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ⓘ Referendum per l'indipendenza




Referendum per lindipendenza
                                     

ⓘ Referendum per lindipendenza

Un referendum sullindipendenza è un tipo di referendum in cui i cittadini di un territorio, generalmente rappresentanti una minoranza allinterno dello stato di appartenenza, decidono, concordando con lo Stato, se il territorio debba diventare uno stato sovrano indipendente attraverso un processo di secessione. Un referendum sullindipendenza non sempre porta allindipendenza.

                                     

1. Processo

Un referendum per lindipendenza di solito nasce dopo il successo politico da parte di movimenti politici nazionalisti, separatisti o secessionisti di un territorio circoscritto allinterno di uno stato sovrano. I negoziati per i termini di un referendum sullindipendenza possono aver luogo tra i nazionalisti e il governo centrale che esercita la sovranità sul territorio. Se i termini vengono concordati dalle due entità, allora il referendum sullindipendenza può essere tenuto con risultato vincolante e rispettato dalla comunità internazionale. I referendum sullindipendenza devono essere tenuti col consenso dei governi, ma alcuni vengono eseguiti in maniera illegale e i loro risultati sono solitamente ignorati dalla comunità internazionale. Lunico caso in cui un referendum illegale abbia portato alla creazione di uno nuovo Stato sovrano è quello per lindipendenza del Kosovo dalla Serbia nel 2008.

Varie questioni possono essere discusse nei negoziati, come la data e il calendario del sondaggio, così come leleggibilità degli elettori. Per questi casi, la pratica elettorale comune è spesso ampiamente utilizzata, anche se possono esserci delle deviazioni, come visto con labbassamento delletà del voto per il referendum sullindipendenza scozzese del 2014.

Tra le altre questioni da negoziare figura spesso la forma con cui viene posto il quesito referendario, possono infatti essere offerte alternative di maggiore autonomia o di mantenimento dello status quo. Nei negoziati viene anche affrontato il livello di approvazione che rende il risultato referendario vincolante allavvio della secessione. Per alcuni referendum sullindipendenza è necessaria una maggioranza semplice mentre in altri casi, è possibile utilizzare una determinata percentuale per essere vincolante.

                                     

1.1. Processo Sviluppi

Nel caso di voto favorevole per lindipendenza, e riconoscimento della validità da parte dello stato sovrano, potrebbero esserci negoziati sui termini della secessione per il territorio dallo stato sovrano. Viene quindi fatta una dichiarazione di indipendenza per un nuovo stato, e possono seguire il riconoscimento internazionale, nonché ladesione a organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite. In caso di referendum non riconosciuti dallautorità statale centrale, ciò può portare a una dichiarazione unilaterale di indipendenza, e quindi a stati parzialmente riconosciuti o autoproclamati.

Spesso nel caso di un voto contrario allindipendenza, si sviluppano delle ulteriori richieste per una replica del referendum sullindipendenza. Ad esempio, dopo due referendum in Québec, il Parti Québécois ha continuato a sollevare la prospettiva di tenere un altro referendum, il Partito nazionale scozzese ha affermato che ci dovrebbe essere una ripetizione del referendum del 2014 se il Regno Unito lasciasse lUnione Europea.

                                     

2.1. Legalità e legittimità Diritto allautodeterminazione

La legittimità di un quesito referendario per lindipendenza di unentità territoriale rispetto allo stato sovrano di cui fa parte richiama spesso il principio di autodeterminazione di un popolo. Il principio in questione è menzionato nella Carta delle Nazioni Unite del 1945, ma la sua portata e il suo contenuto normativo sono il frutto di successivi contributi della giurisprudenza internazionale. L’ambito in cui il principio ha trovato inizialmente applicazione, grazie allAssemblea generale dell’ONU, è quello del processo di decolonizzazione, affermando l’idea che le popolazioni soggette a dominazione coloniale abbiano il diritto di determinare liberamente la propria condizione politica e di perseguire liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale.

Esempi di applicazione del principio di autodeterminazione possono essere ritrovati nei pareri consultivi della Corte internazionale di giustizia rispetto alla Namibia 1971, sul Sahara occidentale 1975, nonché con la successiva sentenza relativa al caso di Timor Orientale 1995. Per completare il quadro si deve aggiungere la sentenza resa nel 1998 dalla Corte suprema del Canada a proposito della questione del Québec. Dovendo infatti valutare, su richiesta del Governo canadese, la legittimità delle pretese di indipendenza tramite secessione del Québec alla luce del diritto costituzionale canadese e del diritto internazionale, la Corte afferma che il principio in questione si applica ai popoli che si trovino in tre situazioni specifiche:

  • popoli soggetti a dominio coloniale;
  • popoli il cui territorio è stato occupato da uno Stato straniero;
  • popoli che all’interno di uno Stato sovrano si vedano rifiutare un accesso effettivo allesercizio del potere di governo;

Il terzo punto risulta essere il più problematico da decifrare perché oltre alla difficoltà di definire lespressione" popolo”, risulta complessa linterpretazione di "libero accesso allesercizio del potere di governo" e di quali siano i suoi limiti.



                                     

2.2. Legalità e legittimità Unità territoriale

Il principio di autodeterminazione si scontra direttamente con il limite rappresentato da un altro principio sancito dal diritto internazionale, relativo allintegrità territoriale degli Stati. I confini sono fondamentali per garantire la sopravvivenza degli Stati e la loro salvaguardia, contro secessioni, invasioni e annessioni, è fondamentale per mantenere la sicurezza nazionale e uno status di equilibrio geopolitico nella comunità internazionale.

Generalmente la salvaguardia dellunità territoriale è uno dei principi fondativi degli Stati e lintegrità dei confini viene garantita attraverso articoli appositi nelle costituzioni degli Stati.

                                     

2.3. Legalità e legittimità Dinamiche interne

La legittimità del diritto di autodeterminazione non può non tenere conto dellassetto interno dei singoli stati interessati e, in particolare, dei limiti al suo esercizio determinati dal diritto costituzionale dei singoli ordinamenti. Nel rispetto al principio di legalità, è dunque alla luce dell’ordinamento costituzionale interno e del contesto politico centrale che deve essere valutata la legittimità di rivendicazioni indipendentiste che infatti, non a caso, hanno ottenuto risposte diverse nel caso di Scozia o Quebec, dove il governo dello stato centrale ha acconsentito allo svolgersi di un referendum popolare, o per contro in Spagna, dove il Tribunale costituzionale e il governo centrale hanno decretato l’illegittimità del referendum medesimo. Spetta quindi alla politica farsi carico di tali situazioni e utilizzare gli strumenti più adeguati per affrontare la questione non altrimenti sanabile sul solo piano della logica giuridica.

  • Caso Catalogna vs. Spagna La consultazione referendaria è stata promossa dalla Generalitat de Catalunya in modo unilaterale ed è stata indetta attraverso una legge del Parlamento della Catalogna, secondo cui il voto avrebbe dovuto avere natura vincolante, ma è stato invece contrastato dal governo spagnolo in carica, secondo cui la Costituzione della Spagna non consentirebbe di votare sullindipendenza di alcuna regione spagnola, rendendo la consultazione quindi incostituzionale. A seguito del ricorso del governo, il Tribunale costituzionale della Spagna ha sospeso cautelativamente, ed in seguito annullato, la legge di indizione, ed ha ordinato il blocco di ogni attività relativa al referendum.
  • Caso Scozia vs. Regno Unito Nel gennaio 2012, il governo del Regno Unito ha offerto, in risposta alle richieste secessioniste del partito nazionale scozzese, una legislazione per fornire il Parlamento scozzese dei poteri di indire un referendum, purché questo fosse "giusto, legale e decisivo". La consultazione referendaria del 2014 è stata frutto di un accordo di carattere politico tra il governo del Regno Unito e il governo della Scozia, il cosiddetto Accordo di Edimburgo, firmato il 15 ottobre 2012 che ha permesso un trasferimento temporaneo dellautorità legale di indire il referendum dallo stato centrale alle autorità scozzesi.
  • Caso Québec vs. Canada In risposta al referendum sullindipendenza del Quebec del 1995, nel 1998, La Corte Suprema canadese, dopo uninterrogazione formale da parte del governo riguardo alla legalità e legittimità di un referendum di secessione di una regione ha concluso che un territorio canadese non può separarsi unilateralmente, sia secondo il diritto canadese che secondo il diritto internazionale. Tuttavia, il governo del Canada avrebbe dovuto avviare negoziati con il governo del Québec o di unaltra provincia se i suoi cittadini avessero espresso, con una chiara maggioranza, la volontà di separarsi. La corte non ha comunque definito cosa significhi una "maggioranza chiara" e ha lasciato questa interpretazione ai politici. Ciò portò alla stesura della legge sulla chiarezza, un documento di legge che cerca di definire i confini legali di un eventuale referendum di indipendenza per una provincia o un territorio canadese.

Uno dei metodi perché un territorio veda riconosciuta la propria sovranità passa dunque attraverso l’ottenimento, da parte della precedente autorità statale sovrana, del potere di applicare il diritto di autodeterminazione. Nel caso di Sudan del Sud, riconosciuto nel 2011; di Timor est, riconosciuto nel 2002 e dellEritrea nel 1993, le autorità che governano quei territori si sono viste riconoscere la propria sovranità statale, non attraverso un processo politico ma come parte degli accordi di pace che hanno messo fine ai conflitti in cui erano coinvolte.

                                     

2.4. Legalità e legittimità Dinamiche esterne

Parallelamente alle dinamiche interne, un elemento alternativo nel processo di ottenimento di un effettivo status di sovranità su di un territorio dopo lindizione di un referendum per lindipendenza, soprattutto se unilaterale, è rappresentato dal riconoscimento internazionale. Il riconoscimento è latto politico unilaterale con cui uno Stato attribuisce la condizione di soggetto di diritto internazionale a un altro organismo un altro Stato o un governo, "riconoscendolo" appunto come tale. Il riconoscimento è determinato dal clima politico internazionale e dalle volontà e strategie geopolitiche degli attori statali della comunità internazionale. Lappoggio di altre entità statali, di particolare peso geopolitico, in un processo unilaterale di secessione ha dimostrato che gli stati possono agire al di fuori del diritto internazionale, rivendicando un inesistente diritto alla secessione, e mettendo in evidenza che in alcune circostanze nel sistema internazionale la politica prevalga sul diritto.

  • Caso Kosovo vs. Serbia Il caso del Kosovo ha dimostrato che nonostante la secessione fosse unilaterale, non riconosciuta dalla precedente entità statale Serbia e contraria al diritto di integrità territoriale, le particolari condizioni internazionali e i vantaggi geopolitici derivanti dalla sua indipendenza hanno fatto in modo che, dopo la secessione, la sovranità venisse riconosciuta da 111 stati membri delle Nazioni Unite e dalla Repubblica di Cina Taiwan rendendolo de facto uno stato sovrano. Molti stati hanno comunque manifestato la loro opposizione alla dichiarazione di indipendenza del Kosovo, in particolare Cina e Russia.

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