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ⓘ Partito Comunista Cinese




Partito Comunista Cinese
                                     

ⓘ Partito Comunista Cinese

Il Partito Comunista Cinese è un partito politico cinese fondato nel 1921 ed è una delle istituzioni che più hanno determinato la storia e la politica della Cina nel XX secolo.

Esso è il partito che nel 1949 fondò la Repubblica Popolare Cinese e che a partire da tale data è stato de facto il detentore esclusivo del potere politico allinterno del Paese. Al 2013 contava oltre 85 milioni di membri ed è il secondo partito più grande del mondo per numero di iscritti dopo il Bharatiya Janata Party.

                                     

1.1. Storia Le origini: il movimento del 4 maggio 1919

Il PCC nacque in uno dei momenti più difficili per la Cina, messa in ginocchio dallimperialismo occidentale e giapponese e minacciata dalla disgregazione politica e dal potere di vari "signori della guerra". Proprio nella protesta che si sviluppò contro limperialismo giapponese possiamo vedere la nascita di quei fermenti politici che avrebbero portato alla sua costituzione.

Nel 1915 lImpero giapponese aveva infatti presentato le sue "Ventuno richieste" alla Cina, che rompevano definitivamente con la politica della porta aperta e miravano a trasformare la Cina in una colonia di fatto. Il 4 maggio 1919, dopo che il trattato di Versailles aveva stabilito che gli ex-diritti tedeschi passassero ai giapponesi, manifestazioni scoppiarono in tutte le principali città della Cina. Questo Movimento del 4 maggio 1919 si spinse molto oltre i precedenti movimenti anti-imperialisti e si sviluppò su una linea indipendente dallelaborazione politica che negli stessi anni veniva condotta da Sun Yat-sen, leader della rivoluzione Xinhai e fondatore della Repubblica di Cina contrapposta al governo giapponese. Sun riuscì inoltre a rivitalizzare il partito nazionalista del Kuomintang KMT, da lui fondato nel 1912 assieme a Song Jiaoren.

Tra i principali animatori delle proteste cera il giornalista Chen Duxiu, che nel 1915 aveva fondato il periodico Gioventù nuova. Sulla sua onda allinterno delle università si affermava un movimento di rinnovamento culturale che predicava leguaglianza, promuoveva listruzione di massa, aggrediva la morale confuciana su cui aveva poggiato per millenni lorganizzazione sociale della Cina, il culto della gerarchia, dellautorità e della famiglia. Intellettuali e nuovo proletariato urbano trovarono il loro punto di riferimento non tanto nella democrazia europea e americana e nella modernizzazione giapponese, che erano state la fonte dispirazione di Sun Yat-sen, quanto piuttosto nella rivoluzione dottobre scoppiata nella Repubblica russa di Kerenskij nel 1917.

A differenza di quanto avvenuto in occidente e in Russia, il movimento comunista cinese non nacque da una scissione e dalla frattura con una precedente tradizione socialdemocratica, ma direttamente sotto linfluenza dellUnione Sovietica.

A seguito del crescente sentimento antimperialista tra i giovani cinesi, laccademico e bibliotecario Li Dazhao fondò a Pechino la "Società della Cina giovane" e nellottobre del 1918 organizzò la "Società per lo studio del marxismo" allinterno della biblioteca universitaria della capitale cinese, dove un giovane Mao Zedong si era trasferito da poco per lavorare come assistente bibliotecario.

Li Dazhao ebbe un ruolo importante nel Movimento del 4 maggio 1919 e sfruttò le dimostrazioni studentesche per diffondere gli ideali marxisti e della rivoluzione dottobre. A seguito dei moti di protesta, cominciarono a comparire in Cina nuovi circoli operai, associazioni per lo studio del marxismo e leghe sindacali.

Grazie al suo interesse per le lotte operaie al suo giornale Meizhou Pinglun "Critica settimanale", Li Dazhao riuscì ad ottenere abbastanza consensi per fondare il primo gruppo politico di marxisti nel maggio del 1920 e a creare così le fondamenta del Partito Comunista Cinese.

                                     

1.2. Storia Nascita del partito e primi congressi nazionali

Nel 1921, il PCC venne fondato nella Concessione francese di Shanghai da Li Dazhao e Chen Duxiu sulla base della teoria avanguardista di Lenin.

Tra il 23 e il 31 luglio dello stesso anno, si tenne il I Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese, al quale parteciparono dodici delegati e la cui sede fu spostata da Shanghai ad unimbarcazione sul Lago Nan Hu nello Jiaxing. Durante il congresso, fu stilata la prima Costituzione del partito e furono fissati gli obiettivi principali da raggiungere: il rovesciamento della borghesia e leliminazione delle distinzioni classiste attraverso lesercito rivoluzionario del proletariato e la lotta di classe, listituzione della dittatura del proletariato e la nazionalizzazione dei mezzi di produzione. Il Partito elesse inoltre il primo Comitato centrale e nominò Chen Duxiu alla segreteria.

Tra il 16 e il 23 luglio 1922, il PCC organizzò il suo II Congresso nazionale a Shanghai: fu approvata liscrizione allInternazionale Comunista e fu redatta una dichiarazione nella quale si analizzava la natura semi-coloniale e semi-feudale della società cinese e si rafforzavano gli ideali leninisti. Al termine dei lavori Inoltre, Chen Duxiu fu riconfermato segretario del Comitato centrale.

                                     

1.3. Storia Alleanza con Sun Yat-sen

La posizione dellInternazionale comunista per quanto riguarda i Paesi colonizzati, che fu fatta propria dai Cinesi, chiedeva ai nascenti partiti comunisti di cercare lalleanza con la borghesia nazionale per affrontare la lotta per lindipendenza. Si pensava che la rivoluzione comunista doveva essere preceduta da una rivoluzione democratico-borghese, che avrebbe spazzato via ogni residuo di feudalismo e gettato le basi di uneconomia moderna.

Inevitabilmente questa posizione portò alla ricerca di un accordo con Sun Yat-sen. Lautorità centrale andava infatti scomparendo dopo la morte di Yuan Shikai, il secondo presidente della Repubblica di Cina che aveva cercato con un colpo di mano di farsi proclamare imperatore, ma aveva fallito. Le stesse potenze straniere si trovarono in difficoltà, in quanto era impossibile imporre la propria volontà a un governo che non esiste più. La Cina cadeva a poco a poco nelle mani di banditi e signori della guerra, tanto i comunisti che Sun Yat-sen volevano porre fine a questo stato di cose.

Nel gennaio 1923 Sun Yat-sen si decise a incontrare il delegato sovietico Adolf Ioffe ne scaturì la dichiarazione Sun-Ioffe: i sovietici ammettevano limpossibilità di instaurare per il momento un governo comunista in Cina e si impegnavano a dare tutto il loro appoggio alla realizzazione dellindipendenza e dellunità nazionale del Paese. Poco dopo il Manifesto programmatico del Congresso del Kuomintang affermava tre indirizzi politici: alleanza con lUnione Sovietica, cooperazione con i comunisti e aiuto ai contadini e agli operai. Di conseguenza, nel 1924, il KMT e il Partito Comunista Cinese formarono il Primo Fronte Unito.



                                     

1.4. Storia Guerra civile

Finché fu in vita Sun Yat-sen, comunisti e nazionalisti lavorarono assieme per portare a termine quella che lInternazionale comunista giudicava una "rivoluzione democratico-borghese". Nel 1926 il Kuomintang e il Partito Comunista iniziarono insieme la Spedizione del Nord per riunificare la Cina contro i signori della guerra del Governo Beiyang. Con lappoggio dellUnione Sovietica, il Fronte riuscì a sconfiggere i nemici avanzando da Canton verso il fiume Azzurro, e successivamente si schierò contro i colonialisti britannici. Questi ultimi cedettero le loro concessioni ad Hankou e Jiujiang ma si prepararono a difendere il loro settore a Shanghai. Tuttavia nel 1927 il militare Chiang Kai-shek prese il potere sul governo di Canton e sul KMT e dopo aver usato i militanti del PCC per conquistare Shanghai, Chiang attuò un sistematico massacro dei comunisti e dei militanti della sinistra del suo stesso partito. Il costo in termine di materiale e di vite umane pagato dal PCC fu assai elevato e il nuovo governo nazionalista di Chiang a Nanchino continuò a perseguire epurazioni. Il primo fronte unito si sciolse definitivamente nel 1927 e subito dopo i comunisti diedero vita alla rivolta di Nanchang, uno dei primi scontri armati tra il KMT di Chiang Kai-shek e il PCC che vide la nascita dellArmata Rossa Cinese. A settembre Mao Zedong guidò la rivolta del raccolto autunnale nello Hunan e nel Jiangxi, mentre l11 dicembre 1927, i comunisti scatenarono uninsurrezione a Canton, rapidamente repressa nel sangue.

Il declino dellapparato organizzativo urbano del PCC portò a cambiamenti istituzionali interni: allindomani del V Congresso nazionale del 1927, il partito adottò il centralismo democratico come metodo per organizzare i partiti rivoluzionari ed istituì un Politburo. Il risultato fu un incremento della centralizzazione del potere allinterno del PCC e ad ogni livello i comitati permanenti ottennero il controllo effettivo.Il V Congresso criticò Chen Duxiu per i suoi errori deviazionisti di destra ma non propose alcuna misura correttiva. Tra gli obiettivi fissati, vi erano lavvio di una rivoluzione agricola e listituzione del potere democratico rurale rivoluzionario, ma il Congresso non fu in grado di avanzare programmi specifici per soddisfare la richiesta di terreni da parte dei contadini.

Il PCC fu attraversato da unintensa lotta fra due linee mentre Mao Zedong, allora un membro del Comitato centrale, cercava di far prevalere la propria linea militare della "guerra popolare" su quella giudicata "di destra" e su quella degli esponenti comunisti più o meno vicini al trotskismo.

Benché fosse stato riconfermato segretario generale al termine del V Congresso del partito, Chen Duxiu venne deposto da una turbolenta riunione del Comitato centrale per la sua inadeguatezza al comando delle forze militari comuniste nellaffrontare il Kuomintang.

Il VI Congresso nazionale, tenutosi a Mosca nel 1928 con il sostegno del Comintern, vide lelezione di Xiang Zhongfa alla segreteria e la crescente influenza dellamico Li Lisan. Dopo le dimissioni di Chen Duxiu, Li Lisan fu in grado di assumere de facto il controllo del partito, ma la sua leadership portò il PCC verso lo scioglimento. LInternazionale comunista intervenne per fermare le politiche di Li e, verso la fine del 1930, fu espulso dal Partito.

Nel 1934, in piena guerra civile, lArmata Rossa Cinese fu costretta a ritirarsi dallo Jiangxi per sfuggire alle truppe del KMT di Chiang Kai-shek. Mao Zedong guidò lesercito comunista in una "lunga marcia" verso lo Shaanxi, dove a Yanan il PCC poté riorganizzarsi e riprendere le forze.

Nel 1935, Mao Zedong divenne membro del Comitato permanente del Politburo e leader informale del PCC, con Zhou Enlai e Zhang Wentian, il capo formale del partito, come suoi deputati informali. Il conflitto con il KMT portò alla riorganizzazione dellArmata Rossa e al controllo totale di essa da parte del PCC attraverso appositi dipartimenti politici.Nel 1937, il PCC e il KMT si trovarono costretti a collaborare nella seconda guerra sino-giapponese, formando il Secondo Fronte Unito che rimase formalmente attivo cinque anni dopo il termine della collaborazione nel 1940. Nonostante la loro alleanza formale, il PCC colse loccasione per espandersi e prepararsi ad uno scontro con il KMT, che nel 1939 iniziò ad ostacolare lespansione comunista in Cina. Tale situazione portò a frequenti scontri tra le forze comuniste e nazionaliste, placati però dal rifiuto di entrambe le parti di far scoppiare una guerra civile. Nel 1943, il PCC stava nuovamente espandendo il proprio territorio a spese del KMT.LImpero giapponese fu sconfitto nel 1945 e, nel medesimo anno, lEsercito Popolare di Liberazione aiutò lArmata Rossa sovietica a liberare larea settentrionale della Corea.

Sempre nel 1945, dopo essere stato per lungo tempo spogliato di tutte le funzioni, trionfò definitivamente la linea di Mao Zedong, il quale venne eletto presidente del Comitato centrale dal VII Congresso del partito tenutosi a Yanan.

                                     

1.5. Storia Rivoluzione

Nel 1946, il Secondo fronte unito si sciolse e ripresero le tensioni tra il PCC ed il KMT. LEsercito Rivoluzionario Nazionale di Chiang Kai-shek era militarmente superiore grazie al sostegno degli Stati Uniti dAmerica, ma i comunisti potevano avvalersi dellappoggio popolare.

Il 14 gennaio 1949, Mao Zedong propose un negoziato di pace mentre la sua armata stava avanzando verso Tianjin. Intanto, Chiang si dimise da presidente della Cina il 21 gennaio e fu sostituito dal generale Li Zongren, che accettò la proposta di Mao e annunciò il ritiro delle forze nazionaliste da Pechino.

Nellaprile dello stesso anno, fu organizzata una conferenza di pace che tuttavia non ebbe i risultati sperati. Il governo di Li rifiutò le richieste di Mao e i comunisti risposero conquistando Nanchino, roccaforte nazionalista.

Linfluenza comunista riuscì ad espandersi velocemente nel territorio cinese e il 1º ottobre 1949, Mao Zedong proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese. La guerra civile non terminò fino allanno successivo, quando i nazionalisti furono costretti a ritirarsi nellisola di Formosa dove istituirono una nuova Repubblica di Cina, con capitale Taipei.

                                     

1.6. Storia Prima fase del potere e rivoluzione culturale

Verso la fine del 1949, il Partito Comunista Cinese divenne il maggior partito politico al potere della Cina. Il PCC veniva chiamato "Kungchantang di Cina", il nome ufficiale standard con la traslitterazione Wade-Giles, prima delladozione del Pinyin nel 1958.Il PCC mantenne rapporti amichevoli con tutti i partiti comunisti del mondo, in particolare con lURSS di Stalin. Tuttavia, dopo la morte del dittatore sovietico nel 1953 e lelezione di Nikita Chruščev alla segreteria del PCUS, fu avviato in Unione Sovietica un processo di destalinizzazione volto a rivalutare e criticare il periodo stalinista. Il Partito Comunista Cinese, aiutato da Stalin durante la guerra civile, fu contrario a ciò che fu definito come un "Revisionismo del marxismo" e considerò lo stalinismo come un modello ideale per applicare il socialismo in Cina. In seguito allintervento sovietico nella rivoluzione ungherese del 1956, alle nuove politiche ideologiche ed internazionali dellURSS, i rapporti con la Cina divennero sempre più tesi e portarono ad una vera e propria crisi sino-sovietica.

Mentre i principali partiti comunisti si allinearono con Mosca, altri si schierarono con la Cina criticando il "revisionismo sovietico". Tra i pariti al potere che ebbero rapporti amichevoli con il PCC vi erano il Partito del Lavoro dAlbania, il Partito Comunista della Birmania, il Partito Comunista del Vietnam, il Partito Rivoluzionario del Popolo Lao, il Partito Comunista di Kampuchea e il Partito del Lavoro di Corea. Inoltre, in questo periodo nel mondo sorsero diversi partiti di matrice maoista, come il Partito Marxista-Leninista Italiano e il Partito Comunista di Spagna ricostituito.

Per le sue politiche, il Partito Comunista Cinese si ispirò al modello sovietico, in particolare quello stalinista, introducendo i piani quinquennali e uneconomia pianificata. Tra il 1958 e il 1961, il PCC attuò il "grande balzò in avanti" per trasformare rapidamente la Cina agricola in una potenza industriale, ma tali riforme si rivelarono disastrose e furono une delle cause della Grande carestia cinese. Mao rinunciò alla carica di Presidente della Repubblica nel 1959, conservando quella di Presidente del Partito, e al suo posto fu eletto il moderato Liu Shaoqi. Il piano fu bloccato nel 1961 dal IX Plenum dellVIII Comitato centrale e fu ripristinata la situazione precedente al 1958. Allinterno del PCC avvenne una spaccatura: alcuni leader accusavano la burocrazia di essere stata troppo zelante nellapplicare le riforme, mentre altri vedevano il fallimento come una prova della necessità di avvalersi maggiormente degli incentivi materiali e degli esperti per lo sviluppo economico, fattori che non erano stati considerati da Mao. Intanto, Liu Shaoqi e Deng Xiaoping Segretario Generale del Partito si occuparono di restaurare leconomia con politiche meno radicali.

Mao Zedong vide il suo ruolo ridimensionato e iniziò a temere la perdita del proprio controllo sul PCC e la Cina. Nellagosto 1966, Mao annunciò quindi la Grande rivoluzione culturale proletaria "contro i borghesi infiltrati nel partito e nello Stato" allXI Plenum dellVIII Comitato centrale e iniziò a sostituire i quadri del PCC con persone più vicine al suo pensiero. I giovani maoisti di tutto il paese formarono le Guardie rosse e si mobilitarono contro le vecchie idee, i vecchi costumi, le vecchie abitudini e la vecchia cultura. Il Libretto Rosso con le principali citazioni di Mao Zedong divenne uno dei simboli della rivoluzione culturale e numerosi accademici furono uccisi. Gli stessi quadri e dirigenti del PCC mutarono, mentre tutto il partito si lanciava nella critica del revisionismo interno e dellUnione Sovietica. Nel 1967, Liu Shaoqi e Deng Xiaoping furono rimossi dal Politburo mentre i comitati locali di partito vennero disciolti e restaurati più volte. Nel 1968, Mao riunì il Comitato centrale per rifondare il PCC e ottenere un maggiore controllo sul partito. Intanto, la situazione interna divenne sempre più instabile e sanguinosa e nel 1969 il IX Congresso nazionale del partito cercò di ristabilire lordine. Nel 1976, Mao morì e fu sostituito da Hua Guofeng come premier della RPC e presidente del Partito Comunista Cinese.



                                     

1.7. Storia Breve leadership di Hua Goufeng

Il 6 ottobre 1976, Hua ordinò larresto della "Banda dei Quattro" con laccusa di aver orchestrato un colpo di Stato. Il gruppo era formato da quattro politici del PCC che erano diventati molto potenti durante gli anni della rivoluzione culturale e che furono i principali mandanti delle devastazioni compiute in quel decennio.

LXI Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese del 1977 vide la riconferma di Hua Guofeng alla presidenza del partito e il ritorno di Deng Xiaoping nel Comitato centrale. Durante i lavori, fu dichiarata conclusa lesperienza della rivoluzione culturale con la critica alla "Banda dei Quattro" e fu attuata una politica di revisione. Il Congresso ribadì inoltre che lobiettivo principale del PCC post-Mao era quello di rendere la Cina uno stato socialista potente e moderno entro la fine del XX secolo.

Hua Guofeng seguì il principio dei "Due qualunque" "sosterremo risolutamente qualunque politica di Mao, seguiremo decisi qualunque istruzione data da Mao" e nei luoghi pubblici il suo ritratto cominciò ad essere affiancato a quello di Mao Zedong. Tuttavia, Deng Xiaoping iniziò ad assumere sempre più influenza allinterno del PCC e nel 1980 cedette la carica di premier a Zhao Ziyang, sostenitore di Deng. Nel 1981, Hua fu sostituito come presidente del partito da Hu Yaobang, vicino a Deng, e rimase allinterno del Comitato centrale.

                                     

1.8. Storia Deng Xiaoping e il Socialismo con caratteristiche cinesi

Nel 1981, Deng Xiaoping prese de facto le redini del PCC e della Cina, un paese devastato dal Grande balzo in avanti, ancora sostanzialmente agricolo e arretrato, distante dai traguardi raggiunti dalle economie occidentali. Deng decise quindi di attuare delle riforme strutturali nel Paese e varare un nuovo sistema economico allinterno del solco socialista: il cosiddetto "Socialismo con caratteristiche cinesi", raggiungibile attraverso le "Quattro modernizzazioni". La nuova ideologia fu annunciata nel 1982 da Deng nel XII Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese e prevedeva il passaggio dalleconomia pianificata ad un sistema ibrido che lasciasse spazio anche alliniziativa privata, mantenendo comunque la leadership del partito. Nel 1984, Deng affermò che la Cina si trovava nella prima fase verso il comunismo, ovvero il socialismo, e doveva quindi sviluppare le proprie forze produttive e accumulare denaro, applicando però le teorie marxiste al contesto cinese e al mondo globalizzato del XX secolo. Inoltre, Deng individuò larretratezza della Cina nella sua chiusura verso gli altri paesi e perciò decise di aprire leconomia cinese a investimenti stranieri. Per quanto riguarda lapertura al mercato, il leader cinese affermò che era capitalista se aveva fini capitalisti; mentre era socialista, se veniva utilizzato per affermare successivamente il comunismo.

La nuova linea dettata da Deng portò ad una rapida crescita economica e a migliori relazioni diplomatiche con gli stati occidentali. Ciò comunque incontrò una certa ostilità allinterno del PCC stesso; la linea di Deng risultò definitivamente vincente al Comitato centrale dellottobre 1984 e nel 1985 circa 60 000 oppositori del "nuovo corso" vennero espulsi.Lideologia di Deng, tuttavia, continuò ad contestata sia dai Maoisti sia da coloro che sostenevano la liberalizzazione politica. Assieme ad altri fattori sociali, come lAutunno delle Nazioni le richieste di democrazia da parte degli studenti universitari, i conflitti culminarono nella protesta di piazza Tienanmen del 1989. Le manifestazioni furono represse con violenza e Deng affermò nuovamente la propria leadership sul Partito e sulla nazione.

                                     

1.9. Storia Jiang Zemin e Hu Jintao

Nel 1992, il segretario generale Jiang Zemin elogiò i risultati ottenuti con la "teoria di Deng Xiaoping" e introdusse il concetto di "economia socialista di mercato" in occasione del XIV Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese. In seguito alle dimissioni e alluscita dalla scena politica di Deng Xiaoping, nel 1993 Jiang divenne il nuovo leader della Cina e continuò la maggior parte delle politiche avviate dal precedessore. Nel 1997, il XV Congresso nazionale incluse il pensiero di Deng tra le ideologie ufficiali del PCC citate allinterno della Costituzione del Partito.

La nuova direzione di Jiang Zemin favorì unapertura ancora maggiore al libero mercato, provocando al contempo una forte crescita economica, ma anche nuovi e sempre più acuti squilibri sociali. In particolare lelaborazione teorica di Jiang delle "tre rappresentanze" incoraggiò il Partito a rappresentare "le direzioni le richieste di sviluppo delle forze produttive avanzate, gli orientamenti di una cultura avanzata e gli interessi fondamentali della maggior parte del popolo cinese". La teoria legittimò inoltre lingresso di imprenditori privati ed elementi borghesi allinterno del Partito. La dottrina di Jiang fu introdotta nel Costituzione del Partito durante il XVI Congresso nazionale del 2002 come una "ideologia guida". Durante i primi anni del nuovo millennio avvenne anche una sorta di "alleggerimento" ideologico che permise di riaprire stabili e, per certi aspetti, proficui contatti con il Kuomintang a partire dal 2003.

Nel 2002, a Jiang successe Hu Jintao. Al contrario dei predecessori, Hu pose lenfasi sulla leadership collettiva e si oppose alla dominanza di un solo uomo allinterno del sistema politico. Tuttavia, il nuovo leader cinese si trovò davanti uneconomia in impetuosa crescita, la cui gestione caotica aveva però dato vita agli squilibri e alle tensioni sociali di cui sopra. Al XVII Congresso del partito tenutosi nel 2007 Hu fece includere nella Costituzione del PCC la propria "dottrina dello sviluppo scientifico", volta a creare una "società socialista armoniosa" e che mira quindi a mantenere le riforme pro-capitaliste, ma in modo più ordinato del passato.

                                     

1.10. Storia Ascesa di Xi Jinping e scandalo "Bo Xilai"

Tra l8 e il 15 novembre 2012, si tenne a Pechino il XVIII Congresso nazionale, durante il quale furono discussi gli esiti delle politiche di Hu Jintao e fu incluso il concetto di sviluppo scientifico tra le ideologie ufficiali del Partito. In seguito al rinnovo dei vertici dei principali organi del Partito, il vicepresidente della RPC Xi Jinping fu eletto segretario generale del nuovo Comitato centrale e divenne capo della Commissione militare centrale. Subito dopo la chiusura del congresso, il segretario iniziò a delineare la nuova linea politica che avrebbe seguito il PCC durante la sua leadership, basata sulla valorizzazione dellesercito e la storia del Paese nonché alla realizzazione del "sogno cinese", ovvero quello del "grande ringiovanimento della nazione" e dellaffermazione della Cina come superpotenza mondiale.

Nel 2013, Xi fu eletto Presidente della Repubblica dallAssemblea nazionale ed iniziò così a consolidare il proprio potere. Il PCC accentuò i propri ideali nazionalisti, intensificò la campagna contro la corruzione e i nemici del partito ma si aprì maggiormente al mercato: il Comitato centrale permise infatti a Xi Jinping di varare una serie di riforme economiche importanti che, nel contesto del socialismo con caratteristiche cinesi, enfatizzarono il ruolo del settore privato delleconomia per la realizzazione del sogno cinese.

Una delle prime questioni affrontate dalla nuova leadership del Partito è stato il processo di Bo Xilai, membro di spicco del PCC e presidente della sezione di Chongqing. Condannato allergastolo, fu accusato di corruzione e abuso di potere per aver protetto la moglie accusata dellomicidio di un importante uomo daffari britannico, dopo che Wang Lijun, capo della polizia di Chongqing, si era rifugiato nel consolato americano e aveva raccontato del coinvolgimento della moglie di Bo nellomicidio. Si sospettò che Bo fosse stato vittima di una lotta di potere allinterno del Partito, dovuto alla sua forte influenza e dal consenso popolare a Chongqing a seguito delle sue politiche contro la corruzione che lo resero un rivale per la carriera di Xi Jinping, ma le sfere più alte del potere avevano già iniziato a criticare loperato di Bo Xilai nella gestione del "caso Wang Lijun". Il 15 marzo 2012, Bo fu quindi sollevato dal suo incarico di capo del Partito a Chongqing e sospeso dal Comitato centrale e dal suo ufficio politico nellaprile successivo. Con il proseguirsi delle indagini, fu espulso definitivamente dal PCC il 28 settembre successivo. Il 26 settembre 2013, Bo Xilai fu ufficialmente condannato allergastolo.



                                     

1.11. Storia Socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era

Tra il 18 e il 24 ottobre 2017, si tenne a Pechino il XIX Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese e in tale occasione Xi Jinping delineò ciò che sarebbero state le basi del suo "Socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era". La nuova linea politica arricchisce e continua lapplicazione del marxismo e delle ideologie ufficiali del PCC al contesto cinese, aprendo sempre di più la Cina al mondo al mercato ma allo stesso tempo valorizzando le proprie tradizioni, mantenendo il sistema socialista e aumentando il controllo sul settore privato. Xi Jinping fissò inoltre i due "obiettivi centenari": la conclusione delledificazione di una società moderatamente prospera entro il centenario del PCC nel 2021, e la trasformazione della Cina in un moderno stato socialista, democratico, prospero, avanzato ed armonioso entro il centenario dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese. Per raggiungere tali obiettivi, Xi propose il rafforzamento della leadership del Partito tramite un maggior controllo sullEsercito Popolare di Liberazione e leliminazione degli ufficiali corrotti. Grande enfasi, inoltre, fu data al progetto di connessione infrastrutturale e commerciale della "Nuova via della seta".

Grazie ai risultati positivi ottenuti durante il primo mandato e alla crescente influenza politico, Xi Jinping riuscì non soltanto ad essere rieletto alla segreteria del Partito ma anche a far includere il proprio pensiero tra le ideologie ufficiali del PCC, divenendo così uno dei leader più potenti ed influenti dopo Mao Zedong e Deng Xiaoping.

                                     

2. Struttura

Le competenze, la composizione e la durata in carica di ciascun organo sono definiti dalla Costituzione del Partito Comunista Cinese. Il funzionamento del Partito è regolato dal principio leninista del centralismo democratico, le elezioni dei principali organi avvengono con il voto segreto.

                                     

2.1. Struttura Congresso nazionale

Il Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese è il più importante organo del PCC e viene organizzato ogni cinque anni nella Grande Sala del Popolo di Pechino. Tra i compiti principali vi sono la revisione della Costituzione del Partito, lelezione del Comitato centrale e della Commissione centrale per lispezione disciplinare, la discussione e la presa di decisioni riguardanti le più importanti problematiche interne del PCC. Dal 1921, il Congresso nazionale si è riunito per 19 volte, con lultimo tenutosi nel 2017.

                                     

2.2. Struttura Comitato centrale

Quando il Congresso nazionale non è in sessione, il Comitato centrale CC rappresenta lorgano più potente ed è incaricato di applicare le risoluzioni congressuali, di dirigere il lavoro del PCC e di rappresentarlo nelle relazioni internazionali.

Allinterno del CC sono presenti ulteriori organi che vengono eletti nelle sessioni plenarie, tra i quali:

  • La Commissione militare centrale, con il compito di dirigere lEsercito Popolare di Liberazione e il lavoro politico del Partito allinterno delle forze armate.
  • lUfficio politico, o Politburo, che esercita le funzioni del CC tra una sessione plenaria e unaltra ed il cui potere si concentra nel Comitato permanente. Ogni decisione significativa per il Paese viene presa dai membri del Politburo che possiedono un potere equivalente a quello del vice primo ministro cinese.
  • Il Segretariato del Comitato Centrale, con il compito di eseguire il lavoro del Politburo ed i cui membri sono nominati dal Comitato permanente e approvati in una sessione plenaria del CC. È sotto la responsabilità del Segretario generale del Comitato centrale che presiede le riunioni del CC.
                                     

2.3. Struttura Organizzazioni locali e a livello primario

Il Partito possiede delle proprie sezioni in ogni suddivisione amministrativa della Cina: ciascuna di esse è organizzata internamente come al livello nazionale e rispetta una gerarchia stabilita dalla Costituzione del PCC.

Esistono delle organizzazioni di Partito anche allinterno di ogni azienda, comitato di villaggio, organo di governo, scuola, istituti di ricerca, organizzazioni sociali, compagnie dellesercito e in ogni altra organizzazione dove sono presenti dei lavoratori. Ogni organizzazione a livello primario deve possedere almeno tre iscritti al PCC e possedere un proprio comitato. Le funzioni principali riguardano il contatto diretto tra il Partito e i lavoratori, la propaganda ideologica, il reclutamento di nuovi iscritti e la garanzia dellapplicazione delle direttive centrali.

                                     

2.4. Struttura Commissioni per lispezione disciplinare

Il Partito Comunista Cinese è dotato ad ogni livello di Commissioni per lispezione disciplinare che fungono da garanti della Costituzione del PCC. Hanno il compito di supervisionare il lavoro delle organizzazioni e degli iscritti del Partito, accogliere denunce ed esaminare casi di presunte violazioni ed imporre sanzioni disciplinari.

                                     

2.5. Struttura Organizzazioni giovanili

La Lega della Gioventù Comunista Cinese è il principale ramo giovanile del Partito le relazioni con esso sono stabilite dallo Statuto del PCC. Viene definita come "una scuola per un grande numero di giovani dove si apprende, tramite la pratica, riguardo il socialismo con caratteristiche cinesi e il comunismo". Lorganizzazione interna rispecchia quella del Partito e presenta quindi organi come il Comitato centrale e il Congresso nazionale. Fa parte della Federazione mondiale della gioventù democratica ed è aperta ai ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni che desiderano intraprendere una futura carriera allinterno del Partito.

Lorganizzazione dei Giovani pionieri della Cina è subordinata alla Lega della Gioventù Comunista e prevede la partecipazione di bambini tra i 7 e i 14 anni.

Entrambe le organizzazioni sono state fondate sui modelli sovietici del Komsomol e dellOrganizzazione dei pionieri di tutta lUnione.

                                     

3. Dirigenti del partito

Presidenti del Comitato centrale

  • Mao Zedong 1945-1976
  • Hua Guofeng 1976-1981
  • Chen Duxiu 1921-1927
  • Hu Yaobang 1981-1982

La carica di Presidente è stata abolita nel 1982 e i poteri riservati al presidente sono passati al segretario generale.

Segretari generali

  • Hu Yaobang 1980-1987
  • Jiang Zemin 1989-2002
  • Zhao Ziyang 1987-1989
  • Hu Jintao 2002-2012
  • Deng Xiaoping 1956-1966
  • Xi Jinping dal 2012
                                     

4. Ideologia

Nel corso della sua esistenza, il Partito ha spesso corretto il suo indirizzo politico e la sua struttura organizzativa per adattarsi ai mutamenti della società cinese. Tuttavia, il Partito non ha mai formalmente abbandonato lideologia del marxismo-leninismo, ma tale ideologia è stata "adattata" alle condizioni politiche, economiche, sociali e storiche del paese, divenendo di fatto qualcosa di molto diverso da quel che si potrebbe considerare unideologia marxista ortodossa.

La Costituzione del PCC definisce nel "Programma generale" le ideologie ufficiali che guidano lazione politica del Partito e che sono state introdotte nel corso dei Congressi nazionali.

  • Teoria di Deng Xiaoping: viene definita come una continuazione del maoismo ed ha portato il PCC a concentrarsi maggiormente sullo sviluppo economico e sullapertura al mondo. Essa ha portato allo sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi ed è la guida principale del PCC.
  • Pensiero di Mao Zedong: noto anche come "maoismo", combina le basi teoriche del marxismo-leninismo con la situazione della Cina prima e dopo la Rivoluzione.
  • Marxismo-leninismo: è considerato come ciò che ha rivelato "le leggi che governano lo sviluppo storico della società umana" e che guiderà la Cina verso la vittoria della propria causa socialista.
  • Pensiero di Xi Jinping: rappresenta il "Socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era" ed è considerato come "lultima conquista nelladattamento del marxismo al contesto cinese".
  • Teoria delle tre rappresentanze: amplia la Teoria di Deng Xiaoping e adatta il socialismo cinese alla situazione del nuovo millennio in modo da rafforzare il potere del Partito.
  • Prospettiva di sviluppo scientifico: secondo la Costituzione del PCC, lideologia di Hu Jintao è una teoria scientifica che "incarna completamente la visione globale e il metodo di sviluppo marxista e rappresenta una conquista importante nelladattamento del marxismo al contesto cinese".
                                     

5. Attività

Dal 1949 e fino al 2015 il PCC è de facto lunico soggetto dotato di potere politico e lunico partito al governo. Sebbene infatti la Repubblica Popolare Cinese sia formalmente una repubblica – e sebbene esistano altri otto partiti autorizzati dalla legge – al 2015 il PCC occupa 2.157 seggi su 2.987 dellAssemblea nazionale del popolo, lassemblea legislativa della Repubblica Popolare Cinese. Il Consiglio di Stato lorgano che esercita il potere esecutivo, corrispondente al Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana è composto interamente da membri di alto livello nella gerarchia del PCC. Lo stesso si può dire per tutte le cariche chiave in ambito politico, come il presidente della repubblica o il primo ministro.

Controlla diversi enti ed organi, come ad esempio l" All-China Federation of Trade Unions ", federazione che raggruppa le organizzazioni sindacali dello Stato. Lapparato del partito politico a qualsiasi livello amministrativo controlla le organizzazioni sindacali al medesimo livello e i sindacati sono di fatto organi di governo. I funzionari sindacali, pur non essendo tecnicamente dipendenti pubblici, sono trattati come dipendenti statali, soggetti alle stesse regole amministrative e tabelle salariali, e con le loro retribuzioni e gli stipendi pagati dalla tesoreria dello Stato.