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ⓘ Palazzo di Giustizia (Trieste)




Palazzo di Giustizia (Trieste)
                                     

ⓘ Palazzo di Giustizia (Trieste)

Nel febbraio 1895, durante limpero austro-ungarico, la Dieta Provinciale di Trieste e Magistrato Civico si iniziò ad ipotizzare ledificazione di un unico complesso architettonico che contenesse tutti gli uffici giudiziari, le carceri e larchivio dei Libri Tavolari, dislocati in diverse zone della città, tra cui via Santi Martiri attuale via Duca dAosta, via della Sanità ora via Armando Diaz e nel palazzo Bordeaux. Il governo austriaco chiese laiuto economico del comune di Trieste, il quale dopo un iniziale rifiuto per mancanza di soldi, si accordò per vendere al Sovrano Erario un terreno di 37.214 m 3 al prezzo agevolato di 324.919 fiorini austroungarici, con contratto stipulato in data 25 luglio 1898.

Il progetto di un imponente e scenografico Palazzo di giustizia, concepito quasi come un edificio del Ring viennese, venne redatto dallarchitetto A. Spinnler, della direzione edile dei Palazzi di giustizia di Marburg, mentre i bozzetti e i disegni per la realizzazione delle facciate vengono elaborati da Enrico Nordio.

I lavori di costruzione delledificio iniziarono alla fine del 1912, in quella che allepoca era chiamata piazza dei Foraggi o del Fieno. Le carceri invece furono costruite nella parte posteriore, in via della Fontana vicino alla caserma dellex Gendarmeria e alle stalle militari: ultimate nel 1913, le prigioni ospitarono i primi detenuti dal 4 luglio 1914.

Lo scoppio della prima guerra mondiale interruppe i lavori di costruzione, che riprendono solo nel 1919 e in un contesto socio-politico profondamente mutato. Infatti, il Regio governatorato della Venezia Giulia organo militare con poteri civili e prima espressione del Governo nazionale mise in discussione il progetto originario per la tendenza a uno stile architettonico non aderente al gusto artistico italiano: venne così bandito un concorso per rielaborare la parte architettonica delledificio, le facciate, gli elementi decorativi, gli ambienti interni e gli scaloni, a cui partecipano Ruggero e Arduino Berlam, Ludovico Braidotti ed Enrico Nordio, che risulta vincitore. Il progetto di Nordio non si discosta troppo dallimpianto originario, poiché i lavori di costruzione erano giunti a uno stato di avanzamento tale da sconsigliarne la demolizione, sia per i costi eccessivi, sia per lurgenza nella conclusione dei lavori. Nel 1924 la Giunta municipale, per accelerarne il compimento, stralcia dal progetto la componente decorativa, il rivestimento delle facciate le statue sul cornicione del piano attico, che verrà aggiunta solo dopo linaugurazione del palazzo.

Il 27 ottobre 1929 il palazzo di giustizia venne ufficialmente inaugurato dal guardasigilli Alfredo Rocco, anche se gli uffici giudiziari andarono a regime solo dopo cinque anni.

In seguito allarmistizio dell8 settembre 1943, il Palazzo di Foro Ulpiano venne requisito dai nazisti, che ne fecero la sede del Commissariato per il Litorale Adriatico Adriatisches Kusterland, realizzando anche una fitta rete di gallerie sotterranee per collegarlo a Villa Ara, residenza dei più alti ufficiali nazisti. Il tribunale venne invece trasferito in un palazzo di via Donadoni attuale scuola Gaspardis. Dopo la liberazione di Trieste, avvenuta il 2 maggio 1945, il palazzo venne inizialmente occupato dal Comando jugoslavo. Successivamente allaffido della gestione di Trieste al Governo Militare Alleato, gli uffici giudiziari rientrarono nel Palazzo di Giustizia.

                                     

1. Descrizione

Ledificio occupa un intero isolato e si sviluppa su quattro livelli; laffaccio principale, prospiciente lattuale Foro Ulpiano, è leggermente aggettante e presenta colonne decorative in pietra bianca che sostengono il coronamento del palazzo. Sulla terrazza sono collocate sei statue monumentali, alte 3.20 metri e pesanti tre tonnellate ognuna, di celebri giuristi delletà romana: Ulpiano, Papiniano e Triboniano scolpite da Marcello Mascherini e Salvio Giuliano, Gaio e Paolo Giulio Aulo opere di Franco Asco.

Il Palazzo di Giustizia di Trieste è dotato di 324 aule, che consentono di ospitare in un unico complesso la Corte dappello, la Procura della Repubblica, la Procura Generale, la Procura per i Minorenni, il Tribunale e il Tribunale per i Minorenni, lUfficio Unico Notificazioni Esecuzioni e Protesti, lArchivio Notarile, lOrdine degli Avvocati, un commissariato della Polizia di Stato, uno sportello bancario ed un bar. Solamente il Giudice di Pace e il Tribunale di Sorveglianza sono collocati in altri edifici, comunque vicini, in via Coroneo.

                                     

2. Nella cultura di massa

Le riprese dellatrio interno sono incluse nella sigla del programma televisivo Un giorno in pretura trasmesso dalla Rai, la quale ha inoltre realizzato allinterno del Palazzo di Giustizia diverse miniserie, tra cui Senza confini, Amanti e segreti e Io e mio figlio - Nuove storie per il commissario Vivaldi.

                                     
  • Madonna del Ponte nel 1870. Altre sue opere furono la sistemazione del palazzo di Giustizia in via dei Tribunali nel 1862, l ampliamento della sede comunale
  • partecipò alla rivolta operaia di Vienna che culminò nell incendio del palazzo di giustizia e nel 1928, lavorando nelle miniere del Lussemburgo, organizzò gli
  • quartiere di Sant Avendrace. Palazzo civico Palazzo di Giustizia Palazzo della Rinascente Ex Palazzo di città Palazzo Regio o Viceregio Palazzo Asquer e
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  • Palazzo di Giustizia e al foro Ulpiano di Trieste in un palazzo che condivide con la scuola secondaria di I grado Dante Alighieri Nella Trieste

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