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ⓘ Andrea Palladio




Andrea Palladio
                                     

ⓘ Andrea Palladio

Andrea Palladio, pseudonimo di Andrea di Pietro della Gondola, è stato un architetto, teorico dellarchitettura e scenografo italiano del Rinascimento, cittadino della Repubblica di Venezia. Influenzato dallarchitettura greco-romana, anzitutto da Vitruvio, è considerato una delle personalità più influenti nella storia dellarchitettura occidentale.

Fu larchitetto più importante della Repubblica Veneta, nel cui territorio progettò numerose ville che lo resero famoso, oltre a chiese e palazzi, questi ultimi prevalentemente a Vicenza, dove si formò e visse. Pubblicò il trattato I quattro libri dellarchitettura 1570 attraverso il quale i suoi modelli hanno avuto una profonda influenza sullarchitettura occidentale; limitazione del suo stile diede origine ad un movimento destinato a durare per tre secoli, il palladianesimo, che si richiama ai principi dellantichità classica. La città di Vicenza le ville palladiane del Veneto sono uno dei patrimoni dellumanità UNESCO.

Di lui, durante la sua permanenza a Vicenza, Goethe disse:

                                     

1. Biografia

Andrea nacque nel 1508 a Padova, nella Repubblica di Venezia, da una famiglia di umili origini: il padre Pietro, detto della Gondola era mugnaio e la madre Marta, detta la Zota "la zoppa", una donna di casa.

A tredici anni Andrea iniziò a Padova lapprendistato di scalpellino, presso Bartolomeo Cavazza: vi spese diciotto mesi, fino a quando, nel 1523, la famiglia si trasferì a Vicenza. Qui nel 1524 Andrea risulta già iscritto alla fraglia dei muratori: lavorò infatti - rimanendovi per una dozzina danni - nella bottega del costruttore Giovanni di Giacomo da Porlezza e dello scultore Girolamo Pittoni, con laboratorio in Pedemuro San Biagio, nella parte settentrionale di Vicenza.

Tra il 1535 e il 1538 avviene lincontro fondamentale con il conte vicentino Giangiorgio Trissino dal Vello dOro, che avrà grande importanza per lattività di Palladio. Andrea conosce Trissino mentre lavora nel cantiere della sua villa suburbana di Cricoli. Giangiorgio Trissino, poeta e umanista, lo prenderà sotto la sua protezione. Sarà lui a conferirgli laulico soprannome di Palladio, lo guiderà nella sua formazione culturale e allo studio della cultura classica, conducendolo più volte a Roma. In questi anni Palladio realizza le sue prime opere significative, fra cui la villa di Gerolamo Godi 1537 a Lonedo di Lugo di Vicenza.

Nel 1534 Andrea sposò Allegradonna, di cui non si sa quasi nulla, salvo che era orfana del falegname Marcantonio e lavorava presso la nobildonna Angela Poiana. Questa le assegnò una magra dote: un letto, una trapunta, delle lenzuola, delle pezze di stoffa, che Andrea simpegnò a rimborsare per metà in caso di morte della moglie senza figli.

Di figli ne misero al mondo almeno cinque: Leonida morto in circostanze tragiche nel 1572, Marcantonio, Orazio, Zenobia e Silla. Forse nel 1550 gli nacque un sesto figlio. Marcantonio, iscritto alla fraglia dei lapicidi come "maestro" nel 1555, lavorò col padre fino al 1560, quando si trasferì a Venezia per entrare nella bottega dello scultore Alessandro Vittoria; rientrato a Vicenza alla fine degli anni ottanta, non viene nominato in documenti posteriori al 1600. Orazio si laureò in giurisprudenza allUniversità di Padova 1569; coinvolto in processi per eresia davanti al SantUffizio, morì nel 1572, pochi mesi dopo il fratello Leonida: "con mio gravissimo e acerbissimo dolore la morte nello spatio di due mesi e mezzo, dessi ambedue privo e sconsolato mi lasciò", scrive Palladio nel proemio delledizione illustrata dei Commentari di Giulio Cesare 1575. Lunica figlia femmina, Zenobia, andò sposa nel 1564 allorafo Giambattista Della Fede e dal matrimonio nacquero almeno due figli. Silla, il figlio più giovane di Andrea Palladio, studiò lettere a Padova senza laurearsi e dopo la scomparsa del padre seguì i lavori del Teatro Olimpico tentando, senza riuscirvi, di ristampare I quattro libri dellarchitettura "ampliandoli daltri edifici antichi e moderni".

Palladio morì nel 1580 a 72 anni, se non povero, godendo di una condizione economica assai modesta. Le circostanze della sua morte rimangono sconosciute: non è nota né la causa, né il giorno preciso nellagosto del 1580, intorno al 19, né il luogo, che comunque la tradizione identifica con Maser, dove forse stava lavorando al tempietto di villa Barbaro. I funerali furono celebrati senza clamore a Vicenza, dove larchitetto - grazie allintercessione della famiglia Valmarana - fu sepolto presso la chiesa di Santa Corona. Nel 1844 fu realizzata una nuova tomba in una cappella a lui dedicata nel Cimitero Maggiore di Vicenza su progetto dellarchitetto Bartolomeo Malacarne, grazie a un lascito del conte Girolamo Egidio di Velo; il monumento funebre fu scolpito da Giuseppe De Fabris. I pochi ritratti conosciuti di Palladio sono largamente ipotetici.

                                     

1.1. Biografia Orientamenti artistici e culturali

La formazione culturale di Andrea Palladio avvenne sotto la guida e tutela dellumanista Gian Giorgio Trissino dal Vello dOro, probabilmente lintellettuale più in vista in una città in cui lartista più noto era, allepoca, Valerio Belli, cesellatore, in rapporti con Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio, e la cui casa aveva tanto stupito il Vasari.

Gian Giorgio Trissino, nobile colto e raffinato, letterato studioso della lingua italiana, architetto per diletto, nel 1535 volle ristrutturare la propria villa alle porte di Vicenza acquistata dal padre Gaspare nel 1482: nel disegnare la facciata principale esposta a sud si richiamò alle soluzioni di Raffaello per Villa Madama, con una loggia a doppie arcate posta tra due torrette una delle quali preesistente: la torre a lato di un corpo composto da un portico con loggia al piano superiore è uno schema tipico dellarchitettura vicentina quattrocentesca. Il Trissino rompe con questa tradizione e, in adesione allo spirito umanistico e neoplatonico, compone gli spazi interni seguendo uno schema rigorosamente proporzionale e simmetrico: le stanze laterali sono legate tra loro da un sistema di proporzioni interrelate 1:1; 2:3; 1:2. Così Trissino anticipò quel modello che diventerà poi un tratto significativo dellorganizzazione delle stanze con Palladio. La tradizione vuole che tra le maestranze impiegate nei lavori vi fosse il giovane Andrea, notato dal Trissino per la sua abilità. Sarà proprio Giangiorgio Trissino a condurlo con sé a Roma nei suoi viaggi di formazione a contatto con il mondo classico e a introdurlo presso laristocrazia vicentina.

Da qui in poi la vita artistica del Palladio si dipana con una rarissima effervescenza e una incredibile quantità di opere realizzate, prima fra tutte la Basilica Palladiana che segna la piazza principale di Vicenza, villa Almerico Capra detta "La Rotonda" a pochi chilometri dalla città, forse ledificio palladiano più noto ed infine lo splendido Teatro Olimpico, primo esempio di teatro stabile coperto realizzato in epoca moderna nel mondo occidentale e ancor oggi capolavoro ineguagliato.

Il Palladio collaborò con Daniele Barbaro, patriarca di Aquileia, che stava traducendo dal latino e commentando il De architectura di Vitruvio, disegnandone le illustrazioni. Profondo studioso darchitettura antica, Barbaro divenne mentore di Palladio dopo la morte di Trissino nel 1550 e nel 1554 si recarono insieme a Roma, accompagnati anche da Giovanni Battista Maganza e Marco Thiene, per preparare la prima edizione e traduzione critica del trattato di Vitruvio, poi stampata a Venezia nel 1556.

Grazie allinfluenza dei Barbaro, Palladio iniziò a lavorare a Venezia, soprattutto nellarchitettura religiosa. Nel 1570, 10 anni prima della morte, subentrò a Jacopo Sansovino come Proto della Serenissima architetto capo della Repubblica Veneta. Nello stesso anno pubblicò a Venezia I quattro libri dellarchitettura, il trattato a cui aveva lavorato fin da giovane e in cui è illustrata la maggior parte delle sue opere. I Quattro libri furono il più importante di numerosi testi che Palladio pubblicò nella seconda parte della sua vita, corredandoli delle proprie illustrazioni. Nel 1574 diede alle stampe i Commentari di Cesare.

Quando morì nel 1580, buona parte delle sue architetture erano solo parzialmente realizzate; alcuni cantieri come quello per la Rotonda furono proseguiti da Vincenzo Scamozzi, mentre altre opere come Palazzo Chiericati furono completate solo molti anni dopo, sulla base dei disegni pubblicati nei Quattro libri.

Palladio affronta il tema, dibattuto nel Cinquecento, del rapporto fra civiltà e natura e lo risolve "affermando il profondo senso naturale della civiltà, sostenendo che la suprema civiltà consiste nel raggiungere il perfetto accordo con la natura senza perciò rinunciare a quella coscienza della storia che è la sostanza stessa della civiltà". Questo "spiega lenorme fortuna che il pensiero e lopera del Palladio avranno nel Settecento, quando i filosofi dellIlluminismo sosterranno il fondamento naturale della civiltà umana". Sono infatti neopalladiani molti edifici costruiti nei neonati Stati Uniti dAmerica come la Casa Bianca ed il Campidoglio a Washington o certi edifici di Monticello in Virginia. Neopalladiani sono pure la Redwood Library 1747 e la Marble House a Newport, lUniversità della Virginia a Charlottesville, la Piantagione Woodlawn ad Assumption in Louisiana.

Ciò è stato possibile anche grazie allopera di Ottavio Bertotti Scamozzi 1719-1790 che eseguì il rilievo quotato di tutte le opere di Andrea Palladio. Ogni edificio fu rappresentato in pianta, prospetto e sezione attraverso tavole nitidissime. Lunità di misura utilizzata fu il piede vicentino pari a m. 0.356. Queste tavole rappresentano da sempre una utile guida per quanti intendono progettare un edificio in stile palladiano.

                                     

2. Teoria delle proporzioni architettoniche

Un contributo fondamentale di Palladio è il celebre trattato I quattro libri dellarchitettura, pubblicato a Venezia nel 1570, che definì i canoni classici degli ordini architettonici, la progettazione di ville patrizie, di palazzi pubblici e di ponti in legno o muratura.

Si tratta del più celebre fra tutti i trattati di architettura rinascimentale che anticipò lo stile dellarchitettura neoclassica. I disegni, gli aspetti stilistici le proporzioni formali contenute in questo trattato influenzarono in modo determinante tutta la produzione architettonica successiva, dallilluminismo allOttocento, fino alla nascita del Movimento Moderno nel Novecento. Palladio in questo trattato sviluppa la teoria delle proporzioni architettoniche già presente nellantico trattato De architectura dellarchitetto romano Vitruvio di cui Palladio stesso curò una edizione illustrata nel 1567 assieme a Daniele Barbaro.

Secondo Palladio le dimensioni di un edificio pubblico o di una villa, dei suoi elementi costruttivi e dei suoi elementi stilistici potevano essere ricavati in proporzione dalle tavole del trattato.

Nei Quattro libri Palladio indica di far riferimento al diametro della colonna di un edificio come unità di misura di riferimento detta modulo per proporzionare tutti gli altri elementi costruttivi e stilistici della costruzione. Ad esempio lo spessore di una trave di ordine tuscanico poteva essere dimensionato come i 3/4 del diametro della colonna, laltezza della colonna come 7 volte il suo diametro e la lunghezza della trave come 5 volte il diametro della colonna.

In modo analogo anche per gli altri ordini architettonici sono definite le relative proporzioni: per lordine dorico, ionico, corinzio e per lordine composito. Ad esempio per lordine composito Palladio indica di dimensionare lo spessore della trave e delle cornici superiori come il doppio del diametro della colonna 2 moduli e di dimensionare laltezza della colonna come 10 volte il suo diametro 10 moduli. Questo modo di presentare gli aspetti formali ed estetici degli elementi architettonici, impostati con canoni formali ben precisi, fu denominata teoria delle proporzioni ed ebbe ampi sviluppi sia nei trattatisti dellarchitettura rinascimentale, sia in quella neoclassica e di altre epoche.

Il trattato di Palladio è stato fino ad oggi un modello classico insuperato per comporre un edificio con precise regole formali e proporzionali. Queste proporzioni permettono di attribuire alle architetture classiche un carattere monumentale maestoso e allo stesso tempo organico ed integrato con gli altri aspetti stilistici delle decorazioni pittoriche e scultoree.



                                     

3. Opere

La reputazione di Palladio agli inizi, come pure dopo la morte, si è fondata sulla sua abilità di progettista di ville. Tra le opere più significative e innovative spicca Villa Almerico–Capra, detta La Rotonda: la pianta è quadrata con ripartizione simmetrica degli ambienti, raggruppati intorno ad un salone circolare ricoperto da una cupola. In ognuna delle quattro facciate si trova un classico pronao con colonne ioniche e timpano a dentelli. È pensata come luogo di intrattenimento, su modello romano, non come centro produttivo come altre ville palladiane. La cupola centrale 11 metri di luce, che nel progetto di Palladio doveva essere emisferica, fu realizzata postuma su modello differente, rievocando le linee di quella del Pantheon romano.

Maestoso è il Teatro Olimpico di Vicenza, ultima opera dellartista: la ripida cavea si sviluppa direttamente dallorchestra per culminare nel solenne colonnato trabeato. Il palcoscenico appena rialzato è definito da un fondale architettonico fisso da cui partono cinque strade illusionisticamente lunghissime opera di Vincenzo Scamozzi, che completò il teatro alla morte del maestro. Qui trionfa tutta lesperienza del maestro in una felice sintesi con la poetica di Vitruvio. Larchitettura ed i motivi del teatro classico romano storicamente allaperto, vengono portati allinterno di uno spazio chiuso ma al contempo aperto dalle profonde prospettive al di là dei grandi portali, in un concetto modernissimo di dinamismo spaziale.

                                     

3.1. Opere Cronologia delle opere

Nota: Lordine cronologico si riferisce alla concezione progettuale dellopera, che non sempre corrisponde allinizio della costruzione.

  • 1554 circa costruzione 1554 - 1558: Villa Barbaro, per Daniele e Marcantonio Barbaro, Maser Treviso
  • 1560 costruzione 1561 - 1562: Convento della Carità, Venezia realizzati solo chiostro e atrio distrutto nel 1630 in un incendio
  • 1562 costruzione 1564 - 1566: Villa Sarego detta "La Miga", per Annibale Serego, Miega di Cologna Veneta Verona incompiuta, demolita negli anni 1920
  • 1550 costruzione 1551 - 1557; 1680 circa: Palazzo Chiericati, per Girolamo Chiericati, Vicenza completato postumo nel 1680 circa
  • Dopo il 1564: Palazzo Capra al Corso, per Giulio Capra, Vicenza progetto non realizzato
  • 1560 circa costruzione tra 1563 e 1566: Palazzo Pojana, per Vincenzo Pojana, Vicenza attribuito
  • 1548 circa costruzione: prima del 1570: Villa Caldogno, per Losco Caldogno, Caldogno Vicenza attribuito
  • 1548 costruzione 1554 - 1556: Villa Angarano, per Giacomo Angarano, Bassano del Grappa Vicenza barchesse; corpo centrale riedificato da Baldassarre Longhena
  • 1542? costruzione prima del 1545 - 1550: Villa Thiene, per Marcantonio e Adriano Thiene, Quinto Vicentino Vicenza probabile modifica di un progetto di Giulio Romano
  • 1547 costruzione 1547, 1565: Villa Arnaldi, per Vincenzo Arnaldi, Meledo di Sarego Vicenza incompiuto
  • Dopo il 1564 costruzione 1565 - 1570: Villa Forni Cerato, per Girolamo Forni, Montecchio Precalcino Vicenza
  • 1560? costruzione dopo il 1563 - prima del 1565; dopo il 1570?: Villa Repeta, per Mario Repeta, Piazza Vecchia, Campiglia dei Berici Vicenza distrutta da un incendio e ricostruita in altra foggia nel 1672
  • 1564 costruzione 1564 - 1565: Porta e cappella Almerico della Cattedrale di Vicenza, per Paolo Almerico, Vicenza
  • 1555 circa: Palazzo Dalla Torre, per Giambattista Dalla Torre, Verona solo parzialmente realizzato; parzialmente distrutto da un bombardamento nel 1945
  • 1564 costruzione 1565 - 1586: Palazzo Pretorio, per il Consiglio cittadino, Cividale del Friuli Udine progetto, attribuito
  • 1545: Palazzo Garzadori in contra Piancoli, per Girolamo Garzadori, Vicenza non realizzato, attribuzione incerta
  • 1574 o 1579?: Chiesa delle Zitelle, Venezia attribuzione incerta
  • 1559 costruzione 1559 - 1562: Casa Cogollo, per Pietro Cogollo, nota come Casa del Palladio, Vicenza attribuito
  • 1534 costruzione 1534 - 1538: Villa Trissino a Cricoli, Vicenza attribuita per tradizione ma progettata da Gian Giorgio Trissino
  • Dopo il 1563: Monumento funebre a Luigi Visconti nel chiostro del Capitolo nella Basilica del Santo, Padova attribuito
  • 1559: Facciata per la basilica di San Pietro di Castello, Venezia completata postuma
  • 1555 - 1556?: Palazzo Garzadori, per Giambattista Garzadori, Polegge, Vicenza progetto non realizzato
  • 1565 costruzione 1571 - 1572: Loggia del Capitanio, per il Consiglio cittadino, Vicenza
  • 1560 costruzione 1560 - 1565; 1574 - 1575: Palazzo Schio, per Bernardo Schio, Vicenza facciata
  • 1540 costruzione 1540 - 1542: Palazzo Civena, per Giovanni Giacomo, Pier Antonio, Vincenzo e Francesco Civena, Vicenza ricostruito nel 1750 e dopo la seconda guerra mondiale
  • 1574: studi per la facciata della Basilica di San Petronio, Bologna
  • 1542 costruzione 1542 - 1558: Palazzo Thiene, per Marcantonio e Adriano Thiene, Vicenza probabilmente su progetto di Giulio Romano
  • 1554? costruzione: 1555?: Villa Zeno, per Marco Zeno, Donegal di Cessalto Treviso
  • 1555?: Palazzo Poiana in contra San Tomaso, per Bonifacio Pojana, Vicenza incompiuto
  • 1531: Portale della chiesa di Santa Maria dei Servi, Vicenza attribuito; con Girolamo Pittoni e Giacomo da Porlezza
  • 1539 circa costruzione 1539 - 1587: Villa Piovene, per Tommaso Piovene, Lonedo di Lugo di Vicenza attribuzione incerta
  • 1552 circa costruzione 1552 - 1555: Villa Pisani, per Francesco Pisani, Montagnana Padova
  • 1556 costruzione 1563 - 1567: Barchessa di Villa Thiene, per Francesco Thiene e figli, Cicogna di Villafranca Padovana Padova non completato
  • Dopo il 1561: Palazzo Della Torre ai Portoni della Bra, per Giambattista Della Torre, Verona progetto non realizzato
  • 1579: Porta Gemona, per il Consiglio cittadino, San Daniele del Friuli Udine
  • 1567; 1569: Ponte di Bassano, Bassano del Grappa ricostruito nel 1748 e dopo la seconda guerra mondiale
  • 1580 costruzione 1580 - 1584: Tempietto di Villa Barbaro, per Marcantonio Barbaro, Maser Treviso
  • 1564?: Palazzo Angaran, per Giacomo Angaran, Vicenza progetto non realizzato
  • 1554 - 1555 circa costruzione prima del 1556: Villa Badoer detta La Badoera, per Francesco Badoer, Fratta Polesine Rovigo
  • 1561 circa costruzione prima del 1569: Barchesse grandi di villa Pisani, Bagnolo di Lonigo Vicenza attribuite; distrutte
  • Prima del 1542 costruzione 1542 - 1543; 1555 circa: Villa Gazzotti, per Taddeo Gazzotti, Bertesina, Vicenza
  • 1536: Portale della Domus Comestabilis, Vicenza attribuito
  • 1561: Teatro ligneo in Basilica per LAmor Costante del Piccolomini, per lAccademia Olimpica, Vicenza
  • 1569 o 1580? costruzione 1580 - 1588: Ponte sul Tesina, Torri di Quartesolo Vicenza attribuito
  • 1580 costruzione 1580 - 1584: Teatro Olimpico, per lAccademia Olimpica, Vicenza completato postumo nel 1585 da Vincenzo Scamozzi
  • 1553 circa e 1567 costruzione 1553 - 1554; 1575: Barchesse di Villa Trissino, per Ludovico e Francesco Trissino, Meledo di Sarego Vicenza unica parte superstite del progetto mai compiuto per una villa
  • 1574: Sale di Palazzo Ducale, Venezia
  • 1562: Teatro ligneo in Basilica a Vicenza per la Sofonisba di Giangiorgio Trissino, per lAccademia Olimpica, Vicenza
  • Dopo il 1550 costruzione 1555 circa - 1584: Villa Chiericati, per Giovanni Chiericati, Vancimuglio di Grumolo delle Abbadesse Vicenza completata postuma nel 1584 da Domenico Groppino
  • 1553 circa: Villa Ragona Cecchetto, per Girolamo Ragona, Ghizzole di Montegaldella Padova progetto non realizzato
  • 1557 - 1558: Palazzo Trissino in contra Riale, per Francesco e Ludovico Trissino, Vicenza progetto non realizzato
  • 1566: Ponte di Rialto, Venezia progetto non realizzato
  • 1558 costruzione 1558 - 1559; 1564 - 1566: Cupola della Cattedrale di Vicenza distrutta nella seconda guerra mondiale e ricostruita
  • 1548 circa costruzione 1548 - prima del 1555: Villa Saraceno, per Biagio Saraceno, Finale di Agugliaro Vicenza
  • 1556 circa costruzione 1556 - 1595: Palazzo Antonini, per Floriano Antonini, Udine alterato da vari interventi successivi
  • 1565 costruzione 1565 - 1585 circa: Villa Serego, per Marcantonio Serègo, Santa Sofia di Pedemonte, San Pietro in Cariano Verona
  • 1560 costruzione 1560 - 1563: refettorio del monastero di San Giorgio Maggiore, Venezia
  • 1542 costruzione 1542 - 1545: Villa Pisani, per Vettore, Marco e Daniele Pisani, Bagnolo di Lonigo Vicenza
  • 1572? costruzione prima del 1586 - anni 1610: Palazzo Thiene Bonin Longare, per Francesco Thiene, Vicenza progetto; costruito da Vincenzo Scamozzi
  • 1580: chiesa di Santa Lucia, Venezia disegni per linterno; demolita
  • 1578 costruzione 1588 - 1590: chiesa di Santa Maria Nova, Vicenza
  • 1565 costruzione 1565 - 1576: chiesa del monastero di San Giorgio Maggiore, per la Congregazione di Santa Giustina, Venezia conclusa postuma tra il 1607 e il 1611 con una diversa facciata
  • 1563 circa costruzione 1564 - 1566: Villa Valmarana, per Gianfrancesco Valmarana, Lisiera di Bolzano Vicentino Vicenza
  • 1552 costruzione 1552; 1569; 1588: Villa Cornaro, per Giorgio Cornaro, Piombino Dese Padova
  • 1576 circa costruzione 1576 - 1580: Cappella Valmarana, per Isabella Nogarola Valmarana, nella chiesa di Santa Corona, Vicenza
  • 1576 costruzione 1595: Arco delle Scalette, per Giacomo Bragadino, Vicenza attribuito, realizzato postumo
  • 1554? costruzione 1560 - 1565: Villa Foscari detta La Malcontenta, per Nicolò e Alvise Foscari, Malcontenta di Mira
  • Dopo il 1556: Loggia Valmarana, per Gian Luigi Valmarana, Vicenza attribuzione incerta
  • 1537 costruzione 1539 - 1557: Villa Godi, per Girolamo, Pietro e Marcantonio Godi, Lonedo di Lugo di Vicenza
  • 1576 costruzione 1577 - 1586: Basilica del Redentore, Venezia
  • 1560: Monumento a Giano Fregoso nella chiesa di Santa Anastasia dei Domenicani, per Ercole Fregoso, Verona attribuzione incerta; con Danese Cattaneo
  • 1542 costruzione 1542 - 1560: Villa Valmarana, per Giuseppe e Antonio Valmarana, Vigardolo di Monticello Conte Otto Vicenza
  • 1554 costruzione 1554 - 1558: Villa Porto, per Paolo Porto, Vivaro di Dueville Vicenza attribuita
  • 1570 costruzione 1572 - 1580: Villa Porto, per Iseppo da Porto, Molina di Malo Vicenza incompiuta
  • 1571? costruzione 1572 - 1585: Palazzo Porto in piazza Castello, per Alessandro Porto, Vicenza incompiuto; parzialmente completato nel 1615 da Vincenzo Scamozzi
  • 1566 - 1567 costruzione 1567 - 1605: Villa Almerico Capra detta "La Rotonda", per Paolo Almerico, Vicenza completata postuma nel 1585 da Vincenzo Scamozzi
  • 1550 costruzione 1550 - 1552: Ponte sul Cismon, Cismon del Grappa Vicenza distrutto
  • 1549 costruzione 1549 - 1563: Villa Pojana, per Bonifacio Pojana, Pojana Maggiore Vicenza
  • 1564: Facciata della chiesa di San Francesco della Vigna, per Giovanni Grimani, Venezia
  • 1546-1549 costruzione 1549 - 1614: Logge del Palazzo della Ragione Basilica Palladiana, per il Consiglio cittadino, Vicenza completamento postumo nel 1614
  • 1546 circa: Villa Contarini degli Scrigni, per Paolo Contarini e fratelli, Piazzola sul Brenta Padova attribuita
  • Prima del 1556 costruzione 1559 - 1565: Villa Emo, per Leonardo Emo, Fanzolo di Vedelago Treviso
  • 1565 costruzione 1566 - 1580: Palazzo Valmarana, per Isabella Nogarola Valmarana, Vicenza
  • 1554? costruzione 1560-1564: Villa Mocenigo "sopra la Brenta", Dolo Venezia demolita
  • 1556: Arco Bollani, per Domenico Bollani, Udine attribuito
  • 1548 costruzione 1548 - 1552: Palazzo Volpe in contra Gazzolle, per Antonio Volpe, Vicenza attribuzione incerta
  • 1546 circa costruzione: 1546 - 1552: Palazzo Porto, per Iseppo da Porto, Vicenza
  • 1569 costruzione 1570 - 1575: Palazzo Barbaran da Porto, per Montano Barbarano, Vicenza
                                     

4. Lo stile di Palladio

Larchitettura del Palladio, benché quasi totalmente confinata nel Veneto, divenne presto famosa e studiata in tutta Europa e da qui negli altri paesi di tradizione anglosassone, dando vita a un fenomeno culturale noto come palladianesimo, diffuso in particolare nel Regno Unito, in Irlanda, negli Stati Uniti, come pure in Russia. In Inghilterra tra i primi ad ispirarsi al suo stile furono Inigo Jones e Christopher Wren; un altro suo ammiratore fu larchitetto Richard Boyle, più noto come Lord Burlington, che - con William Kent - progettò la Chiswick House.

La Casa Bianca, residenza del presidente degli Stati Uniti dAmerica, è progettata in stile palladiano, così come la residenza di Monticello progettata per sé da Thomas Jefferson. Con la risoluzione n. 259 del 6 dicembre 2010 il Congresso degli Stati Uniti dAmerica ha riconosciuto Palladio come "padre dellarchitettura americana".

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