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ⓘ Celebrazione della Passione del Signore




                                     

ⓘ Celebrazione della Passione del Signore

La celebrazione della Passione del Signore è la funzione liturgica della Chiesa cattolica che si tiene nel pomeriggio del Venerdì santo, in ricordo della passione di Gesù e della sua morte in croce.

È la seconda celebrazione del Triduo Pasquale e tradizionalmente tale celebrazione era officiata alle ore 15:00 del venerdì, ora nella quale, secondo i Vangeli, Cristo esalò lultimo respiro; oggi, secondo necessità, essa può essere spostata a ora più tarda, ma comunque sempre nel pomeriggio.

                                     

1. Struttura della celebrazione nel rito romano

La celebrazione incomincia in silenzio: nessunantifona introitale è prevista e non si effettua alcun canto; il sacerdote e il diacono se partecipa un diacono indossano i paramenti da messa di colore rosso. Arrivati al presbiterio, si prostrano o si inginocchiano per qualche momento in silenziosa preghiera, mentre tutti gli altri si inginocchiano. Quindi si alzano e raggiungono il loro posto insieme al clero. Arrivato alla sede il sacerdote pronuncia una orazione, senza saluto o parole di introduzione.

Segue la liturgia della Parola, che consta di:

  • la Preghiera Universale, formata da dieci intenzioni in preghiera, introdotte da un diacono o un altro ministro e concluse ciascuna con lorazione del sacerdote.
  • una seconda lettura tratta dalla Lettera agli Ebrei Fil 4.14-16; 5.7-9;
  • la Passione secondo Giovanni Gv 18.1-19.42, preceduta dal canto di acclamazione e seguita solitamente dallomelia;
  • una prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia Is 52.13-53.12;
  • il salmo responsoriale Sal 30;

Quindi comincia ladorazione della Santa Croce, in una delle due forme previste dal rito; nella prima, si porta al presbiterio una croce velata; ivi il sacerdote la svela in tre momenti, intonando con il canto a cappella o recitando l"Ecce lignum crucis" Ecco il legno della croce, a cui il popolo risponde "Venite adoremus" Venite adoriamo; a ogni momento, dopo il canto, tutti si inginocchiano in silenziosa adorazione. Svelata totalmente la croce, essa viene esposta per il bacio della croce, da parte del clero e del popolo, mentre la schola può intonare dei canti, come gli Improperia in genere senza il supporto di organo o altri strumenti musicali, che comunque non possono suonare senza canto o si possono leggere delle antifone indicate.

Seguono i riti di Comunione; la croce viene posta sopra laltare e, dal luogo della riposizione, vengono portate le Ostie consacrate la sera prima. Quindi il sacerdote introduce il Padre nostro e alcune poche orazioni, riceve la Comunione e la distribuisce al popolo.

Terminata la Comunione, le ostie che restano sono portate a un luogo fuori della chiesa o, se necessario, messe nel tabernacolo.

Quindi, letta lOrazione dopo la Comunione e lOrazione sul popolo, senza dare alcuna benedizione, il sacerdote e i ministri, dopo avere fatto genuflessione alla croce, fanno ritorno in sacrestia in silenzio, senza canti o musica.

Il Venerdì santo è richiesto a tutti i fedeli con più di 14 anni lastinenza dalle carni e ai fedeli tra i 18 e i 60 anni il digiuno ecclesiastico.

                                     

2. Storia

Lazione liturgica del Venerdì santo trae origine dallantica Liturgia dei Presantificati, comune anche al rito bizantino e descritta per la prima volta da papa Gregorio VI secolo come un uso costantinopolitano.

                                     

3. Struttura della celebrazione secondo il messale del 1962

È ancora autorizzato, in conformità con i limiti indicati nel motu proprio Summorum Pontificum di papa Benedetto XVI, luso della forma incorporata nelledizione 1962 del Messale Romano promulgata da papa Giovanni XXIII, forma che differisce da quella introdotta da papa Pio XII nel 1955 solo nella preghiera per la conversione dei giudei. In tale preghiera, riscritta nel 2008 da Benedetto XVI, il Messale 1962 rimosse laggettivo perfidis e invece di Judaicam perfidiam mise Iudaeos ".

Tale schema della celebrazione è intitolato De solemni actione liturgica postmeridiana in Passione et Morte Domini e non più Missa Praesanctificatorum, come prima del 1955.

Il celebrante, rivestito di camice e stola nera, e i ministranti vanno allaltare, sprovvisto di croce, tovaglia e candelabri. Il celebrante e i ministri sacri diacono e suddiacono si prostrano e gli altri si inginocchiano. Dopo qualche minuto, a conclusione, di questa preghiera fatta in silenzio, si alza solamente il celebrante, mentre tutti gli altri restano in ginocchio, e canta lOrazione. Quindi si legge in latino un passo del libro del Profeta Osea e si canta o si recita un responsorio di versetti del cantico di Abacuc. Poi, si dice Flectamus genua e, dopo una breve preghiera silenziosa inginocchiati, Levate, e unaltra orazione. Si legge linizio del capitolo 12 del Libro dellEsodo, cui segue in forma responsoriale alcuni versetti del salmo 140/139. Segue il canto o la lettura del Vangelo, ossia della Passione secondo Giovanni, in questo giorno luttuoso senza incenso né lumi.

Quindi il celebrante indossa il piviale nero, il diacono la dalmatica nera e il suddiacono la tunicella nera. Gli accoliti stendono una tovaglia sullaltare e mettono al centro il Messale, da dove il sacerdote canterà le "Orazioni Solenni, dette anche Orazione dei Fedeli". A ciascuna di queste nove orazioni, il celebrante invita i fedeli a pregare per una intenzione, il diacono comanda di mettersi in ginocchio e, dopo qualche istante di silenzio, comanda di rialzarsi. Poi il sacerdote recita lOrazione. Queste orazioni sono nellordine pro Sancta Ecclesia, pro Summo Pontefice, pro omnibus ordinibus gradibusque fidelium, pro res publicas moderantibus, pro catechumenis, pro fidelium necessitatibus, pro unitate Ecclesiae, pro conversione Iudaeorum riscritta da Benedetto XVI nel 2008, pro conversione infidelium.

Poi la croce è portata velata al presbiterio e il celebrante la scopre in tre fasi al canto Ecce lignum. Segue la sua devota adorazione da parte di ministri e fedeli, mentre si cantano gli Improperia: il Popule meus con linno Trisagio, lantifona Crucem tuam adoramus con un versetto del salmo 67/66 e il Crux fidelis.

Terminata ladorazione, il celebrante e i sacri ministri se ci sono si mettono i paramenti violacei, si porta il Santissimo Sacramento solennemente dallaltare della reposizione, tutti recitano in latino il Padre nostro con Amen e si dà la Comunione ai partecipanti. Poi il sacerdote dice tre Orazioni e si ritira coi ministri. Più tardi si riporta il Santissimo Sacramento senza solennità allaltare della reposizione e si spoglia laltare della chiesa.



                                     

4. Struttura della celebrazione secondo il messale di san Pio V

Prima della riforma liturgica introdotta da papa Pio XII nel 1955, la celebrazione liturgica del Venerdì santo si faceva nella tarda mattinata. Secondo questo messale, il sacerdote indossa una pianeta di colore nero. Il diacono e il suddiacono, ai quali in simili giorni di lutto non è permesso portare dalmatica e tunicella, indossano, tranne nelle chiese piccole, pianete plicate nere.

Allarrivo nel presbiterio, i ministri sacri si prostrano in silenzio per un po, come nella riforma del 1955, ma poi il sacerdote va allaltare, che non è spoglio ma coperto con una tovaglia bianca, lo bacia e lì recita lOrazione iniziale.

Le letture bibliche sono come nel 1955 ma, mentre vengono proclamate, il sacerdote, stando allaltare, le legge per sé stesso a bassa voce.

Vengono poi cantate le preghiere che il testo del 1955 chiamerà "Orazioni Solenni, dette anche Orazione dei Fedeli". Dopo le prime tre, il cui testo rimarrà uguale fino al 1969, si trova unorazione per lImperatore, che però dopo lo scioglimento del Sacro Romano Impero non viene più recitata, e che il testo 1955 rimpiazzerà con lorazione "pro res publicas moderantibus". Le successive orazioni corrispondono a quelle del 1955, ma quella che il testo 1955 intitolerà "pro conversione Iudaeorum" qualifica il sostantivo Iudaeis con laggettivo perfidis che verrà tolto nelledizione 1962 del Messale romano e dice judaicam perfidiam dove dal 1962 si dirà Iudaeos. Inoltre, prima del 1955 viene indicato nel Messale che – contrariamente a quello che si fa nelle altre orazioni – dopo linvito del sacerdote a pregare non ci si mette in ginocchio e il sacerdote recita la corrispondente preghiera senza pausa intermedia.

Ladorazione della croce si fa quasi esattamente come a partire dal 1955, ma per i ministri sacri togliersi le scarpe, facoltativo nel testo 1955, è obbligatorio, le tre genuflessioni da fare nellavvicinarsi alla croce sono doppie con tutte e due le ginocchia a terra e un inchino. Inoltre, mentre si cantano gli Improperia, il sacerdote recita privatamente lo stesso testo insieme ai ministri sacri.

Poi viene la cosiddetta "messa dei presantificati", termine comunemente usato, ma che non appare nel Messale. Si porta solennemente dal luogo di reposizione lostia consacrata nella messa di Giovedì santo e ivi depositata. Si compiono allaltare alcune delle cerimonie solitamente compiute alloffertorio della messa, fra le quali il versamento del vino e di un po dacqua nel calice, che è poi messo sullaltare. Dopo questo il sacerdote dice linvocazione Orate fratres e, senza attendere alcuna risposta, recita da solo il Padre nostro e lembolismo Libera nos, quaesumus. Rompe poi lostia in tre parti, delle quali mette la più piccola nel calice del vino, consuma le due maggiori parti e poi il calice del vino non consacrato insieme alla piccola parte dellostia consacrata, purifica il calice e il pollice e lindice di entrambe le mani, dicendo silenziosamente la solita breve preghiera che accompagna tale azione e, immediatamente dopo, parte dal presbiterio con i ministri.

I ministri e i fedeli presenti non ricevono la santa comunione.

                                     

5. Struttura della celebrazione nel rito ambrosiano

La celebrazione della Passione del Signore nel rito ambrosiano presenta sensibili differenze rispetto al rito romano, dovute in primo luogo al fatto che il Venerdì santo, come tutti i venerdì di Quaresima ambrosiani, è giorno aneucaristico: non solo non viene celebrata leucaristia ma, a differenza del rito romano, non viene nemmeno distribuita con il pane eucaristico avanzato la sera prima, le particole restano conservate allaltare della riposizione che per questo motivo non viene spogliato fino alla Veglia Pasquale.

La liturgia si celebra tra i Vespri. Dopo una breve monizione introduttiva del sacerdote, la celebrazione incomincia con il Rito della Luce durante il quale si accendono le candele le luci della chiesa, quindi si canta linno Vexílla Regis pródeunt mentre il sacerdote incensa laltare. Terminato linno si proclamano le letture:

  • Una seconda lettura di nuovo del profeta Isaia Is 52.13-53.12
  • Una prima lettura del profeta Isaia Is 49.24-50.10
  • Il Vangelo della seconda parte della Passione secondo Matteo, dal punto in cui si era concluso il brano proclamato durante la Messa nella Cena del Signore Mt 27.1-56
  • Un frammento del Salmo 21, recitato in forma corale Sal 21.17c-20.23-24b

Tra il Salmo e la seconda lettura profetica viene recitata unorazione.

Durante la proclamazione del brano evangelico della Passione, al momento della morte di Cristo la lettura si interrompe, vengono spente tutte le luci della chiesa, laltare viene spogliato e la campana viene suonata a morto. Dopo un momento di silenzio il sacerdote conclude la lettura della Passione e quindi tiene lomelia.

Terminata lomelia ha luogo ladorazione della croce. La croce viene portata in processione dal fondo della chiesa lungo la navata centrale: per tre volte, allinizio, in mezzo alla chiesa e in prossimità dellaltare la processione si ferma e il sacerdote intona l Ecce lignum crucis a cui tutti rispondono inginocchiandosi Venite adoremus. Conclusa la processione la croce viene deposta ai piedi dellaltare e il clero fa ladorazione con tre genuflessioni consecutive, a debita distanza luna dallaltra, prima di giungere a baciare la croce. Nel frattempo si recita o si canta un altro frammento del Salmo 21.

Terminata ladorazione della croce ha luogo la grande Preghiera Universale con undici intenzioni di preghiera: ciascuna intenzione viene introdotta da un diacono e conclusa da unorazione recitata dal sacerdote.

Al termine della Preghiera Universale, non essendoci distribuzione della Comunione, il sacerdote congeda immediatamente i fedeli senza impartire la benedizione e lassemblea si scioglie senza eseguire alcun canto.