Indietro

ⓘ Lente a contatto




Lente a contatto
                                     

ⓘ Lente a contatto

Le lenti a contatto sono dispositivi medici a forma di piccola calotta trasparente, che vengono applicati sulla superficie oculare indicate per la correzione della maggior parte dei difetti di rifrazione o ametropie. Specifiche lenti a contatto sono in grado di correggere sia lametropia sia la presbiopia. Le lenti a contatto permettono di compensare alcuni anomalie refrattive che non sono compensabili con occhiali.

Ne esistono di vari tipi, che si dividono per durata, dalla più comune usa e getta alle lenti a ricambio annuale, e per materiale. Le più diffuse sono le lenti a contatto morbide in silicone idrogel, nonché le più economiche. Sul fronte delle lenti morbide stiamo assistendo alla diffusione di un nuovo materiale più biocompatibile del silicone, la glicerina, che ancora rimane poco utilizzato dalle multinazionali per via del costo della materia prima.

Se queste suddivisioni valgono per le lenti morbide, non è certo lo stesso per le rigide gas-permeabili e per le lenti a contatto rigide, che rappresentano però anche linizio della storia di questi dispositivi. Rimangono meno diffuse delle lenti morbide a causa della necessità di una costruzione su misura e del discomfort iniziale.

Ad ogni modo, le lenti a contatto risultano essere una soluzione molto vantaggiosa sia per un uso quotidiano, da mattina a sera, sia per un uso saltuario o finalizzato ad unattività specifica attività fisica, hobby, permettendo infatti un maggiore campo visivo. Inoltre, quando sussiste una differenza molto elevata tra un occhio e un altro, le lenti a contatto risultano essere lo strumento di correzione più efficace.

Non tutte le persone sono idonee allapplicazione di Lac; va prima verificata lidoneità al porto di Lac, ma soprattutto controllato periodicamente 3-6 mesi la buona condizione dei tessuti oculari e della Lac. La normativa in vigore in Italia stabilisce che "La vendita diretta al pubblico di lenti a contatto su misura, correttive dei difetti visivi, ivi comprese quelle prodotte industrialmente, è, per motivi di interesse sanitario e di tutela della salute, riservata agli esercenti larte sanitaria ausiliaria di ottico". Il medico può prescrivere luso di Lac; in casi specifici è consigliata una visita medica oculistica preventiva.

La ricerca e linnovazione scientifica continuano ad essere gli elementi caratterizzanti la contattologia, che continua ad evolversi nello studio di nuovi materiali, per consentire una sempre maggiore trasmissione di ossigeno alla cornea grazie a una minore tendenza alla disidratazione. Questo fa sì che le lenti a contatto oggi possano permettere performance elevate nel massimo comfort.

Effettuare una corretta manutenzione delle lenti a contatto è la regola fondamentale per preservare la funzionalità ottimale e garantire la salute oculare. Solo attraverso una gestione corretta delle fasi di manipolazione, inserimento e rimozione, pulizia e disinfezione e conservazione, si possono ottenere dalle lenti a contatto i migliori risultati ed essere certi di utilizzarle con la massima sicurezza.

Diverse professioni sono coinvolte nella gestione delle lenti a contatto. Lottico è lunica figura in grado di effettuare linsieme di scelta e fornitura delle lenti a contatto. Loptometrista amplia le competenze dellottico e sceglie e può fornire direttamente le lenti a contatto, solitamente è il professionista responsabile delle applicazioni su misura o specialistiche. Il medico oculista prescrive le lenti a contatto nellambito della cura del paziente.

                                     

1. Cenni storici

La nascita della lente a contatto si fa risalire a Leonardo da Vinci, che nel 1508 verificò che immergendo locchio in una sfera contenente acqua, esisteva un cambiamento ottico fra la superficie interna della sfera di vetro, e quella esterna della cornea.

Successivamente, nel 1636, Cartesio pubblica La diottrica, in cui perfeziona lidea di Leonardo, spiegando che un tubo riempito dacqua e appoggiato sulla cornea, avente una lente allestremità che sia perfettamente sovrapponibile alla cornea stessa, annulla o riduce le anomalie refrattive dellocchio.

Le lenti a contatto modernamente intese vanno fatte risalire alle scoperte di Adolf Gaston Eugen Fick, E. Kalt, A.E. Muller, rispettivamente in Svizzera, Francia e Germania. Queste lenti erano in materiale vetroso, ad appoggio sulla sclera, di grande diametro e mal sopportate fisiologicamente.

Le prime lenti in materiale plastico si devono allungherese Josef Dallos e allamericano William Feinbloom. I vantaggi rispetto al vetro sono immediati, diminuendo notevolmente il peso. Le prime lenti a contatto corneali rigide nascono nel 1950, aventi diametro inferiore a quello corneale e geometria della superficie posteriore tricurva, progettate da Norman Bier. Le Lac rigide sono ancora utilizzate per la correzione di irregolarità corneali come lastigmatismo e il cheratocono.

Agli inizi degli anni 60 due ricercatori cecoslovacchi, Drahoslav Lim e Otto Wichterle, progettarono le prime lenti a contatto in idrogel, le morbide, che oggi sono disponibili sul mercato in una gran varietà di materiali con resistenza agli ammiccamenti e permeabilità diversi.

Alla fine degli anni 60 iniziarono ad essere utilizzate anche le prime lenti rigide ortocheratologiche, sviluppate per modificare temporaneamente il profilo corneale fino a correggere il difetto refrattivo. Oggi le lenti per ortocheratologia utilizzano materiali super permeabili allossigeno e sono utilizzate per fini correttivi solo durante il sonno, ma inizialmente venivano applicate durante tutto il giorno. Specifiche lenti per ortocheratologia nel 2002 hanno ricevuto lapprovazione della Food and Drug Administration per la correzione della miopia fino a -6.00 diottrie con astigmatismo miopico fino a -2.00 diottrie, limite che si sposta ogni giorno grazie alle innovazioni tecnologiche. Oggi si possono correggere anche leggere ipermetropie.

Dal 2013 sono in corso studi per ottenere lenti a contatto con zoom per lo più a scopi militari, dove per ottenere lo zoom è necessario utilizzare degli occhiali con lenti polarizzate.

Dal 2015 si cerca di realizzare un "sandwich" di lenti con incorporato un dispositivo per il controllo della glicemia attraverso la lacrima e unantenna per trasmettere i dati direttamente ai computer degli ospedali.

                                     

2. Permeabilità e trasmissibilità allossigeno

Le principali proprietà dei materiali utilizzati da tenere presente per la costruzione delle lenti a contatto sono: permeabilità allossigeno, bagnabilità, durezza, resistenza ai depositi, conducibilità termica, peso specifico e spessore, biocompatibilità.

La permeabilità allossigeno è caratteristica fondamentale per una buona tollerabilità delle lenti a contatto, dato che la presenza di ossigeno è un fattore indispensabile per il metabolismo corneale. La capacità di trasmettere ossigeno viene indicata come" valore Dk”:" D” rappresenta il coefficiente di diffusione del gas attraverso il materiale, mentre" k” è una costante che indica la quantità di ossigeno presente nel materiale stesso.

Fattore di forte influenza nel passaggio dellossigeno è anche lo spessore della lente presa in esame. Una corretta valutazione della permeabilità prescinde necessariamente da esso. Per definire quindi lesatto apporto di ossigeno proveniente alla cornea con lapplicazione di lenti a contatto, bisogna parlare di trasmissibilità allossigeno, ovvero del valore Dk posto in relazione con lo spessore t: Dk/t.

La bagnabilità è la capacità di un liquido di ricoprire una superficie solida ed ha particolare importanza in relazione al mantenimento del film lacrimale, il cui mantenimento è condizione necessaria per la compatibilità tra occhio e lente; questa caratteristica influisce sul comfort del porto.

La biocompatibilità è la mancanza assoluta di reazioni avverse da parte dellorganismo verso un materiale; tutti i materiali per Lac in uso sono biocompatibili.

                                     

3.1. Tipi di lenti a contatto Lenti a contatto morbide

Le lenti a contatto morbide sono caratterizzate dalla presenza, nella loro struttura, di una percentuale di acqua che va dal 36% al 75% e dalla permeabilità dellossigeno possibilità dellossigeno di passare attraverso la lente e raggiungere la cornea.

Normalmente, in condizione idratata, le dimensioni di una lente a contatto morbida sono comprese tra i 13 e i 15mm con uno spessore da 0.06 a 0.4mm. Spesso hanno una leggera colorazione detta tinta di visibilità o più semplicemente v.t.

Lelevata quantità dacqua e il materiale in cui sono realizzate fanno sì che queste lenti a contatto possano sporcarsi facilmente e per questo necessitino di unaccurata pulizia.

Si distinguono il porto wear in inglese e luso use in inglese. Il porto è quanto a lungo il dispositivo sta nellocchio; luso è quanto il dispositivo può essere usato o riusato nel tempo. Si distinguono Lac monouso disposable o usa-e-getta e Lac multiuso si possono pulire, disinfettare e riusare. Con il limite dalle caratteristiche della Lac, ciascun portatore porterà le Lac in modo diverso, per più o meno ore, con una modalità o unaltra. Il dispositivi in commercio permettono un uso e porto senza rimuovere la Lac è 30 giorni in letteratura Lac rigide sono state portate anche alcuni anni.

Le lenti a contatto possono essere scelte, oltre allesigenza correttiva, in base alla durata di utilizzo, alla quale è importante attenersi scrupolosamente. Il portatore di lenti a contatto può optare per diverse modalità:

  • lenti a contatto a porto giornaliero che vanno utilizzate una sola giornata e poi gettate daily wear, DW;
  • lenti a contatto a porto giornaliero e ricambio frequente, anche dette multiuso settimanale, quindicinale o mensile, sempre portate con occhi aperti DW;
  • lenti a contatto a ricambio periodico o programmato, multiuso, il cui uso o "durata" va da oltre 1 mese a 12 mesi raro;
  • lenti a contatto a porto prolungato o esteso, EW o continuo CW per un porto ininterrotto, giorno e notte, da 2 giorni o più flexible wear FW, fino a 7 giorni EW a 30 giorni CW; la Lac per porto continuo CW può essere solitamente usata anche in altre modalità; la Lac giornaliera DW, non può essere usata in altre modalità.


                                     

3.2. Tipi di lenti a contatto Lenti a contatto rigide

Le lenti a contatto rigide sono più piccole e hanno una consistenza e una struttura più" sostenuta” rispetto a quelle morbide. Sono realizzate in pMMA polimetilmetacrilato, sostanza che non si lascia attraversare dallossigeno, il quale raggiunge così locchio solo attraverso il ricambio lacrimale. Attualmente si costruiscono in questo materiale Lac di prova, non per il normale uso e porto.

                                     

3.3. Tipi di lenti a contatto Lenti a contatto rigide gas permeabili

Chiamate anche, impropriamente, semirigide, le lenti a contatto rigide gas permeabili, a differenza delle rigide, si lasciano invece attraversare dallossigeno, e rispettano così la fisiologia corneale grazie allossigenazione corneale.

                                     

3.4. Tipi di lenti a contatto Lenti cosmetiche

Sono disponibili due tipi di lenti a contatto colorate: opache e intensificanti. Le lenti opache coprono tutta liride e, pertanto, la superficie visibile non è altro che il colore della lente stessa; le lenti intensificanti non cambiano il colore degli occhi ma rendono più forte quello già presente. Esistono lenti a contatto colorate che oltre ad avere una funzione puramente cosmetica possono correggere i difetti visivi. Le lenti a contatto cosmetiche sono sempre dispositivi medici e per questo soggette allo stesso tipo di manutenzione.

                                     

4. Manutenzione

La manutenzione della lente a contatto ha lo scopo di mantenere integre nel tempo le caratteristiche chimico-fisiche del materiale.

La manutenzione ordinaria di queste lenti si divide in diversi processi:

  • Disinfezione
  • Risciacquo
  • Pulizia
  • Soluzioni umettanti
                                     

4.1. Manutenzione Pulizia

Lazione di pulizia è essenziale per la rimozione dalla superficie della lente di muco e cosmetici, e precede lazione disinfettante della stessa. La presenza di questi composti diminuisce leffetto di disinfezione effettuato posteriormente, diminuisce la bagnabilità del materiale ed il comfort dutilizzo. Gli agenti pulenti possono essere di natura anionica, non ionica o anfotera. I secondi sono i tensioattivi maggiormente utilizzati, per la loro caratteristica di emulsionare i lipidi, solubilizzando i depositi e rimuovendo i contaminanti presenti nella lacrima.

                                     

4.2. Manutenzione Disinfezione

Lazione di disinfezione ha come scopo principale il prevenire uno stato patologico iniziale proveniente da un agente eziologico presente sulla superficie della lente a contatto.

Le soluzioni utilizzate per la disinfezione sono composte da uno o più antisettici, quali il Benzalconio cloruro, il thimerosal e la clorexidina, e da un chelante, quale lEDTA.

                                     

4.3. Manutenzione Risciacquo

Lazione di risciacquo ha la funzione di eliminare gli scarti provenienti dallazione di disinfezione, mantenere la bagnabilità della superficie e svolgere ruolo di tampone, ovvero di mantenere il livello del pH su valori neutri o lievemente basici intervallo PH=7.0/7.4. Le soluzioni utilizzate sono prevalentemente "saline" ovvero soluzione fisiologica.

Le lenti a contatto non vanno mai risciacquate sotto lacqua corrente, il cui uso può provocare gravi infezioni oculari.

                                     

4.4. Manutenzione Soluzioni umettanti

Lazione umettante è necessaria per mantenere lidrofilia del materiale. Lazione di ricopertura del film lacrimale protegge inoltre la superficie della lente durante lapplicazione, prevenendo la trasmissione dalle dita di depositi sebacei.

I componenti maggiormente utilizzati come agenti umettanti sono lalcool polivinilico, lossido di polietilene, lidrossietilcellulosa e la metilcellulosa.

                                     
  • sottili in contatto è additivo. Uno dei principali impieghi della lente è in ottica per la correzione, per mezzo di occhiali e lenti a contatto dei difetti
  • similmente a una lente a contatto Nel 1953 il chirurgo italiano Benedetto Strampelli diventa il primo a impiantare con successo una lente intraoculare
  • Lente di Barlow lente moltiplicatrice di focale Lente di Stanhope tipo di microscopio Lente a contatto dispositivo medico Lente fiume italiano
  • valle del Lente presenta caratteristiche geobotaniche uniche in Toscana, racchiudendo esempi di bosco mesofilo - montano singolarmente a contatto con aspetti
  • 1887 costruì, a Zurigo, il primo modello di lente a contatto Furono ricavate da vetro marrone, con diametro da 18 mm a 21 mm. La lente appoggiava al
  • a contatto La qualità del film lacrimale deve essere valutata sia senza che con la lente a contatto in sito. Appena applicata, la lente a contatto viene
  • lavoro, attraverso l utilizzo di una lente a contatto vide il suo vero amore, una certa Blanca. Blanca chiedeva a Bobo che lavoro facesse laggiù nell officina
  • crescono nell occhiale o nella lente a contatto sporca, si propagano per via aerea e possono giungere a contatto della cornea, fino a provocare una cheratite
  • del XIX secolo ad opera di studiosi tedeschi, ma l invenzione della lente a contatto viene accostato anche al nome di Leonardo da Vinci che pare sviluppò
  • essere il risultato di un danneggiamento della conea, derivare da una lente a contatto non adeguata per l occhio, un trauma, un intervento chirurgico, ecc
  • poi esegue l ablazione con il laser. Una volta finito applica una lente a contatto protettiva che sarà tolta durante i successivi controlli, quando l epitelio