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ⓘ Eugen Herrigel




Eugen Herrigel
                                     

ⓘ Eugen Herrigel

Eugen Herrigel, 20 marzo 1884 – Garmisch-Partenkirchen, 18 aprile 1955) è stato un filosofo tedesco e un esperto di kyūdō, il tiro con larco giapponese. Contribuì attraverso i suoi scritti alla conoscenza del Buddhismo Zen in Europa.

                                     

1. Biografia

Docente di filosofia presso lUniversità imperiale del Tōhoku a Sendai, in Giappone, dal 1924 al 1929, studiò kyūdō, il tradizionale tiro con larco giapponese, sotto la guida di Awa Kenzô 阿波 研 造: 1880-1939, maestro dellarte, nella speranza di approfondire la sua comprensione dello Zen. Ritornato in Germania, nel luglio 1929, ottenne la cattedra di filosofia, nonostante il parere contrario di Jaspers, presso lUniversità di Erlangen.

Nel 1936 pubblicò un articolo di 20 pagine in cui descrisse la sua esperienza del tiro con larco, Die Ritterliche Kunst des Bogenschiessens Larte cavalleresca del tiro con larco, nella rivista Zeitschrift für Japanologie. Questo scritto successivamente costituì il nucleo del suo lavoro più noto: Lo zen e il tiro con larco.

Dal 1938 al 1944 fu prorettore e scrisse per gli studenti al fronte il saggio Lethos del samuraï. Dal novembre 1944 fino al termine della guerra fu rettore a Erlangen.

Alla morte, tra i suoi documenti furono trovati una serie di appunti su vari aspetti dello Zen. Questi appunti furono selezionati e raccolti da Hermann Tausend in collaborazione con Gusty L. Herrigel, la moglie dellautore, nel volume Der Zen-Weg La via dello zen.

                                     

2. Lo zen e il tiro con larco

Il volume parte dal presupposto che il tiro con larco giapponese non coincida con un esercizio fisico o uno sport: "per tiro con larco in senso tradizionale, che egli stima come arte e onora come retaggio, il giapponese non intende uno sport, ma, per strano che possa apparire, un rito" ; un rito che preveda una lotta interiore con il proprio io, per mezzo della quale larciere "prenda di mira" e forse arrivi a "cogliere se stesso". Arco e freccia si configurano come pretesti e mezzi "per il salto ultimo e decisivo". Larco quando è teso fino allestremo simboleggia e racchiude il "Tutto" ; ma è necessario tenderlo nel modo adeguato, affinché lo scoccare della freccia diventi unesperienza metafisica. Per questo, daltra parte, non bisogna impiegare lintera forza del corpo: il gesto va affidato alle sole mani, dal momento che deve essere il risultato di un abbandono; latto deve compiersi in modo autonomo tanto da sorprendere il tiratore stesso. Così Herrigel descrisse le difficoltà che incontrò nel compiere correttamente questa procedura: "Respiravo sì in modo tecnicamente corretto, ma quando nel tendere larco stavo attento a tener rilassati i muscoli delle braccia e delle spalle, mi si irrigidivano involontariamente quelli delle gambe, come se avessi bisogno di un punto di appoggio solido e sicuro e, simile a Anteo, dovessi suggere tutta la forza dal suolo".

                                     

3. Controversie

Volker Zotz rese noto, in un suo libro sul buddhismo e la cultura tedesca, il sostegno di Herrigel al partito nazista, a cui si iscrisse nel 1937. Per questo motivo, dopo il 1945, gli fu negato per tre anni linsegnamento alluniversità. Tuttavia, va ricordato che allarrivo degli Alleati Herrigel fece in modo che la città si arrendesse senza combattere. Eugen Herrigel fu anche membro della Kampfbund für deutsche Kultur KfdK, unassociazione politica nazionalista.

                                     

4. Opere

  • Nationalsozialismus und Philosophie. 1935. Unveröffentlichtes Typoskript, aufbewahrt in der Universitätsbibliothek Erlangen-Nürnberg. In: Zanshin. Das Kyudo-Magazin, Sonderausgabe, 2004, S. 50–55
  • Ansätze zur Metaphysik in der gegenwärtigen deutschen Philosophie. Vortrag, 1925 nicht erhalten.
  • Zen in der Kunst des Bogenschießens. Weller, Konstanz 1948; 2. vom Verfasser durchges. Aufl., Barth, München-Planegg 1951; 43. Auflage 2003 ISBN 3-502-61115-7
  • Gelten, Wert, Sollen, Norm. In: Shisou Das Denken, Tokyo, 1928
  • Die Aufgabe der Philosophie im neuen Reich. In: Pfälzische Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften. 1934, S. 26–32.
  • Das Ethos des Samurai, in: Feldpostbriefe der Philosophischen Fakultät, Band 3, 1944, S. 2–14
  • Emil Lasks Wertsystem. Versuch einer Darstellung aus seinem Nachlaß. In: Ratio, Band 12, 1923/24, S. 100–122
  • Die Tradition im japanischen Volks- und Kulturleben. Ein Spiegel japanischen Kulturlebens in Vergangenheit und Gegenwart. In: Kulturmacht Japan. Richard Foester Hrsg., Bibliographisches Institut, 1940 und Verlag Die Pause, Wien 1942, S. 14–15
  • Die Ritterliche Kunst des Bogenschießens. In: Nippon. Zeitschrift für Japanologie. Band 2, Nr. 4, Oktober 1936, S. 193–212. Englische Übersetzung von Lutgard Cunningham & Charles Harper
  • Vorwort des Herausgebers GS, Band I, 1923, S. V–XVI 5–16
  • Der Zen-Weg. Aufzeichnungen aus dem Nachlass. Zusammengestellt und herausgegeben von Hermann Tausend. Mit einem Anhang bearbeitet von Auguste Herrigel. Barth, München-Planegg 1958; 11. Auflage 1990, ISBN 3-502-64281-8
  • Zur Logik der Zahl. Dissertation. Bühl 1921
  • Taschenbuchausgabe: Zen in der Kunst des Bogenschiessens. Der Zen-Weg. Fischer, Frankfurt 2005, ISBN 3-596-50853-3
  • Über Kants Lehre vom Primat der praktischen Vernunft. In: Shisou Das Denken, Tokyo, 1925
  • Die metaphysische Form. Eine Auseinandersetzung mit Kant. Halbband 1: Der Mundus sensibilis. Mohr, Tübingen 1929.
  • Urstoff und Urform. Ein Beitrag zur philosophischen Strukturlehre. Heidelberger Habilitationsschrift 1922. Mohr, Tübingen 1926.


                                     

5. Traduzioni in italiano

  • Lo zen e il tiro con larco, Milano, Adelphi, 1975.
  • Zen nellarte del tirar darco, Torino, Rigois, 1955.
  • La via dello zen, Roma, Edizioni Mediterranee, 1974.