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ⓘ Battaglia delle Isole Lipari




Battaglia delle Isole Lipari
                                     

ⓘ Battaglia delle Isole Lipari

La battaglia delle isole Lipari è stata la prima battaglia navale combattuta dalla neonata flotta della Repubblica romana contro le esperte formazioni navali di Cartagine nel quadro della prima guerra punica.

                                     

1. Situazione

Dopo la battaglia di Agrigento del 261 a.C. Roma, con il supporto di Siracusa aveva messo stabilmente piede nella fascia orientale e sud orientale della Sicilia da Messina ad Agrigento. Cartagine continuava a controllare le zone occidentali oltre allinterno dellisola. Nessuna delle due contendenti voleva fermarsi e consolidare la situazione. Cartagine, vedeva vanificare rapidamente secoli di lotte di conquista. Roma aveva appena incominciato a raccogliere i frutti della sua fase espansiva ne intravedeva di più interessanti. Rendendosi conto, però, che i cartaginesi mantenevano il controllo del mare, con tutte le conseguenze che ne derivavano, Roma decise che era giunto il tempo di dotarsi di una flotta militare e non accontentarsi di "noleggiare" navi dai Greci e dagli Etruschi per spostare le truppe di terra. Secondo Polibio lacquisizione del know how romano avvenne con la cattura di una nave cartaginese nel 264 a.C., durante il trasferimento delle truppe in Sicilia prima della battaglia di Messina.

Il primo "appalto" era costituito da cento quinqueremi e venti triremi. E, sempre secondo Polibio, i futuri marinai vennero addestrati a vogare riproducendo a terra i banchi dei rematori e facendo delle prove di navigazione "virtuale". Non si sa quanto tempo venne dedicato alladdestramento di navigazione in condizioni reali: Polibio si limita a un "per breve tempo".

                                     

2. La battaglia

Nel 260 a.C., dunque la flotta romana era stata costruita e fu affidata al console Gneo Cornelio Scipione Asina, mentre a Gaio Duilio, laltro console, fu dato il comando delle forze di terra. Scipione, dopo aver ordinato ai capitani delle navi di partire per Messina appena pronti, era partito in anticipo con 17 navi diretto allo Stretto. Nel tragitto passò vicino allisola di Lipari, controllata da Cartagine, e dotata di una guarnigione di dimensioni ridotte. Scipione decise di occupare le isole Lipari, en passant, probabilmente certo di una facile vittoria. Gneo occupò la città e il suo porto.

Le comunicazioni cartaginesi erano certamente buone in quanto la notizia giunse velocemente a Palermo. Il comandante Cartaginese era quellAnnibale Giscone che era riuscito a fuggire da Agrigento dopo lassedio e lintervento di Annone. Annibale inviò Boode, un membro del Senato cartaginese con venti navi.

Le navi cartaginesi, avendo catturato la flottiglia nemica e il suo comandante che era anche console ritornarono a Palermo.

                                     

3. Dopo la battaglia

Gneo Cornelio Scipione da questa battaglia venne soprannominato Asina. Si riteneva, infatti, che le femmine dellasino soffrissero di aquarum tedium paura dellacqua. Ma la sua carriera politica e militare non ne risentì molto. Ritornato a Roma, probabilmente con uno scambio di prigionieri o -meno probabilmente- col pagamento di un riscatto, Gneo Cornelio verrà nuovamente eletto console nel 254 a.C. con Aulo Atilio Calatino.

Annibale Giscone per poco non cadde in un errore simile qualche giorno dopo la battaglia delle Lipari. Avendo avuto notizia che il resto della flotta romana stava avvicinandosi alla Sicilia, con venti navi si avvicinò in esplorazione.

Lidentificazione della "punta estrema dellItalia" è discussa. Walbrank tende a identificarla con Capo Vaticano in Calabria, altri, fra cui De Sanctis, ritengono che questultimo episodio sia una veloce descrizione di Filino della successiva battaglia di Milazzo.

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