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ⓘ Adalbert Boroș




                                     

ⓘ Adalbert Boroș

Nel novembre del 1948 papa Pio XII lo nominò vescovo titolare di Ressiana. Ricevette lordinazione episcopale in segreto il 12 dicembre successivo nella cappella della nunziatura apostolica di Bucarest dal vescovo di Savannah-Atlanta Gerald Patrick Aloysius OHara, reggente della nunziatura.

Venne arrestato dalla Securitate il 10 marzo 1951. Insieme a monsignor Augustin Pacha, a monsignor Joseph Schubert e ad altri membri del capitolo della cattedrale di Bucarest, subì un processo farsa venendo accusato di "spionaggio per il Vaticano". Lo stesso anno venne condannato allergastolo. Scontò la pena nelle prigioni di Bucarest, Râmnicu Sărat, Pitești, Jilava, Dej e Gherla. Il 4 agosto 1964 venne liberato dopo la concessione di unamnistia. Era rimasto in carcere per tredici anni, due e mezzo dei quali in isolamento. Appena liberato si recò nel monastero di Maria Radna.

Per 41 anni, lo stato comunista gli proibì di operare come vescovo; lavorò così come parroco in una parrocchia del quartiere Elisabetin di Timișoara fino alla pensione e poi come sacerdote cooperatore.

Dopo la rivoluzione del dicembre 1989, era troppo anziano per assumere la responsabilità di una diocesi. Il 14 marzo 1990 papa Giovanni Paolo II ristabilì la gerarchia cattolica sia di rito latino che di rito bizantino. Monsignor Boroș venne elevato alla dignità arciepiscopale. Il 1º agosto 1990 venne eletto prevosto del capitolo della cattedrale.

Il 14 novembre 1991 monsignor Boroș inviò alla Segreteria di Stato per gli affari religiosi un memorandum nel quale chiedeva lannullamento della sentenza pronunciata nel 1951 dal tribunale militare di Bucarest contro di lui e gli altri imputati. Nel febbraio del 1992 il procuratore generale della Romania Vasile Manea Dragulin prese in carico la richiesta dellarcivescovo e aprì il ricorso di annullamento per esaminare il caso. Dopo diversi ritardi dovuti alla mancata comparizione davanti al tribunale di dieci condannati nel 1951 fu chiesto al Dipartimento per la documentazione sulla popolazione del Ministero dellinterno di scoprire dove risiedevano gli altri processati. Secondo la risposta del Ministero datata 11 agosto 1995 alcuni erano morti, altri emigrati e alcuni non erano nelle cartelle della polizia. Passarono altri due anni fino a quando nel marzo del 1997 lappello di annullamento della sentenza venne accolto. Tale evento non trovò però risalto nei media rumeni.

Monsignor Boroș trovò la forza di considerare gli anni della detenzione come i più preziosi della sua vita. Non conobbe lodio, la rabbia o la disperazione. Aveva accettato di operare per venticinque anni nella parrocchia di Elisabetin come semplice prete. Tutta la sua vita era segnata dallequilibrio interiore e dalla confessione cristiana. Per ogni visita o aiuto ricevuto ebbe sempre parole di ringraziamento.

Solo gli storici dellarte sanno che tra i grandi meriti di monsignor Boroș è da includere il fatto che salvò dalla distruzione otto superbe vetrate, veri e propri capolavori dellarte novecentesca. Esse sono menzionate nella maggior parte delle monografie dedicate allarte secessionista del Banato e dellUngheria come le opere più notevoli del pittore e maestro vetraio Nagy Sándor Róth Miklós. Per quarantanni nemmeno gli specialisti seppero cosa successe esattamente alle belle vetrate rinforzate con fili di piombo che decoravano la cappella del seminario teologico cattolico romano di Timișoara.

Dopo il dicembre del 1989 gli storici dellarte furono contenti di apprendere che le opere non caddero preda dellintolleranza della politica atea e anticlericale del regime comunista ma che erano intatte e in condizioni relativamente buone. La scoperta sensazionale generò un interesse febbrile tra gli storici dellarte. Il merito della salvezza delle opere è di monsignor Boroș. Prima che ledificio del seminario venisse confiscato dal regime le rimosse le trasportò in fretta nella cattedrale di San Giorgio a Timișoara, dove le nascose nel coro.

Per sua fortuna, nessuno le aveva cercate e nessuno aveva mai rivelato il segreto. Le vetrate rimasero coperte vicino allorgano della cattedrale per più di quattro decenni. Poiché erano rimaste a lungo in posizione orizzontale, una sopra laltra, alcune finestre erano deformate e si resero necessari dei lavori di restauro. A condurre i lavori fu Joseph E. Krämer, discepolo dellautore delle vetrate. Su iniziativa del vescovo Sebastian Kräuter, le otto finestre vennero installate nel corridoio del primo piano del Palazzo Vescovile. Nel 1991 iniziarono i lavori di restauro finanziati dalla Germania che si conclusero nel 1995.

Morì a Timișoara il 6 giugno 2003 dopo una lunga sofferenza alletà di 95 anni. Le esequie si tennero l11 giugno nella cattedrale di San Giorgio a Timișoara e furono presiedute da monsignor Jean-Claude Perisset. Concelebrarono altri dodici vescovi e Nicolae Corneanu, metropolita ortodosso del Banato.

                                     

1. Genealogia episcopale

  • Papa Pio IX
  • Arcivescovo Adalbert Béla Boros
  • Cardinale Scipione Rebiba
  • Cardinale Ulderico Carpegna
  • Cardinale Luigi Caetani
  • Cardinale Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda
  • Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
  • Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
  • Cardinale Giulio Antonio Santori
  • Vescovo Gerald Patrick Aloysius OHara
  • Papa Benedetto XIII
  • Cardinale Francesco Satolli
  • Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
  • Cardinale Enrico Enriquez
  • Papa Benedetto XIV
  • Cardinale Raffaele Monaco La Valletta
  • Cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj
  • Cardinale Ludovico Ludovisi
  • Papa Pio VIII
  • Cardinale Dennis Joseph Dougherty
  • Arcivescovo Manuel Quintano Bonifaz

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