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ⓘ Ifigenia in Aulide




Ifigenia in Aulide
                                     

ⓘ Ifigenia in Aulide

Ifigenìa in Àulide è una tragedia di Euripide, scritta tra il 407 ed il 406 a.C., nel periodo che lautore passò alla corte di Archelao, re di Macedonia, dove morì. Lopera reca alcuni segni di incompiutezza e non fu mai messa in scena dallautore.

La prima rappresentazione avvenne nel 403 a.C., ad opera del figlio o nipote dellautore, chiamato anchegli Euripide. La tragedia venne messa in scena nellambito di una trilogia che comprendeva anche Le Baccanti e Alcmeone a Corinto oggi perduta, con le quali lautore ottenne una vittoria postuma alle Grandi Dionisie di quellanno.

                                     

1. Trama

La scena è ambientata nellaccampamento greco, in Aulide, sulla costa della Beozia, dove le navi dirette verso Troia sono bloccate a causa di una bonaccia. Nel prologo si racconta che lindovino Calcante ha affermato che solo sacrificando alla dea Artemide una figlia di Agamennone, Ifigenia, i venti torneranno a spirare. Ifigenia però non è con loro, è rimasta a casa, così Agamennone, persuaso da Odisseo, le scrive una lettera in cui le prospetta un matrimonio con Achille, chiedendole quindi di raggiungerli in Aulide. In seguito però, pentito di questo inganno, cerca di avvertire la figlia di non mettersi in viaggio, scrivendole un altro messaggio.

Il secondo messaggio viene intercettato da Menelao, che lo toglie di mano al vecchio che lo portava con sé, e rimprovera severamente Agamennone per il suo tentativo di tradimento. Arrivano quindi in Aulide Ifigenia e la madre Clitennestra, con il piccolo Oreste, per le nozze. A quel punto viene a galla la verità, sicché le due donne si ribellano furiosamente: Clitennestra biasimando aspramente il marito, Ifigenia chiedendo pietà con parole toccanti. Anche Achille, nello scoprire che il suo nome era stato usato per un atto tanto infame, minaccia vendetta.

Ifigenia però, nel vedere limportanza che la spedizione ricopre per tutti i greci, cambia atteggiamento e offre la propria vita, calmando la madre e respingendo laiuto di Achille. Al momento del sacrificio, però, la ragazza scompare ed al suo posto la dea Artemide invia una cerva, tra lo stupore e la felicità dei presenti, che in tal modo capiscono che la ragazza è stata salvata dagli dei ed ora dimora presso di loro. Il vento torna a spirare e la flotta può finalmente salpare verso Troia.

                                     

2.1. Commento La prima parte: una commedia degli equivoci

Lopera si può fondamentalmente suddividere in due parti. La prima è basata su una sorta di commedia degli equivoci già sperimentata da Euripide nell’ Elena, in cui ognuno dei personaggi ha una diversa visione delle cose: Agamennone e Menelao sanno che deve essere fatto un sacrificio, Clitennestra ed Ifigenia credono invece che si tratti di un matrimonio, mentre Achille è alloscuro di entrambe le cose. Questo crea una serie di malintesi Ifigenia non sa spiegarsi come mai il padre nel vederla non appaia felice ma pianga, così come Clitennestra fatica a capire come mai Achille sia così disorientato quando lei gli parla di matrimonio, che però troveranno una loro drammatica chiarificazione poco oltre la metà dellopera.

                                     

2.2. Commento La seconda parte: le lusinghe del potere

La seconda parte dellopera è dedicata allanalisi della psicologia dei personaggi, i quali hanno tutti una caratteristica fondamentale: pur essendo alcuni tra i più grandi eroi della mitologia greca, essi appaiono impotenti ed incapaci di intervenire in maniera fattiva nella vicenda. Agamennone si dispera per limminente sacrificio della figlia, ma non sembra in grado di fare nulla per impedirlo, e lo stesso vale per Achille, più preoccupato di salvaguardare il proprio buon nome che la vita della ragazza. Il punto fondamentale è che tutti questi eroi cercano innanzitutto di mantenere il proprio potere: Agamennone non vuole rinunciare a comandare la spedizione verso Troia, né Menelao ed Achille vogliono rinunciare a parteciparvi. Di fronte alle lusinghe del potere ogni scrupolo etico scompare ed i personaggi si comportano da veri pusillanimi, accettando che una ragazza innocente dia la propria vita per i loro interessi. In questo senso, Ifigenia, che accetta di morire quando vede quanto importante è per tutti la spedizione, compie un atto di grande generosità, qualificandosi come lunico personaggio dallanimo nobile di tutta la tragedia. L’ Ifigenia in Aulide è dunque unopera che smaschera i meccanismi del potere, mostrando fino a quali bassezze è possibile arrivare pur di ottenerlo ed esercitarlo.



                                     

2.3. Commento Il personaggio di Ifigenia

Il personaggio di Ifigenia nellopera è caratterizzato da un repentino cambiamento nel comportamento, passando nel breve volgere di pochi versi da ragazzina terrorizzata per il sacrificio, a persona che sceglie consapevolmente di morire. Tale mutamento, a partire da Aristotele, è stato spesso giudicato troppo improvviso e di conseguenza non realistico, ma vale a mettere in luce con ancora maggiore evidenza la nobiltà ed il coraggio della ragazza, a fronte della vile impotenza degli eroi che comandano la spedizione verso Troia.

                                     

2.4. Commento Lincompiutezza dellopera

Nonostante la Ifigenia in Aulide non contenga lacune particolarmente ampie, e sia quindi da considerarsi unopera drammaturgicamente completa, essa reca alcuni segni di incompiutezza. Si ritiene che la morte dellautore abbia impedito la revisione o addirittura il completamento dellopera, favorendo quindi nel tempo modifiche ed interpolazioni varie al testo euripideo. Due, in particolare, sono i punti più problematici:

  • Il prologo vv. 1-163, composto di tre sezioni, di cui quella centrale vv. 49-114 sicuramente non scritta da Euripide.
  • Il finale vv. 1578-1629, anchesso non euripideo, trasmessoci in" condizioni disperate” Albin Lesky. Le anomalie metriche e lessicali fanno supporre che esso sia di origine bizantina, mentre sappiamo ben poco del finale originale. In unopera dello scrittore Claudio Eliano vengono citati tre versi in cui Artemide ex machina promette a Clitennestra di sostituire Ifigenia con una cerva. Si ritiene dunque che Euripide avesse previsto lapparizione della dea anziché il finale che conosciamo.

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