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ⓘ Semiotica




Semiotica
                                     

ⓘ Semiotica

La semiotica è la disciplina che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso.

Considerato che il segno è in generale qualcosa che rinvia a qualcosaltro per i filosofi medievali aliquid stat pro aliquo, possiamo dire che la semiotica è la disciplina che studia i fenomeni di significazione. Per significazione infatti si intende ogni relazione che lega qualcosa di materialmente presente a qualcosaltro di assente la luce rossa del semaforo significa "stop". Ogni volta che si mette in pratica o si usa una relazione di significazione si attiva un processo di comunicazione il semaforo è rosso e quindi il "segno" della luce rossa accesa, comunica allautista di arrestare lauto. Le relazioni di significazione definiscono il sistema che viene a essere presupposto dai concreti processi di comunicazione.

                                     

1. Le origini

Le riflessioni sul segno hanno una lunga tradizione che percorre lintera storia della filosofia occidentale. Anche se in questi casi non è possibile parlare di vere e compiute teorie semiotiche, è sempre possibile ricostruire una più limitata storia delle teorie del segno. A grandi linee si può dire che nellantichità classica la teoria del segno linguistico veniva tenuta distinta dallo studio del segno logico, collegando la parola a un meccanismo di equivalenza p = q, mentre il segno in generale era ritenuto fondato su un processo di inferenza.

Sarà poi con SantAgostino dIppona 354-430 d.C. che anche la parola, o segno verbale, verrà collocata allinterno di una più generale teoria del segno, privilegiando una concezione di tipo inferenziale, come costante processo di rinvio. La riflessione sul segno troverà interessanti spunti nelle prospettive filosofiche dellempirismo inglese, in particolare con Francis Bacon 1561-1626 e John Locke 1632-1704. Molto importanti per la futura semiotica sono anche le riflessioni della scuola filosofica razionalista sia francese Cartesio, 1596-1650 sia tedesca Gottfried Wilhelm Leibniz, 1646-1716.

                                     

2. La semiotica nel XX secolo

Linizio della semiotica contemporanea si identifica nelle opere e nelle riflessioni del filosofo statunitense Charles Sanders Peirce 1839-1914. Inizialmente con il termine semiotica si intendeva la prospettiva filosofica il filosofo inglese John Locke aveva per primo usato in questa accezione il termine nel 1690. Nelluso successivo il termine semiotica è venuto solitamente a identificare le riflessioni generali teoriche e di metodo riguardo alla disciplina quella che Umberto Eco definisce la "semiotica generale".

La linea semiotico-filosofica derivata da Peirce e dalle teorie dellaltro filosofo pragmatista statunitense Charles William Morris 1901-1979 è stata di riferimento fondamentale per la semiotica interpretativa di Umberto Eco 1932-2016 e per il lavoro del semiotico statunitense Thomas Albert Sebeok 1920-2001, ma anche per i più recenti contatti tra la semiotica, la semantica le scienze cognitive, nel lavoro dello stesso Eco Kant e lornitorinco, 1997 e di Patrizia Violi Significato ed esperienza, 1997.

Anche se il concetto teorico portante della semiotica è certamente, come abbiamo detto, quello di segno e della relativa relazione segnica o semiosi, proprio perché la semiotica studia ogni fenomeno di significazione e di comunicazione si è trovata ad affrontare un oggetto di analisi in realtà più complesso del semplice oggetto teorico "segno", vale a dire il testo. Il concetto di testo può essere limitato a identificare una serie di enunciati scritti autonomi e autosufficienti questo secondo laccezione della pragmatica linguistica. Nellambito semiotico la nozione di testo viene ampliata per identificare qualsiasi oggetto semiotico dotato di una particolare struttura e mirato a ottenere una particolare serie di scopi comunicativi. In questa accezione semiotica il testo non è più solo scritto, ma può essere costituito da diverse sostanze dellespressione o forme mediali un testo visivo può essere un dipinto così come un qualsiasi prodotto audiovisivo da un film fino a un videoclip.

                                     

3. Le due visioni

Tornando alla concezione del segno, Peirce e Saussure propongono due concezioni del segno – o meglio del rapporto di significazione – abbastanza differenti. Questo non significa che le due visioni siano mutuamente esclusive e non integrabili.

Saussure nel 1916 identificava la semiotica come "la scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale". Questa definizione, come sottolinea Eco nel Trattato di semiotica generale, ha contribuito allo sviluppo di una coscienza semiotica, anticipando e influenzando ogni successivo tentativo di inquadrare la disciplina. È nota la concezione di "segno" per Saussure, ovvero il concetto di entità a due facce, significante e significato. La differenza tra questa definizione e quella di Peirce, secondo Eco, risiede nel fatto che se il segno per Saussure ha a che vedere con un artificio comunicativo tra soggetti umani, i tre protagonisti della semiosi perciana invece sono tre "astratte entità semiotiche" in un rapporto di dialogo che non prevede necessariamente una mente umana.

La definizione di relazione segnica o semiosi di Peirce avviene fra tre elementi: un Representamen, la parte materiale del segno; un Oggetto, il referente a cui il segno fa riferimento; e un Interpretante, ciò che deriva o viene generato dal segno. Il punto di partenza della semiosi di Peirce è nella realtà esterna dove in Saussure il Referente aveva invece un ruolo solo accessorio nel definire la relazione tra il significante e il significato. LOggetto quale è nella realtà viene definito da Peirce Oggetto dinamico. A partire dalloggetto dinamico si definisce quello che Peirce chiama lOggetto Immediato che sembra corrispondere al significato di Saussure. Infatti loggetto immediato nasce dal ritagliare o dal mettere in rilievo alcune delle caratteristiche delloggetto dinamico, quindi delloggetto reale. Questo vuole dire che loggetto immediato ci dà delloggetto dinamico solo una prospettiva tra le tante possibili; nel segno quindi il representamen significante ritaglia o identifica attraverso loggetto immediato significato un particolare punto di vista sulloggetto dinamico referente.

Laspetto più interessante del processo di semiosi come è stato pensato da Peirce consiste nel concetto di interpretante. Linterpretante di Peirce è infatti un ulteriore segno che sorge dal rapporto tra il representamen e loggetto immediato; come dire che un segno genera un altro segno attraverso un processo di interpretazione. Tale processo di generazione di un interpretante da un segno, e poi di un altro segno-interpretante successivo e così via, identifica un processo potenzialmente interminabile detto di semiosi illimitata. Quindi il concetto di segno o della semiosi in Peirce è triadico.

Il concetto di interpretazione è centrale nella prospettiva filosofica di Peirce e della sua concezione del pragmatismo. Peirce ritiene in sintesi che il processo cognitivo fondamentale nelluomo sia il costante passaggio dalla condizione del dubbio a quello della credenza ; o meglio, Peirce ritiene che il nostro rapporto con il mondo sia dettato dalla continua produzione di ipotesi riguardo al modo in cui possiamo superare una condizione di incertezza, o di dubbio cognitivo, e quindi riposare la nostra mente nella sicurezza della credenza. La credenza o "abitudine" habit in inglese può essere assimilata a un modello mentale, uno stereotipo o una concezione culturale stabilita, che ci permette di affrontare la realtà con un determinato successo. Quindi fondamentale per Peirce è la nostra capacità di produrre ipotesi o abduzioni riguardo al modo in cui vanno, o si ritiene debbano andare, le cose. Questa centralità delle modalità di pensiero per ipotesi deriva a Peirce dalla sua formazione scientifica. Infatti è la stessa logica del pensiero scientifico che prevede un costante e continuo processo di revisione e messa in discussione delle ipotesi di partenza di una teoria il cosiddetto falsificazionismo di Karl Popper.



                                     

4. La semiotica interpretativa

La prospettiva della semiotica estetologica o interpretativa di Umberto Eco muove dalla centralità del concetto di interpretazione formulato da Peirce in due direzioni: ridefinizione teorica ed epistemologica conoscenza scientifica epistemologia della semiotica; analisi della cultura e dei testi con particolare riferimento alla loro ricezione. Eco è stato tra i primi critici della prospettiva strutturale ortodossa, mettendo in discussione che un testo sia la manifestazione di strutture ontologiche, significative di per sé e indipendentemente dalle letture che di esso si possano dare. Attaccherà dunque lidea levi-straussiana di considerare le strutture che danno valore ai testi come entità realmente esistenti strutturalismo ontologico, per attribuire a esse valore euristico e sempre provvisorio. Ha poi concretizzato le sue ricerche nella definizione di un paradigma teorico unificato per la semiotica nel Trattato di semiotica generale 1975. Ha così tentato linnesto nella tradizione strutturalista antipsicologista, non referenzialista delle idee peirciane generalità della nozione di segno, realismo semiotico. Ha insistito con lanalisi delle teorie semio-linguistiche giungendo alle fondamentali asserzioni sui limiti delle rappresentazioni semantiche. Ha poi indagato le relazioni tra semiotica e ricerche cognitive, recuperando molti problemi degli anni settanta e ottanta iconismo, percezione e significato e ponendoli in una luce nuova più attenta agli sviluppi contemporanei della psicologia cognitivista.

Fondamentale in Eco è quindi il problema dellinterpretazione il che lega le sue riflessioni alla prospettiva più generale dellermeneutica. Eco muove dallidea che lanalisi delle strutture del testo coincida con la ricerca delle sue potenziali strategie interpretative. Eco definisce il testo "una macchina pigra" in quanto ritiene che il senso di un testo sia determinato solo in parte dalle strutture o dai percorsi di senso potenziali costruiti dallemittente, ma che un ruolo fondamentale venga svolto dal fruitore del testo senza il cui intervento il senso resterebbe lettera muta. Quindi la costruzione del senso di un testo si gioca nel processo dialettico che si attiva tra le strutture retorico-testuali le strategie di interpretazione del lettore principio della cooperazione interpretativa nei testi narrativi, v. Lector in fabula. Legata alla questione dellinterpretazione testuale – una delle questioni centrali del lavoro di Eco – è quella della individuazione dei limiti dellinterpretazione medesima. Fin dal 1962, in una fase pre-semiotica della sua ricerca, Eco si era occupato della questione della interpretazione dei testi; in Opera aperta veniva infatti elaborata unestetica della ricezione testuale, in cui il ruolo del lettore era fortemente attivo e creativo nei confronti della definizione del senso del testo. In seguito Eco ha notevolmente ristretto la libertà del lettore o fruitore del testo, prima con la teoria già citata della cooperazione interpretativa tra testo e lettore, poi con una vera e propria definizione dei limiti dellinterpretazione. In sostanza, secondo Eco, si può definire propriamente interpretazione di un testo solo quella lettura che sia giustificata e comprovata dalle strutture testuali medesime; ogni lettura del testo che vada oltre tale giustificazione testuale dovrà essere definita un uso del testo medesimo e non avrà lobbligo di essere coerente con il testo da cui deriva.

Altra questione centrale nella ricerca di Eco è il problema del significato. In sostanza Eco ha proposto un modello semantico a istruzioni in formato di enciclopedia. La metafora dellenciclopedia serve a Eco per evidenziare la differente struttura interna del modello di sapere da lui utilizzata che si definisce come una rete di unità culturali tra loro interconnesse. Il modello a enciclopedia viene contrapposto a più rigidi modelli semantici a dizionario in cui ogni significato è semplicemente definito da una serie di unità minime tra loro interdefinite e autosufficienti semantica strutturale. Ma il funzionamento del processo cognitivo che porta allidentificazione del significato è molto più aperta ed è legata allattivazione di porzioni del sapere culturale complessivo in ragione delle esigenze contestuali. Il significato è infatti determinato dalluso di concetti legati alla nostra generale esperienza o conoscenza del mondo, a stereotipi e strutture culturalmente predefinite che abbiamo appreso nel tempo e/o da altri testi competenza intertestuale. La nozione di enciclopedia è quindi un postulato semiotico o ipotesi regolativa che non può essere descritta nella sua totalità, ma che può rendere ragione dei meccanismi di costruzione e negoziazione del senso nei diversi contesti comunicativi. Su questa concezione si basa anche la più recente produzione di Eco. In Kant e lornitorinco Eco cerca di individuare i processi cognitivi che stanno alle spalle della negoziazione culturale del senso. Secondo Eco posti di fronte a un nuovo fenomeno, attraverso un meccanismo di inferenza percettiva, noi ci costruiamo dei tipi cognitivi – "privati" o individuali – mentre sul piano dellaccordo comunicativo, quindi sul versante intersoggettivo e culturale, ci troviamo di fronte alla elaborazione di quello che Eco chiama contenuto nucleare, costituito dallinsieme delle diverse interpretazioni e concezioni delloggetto in uso. A queste competenze si può poi aggiungere una conoscenza più specifica e "professionale" propria solo di alcuni soggetti che Eco chiama contenuto molare.

                                     

5. La semiotica generativa

Partendo da diversi presupposti la semiotica strutturale e generativa assume anche una diversa prospettiva riguardo al modo in cui si deve intendere la stessa analisi semiotica. Algirdas Julien Greimas ha definito un modello di analisi semiotica adattabile ai più svariati oggetti di ricerca. Prima di tutto secondo Greimas la narratività deve essere ritenuta il modello generale di organizzazione di ogni testo. Questo significa che ogni testo contiene al proprio interno una struttura basata su di uno sviluppo narrativo anche solo potenziale. In questa prospettiva al centro dellattenzione dellanalisi non è più quindi il processo di interpretazione e i suoi meccanismi, ma la narratività le sue strutture allinterno del testo.

Greimas parte da un "modello stratificato" del testo e delle sue strutture che deve rendere ragione a ogni livello dei suoi meccanismi di senso. Da questa concezione deriva la definizione di semiotica strutturale e generativa; infatti la struttura del testo viene intesa come costruita secondo piani tra loro collegati da un meccanismo di "espansione" da un livello inferiore più analitico e astratto verso livelli sempre più concreti e articolati. Da sottolineare il fatto che la generatività di tale percorso di strutturazione del testo non va assolutamente intesa in senso genetico: non si vuole dire che esistevano prima, nella mente del supposto autore, delle strutture astratte e semplici del senso, quasi un nucleo primario del testo, e che da queste si sia generato per espansione il testo di superficie, ma semplicemente che dal punto di vista dellanalisi le strutture di base o "profonde" devono essere la giustificazione della coerenza e della coesione delle strutture di superficie.

Lipotesi è quindi che il senso si generi a partire da opposizioni semplici, astratte e profonde, e che queste possano essere ritenute il fondamento delle strutture di superficie del testo da noi di fatto fruibile. Il modello di Greimas prevede quindi lipotesi di un modello generativo costituito da due fondamentali dimensioni di base, una sintattica e laltra semantica, la prima che regola gli aspetti di costruzione formale del senso del testo e laltra i suoi aspetti di contenuto. La vera e propria stratificazione in livelli è invece poi basata sulla presenza di strutture profonde dette semio-narrative e di strutture più superficiali dette discorsive.

Importante nella costruzione del modello greimasiano è stato il riferimento allopera delletnografo russo Vladimir Jakovlevic Propp Morfologia della fiaba pubblicato nel 1928. Propp, analizzando un corpus limitato di fiabe di magia russe aveva individuato una struttura ricorrente di trentuno funzioni narrative presenti in tutte le fiabe con varianti relative. Aveva inoltre individuato il ricorrere di sette sfere dazione che caratterizzavano i ruoli di alcuni personaggi nelle fiabe in analisi. Dalle sfere dazione Greimas elabora un modello più astratto delle funzioni svolte dai personaggi potenzialmente adattabile a ogni forma di narrazione. Chiama queste funzioni attanti le identifica in tre coppie essenziali: soggetto/oggetto; destinante/destinatario; aiutante/opponente.

In sostanza, la teoria semiotica elaborata da Greimas ha lintenzione di rendere conto di una semantica e di una grammatica che possano essere definite fondamentali. Così come i metalinguaggi, Greimas concepisce un sistema semiotico organizzato per livelli di profondità progressivi. Il passaggio da un livello allaltro avviene secondo la generatività: gli elementi più profondi generano gli elementi più superficiali ricorrendo a regole di conversione. Le strutture semio-narrative costituiscono il livello più profondo e dunque accolgono il livello elementare della significazione in cui si descrivono tutte le possibili articolazioni semantiche.

In ogni testo è quindi possibile individuare la figura di un Soggetto che intende conseguire un Oggetto di valore. Evidentemente nel racconto può presentarsi la figura di un Anti-soggetto che svolge un programma narrativo uguale ma contrario rispetto a quello del Soggetto per conseguire il medesimo Oggetto di valore. La valorizzazione delloggetto avviene attraverso lintervento di unulteriore figura attanziale che è quella del Destinante che propone la motivazione allazione del Soggetto; il Destinatario sarà poi la figura attanziale che sancisce il successo o linsuccesso dellazione delleroe-Soggetto. In questo meccanismo astratto si inseriscono le due figure attanziali dellAiutante che appoggia il Soggetto nel raggiungere il proprio obiettivo e dellOpponente che cerca di inibire lazione del Soggetto.

Questa vera e propria sintassi narrativa è completata dalla suddivisione del racconto in quattro momenti fondamentali: lo Schema narrativo canonico è diviso in quattro momenti essenziali: la manipolazione, in cui il Destinante investe il Soggetto di un compito; la competenza in cui il Soggetto assorbe le informazioni fondamentali per conseguire lo scopo; la performanza in cui il Soggetto di fatto agisce per conseguire il proprio Oggetto; e la sanzione in cui il Destinatario riconosce il successo o linsuccesso del Soggetto.

Un ulteriore aspetto fondamentale del modello greimasiano deriva dagli studi da lui compiuti di semantica strutturale. Il tentativo di individuare un modello astratto della costruzione del significato di singoli lessemi attraverso la loro scomposizione in tratti elementari e primitivi come era riuscita a fare la fonetica per il piano dellespressione ha portato Greimas a individuare anche allinterno di ogni testo un nucleo semantico fondamentale scomponibile in elementi in opposizione. Il concetto stesso di categoria semantica di Greimas è fondato sullidea che si tratti sempre di una categoria oppositiva: il bianco senza il nero non è in sé dotato di senso. Ogni categoria semantica per essere esplorata e analizzata nei singoli contesti deve quindi essere pensata come una categoria oppositiva: ad esempio il maschile si oppone al femminile contrari, allo stesso tempo si trova in relazione di contraddittorietà con il non-maschile contraddittori, e di complementarità con il non-femminile complementari. In sostanza ogni categoria semantica può essere rappresentata attraverso il modello grafico di un quadrato: il quadrato semiotico derivato dal quadrato logico aristotelico o di Psello. Le relazioni tra i quattro vertici del quadrato definiscono poi i termini complessi: ad esempio se uomo e donna si collocano ai vertici rispettivi del maschile e del femminile, ciò che è maschile e femminile lasse dei contrari allo stesso tempo definisce lermafroditismo; mentre sullasse corrispondente dei sub-contrari del non-femminile e del non-maschile si trova la non-sessualità dellangelo.

                                     

6. La sociosemiotica

La cosiddetta sociosemiotica negli ultimi anni ha reso sempre più rilevante lattenzione della disciplina nei confronti delle significazioni sociali. La sociosemiotica si interessa alla dimensione sociale della discorsività, vale a dire che intende partire dai testi e dalle loro strutture interne per individuarne le implicazioni sociali. Precursore in questa direzione è stato il semiologo francese Roland Barthes che per primo si era interessato ai discorsi sociali che venivano veicolati dai media di massa. Lidea che la società si rifletta nei testi, quasi osservandosi allo specchio, è uno dei concetti fondamentali di tale prospettiva Eric Landowski. Così come il fatto che gli stessi testi o discorsi mediali siano spesso una sorta di terreno di incontro e/o di scontro al cui interno diversi soggetti sociali costruiscono i propri simulacri o avatar testuali. Lo studioso che si occupa di sociosemiotica ha a che fare con il costante ri-orientamento della disciplina in funzione del mutamento sociale. I modelli utilizzati da Eric Landowski possiedono infatti un carattere relazionale e dinamico in quanto oltre alla trasformazione della scena sociale il senso è prodotto e dunque può essere colto a livello interattanziale. Da un lato quindi deve essere posta attenzione al contesto: manipolazioni, strategie, atteggiamenti, negoziazioni, ecc.; dallaltro allo spazio cognitivo in cui anteriormente si vanno a progettare le mosse le contro-mosse cui seguiranno i comportamenti sociali. Possiamo quindi ritenere che esista una sorta di sistema dei discorsi sociali che permette la circolazione dei testi e dei discorsi nelluniverso semiotico in cui viviamo la semiosfera di Juri Lotman 1922-1993. Quindi negli ultimi anni la semiotica si è sempre più occupata di analizzare diversi tipi di discorso sociale e mediale. In tale contesto va ricordato il lavoro fondamentale del francese Jean Marie Floch in particolare nel settore dellanalisi del discorso pubblicitario, del marketing, e della semiotica degli spazi e del design.



                                     

7. Le aree di ricerca

A seguire viene fornito un elenco, sotto forma di una mappatura in fieri quindi mai esaustiva e solo indicativa di alcune aree di ricerca e sviluppo della riflessione semiotica collegate ai nomi di studiosi il cui contributo possa essere ritenuto rilevante per comprendere la disciplina:

  • Caterina Marrone
  • Valentina Pisanty
  • Patrizia Violi
  • Umberto Eco
  • François Rastier
  • Roberto Pellerey
  • Maria Pia Pozzato
  • Semiotica interpretativa, semiotica del testo, semiotica narrativa
  • Jacques Fontanille
  • Jean Marie Floch
  • Algirdas Julien Greimas
  • Eric Landowski
  • Semiotica generativa, sociosemiotica generativa
  • Paolo Fabbri
  • Laura Rolle
  • Semiotica della pubblicità e dei consumi
  • Guido Ferraro
  • Kalevi Kull
  • Giorgio Prodi
  • Jesper Hoffmeyer
  • Felice Cimatti
  • Biosemiotica
  • Zoosemiotica
  • Thomas Albert Sebeok
  • Carles Ribas
  • Semiotica della cultura
  • Thomas Albert Sebeok
  • Juri Lotman
  • Peeter Torop
  • Boris Andreevič Uspenskij
  • Semiotica della letteratura
  • DArco Silvio Avalle
  • Gruppo μ
  • Michael Riffaterre
  • Marcello Pagnini
  • Cesare Segre
  • Stefano Agosti
  • Omar Calabrese
  • Ugo Volli
  • Semiotica dellarte, delle arti
  • Gianfranco Bettetini
  • Christian Metz
  • Semiotica del cinema
  • Francesco Casetti
  • Seymour Chatman
  • Franco Ruffini
  • Semiotica del teatro
  • Marco De Marinis
  • Gruppo μ
  • Semiotica visuale
  • Francesco Marsciani
  • Giovanna Cosenza
  • János Sándor Petöfi Testologia semiotica
  • Semiotica dei nuovi media e sviluppi recenti
  • Gianfranco Marrone
  • Semiotica del cibo
  • Jean-Jacques Nattiez
  • Semiotica della musica
  • Gino Stefani
  • Bernard S. Jackson
  • Antropologia semiotica
  • Algirdas J. Greimas
  • Semiotica della pubblicità
  • Semiotica delle religioni
  • Semiotica giuridica
  • Eric Landowski
  • Anne Wagner
  • Semiotica visiva
  • Etnosemiotica
  • Semiotica urbana della città
  • Roberta Kevelson
  • Semiotica del fumetto
  • Semiotica della televisione
  • Semiotica del gioco e dei videogiochi
                                     
  • la semiotica non gode in àmbito accademico di un riconoscimento univoco ufficiale. Gli insegnamenti di semiotica e sociologia ad esempio Semiotica generale
  • 1970 Semiotica Biosemiotica Semantica Lessico Ricezione Cinesica Prossemica Paolo Fabbri semiologo Semiotica dell arte visiva Semiotica dell arte
  • Semiotica presso l Università di Palermo, dove è coordinatore del Dottorato di ricerca in Scienze del Patrimonio culturale. Insegna anche Semiotica dell alimentazione
  • York. Ha insegnato anche Semiotica della moda a Bologna 1992 - 2000 Storia del costume e della moda 1995 - 2000 e Semiotica 1994 - 2002 presso la
  • l etologia, la linguistica, la semiotica Nelle parole di Umberto Eco la zoosemiotica si colloca sulla soglia inferiore della semiotica nella misura in cui: considera
  • considerato fondatore del pragmatismo e uno dei padri della moderna semiotica o teoria del segno, inteso come atto di comunicazione Negli ultimi
  • of the Mind: A Semiotic Theory of Culture, Indiana University Press, Bloomington, 1990. Biosemiotica Jurij Lotman Semiotica Semiotica della cultura Scuola
  • in Volli, Manuale di semiotica p. 69. Ugo Volli, Manuale di semiotica Bari 20042, ISBN 8842069191. Patrizia Magli, Semiotica Teoria, metodo, analisi
  • Il triangolo semiotico è una rappresentazione geometrica dei componenti essenziali della significazione. Fu proposto da due autori inglesi, il linguista

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