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ⓘ Józef Gawlina




Józef Gawlina
                                     

ⓘ Józef Gawlina

Dopo lo scontro tra il maresciallo Józef Piłsudski e lordinario militare Stanisław Gall e laccettazione delle sue dimissioni da parte della Santa Sede, Józef Gawlina fu candidato per questo incarico. Il 7 febbraio 1933 Józef Piłsudski ebbe una conversazione con padre Gawlina che accettò di assumere lincarico di vicario castrense. Allo stesso tempo, Piłsudski presentò le sue richieste come ministro degli affari militari. Piłsudski era personalmente il superiore del vescovo, mentre Adam Korwin-Sokołowski, capo del gabinetto del ministro, si occupava di questioni tecniche e organizzative. Le controversie tra Gawlina e Sokołowski dovettero essere appianate da Piłsudski. Questi descrisse a Gawlina i compiti del ministero pastorale militare perché il suo predecessore aveva lasciato, secondo il maresciallo, una grande inerzia e un disordine senza eguali in nessunaltra parte dellesercito. A seguito delle dimissioni del vescovo Stanisław Gall il 14 febbraio 1933 papa Pio XII lo nominò vicario castrense per la Polonia e vescovo titolare di Mariamme. Ricevette lordinazione episcopale il 19 marzo successivo nella chiesa di Santa Barbara a Królewska Huta dal cardinale August Hlond, arcivescovo metropolita di Gniezno e Poznań, coconsacranti il vescovo di Łódź Wincenty Tymieniecki e quello di Katowice Stanislaw Adamski. I fedeli della chiesa di Santa Barbara posero una targa per commemorare la partenza del vescovo, collocata nella sagrestia della chiesa. Il cardinale August Hlond, anche lui figlio della Slesia, era per lui una guida e un guardiano, ma anche un protettore.

Dopo aver assunto lincarico di ordinario militare monsignor Gawlina mantenne le strutture della curia divisa in due dipartimenti: organizzativo-amministrativo, nonché educativo-formativo e una sezione greco-cattolica. Dalla curia dipendevano: il decanato generale, i decanati di ciascun Corpo, i cappellani anziani, i cappellani e i parroci. A quel tempo cerano 128 sacerdoti nella curia. Gawlina introdusse riforme nella curia. Visitò le unità le caserme più lontane. Fu chiamato "vescovo errante". Sempre in contatto con soldati e personale, aveva un atteggiamento aperto e cercava di aiutare le persone. Stabilì standard elevati per i sacerdoti che non lo resero popolare tra il clero del vicariato. Spesso metteva in imbarazzo i suoi superiori militari le autorità statali con la sua condotta. Un esempio di coraggio civile fu la partecipazione ai funerali di Wojciech Korfanty il 20 agosto 1939 a Katowice. Era lunico vescovo venuto da Varsavia presente al funerale. Nel caso di Wojciech Korfanty non intervenne di concerto con il governo di Józef Piłsudski. Organizzò numerosi centri di ministero di campo nellesercito polacco. Le chiese delle caserme e delle scuole militari incominciarono a funzionare bene. Dedicò molto tempo a lavorare con i giovani associati al Servizio militare giovanile, istituito con il decreto del Presidente della Repubblica di Polonia il 22 giugno 1936.

Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, nellagosto del 1939 circolò la voce sulla sua prossima nomina ad arcivescovo metropolita di Varsavia che però non venne mai ufficializzata.

La guerra trovò monsignor Gawlina a Varsavia. Fece diverse nomine di decani. Levacuazione della curia del vicariato castrense avvenne il 4 settembre. Nella notte tra il 6 e il 7 settembre 1939, su ordine delle supreme autorità dellesercito polacco, monsignor Gawlina lasciò Varsavia. Il vescovo si ritirò verso est. Raggiunse Łuck, dove fu ferito in un attentato. Raggiunse il confine polacco-rumeno, che attraversò il 18 settembre. Arrivò a Bucarest, poi attraversando lUngheria il 5 ottobre giunse a Roma. Dopo unudienza con papa Pio XII, la Segreteria di Stato della Santa Sede gli affidò la giurisdizione di ordinario militare. Ciò indirettamente significava il riconoscimento della continuità dello stato polacco e del suo esercito. Andò quindi in Francia. Il 18 ottobre 1939, dopo essere arrivato a Parigi, assunse formalmente i compiti di ordinario dellesercito polacco in esilio. Si unì allorganizzazione dellesercito polacco in Francia. Organizzò le celebrazioni radiofoniche domenicali per i soldati. Il 12 novembre 1939, per ordine del ministro degli affari militari del governo polacco in esilio, il generale Władysław Sikorski, divenne vicepresidente del consiglio della Croce Rossa polacca durante la guerra. Pubblicò il libro di preghiere del soldato polacco. Il 21 dicembre 1939, per decreto del presidente Władysław Raczkiewicz, venne nominato membro del parlamento polacco in esilio, quindi membro supplente della Commissione militare, membro della commissione giuridica-costituzionale e presidente della commissione per gli affari esteri. Era molto attivo nel Parlamento. Diede aiuto ai rifugiati polacchi in Francia. Dal gennaio del 1940 fu membro del consiglio supremo dellUnione mondiale dei polacchi allestero. Dal 18 settembre 1940 rimase in Gran Bretagna dopo la sconfitta della Francia. Dallaprile allottobre del 1942 fu in Unione Sovietica, dove il generale Władysław Anders formava lesercito polacco. Lasciò lUnione Sovietica con lultima nave in partenza per lIran. Dopo essere tornato dal Medio Oriente, continuò il suo lavoro nelle file dellesercito polacco in Gran Bretagna. Fondò due seminari: uno a Beirut, in Libano, e laltro a Glasgow, in Scozia. Il 16 agosto 1943 monsignor Gawlina celebrò le esequie del generale Władysław Sikorski a Newark.

La sua giurisdizione come ordinario militare si estendeva ai soldati polacchi nelle Forze armate della Francia, del Regno Unito, del Canada, del Medio Oriente, in Africa, e in Unione Sovietica dal 1942, e dal 1944 in Italia, in Belgio, nei Paesi Bassi e in Germania.

Condusse una visita ai campi dei profughi polacchi evacuati dallUnione Sovietica in Persia. Il 19 aprile 1942 attraversò il confine con lUnione Sovietica e, dopo una breve permanenza a Mosca, iniziò una visita di tre mesi alle truppe dellesercito polacco nellUnione Sovietica, nelle repubbliche di Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan e Kazakistan. A metà dellottobre del 1942, si trasferì dalla Persia allIraq e poi a Gerusalemme allinizio di novembre. Papa Pio XII il 3 ottobre 1942 lo nominò ordinario per i rifugiati civili polacchi nellest.

Il 15 febbraio del 1943 partì per un viaggio negli Stati Uniti dAmerica dove incontrò il presidente Franklin Delano Roosevelt. Con laiuto della stampa americana, chiese aiuto per i bambini polacchi nellUnione Sovietica. Seguì le truppe polacche del generale Władysław Anders nella campagna dItalia e nella battaglia di Cassino, ove fu cappellano del Centro di evacuazione sanitario. Partecipò alla battaglia di Loreto e a quella di Ancona. Ad Ancona il 31 luglio 1944 ricevette dalle mani del comandante supremo, il generale Bronisław Sosnkowski, la croce dargento dellOrdine Virtuti Militari e la croce al valore.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale e lo scioglimento delle Forze armate polacche in Occidente cessò il suo incarico di vicario castrense. L8 febbraio 1945 venne nominato protettore dellemigrazione polacca per limpossibilità di svolgere questo compito da parte del Primate della Polonia. Il 5 giugno successivo la Santa Sede gli affidò la protezione dei rifugiati polacchi in Germania e in Austria. Il 28 gennaio 1949, poco dopo la morte del cardinale August Hlond, papa Pio XII lo nominò ordinario per polacchi in esilio. Dalla metà del 1947 visse a Roma come rettore della chiesa di Santo Stanislao dei Polacchi, in via delle Botteghe Oscure 15.

Tra il 1949 e il 1952 visitò i centri di immigrazione polacchi in undici paesi in Europa, America settentrionale e America meridionale. Partecipò alla creazione di missioni cattoliche polacche in Argentina, Australia, Brasile, Cile, Danimarca, Lussemburgo, Spagna, Paesi Bassi, Sudafrica, Svizzera, Svezia e Tanzania. Promosse la costruzione di una cappella polacca nelle grotte vaticane. Sotto il suo patrocinio, nel 1947 a Londra creò il Veritas Catholic Publishing Centre. Lo stesso anno fondò lIstituto di editoria "Hozianum" presso lOspizio Stanislao Osio. Dal 1949 alla morte fu editore e redattore capo del "Duszpasterza Polskiego Zagranicą". Nel 1954 iniziò la pubblicazione del "Sacrum Poloniae Millennium".

Il 29 novembre 1952 papa Pio XII lo nominò arcivescovo titolare di Madito. Papa Giovanni XXIII lo nominò membro della commissione preparatoria per gli affari episcopali e delle diocesi del Concilio Vaticano II. Partecipò alle prime due sessioni e a parte della terza come segretario della commissione per i vescovi le diocesi.

Morì a Roma nella tarda serata del 21 settembre 1964 per un attacco di cuore. Era in corso la terza sessione del Concilio Vaticano II. Le esequie si tennero a Roma. Fu inizialmente sepolto nella tomba delle suore feliciane al cimitero del Verano. L8 aprile 1965, secondo la sua volontà, la sua salma fu trasferita al cimitero militare polacco di Montecassino.

                                     

1. Genealogia episcopale

  • Vescovo Szymon Marcin Kozlowski
  • Vescovo Michal Piwnicki
  • Arcivescovo Kazimierz Roch Dmochowski
  • Vescovo Piotr Gembicki
  • Vescovo Stanisław Kazimierz Zdzitowiecki
  • Arcivescovo Józef Gawlina
  • Arcivescovo Jerzy Józef Elizeusz Szembek
  • Vescovo Franciszek Borgiasz Mackiewicz
  • Arcivescovo Kasper Kazimierz Cieciszowski
  • Arcivescovo Jan Wężyk
  • Arcivescovo Wawrzyniec Gembicki
  • Vescovo Aleksander Kazimierz Beresniewicz
  • Vescovo Bonawentura Madalinski
  • Vescovo Andrzej Stanisław Załuski
  • Vescovo Jan Małachowski
  • Cardinale August Hlond, S.D.B.
  • Cardinale Scipione Rebiba
  • Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
  • Vescovo Claudio Rangoni
  • Vescovo Mieczyslaw Leonard Pallulon
  • Arcivescovo Wacław Żyliński
  • Arcivescovo Władysław Aleksander Łubieński
  • Arcivescovo Boleslaw Hieronim Klopotowski
  • Vescovo Andrzej Mikolaj Stanislaw Kostka Mlodziejowski
  • Vescovo Jan Gembicki
  • Arcivescovo Adam Ignacy Komorowski
  • Vescovo Felicjan Konstanty Szaniawski
  • Arcivescovo Ignacy Ludwik Pawlowski
  • Arcivescovo Stanislaw Szembek
  • Cardinale Aleksander Kakowski
  • Cardinale Giulio Antonio Santori