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ⓘ Albe Steiner




Albe Steiner
                                     

ⓘ Albe Steiner

Albe Steiner, allanagrafe Alberto Massimo Alessandro Steiner, è stato un designer e partigiano italiano.

Con uno stile caratterizzato dalla continua ricerca di massima chiarezza e leggibilità del linguaggio visivo e da unassenza di formalismi, nonché convinto sostenitore della necessità di una relazione tra arte e impegno politico e sociale, è stato una figura di riferimento per la grafica italiana degli anni cinquanta e sessanta.

                                     

1. Biografia

Figlio di Fosca Titta e Emerico Steiner, e nipote di Giacomo Matteotti. Alla morte del padre, dopo essersi diplomato in ragioneria, Albe decide di intraprendere lo studio del design e della grafica approfondendo la conoscenza del Costruttivismo sovietico El Lisitzkij, del Bauhaus e degli astrattisti italiani. Contemporaneamente si interessa di pittura e fotografia collaborando con lo Studio Boggeri. La sua prima mostra grafica è del 1940, alla VII triennale di Milano.

Intorno al 1939 si avvicina al Partito Comunista Italiano e insieme con la moglie Lica conosce Salvatore Di Benedetto e Elio Vittorini, con i quali svolge clandestinamente attività di informazione e propaganda politica. Durante la guerra partecipa attivamente alla Resistenza nelle file del battaglione Valdossola e perde il fratello Mino, deportato a Mauthausen.

Dopo la Liberazione entra come grafico nella redazione de Il Politecnico, Einaudi, diretto da Elio Vittorini, dove fa molto parlare di sé attraverso innovative scelte grafiche dal richiamo alle avanguardie russe post-rivoluzionarie, allintroduzione del fumetto. Sempre con Vittorini realizzerà per la Einaudi "Politecnico biblioteca", una collana di undici titoli editi fra il 1946 e il 1949.

La sua attività professionale lo porta, dal 1946 al 1948, in Messico insieme con la sua famiglia ed Hannes Meyer, ex direttore del Bauhaus, dove collabora alla campagna nazionale di alfabetizzazione e al Taller de grafica popular.

Torna in Italia nel 1948, a Milano dove inizia ad insegnare al Convitto Scuola della Rinascita. Continua la sua attività di grafico lavorando per numerose riviste, per alcune delle più importanti case editrici italiane, per molti dei giornali italiani di sinistra, e per alcune aziende Pirelli, Olivetti.

Dal 1950 al 1954 è art director della Rinascente ed è tra i promotori della mostra che darà origine al Premio Compasso doro. E sempre negli anni cinquanta è docente dellUmanitaria. Successivamente tiene corsi allUniversità di Venezia, allISIA di Urbino e negli istituti darte di Parma, Roma e Firenze.

Nel 1963 apre a Reggio Emilia il primo magazzino a libero servizio e Steiner disegna quello che diventerà il logo della Coop. Collabora con enti e istituzioni culturali come la Rai, il Piccolo Teatro, la Triennale di Milano, il Teatro popolare italiano, Italia 61, la Biennale di Venezia. Progetta insieme allarchitetto Lodovico di Belgioioso il primo Museo al Deportato politico e razziale, a Carpi. Il Museo, tuttora aperto, è stato inaugurato nel 1973.

È stato socio fondatore dellAssociazione per il Disegno Industriale e membro dellAGI Alliance Graphique Internationale e dellInternational Center of Typographic Arts.

Muore improvvisamente in Sicilia il 17 agosto 1974. Sulla sua tomba a Mergozzo un blocco di granito reca la scritta "Albe Steiner, partigiano". La sua attività di intellettuale e di grafico viene continuata dalla moglie Lica, compagna darte e di vita, morta nel 2008, dalla figlia Anna e dal genero Franco Origoni.

Gli sono stati intitolati tre istituti professionali statali, a Milano, Torino e Ravenna.

                                     

2. Monografie pubblicate

  • 2006 - Anna Steiner, Albe Steiner, Mantova, Corraini Edizioni.
  • 1978 - Il manifesto politico. Editori riuniti, Roma a cura di Luisa Steiner Rollier; introduzione di Dario Micacchi.
  • 1978 - Il mestiere di grafico. Einaudi, Torino. ISBN 88-06-10348-2
  • 1977 - Albe Steiner. Comunicazione visiva. Alinari IDEA. Castello sforzesco, Milano.