripetuti riavvii del motore e si correrebbe anche il rischio di bruciarlo. In sostituzione a questo dannoso sistema è possibile utilizzare una valvola limitatrice di pressione con attacco venting che metta in scarico la pompa. Se la valvola limitatrice è di tipo proporzionale, è in aggiunta possibile, scaricando verso il serbatoio una frazione di flusso variabile a piacimento, controllare il regime di rotazione di un eventuale motore idraulico.

                                     

4. Serbatoio

Recipiente di capacità opportuna, tipicamente di materiale metallico o plastico. Deve essere in grado di dissipare il calore generatosi durante il funzionamento dellimpianto. È importante monitorare costantemente il livello dellolio e la temperatura, quindi il serbatoio è spesso dotato di un termometro o di un sensore di temperatura, e di un indicatore di livello dellolio, che può essere una fessura trasparente, o unasta graduata, o un galleggiante.

Nei circuiti oleodinamici aperti, dove il fluido nel serbatoio non è sotto pressione, è importante anche la presenza di un foro di sfiato per permettere allaria di entrare ed uscire nel serbatoio al fine di compensare gli spostamenti del fluido allinterno del circuito.

Essenziale è il corretto dimensionamento, in genere esso deve avere un volume pari a 15-90 volte la portata della pompa espressa in l/s, a seconda che si tratti di impieghi intermittenti o molto gravosi.

                                     

5. Filtro

Può essere messo allaspirazione, alla mandata o in scarico a seconda delle esigenze che si hanno:

  • il filtro può essere posto allo scarico; si pone al suo fianco una valvola unidirezionale in parallelo al filtro per evitare che la differenza di pressione raggiunga valori troppo elevati provocandone la rottura. Possono crearsi delle contropressioni che influenzano il comportamento di alcuni componenti.
  • il filtro può essere inserito anche in mandata, cioè immediatamente dopo la pompa. In questo caso possono usarsi filtri con un potere filtrante molto spinto; questa soluzione viene quindi utilizzata nei casi in cui la presenza di contaminante nel circuito deve essere molto ridotta o quando non esiste la possibilità di montare il filtro altrove.
  • se il filtro viene posto allaspirazione, con pompe volumetriche si ha un flusso costante che determina un miglioramento del potere filtrante; inoltre tutto il fluido viene filtrato. Tuttavia, il filtro non può avere un potere filtrante troppo spinto, per evitare, nel suo attraversamento, una eccessiva caduta di pressione, che potrebbe portare a fenomeni di cavitazione. Tale fenomeno è dannoso in quanto le bolle di gas presenti nel fluido non vengono trascinate uniformemente, ma determinano dei moti vorticosi; si hanno di conseguenza una notevole rumorosità e vibrazioni della pompa; questultima viene erosa e corrosa a causa del formarsi e riassorbirsi di bolle gassose che generano delle forze pulsanti che ne vaiolano le pareti, sia a causa dellossigeno disciolto che innesca fenomeni corrosivi.

Purifica il fluido dalle impurità che si generano durante il funzionamento dellimpianto, trattenendo le particelle indesiderate al loro passaggio. I filtri sono caratterizzati dalla quantità di particelle che riescono a trattenere, a dalla dimensione minima di tali particelle.

I filtri si diversificano in due tipologie:

  • filtri di superficie: costruiti in tela o in maglia metallica, questi ultimi più robusti, in pratica trattengono le impurità sulla loro superficie.
  • filtri di profondità: vengono realizzati con feltro, carta o metalli sinterizzati quali bronzo, titanio, acciaio inossidabile, ecc. In essi sono presenti prevalentemente dei fori ciechi, cioè non passanti, che bloccano le particelle che vi penetrano.

A seconda della caduta di pressione che si rileva sul filtro, si può stabilire quando questo è eccessivamente intasato ed è quindi richiesta una sostituzione.



                                     

6. Attuatori

Lattuatore trasforma lenergia prodotta dalla pompa e trasportata dal fluido, in energia meccanica. Tipici attuatori sono i cilindri idraulici ed i motori idraulici, questi ultimi presentano spesso forti analogie costruttive con le pompe, svolgendo esattamente la funzione inversa.

Cilindri oleodinamici

I cilindri che si impiegano in oleodinamica sono sostanzialmente simili a quelli utilizzati in pneumatica. Si hanno quindi cilindri a semplice e a doppio effetto e in aggiunta, cilindri telescopici. Per costruirli vengono utilizzati materiali più resistenti come lacciaio. I cilindri sono costituiti da due testate tra cui è interposta una camicia; esse sono tenute insieme da quattro tiranti, lo stelo viene guidato da due boccole di guida. Nei cilindri a singolo effetto in più è presente una molla che determina la corsa di ritorno del pistone. Nei cilindri telescopici si ottengono delle corse elevate pur avendo in posizione di riposo un ingombro ridotto.



                                     

7. Accumulatore

Dispositivo che accumula energia ricevuta dal circuito per restituirla quando richiesto. Svolgono anche la funzione di attutire eventuali picchi di pressione e colpi dariete.

Spesso sono installati in batteria per aumentarne la capacità. Si può trovare una corrispondenza con i vasi di espansione utilizzati nelle caldaie e in altri circuiti idraulici.

  • Accumulatori tipici
                                     

8.1. Regolatori di potenza A Regolatore di potenza semplice

Sono dispositivi in grado di modificare la portata erogata dalla pompa a portata variabile a cui sono asserviti. Nel caso analizzato il dispositivo genera una variazione della cilindrata inversa alla variazione di pressione. In parole povere allaumentare della cilindrata la pressione diminuisce. Questazione è regolata dalla legge pV = cost. Dato che la portata volumetrica è Q = nV, dove n sono gli, il prodotto pV in presenza di un regime di rotazione costante, della pompa, equivale al prodotto pQ. Il prodotto pQ a sua volta corrisponde alla potenza idraulica erogata. Ecco che allora il regolatore permette lo sfruttamento di tutta la potenza a disposizione, per lazionamento della pompa, nel" range” di valori di pressione compresi tra la pressione di inizio regolazione e la pressione massima per la quale è dimensionato il sistema.

                                     

8.2. Regolatori di potenza B Regolatore a somma di potenze

Questaltro dispositivo viene utilizzato quando si è in presenza di un circuito oleodinamico alimentato da una coppia di pompe a portata variabile calettate sullalbero del medesimo motore primo. Esso ha lo scopo di ottimizzare lo sfruttamento della potenza a disposizione delle due pompe. Il regolatore ottiene questo risultato mantenendo costante la potenza totale assorbita dal motore, potenza totale che è la somma delle potenze assorbite dalle singole pompe. Come detto, essendo per definizione la potenza totale assorbita mantenuta costante, se una delle due pompe lavora in un certo periodo con pressione bassa, il surplus di potenza a disposizione può essere interamente sfruttato dallaltra pompa nello stesso periodo.

                                     

9. Valvole

Esistono valvole per il controllo della pressione del flusso di fluido massima pressione, riduttrici di pressione e valvole per il controllo della portata. Grazie alluso delle valvole si riesce a dare una logica di funzionamento ad un impianto oleodinamico se ne può garantire la sicurezza con opportuno utilizzo.

                                     

9.1. Valvole Valvole di massima pressione o limitatrice di pressione

In un circuito oleodinamico, se non si prevedono opportuni dispositivi, la pressione tende a crescere sempre più sino a danneggiare sia la pompa che tutte le altre componenti del circuito. Sono valvole dette "normalmente chiuse", cioè in condizioni di riposo non lasciano passare del fluido ed evitano che nellintero circuito si superi una pressione prefissata. Esse sono poste in derivazione alla linea.

In particolare si ha che un pistone giunto a fine corsa incontra una resistenza elevatissima e pertanto la pressione dellolio tende a raggiungere valori tali da portare alla rottura di qualche componente. Pertanto devesser sempre presente una valvola limitatrice di pressione.

Queste valvole sono di diversi tipi:

  • Valvole limitatrici di pressione a comando indiretto;
  • Valvole limitatrici di pressione con attacco venting.
                                     

10. Distributori idraulici Valvole distributrici oleodinamiche

Tra le unità idrostatiche primarie, le pompe le unità idrostatiche secondarie, i cilindri oleodinamici e i motori idraulici, non è da dimenticare lesistenza di tutto un impianto oleodinamico che permette il collegamento tra le prime e i secondi e che consente di conseguenza lespletamento di tutti i movimenti di lavoro richiesti. Lelemento più importante, ovviamente dopo le tubazioni, è sicuramente il distributore idraulico a cassetti che permette la distribuzione dellolio in pressione a tutte le utenze, consentendo in particolare, la ripetizione, linterruzione e linversione dei movimenti di lavoro. Qui di fianco è schematizzato un distributore 4/3 a tre posizioni. Nella notazione usata 4 indica il numero di prese idrauliche per ogni posizione e 3 il numero di posizioni. Nella sua forma più semplice, esso, come è facile osservare, è un tubo di acciaio, con pareti molto spesse di sezione circolare, che sulla carcassa presenta 4 fori che mettono in collegamento, con altrettanti canali, la parte esterna con la parte interna del tubo. La sezione interna del tubo è divisa in scompartimenti, i cassetti del distributore, da un albero a sezione variabile, detto Cursore, che in tre punti presenta sezioni molto maggiori, molto simili alle tenute del pistone di un cilindro oleodinamico. Il cursore rappresenta la parte mobile, del distributore, potendo scorrere nel tubo e la sua funzione è quella di direzionare il flusso di olio, dal canale di ingresso A, dal quale lolio entra alla pressione conferitagli dalla pompa, alle uscite possibili, che sono indicate dalle lettere P e T. Immaginando che il condotto P rappresenti lingresso, mentre il condotto T luscita, di un attuatore rotativo, per attivare il motore, lalbero va fatto scorrere, con riferimento al disegno, verso lalto, fino a scoprire lingresso del condotto P, in comunicazione con A e lingresso del condotto T in comunicazione con B, il quale condotto è in comunicazione con la tubazione di bassa pressione. Avviene a questo punto lazionamento dellattuatore rotativo. Quando si vuole interrompere il movimento, basta portare lalbero in una posizione tale per cui lingresso al condotto P e T è bloccato. In questa configurazione si dice che il distributore è stato portato" al centro”. Per invertire il moto basterà far scorrere lalbero verso il basso, così da mettere in collegamento il condotto T con il condotto A e il condotto P con il condotto B. Il distributore descritto è del tipo a centro chiuso. questo sta a significare che quando il distributore è portato al centro lolio, per tornare a serbatoio, necessita di una valvola di massima pressione a monte del distributore. Il simbolo circuitale rappresentante un distributore 4/3 è dato dalla figura di fianco.

                                     

10.1. Distributori idraulici Valvole distributrici oleodinamiche Valvole riduttrici di pressione

Queste valvole a differenza delle limitatrici, sono dette "normalmente aperte" e garantiscono che solo in un determinato tratto del circuito a valle si abbia una pressione costante, sempre che nel circuito vi siano le opportune resistenze. Esse sono poste in linea con lutilizzatore.

Anche le valvole riduttrici di pressione si hanno:

  • Valvole riduttrici di pressioni a comando diretto;
  • Valvole riduttrici di pressioni a comando indiretto.
                                     

10.2. Distributori idraulici Valvole distributrici oleodinamiche Valvole di sequenza

Le valvole di sequenza sono impiegate nei circuiti in cui la successione dei movimenti deve essere determinata dalla pressione del circuito stesso. Possono essere realizzate con diversi intervalli di regolazione. Le dimensioni ridotte di queste valvole ne consentono lutilizzo per molti impieghi come ad esempio in attrezzature di bloccaggio. È sufficiente una sola linea per collegare lattrezzatura alla centralina idraulica.

                                     

11. Scambiatore di calore

Dispositivo spesso indispensabile per contenere linnalzamento della temperatura del fluido di lavoro favorendo lo scambio di calore tipicamente con aria o acqua. In rari casi gli scambiatori possono essere utilizzati per aumentare la temperatura del fluido di lavoro.

                                     

12. Sistemi di connessione

Componenti indispensabili per connettere tra loro tutte le parti dellimpianto: tubi rigidi, tubi flessibili, raccordi, adattatori, flange, blocchi di distribuzione.

                                     

13. Lolio o fluido di lavoro

In oleodinamica lolio è un componente che interagisce con tutti i componenti del circuito. Il suo ruolo principale è quello di trasportare lenergia dal generatore allutilizzatore, ma non va dimenticata la sua importante funzione lubrificante e di asportatore di calore, che evita lusura e linstallazione di ingombranti sistemi di raffreddamento per i componenti del circuito.

Sul mercato esistono diversi tipi di fluidi di lavoro che vengono scelti seguendo le caratteristiche: viscosità, capacità lubrificante, resistenza allinvecchiamento, igroscopicità, elevato punto di fiamma, bassa nocività.

Il principale svantaggio delloleodinamica rispetto alla pneumatica è lutilizzo di un fluido di lavoro costoso e difficile da gestire, in quanto potenzialmente inquinante in caso di perdite delle guarnizioni o di errato smaltimento, ed è per questo motivo che si vanno diffondendo sistemi oleodinamici di nuova generazione basati su fluidi diversi, come acqua con opportuni additivi o oli speciali.

Inoltre lossidazione dellolio ad opera dellaria in seguito a riscaldamento, sbattimenti, presenza di elementi metallici che fungono da catalizzatori, altera le caratteristiche chimiche e di viscosità del fluido. Vengono perciò aggiunti additivi chimici.

                                     

13.1. Lolio o fluido di lavoro Caratteristiche specifiche del fluido in impianti aeronautici

Oli a base minerale:

  • MIL-PRF-6083: Utilizzabile da -54 °C a 135 °C, dove è richiesta la protezione dalla corrosione e quando non è possibile lutilizzo del fluido MIL-PRF-46170 FRH. Ad eccezione dei componenti nei veicoli blindati da combattimento che richiedono FRH, il fluido idraulico viene utilizzato anche come fluido protettivo per impianti idraulici per aeromobili e componenti dove il MIL-H-5606 OHA o MIL-PRF-87257 è usato come fluido operativo.
  • Mil-H-5606: base minerale, infiammabile, piuttosto basso punto di infiammabilità, utilizzabile da -54 °C a 135 °C, di colore rosso, sviluppato nel 1940.

Oli sintentici a base di idrocarburi:

  • Mil-H-87257: Uno sviluppo del Mil-H-83282 per migliorarne la viscosità a bassa temperatura.
  • Questi fluidi sintetici sono compatibili con gli oli idraulici a base minerale e sono stati sviluppati per abbassare il punto di infiammabilità dei fluidi idraulici a base minerale.
  • Mil-H-83282: a base di idrocarburi sintetici, con un più alto punto di infiammabilità, autoestinguente, compatibile con il Mil-H-5606, di colore rosso per un uso -40 °C.
                                     

14. Applicazioni

  • Veicoli: freni, sterzo, sospensioni attive
  • Veicoli Municipali: spazzatrici stradali, veicoli raccolta rifiuti, lavacassonetti
  • Sistemi ferroviari: deviatoi per linee ad alta velocità
  • Macchine agricole: trattori, mietitrebbie, macchine raccolta frutta o verdura, macchine per lirrorazione di liquidi, aratri e attrezzi vari per lagricoltura
  • Industria: presse oleodinamiche, macchine speciali
  • Macchine movimento terra: escavatori idraulici come esposto, pale caricatrici, dozer, terne
  • Aeronautica: impianti velivolo, flap, carrelli, timone, freni
  • Mezzi di sollevamento: ascensori, montacarichi, carrelli elevatori, sollevatori telescopici, gru
  • Marina: timoneria, verricelli, pinne stabilizzatrici, calettatura elica