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ⓘ Agenda setting




                                     

ⓘ Agenda setting

L agenda-setting è la teoria delle comunicazioni che ipotizza la possibile influenza dei mass-media sullaudience in base alla scelta delle notizie considerate "notiziabili" e allo spazio e preminenza loro concessa. Il postulato principale dellAgenda-setting è il salience transfer, cioè il rendere la notizia saliente rispetto alle altre, quindi indica labilità dei mass media a trasferire un argomento da una agenda privata a quella pubblica dinteresse generale più elevato.

                                     

1. La teoria

In sintesi, l agenda setting così comè stata nel tempo elaborata dai principali studiosi che vi si sono dedicati:

  • Tutti gli interessi tra loro divergenti tentano di imporre la propria visione e limportanza del proprio argomento.
  • Lagenda è il risultato di una mediazione tra le proposte avanzate dalle élite politiche e dallopinione pubblica.
  • Il pubblico è coinvolto in un dibattito rappresentato come una serie di questioni salienti in agenda.
  • I media decidono gli argomenti cui prestare attenzione, cui dedicare spazio in base ad una serie di pressioni cui sono sottoposti.
  • Maggiore è limportanza che i media dedicano alla questione, maggiore è il riconoscimento pubblico che largomento presentato riceve.

Lidea che la gente pensi agli argomenti che le vengono suggeriti dai mass media non è nuova; già Paul Lazarsfeld nel 1944 aveva sostenuto che i media avessero il potere di" strutturare i problemi”. Da allora la sociologia della comunicazione è spesso tornata su questo punto, dai lavori della Scuola di Francoforte, sino alla teoria della spirale del silenzio di Elisabeth Noelle-Neumann.

Tutte queste teorie, pur presentandosi in maniera coerente e plausibile, non sono mai state provate in seguito ad analisi accurate e questo, unitamente al fatto che spesso prendono spunto da elementi teorici ambigui, non ci dovrebbe permettere di farle assurgere a dati di fatto, a realtà acquisite nellambito di divulgazioni che esulino dal mondo accademico.

Levidenza empirica risultante dalle analisi di comunicazione mostra che i media sono sì in grado di spostare lattenzione del pubblico su determinati temi, ma non sembrano in grado di poter dire alle persone cosa pensare. Il processo che conduce a ciò non pare oltretutto così ovvio e gestibile dalla politica o dal potere costituito. Sembra inoltre doveroso far notare come si parli di media senza porre distinzioni e quindi come la teoria dellagenda setting non sia da applicare solamente ai conglomerati mediali tradizionali, quotidiani o televisioni, ma anche ad esempio ai blog oppure alle riviste online. Anchesse, infatti, procedono alla creazione di una propria agenda soggettiva di tematiche da trattare e questa non è altro che il risultato di routine produttive e distorsioni inconsapevoli.

Procederemo ora ad un breve riepilogo dei risultati empirici ottenuti dalla teoria, in seguito proporremo una lista di criteri in base ai quali è stabilita unipotetica agenda setting e dimostreremo comessi siano in toto applicabili a tutti i media, quelli considerati liberi inclusi.

                                     

2. Linconcludenza empirica dell agenda setting

Da quando la teoria dell agenda setting è stata proposta si è sempre cercato di dimostrare un qualche rapporto di causa tra le varie agende di tematiche in competizione. Per giungere a questo sarebbe necessario considerare quattro variabili:

  • Mostrare il livello dattenzione dei media al tema nellunità di tempo
  • Provare un mutamento dopinione nel pubblico interessato
  • Analizzare il contenuto del programma proposto dal gruppo di pressione
  • Analizzare il relativo consumo dei media da parte del pubblico considerato.

Buona parte delle analisi effettuate si è rivelata inconcludente, mentre le analisi rimanenti hanno dimostrato una plausibilità teorica dellagenda setting Behr, Iyenagr 1985, ma senza mai riuscire a dimostrare lidea della determinazione di unagenda delle priorità da parte di un qualche organismo di potere Kraus e Davis 1976; Becker 1982; Reese 1991.

Bisogna inoltre considerare come la teoria sia ambigua nel presupporre un meccanismo dinfluenza dei gruppi dinteresse alle priorità dei media e di qui sino al pubblico. Infatti bisogna considerare anche lesistenza di modelli alternativi, quando non opposti a questo, come ad esempio il modello che sostiene che siano gli interessi del pubblico a modellare sia le tematiche trattate dai media, sia quelle delle élite politiche.

Una ipotesi plausibile è quella della confluenza delle tre agende, in altre parole potrebbe essere il confronto tra i desideri del pubblico, i voleri della politica le necessità dei media a creare lagenda che ci viene presentata, ma non è esattamente come affermare che uno dei tre fattori è in grado di fissarne una particolare.

                                     

3. Ipotesi di agenda setting

Passiamo ora a proporre un modello di agenda setting che potrebbe ben adattarsi, con le dovute piccole modifiche, a gran parte dei media che si basano principalmente sulla scrittura, virtuale o stampata che dir si voglia.

  • Criteri relativi alla concorrenza
  • Criteri relativi al mezzo
  • Criteri di notiziabilità sostantivi
  • Criteri relativi al prodotto
  • Criteri relativi al pubblico
  • Le routine produttive della rivista modificano il modo in cui linformazione viene selezionata, elaborata, presentata. Possiamo dividere questo processo in tre fasi, la raccolta di materiali informativi le fonti da cui essi provengono, la selezione delle notizie tramite i valori notizia che mostreremo sotto e la presentazione delle notizie. In ogni fase è presente il fenomeno della distorsione inconsapevole. Abbiamo quindi lazione contemporanea di cinque differenti tipi di criteri
  • La rivista ha una redazione; di conseguenza ognuno dei redattori ha un proprio modo di vedere il mondo, una propria agenda soggettiva in base alla quale sente la necessità di informarsi e comunicare informazione. Conseguenza di ciò e del fatto che la rivista è un gatekeeper, un organo di distribuzione di informazione, si giunge ad una distorsione inconsapevole delle notizie pubblicate tramite scelte involontarie conseguenti alla propria condizione.


                                     

4. Prime conclusioni

Nessun medium può fare a meno di stabilire priorità mediando tra le esigenze del proprio pubblico, quelle di eventuali pressioni politiche le proprie volontà. È proprio la natura del mezzo, destinato a qualcuno e gestito da persone che vivono nel mondo reale, ad impedirlo. Ovviamente le pressioni contrapposte sono molto più forti nei conglomerati mediali di grandi dimensioni rispetto alla piccola rivista o al blog.

Il mondo di internet non fa tuttavia eccezione, semplicemente ciò non si nota perché le dimensioni dei fenomeni sono rapportate alla frantumazione dei gatekeeper presenti sul web. Il vero passo in avanti quindi potrebbe non essere la presunta novità del mezzo e del blog, che ne sarebbe espressione matura, quanto la quantità. La quantità di media presenti sulla rete, infatti, non è neppure paragonabile a quella cui ci hanno abituato i media tradizionali e il dato statistico potrebbe in qualche modo aiutarci a correggere gli errori inevitabili che i media hanno nel loro codice genetico, pur non potendo per loro costituzione esserne o divenirne immuni.

La grande novità della rete, dellespansione del potere di informazione, risiede infatti nella possibilità di giungere ad un pluralismo quasi utopico, che da solo basterebbe alla corretta informazione. Avere insomma un milione di blog, di televisioni o di quotidiani non sarebbe differente, ma se nel caso dei secondi due non è materialmente possibile, nel primo caso è già cosa realizzata e superata.

Così ogni blogger che agisce secondo la propria agenda setting, modifica quella degli altri allo stesso tempo. Scrive, interviene e pubblica seguendo gli stessi schemi di un mezzo di comunicazione tradizionale dando più o meno importanza ai fatti o non citandoli neppure in base ad una lista di priorità che gli deriva dalla vita quotidiana. Non è allora difficile dimostrare come il fenomeno dell agenda setting agisca nel medesimo modo sul mondo delle comunità online.

                                     
  • parlamento europeo come powerful agenda setting positions ossia posizioni che hanno il potere di dettare l agenda politica. Secondo l università il
  • teoria dell opinione pubblica. Trad italiana: 2002 - Meltemi editore Agenda setting Spirale del silenzio Altri progetti Wikimedia Commons Wikimedia Commons
  • dal British Film Institute e nel 2005 è stato votato come programma agenda setting più influente di tutti i tempi da un gruppo di esperti del settore
  • ISBN 978 - 0 - 394 - 74354 - 7. EN Kurt Lang e Gladys Lang, Watergate and Explorations of Agenda Setting Building Process, in G. Cleveland Wilhoit a cura di Mass Communication
  • framing ha ampie conseguenze. Per esempio, i concetti di framing e di agenda setting sono legati: richiamando coerentemente un frame particolare, l esecutore
  • ci dice: state attenti all umore del capitano Questo sarebbe un agenda setting cioè, sottolineare ed evidenziare una questione pubblica di interesse
  • dei media Spin doctor Deontologia giornalistica Verifica dei fatti Agenda setting Sociologia della comunicazione Informazione Disinformazione Controinformazione
  • variabili così da fornire spiegazioni e fare previsioni su tali fenomeni Agenda setting Comunicazione Foniatria Sociologia della comunicazione Teoria della
  • luglio 2012. EN Gladys Lang, Kurt Lang, Watergate and Explorations of Agenda Setting Building Process, in G. Cleveland Wilhoit a cura di Mass Communication
  • in prima serata e sono ampiamente apprezzati per il loro giornalismo agenda setting Analogamente, ogni stato stazione produce e trasmette le proprie rispettive
  • modalità d assunzione della sostanza, oltre che da fattori esterni come set e setting Ad alti dosaggi si possono raggiungere delle vere e proprie allucinazioni