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ⓘ Christoph Willibald Gluck




Christoph Willibald Gluck
                                     

ⓘ Christoph Willibald Gluck

Christoph Willibald Gluck è stato un compositore tedesco, attivo soprattutto come operista, uno dei maggiori – se non il principale – iniziatore del cosiddetto periodo storico musicale che va sotto il nome di Classicismo viennese.

Attraverso nuove e radicali opere, come Orfeo ed Euridice 1762 e Alceste 1767, riformò lopera seria, da tempo in declino, semplificandone la trama e cercando un sostanziale equilibrio tra musica e canto. La sua riforma in ambito operistico ebbe grande fortuna, influenzando notevolmente molti compositori, tra i quali Sacchini, Salieri, Cherubini, Spontini, Weber, Berlioz e Wagner.

                                     

1. Biografia

Gluck nacque a Erasbach oggi Berching, una cittadina dellAlto Palatinato. Il padre era una guardia forestale sovrintendente ai pedaggi di Erasbach e di alcuni ricchi possedimenti monastici. Dellinfanzia del compositore si conosce poco: con ogni probabilità ricevette lezioni di organo o clavicembalo presso il collegio dei gesuiti di Komatau, frequentato da un fratello, e in questo periodo imparò a suonare il violino e il violoncello. È certo invece che, per poter seguire le sue inclinazioni musicali avversate in famiglia, fu costretto a fuggire di casa e a guadagnarsi da vivere esibendosi nelle chiese e nelle piazze come cantore e suonatore ambulante e che, dopo la riconciliazione con il padre, visse per alcuni anni a Praga, dove proseguì gli studi musicali e frequentò la Facoltà di Filosofia delluniversità locale, seguendo i corsi di logica, fisica e metafisica.

Gluck entrò in contatto a Praga con le opere italiane di Johann Adolf Hasse, basate sul modello metastasiano, un modello che trionfava in tutta Europa e che il compositore tedesco ebbe modo di conoscere ancora meglio quando si trasferì a Vienna, nel 1735, lavorando come "musico di camera" presso il principe Lobkowitz. Lasciata Vienna, Gluck si trasferì a Milano con il nobile Antonio Maria Melzi, suo amico e protettore. Fu lo stesso Melzi ad affidare il giovane compositore agli insegnamenti di un maestro molto rinomato, soprattutto nel campo della musica strumentale: Giovanni Battista Sammartini. È significativo che in questo periodo Gluck scriveva alcuni brani strumentali: le sei sonate in trio, pubblicate a Londra nel 1746. Il teatro rimaneva però al centro dei suoi interessi.

Il 26 dicembre 1741 la sua prima opera lirica, Artaserse, su testo di Metastasio, fu accolta con favore dal pubblico del Teatro Regio Ducale di Milano. A questo fortunato esordio fecero seguito poco meno di una decina di lavori scritti per i teatri di Milano, Venezia e Torino, che gli procurarono una buona fama. Nel 1745 si trasferì a Londra, dove con La caduta de giganti esordì, questa volta con scarso successo, al Kings Theatre. Qui incontrò Händel – che per il più giovane collega non nutrì una particolare stima dopo aver ascoltato questopera, egli dichiarò che il suo autore si intendeva di contrappunto come il suo cuoco – e si esibì con lui in un concerto. La grandiosa semplicità del modello teatrale di Händel e in particolare luso drammatico del coro colpirono profondamente Gluck, esercitando su di lui un influsso destinato a dar frutti negli anni successivi.

Nel 1750 sposa Marianne Pergin a Vienna. Nel 1752 ritornò a Vienna dove, nominato Kapellmeister maestro di cappella di unimportante orchestra, pose base stabile – fatta eccezione per gli spostamenti legati alla sua attività – fino alla morte. Qui conobbe Giacomo Durazzo, direttore di due importanti teatri della città, attorno al quale ruotavano molte attenzioni, soprattutto da parte di molti appartenenti al mondo intellettuale e nobiliare che miravano a restaurare il teatro dopera. Gluck fu coinvolto in alcune rappresentazioni con certe compagnie dell Opéra-comique francese e nel 1761 compose la musica del balletto pantomimo Don Juan ou le festin de pierre, coreografato dal celebre ballerino e coreografo Gasparo Angiolini, che sarebbe stato suo collaboratore anche in Italia; durante questo lavoro conobbe il librettista Ranieri de Calzabigi, con il quale iniziò la cosiddetta "riforma gluckiana".

Lanno seguente, il terzetto produsse Orfeo ed Euridice, destinata a diventare lopera più famosa di Gluck in quanto prima espressione della sua riforma. A questo lavoro nel 1765 seguirono altri due balletti pantomimi: Semiramide, da una tragedia di Voltaire, e Ifigenia in Aulide e in seguito le opere Alceste del 1767 e Paride ed Elena del 1770. Conclusa questa esperienza, Parigi divenne il nuovo centro intellettuale cui Gluck decise di indirizzare il suo talento. Contando anche sulle brighe di un suo nuovo amico, attaché allambasciata francese a Vienna e aspirante librettista, noto come Le Bailly du Roullet, e soprattutto sulla protezione della nuova delfina di Francia, Maria Antonietta dAsburgo-Lorena, già sua affezionata allieva di canto, Gluck riuscì infine ad ottenere una ricca scrittura da parte dell Académie Royale de Musique e, nel 1773, partì alla volta della capitale francese con la partitura di una nuova opera, già pronta. Si trattava dell Iphigénie en Aulide, scritta su libretto del Du Roullet, tratto da un testo di Racine: lopera fu presentata nel 1774 e ottenne un discreto successo, seguito, a distanza di pochi mesi, da quello clamoroso dell Orphée et Euridice, versione francese di Orfeo ed Euridice.

Nel 1776 la stessa sorte toccò all Alceste, mentre alla fine di quellanno giunse a Parigi Niccolò Piccinni, considerato il rivale di Gluck. Negli anni successivi i vari sostenitori dei diversi musicisti diedero vita ad accesi dibattiti su quale fosse la miglior forma di teatro dopera adatta allo spirito francese dellepoca e anche questo è un particolare che la dice lunga su quanto fosse pressante la volontà intellettuale collettiva di rinnovamento. In particolare, nel 1777, Jean-François de La Harpe scrisse sul Journal de politique et de litérature di Parigi la critica dellopera Armide di Gluck iniziando la polemica tra piccinnisti e gluckisti alla quale Gluck rispose sul Journal de Paris.

Nel maggio del 1779 l Iphigénie en Tauride ebbe grande successo, ma in settembre in una lettera da Londra, Ferdinando Bertoni accusò Gluck di aver copiato dalla sua opera Tancredi laria Lespoir renaît nella terza versione francese dell Orfeo e Euridice e successivamente una sorte completamente opposta toccò a Echo et Narcisse. Con grande sconforto fece ritorno a Vienna e lì, dopo molti anni di malattia, morì nel 1787. Il funerale seguì il rito cattolico come da lui espressamente richiesto.

                                     

2. Opere

  • Lile de Merlin, ou Le monde renversé, libretto di Louis Anseaume Castello di Schönbrunn di Vienna, 3 ottobre 1758
  • Il re pastore, libretto di Pietro Metastasio
  • Issipile Praga, stagione di carnevale 1751-52
  • La Cythère assiégée Vienna, inizio 1759
  • Il Tigrane, libretto di Francesco Silvani Crema, 26 settembre 1743
  • La corona mai eseguita ma composta per essere rappresentata il 4 ottobre 1765
  • Ipermestra, libretto di Pietro Metastasio Teatro San Giovanni Grisostomo di Venezia, 21 novembre 1744
  • La finta schiava Venezia, 13 maggio 1744
  • Orfeo ed Euridice, libretto di Ranieri de Calzabigi
  • Demofoonte, libretto di Pietro Metastasio Teatro Regio Ducale di Milano, 26 dicembre 1742 con Giovanni Carestini
  • Demetrio o Cleonice, libretto di Pietro Metastasio Teatro San Samuele di Venezia, 2 maggio 1742
  • Antigono, libretto di Pietro Metastasio Teatro Argentina di Roma, 9 febbraio 1756
  • Le diable à quatre, ou La double métamorphose Laxenburg, 28 maggio 1759
  • Ezio Praga, 26 dicembre 1749 - seconda versione: Vienna 26 dicembre 1763
  • La caduta de Giganti
  • Larbre enchanté, ou Le tuteur dupé Castello di Schönbrunn di Vienna, 3 ottobre 1759
  • Il Prologo Teatro della Pergola di Firenze, 22 febbraio 1767 - musica addizionale per unopera di Tommaso Traetta
  • Il Parnaso Confuso, libretto di Pietro Metastasio Castello di Schönbrunn di Vienna, 24 gennaio 1765
  • Paride ed Elena, libretto di Ranieri de Calzabigi Burgtheater di Vienna, 3 novembre 1770
  • Le cadi dupé Burgtheater di Vienna, 9 dicembre 1761
  • Linnocenza giustificata, libretto di Pietro Metastasio
  • Ippolito Teatro Regio Ducale di Milano, 31 gennaio 1745
  • La Semiramide riconosciuta, libretto di Pietro Metastasio
  • Tetide Burgtheater di Vienna, 10 ottobre 1760 con Caterina Gabrielli ed Angiolini
  • Le nozze dErcole e dEbe Pillnitz di Dresda, 29 giugno 1747
  • Alceste, libretto di Ranieri de Calzabigi
  • Le feste dApollo Parma, 24 agosto 1769
  • La clemenza di Tito, dramma per musica in 3 atti, libretto di Pietro Metastasio successo al Teatro San Carlo di Napoli, 4 novembre 1752 con Gaetano Majorano
  • Artamene
  • La contesa de Numi, libretto di Pietro Metastasio
  • Poro, dramma per musica in 3 atti, libretto di Pietro Metastasio Teatro Regio di Torino, 26 dicembre 1744 diretta da Giovanni Battista Somis
  • Iphigénie en Tauride, libretto di Nicolas-François Guillard Académie Royale de Musique di Parigi, 18 maggio 1779
  • Artaserse, di Pietro Metastasio Teatro Regio Ducale di Milano, 26 dicembre 1741
  • La fausse esclave
  • Livrogne corrigé Vienna, aprile? 1760
  • Iphigénie en Aulide, libretto di François-Louis Gand Le Bland Du Roullet Académie Royale de Musique di Parigi, 19 aprile 1774
  • Sofonisba o Siface, libretto di Pietro Metastasio Teatro Regio Ducale di Milano, 18 gennaio 1744 con Carestini
  • Echo et Narcisse, libretto di Jean-Baptiste-Louis-Théodore de Tschudi Académie Royale de Musique di Parigi, 24 settembre 1779 - seconda versione: Parigi 8 agosto 1780 - partitura in formato pdf
  • Telemaco, o sia lisola di Circe Vienna, 30 gennaio 1765
  • Il trionfo di Clelia Bologna, 14 maggio 1763
  • Armide, libretto di Philippe Quinault Académie Royale de Musique di Parigi, 23 settembre 1777 con Rosalie Levasseur e Gaetano Vestris - partitura in formato pdf
  • Le Cinesi, libretto di Pietro Metastasio Castelli di Laxenburg di Vienna, 24 settembre 1754 con Vittoria Tesi
  • La danza, libretto di Pietro Metastasio Laxenburg, 5 maggio 1755 con Caterina Gabrielli e Gasparo Angiolini
  • Les pèlerins de la Mecque ou La rencontre imprévue I pellegrini della Mecca o lincontro imprevisto, Opéra-comique in 3 atti successo al Burgtheater di Vienna, 7 gennaio 1764
                                     

3. Balletti

  • La Halte des Calmouckes Vienna, 23 mars 1761
  • Iphigénie Laxenburg, 19 maggio 1765
  • Alessandro, o Les amours dAlexandre et de Roxane Burgtheater di Vienna, 4 ottobre 1764
  • Citera assediata Vienna, 15 settembre 1768
  • Les Amours de Flore et Zéphire Vienna, 13 agosto 1759
  • Sémiramis Burgtheater di Vienna, 31 gennaio 1765
  • Don Juan Burgtheater di Vienna, 17 ottobre 1761
                                     

4. Gluck nella cultura di massa

Gluck è il personaggio misterioso presente nel racconto Il cavaliere Gluck dello scrittore romantico E.T.A. Hoffmann in Italia il racconto compare nella raccolta Il vaso doro. Pezzi di fantasia alla maniera di Callot, ed. Einaudi.

A Gluck è stato intitolato il cratere Gluck, sulla superficie di Mercurio.

Sempre al compositore tedesco, è dedicata la via Gluck per esteso: via Cristoforo Gluck a Milano, dove nacque Adriano Celentano che la ritrasse nella canzone Il ragazzo della via Gluck.