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ⓘ Ilario Bandini




Ilario Bandini
                                     

ⓘ Ilario Bandini

Ilario Bandini è stato un pilota automobilistico, imprenditore e costruttore automobilistico italiano.

                                     

1. Biografia

Ilario Bandini nasce da Sante e Dora Fabbroni in Bandini agricoltori a Villa Rovere, frazione di Forlì, il 18 aprile 1911. Finite le scuole elementari inizia a lavorare come meccanico e tornitore in unofficina forlivese. A venticinque anni parte per lEritrea, colonia italiana, dove mette a frutto lesperienza accumulata riparando camion e facendo trasporti egli stesso da Decamerè ad Asmara.

Tornato in Italia nel 1939, con i profitti risparmiati, apre nel centro di Forlì unautorimessa affiancata da unattività di noleggio di autovetture con e senza autista.

                                     

1.1. Biografia Le prime gare

Nello stesso 1939 inizia a gareggiare come motociclista partecipando al circuito di Faenza, al circuito di Lugo di Romagna e alla corsa di Imola. Nel 1940 partecipa alla sua prima Mille Miglia con una Fiat Balilla Coppa doro. Durante la seconda guerra mondiale, per far fronte alla carenza di combustibile per uso civile, dota le sue auto di impianti a gasogeno. Nel 1946, rimontando la Fiat 1100, che aveva tagliato e nascosto alle requisizioni tedesche, modifica il telaio e lo schema sospensivo. La carrozzeria in alluminio è opera del torinese Rocco Motto; nasce così la prima automobile Bandini.

Nel 1947 partecipa al circuito di Asti al volante di una Cisitalia D46 ed è secondo di categoria nella Predappio-Rocca delle Caminate con la 1100 sport.

Dopo aver realizzato una seconda Bandini 1100 partecipa alla Mille Miglia del 1949 con una nuova Bandini 1100 con carrozzeria siluro e parafanghini tipo moto. il motore è sempre un Fiat elaborato e modificato nella distribuzione doppio albero a cammes in testa DOHC di derivazione Alfa Romeo.

Seguono altre gare come il circuito di Senigallia, Ferrara, Modena, Bari, Pescara e il giro dellUmbria dove assapora il gusto della prima vittoria di classe.

                                     

1.2. Biografia In America

Agli inizi degli anni cinquanta, mentre in Italia Ilario Bandini diventa concessionario Alfa Romeo e poi Lancia le prime Bandini arrivano negli Stati Uniti dAmerica dove in mano ai piloti Dick Gent e Bob Said iniziano i primi successi e sono apprezzate le doti di leggerezza e stabilità dei telai brevettati in tubi in acciaio speciale a sezione ellittica.

Limportatore italoamericano Tony Pompeo pensò che quei telai, già vincenti con motori Fiat e Siata nella categoria fino a 1100 e fino a 1500 potessero risultare ancora più competitivi nella categoria fino a 750 cm³ equipaggiati di motori Crosley.

Ilario li modifica nella lubrificazione, nella cilindrata, nella distribuzione, nei cinematismi e li installa su telai di soli 18 kg di peso a cui sono applicate le carrozzerie di Motto che aveva compreso bene lo stile Bandini. Entrambi "cultori" dellessenzialità e della praticità senza rinunciare però alle sinuosità delle forme e al rispetto dei regolamenti. Nacque così la Bandini 750 sport siluro.

Queste vetture dotate di fari a scomparsa possono correre nella categoria sport o corsa semplicemente togliendo i parafanghini tipo moto.

Le esportazioni aumentano, le Bandini guadagnano il rispetto e il successo nelle corse oltreoceano e con esso copertine e servizi sui giornali specializzati, due Bandini vengono esposte a Chicago nel 1952, una 750 sport siluro viene esposta nel 1953 al Madison Square Garden di New York, mentre Hassan con Clark partecipano alla 12 ore di Sebring prima prova del campionato mondiale sport dopo essere arrivato terzo alla sei ore di Vero Beach, primo a Sowega Georgia e secondo recuperando il tempo perso per una foratura a Bryanfan.



                                     

1.3. Biografia La produzione

Le Bandini vengono pensate in un angolo del garage e costruite nellaltro avvalendosi della collaborazione di una decina di persone di fiducia e del fratello Aurelio; ma è lo stesso Ilario a curarne ogni aspetto, dalla definizione allultimo dettaglio, dal disegno alla realizzazione al collaudo in strada, in pista o al banco prova.

Dal 1953 anche le carrozzerie vengono prodotte autonomamente mentre i motori Crosley subiscono una radicale trasformazione adottando una nuova testata DOHC con trasmissione del moto a ingranaggi. I carburatori Weber sostituiscono adesso i DellOrto. Bielle, pistoni, albero motore, coppa dellolio; del Crosley resta ormai solo lottimo basamento in alluminio a cinque supporti di banco.

Nonostante gli impegni, è Bandini stesso che coglie le prime soddisfazioni in gare in circuito e la prima vittoria della 750 alla corsa in salita Bologna-Raticosa del 1952.

Nel 1953 il regolamento italiano impone che i parafanghi siano integrati con la carrozzeria, la Bandini si adegua e Ilario partecipa alla Mille Miglia prova valida per il mondiale sport, come Sebring, si ritira a Forlì mentre è sempre nei primi tre a Salerno, Ascoli Piceno, Teramo, Macerata, Senigallia, Circuito di Montenero Livorno e sulla salita della Consuma Firenze; sarà quarto a fine anno nel campionato italiano sport 750 c.c.

Alla Mille Miglia va meglio a Bondi che finisce ottenendo un ottimo nono posto di categoria su 69 partenti. Altri equipaggi parteciperanno fino alledizione del 1957 per un totale di 13 partecipazioni. In particolare nella terzulitma edizione lequipaggio Rusconi-Sintoni si ritirerà per un incendio dopo il rifornimento di Firenze; avevano raggiunto Roma con lottimo tempo di 7h:35:30" più di unora in meno del tempo di due anni prima.

                                     

1.4. Biografia Formula 3 e SCCA

Nel 1954 alla produzione della sport siluro biposto si affianca quella della formula 3 monoposto che alle peculiarità delle vetture Bandini associa un motore potenziato fino a 73 h.p. a 9000 giri e, per abbassare il baricentro, Ilario rovescia il differenziale e lo unisce ad una scatola di rinvio che accoglie lalbero di trasmissione;

più tardi 1957 sarà dotata di freni a disco sulle quattro ruote. Con questa vettura, Bandini giunse secondo al circuito di Forlì valido per il campionato italiano.

Alla stessa gara partecipa anche nella categoria sport, con la biposto ma è costretto al ritiro quando occupa la terza posizione. Vince però la Consuma, ed è terzo alla salita Compiano Vetto dEnza. Insieme alle corse, allo sviluppo e alla produzione e al lavoro di autorimessa e concessionaria, Ilario fonda il "Gruppo sportivo Bandini".

In America intanto, nel campionato SCCA Sports Car Club of America, James Riley, Jim Pauley autore di una rimonta dal 24º al 3º posto a Bridgehampton), Sheldon Morril, Henry Rudkin quattro primi e tre secondi posti in sette gare, vicecampione statunitense HM nel 54 continuano a calcare costantemente i gradini del podio nella classe FM e HM in gare nazionali e internazionali

su circuiti e su strada: 50 miglia di MacDill Florida, 100 Miglia di Offutt, Thompson, Watkins Glen International, Bridgehampton New York, Milwaukee, Wilmont, Cumberland Maryland, Elkhart Lake, FairChild Park, 12 ore di Sebring e molte altre.

Nel 1955 Dave Michaels con la sua Bandini-Offy 1625 cm³ nella classe EM fino a 2000 cm³ vince a WatckinsGlen combattendo ad armi pari con Ferrari Monza, Maserati, Cunningam, e Ferrari Mondial di maggiore cilindrata; secondo a Thompson per 2/10" fa registrare il record della pista che rimarrà imbattuto per oltre un anno e mezzo. Nella categoria H-M fino a 750 cm³ Dolph Vilardi vince il campionato statunitense totalizzando 6000 punti battendo concorrenti che pilotavano, Crosley special, Renault, Giaur, Panhard, Siata, Nardi ed altre special.

Lanno successivo vede ancora le vittorie di Rudkin a Berverly, di Yares a Watkins Glen, di Michaels a Thompson FM e assoluto a Bryanfan di Bob Major e di Tom OBrien che con motore Alfaromeo di cui diverrà pilota ufficiale, vinse la classe 2000 cm³. Nello stesso periodo, una 750 sport siluro viene dotato da David Uihlein di motore MG 1250 cm³, ottenendo in una stagione: due vittorie, due secondi posti un quarto e un solo ritiro.

Nel 1957 la Bandini si migliora monopolizzando la categoria con Melvin Sachs 3600 p.ti campione SCCA HM, piazzando secondo Rudkin che per questa stagione ha montato motore Saab 3200 p.ti, sesto Gordon Wright 1800 p.ti, settimo George Tipsword 1400 p.ti e decimo Jack Connoly 1000 punti. La popolarità è tale che perfino un pluripremiato "autore emerito" come William F. Nolan, scrittore e sceneggiatore, sceglie una Bandini siluro come fulcro per la sua novella "Across the old man and into Bandini".

                                     

1.5. Biografia In Italia

In Italia, Ilario prepara un telaio che accolga un motore Maserati e una formula tre con motore Osca, che testimoniano la rete di ottimi rapporti commerciali. Mentre un telaio con meccanica Bandini viene "vestito" da una carrozzeria Zagato e una vettura viene approntata per Alex Raymond, disegnatore del celeberrimo Flash Gordon.

La Bandini GT, Berlinetta Zagato del 1955 vincerà il concorso deleganza di Rimini nel 1957, prima di volare anchessa in America. Correrà a Sebring e a Daytona nel 1960 Paul Richardson, scuderia Racemaster.

A Predappio Bandini su Bandini ottiene la vittoria assoluta nel 1955 e nel 1956; anno in cui è terzo assoluto.

                                     

1.6. Biografia La "saponetta"

Nel 1957, debutta laggiornamento della 750 sport: la nuova Bandini 750 sport internazionale "saponetta". La concezione strutturale e i principi ispiratori sono i medesimi della vettura che ha dato così tante soddisfazioni. Cambiano le dimensioni carreggiate, altezze da terra. viene modificata la sospensione posteriore e il motore riceve unulteriore evoluzione cambia particolarmente la testata, ridotta in dimensioni e migliorata in prestazioni la carrozzeria, ancora Bandini, ha le dolci linee di una saponetta: appunto il nome con cui viene identificata.

In seguito, la stessa vettura ospiterà motori prima 850 c.c. con distribuzione mista a catena e ingranaggi e una diversa pompa dellolio il cui progetto risale al 1955 e poi sarà laboratorio per il motore 1000 c.c., nato sulla base dell850.

Mentre un esemplare partecipa alla Mille Miglia con Garavini e un altro con Camisotti-Sintoni, Ilario Bandini vince la Bologna-S.Luca e giunge settimo alla gara inaugurale dellautodromo di Vallelunga. Unaltra saponetta corse con Massimo Bondi alla Trento-Bondone. Nel 58 la "saponetta" vince a Predappio-Rocca delle camminate secondo Achille Galassi su Bandini, Compiano Vetto dEnza, bissa il successo del 56 allaerodromo di Modena. Mentre anche negli states le saponetta cominciano a vincere con James Eichenlaub primo a Cumberland e a Toronto, secondo a Thompson, terzo in Virginia e a WatckinsGlen New York, le vittorie di Gene Parsons a Miami Florida e nella Congressional Cup Washington; a fine anno saranno entrambi secondi nella classifica assoluta statunitense con questultimo che dopo aver guidato la classifica fino a metà settembre vede sfuggirgli di mano il titolo a causa dellimpossibilità a partecipare alla gara a Watkins Glenn e fermato da un ritiro in Virginia.

Altri piloti come Robert Samuelson e Jack Connolly si mettono in evidenza cogliendo ottimi risultati e gare avvincenti come quella di Galveston in cui Connolly, sul bagnato rimonta 22 posizioni in sei giri, fermato solo dalla rottura del serbatoio. In questo periodo Bandini sperimenta anche un motore desmodromico e la distribuzione mista catena/ingranaggi.



                                     

1.7. Biografia Il 1959

Il 1959 è lanno in cui Bandini oltre ad ottenere le vittorie alla Compiano Vetto dEnza terzo assoluto, Trapani-Monte Erice, Predappio-Rocca delle camminate, secondo alla Trento-Bondone, terzo a Vallelunga e quarto alla Coppa st. Ambreus circuito più anello alta velocità di Monza, debuttano a Cesenatico sia la Formula junior che il nuovo motore il cui progetto è datato 1955 di 850 cm³ sul primo prototipo di Bandini a motore posteriore. Nella stessa gara Edoardo Govoni coglie il terzo posto con il 750 e lo stesso piazzamento lo ottiene alla Coppa Shell a Vallelunga.

La F.junior deve, per regolamento, montare un motore 1100 c.c. di derivazione di serie. La Bandini f. junior ha il motore Fiat montato anteriormente inclinato sullasse longitudinale di 15º, freni a tamburo e la scatola del differenziale usata per la formula tre è stata ottimizzata al fine di rendere facile e veloce la sostituzione delle coppie di ingranaggi che determinano il rapporto finale. Fu immediatamente richiesta negli Stati Uniti, pochi mesi e uscirà il tipo a sospensioni indipendenti che tuttavia non bastò a colmare il divario con i telai inglesi che per primi spostarono il motore alle spalle del pilota. Si guadagna comunque, pubblicazioni su riviste specializzate, linteresse di Juan Manuel Fangio, dellimportatore Biener che ne ordina subito cinque e la fiducia di piloti come Roger Ward e Neil Babbs jr impegnati in gare junior fino al 1964, ma è anche lauto che vede impegnati tra gli altri: Roger Penske pilota, team manager e industriale americano e Rodger Ward vincitore di due 500 Miglia di Indianapolis e iscritto nella Hall of Fame.

Limportanza della nascita del motore 850 cm³ è invece costituita dal fatto che questo ha anche il monoblocco-basamento in un unico pezzo Bandini; è quindi il primo motore completamente Bandini e costituirà la base per i successivi 1000: carburatori orizzontali e verticali, iniezione e turbo con intercooler. In questi anni appaiono sempre negli States, Bandini equipaggiate con motori Mercury, Saab, Offenhauser, MG, Osca, Alfa Romeo e Cadillac in versione dragster di sei litri di cilindrata.

                                     

1.8. Biografia Il successo

Nel 1960 Ilario Bandini viene invitato a Daytona, dalla scuderia Racemaster impegnata nella celebre 500 miglia con la saponetta e la berlinetta Zagato; Luckens, Richardson e Callanan i piloti. Bandini viene celebrato dalla televisione CBS con tutti crismi di una vera e propria "star". Riceve dal Sindaco le chiavi della città di Daytona. Accortosi che Ilario era stato fino a poco tempo prima impegnato nei suoi motori, lo stesso aggiunse alle formalità di rito: ".sono felice di dare questo riconoscimento ad un uomo che oltre alla testa sa usare anche le mani!".

Visita la fabbrica Crosley a Cincinnati dove riceve la proposta di trasferire lì la sua azienda. Ma Ilario dopo aver assistito alla vittoria di Henry Rudkin a LimeRock preferisce tornare nella "sua" Forlì.

Dal medesimo anno in Italia sono impegnate le Bandini 750-850-1000 tutti motori Bandini DOHC F. Junior e 1000 a motore anteriore e posteriore.

Questo è il periodo di massima espansione della ditta Bandini. Un giornale dellepoca riporta lintenzione di pensare ad una vettura da formula uno, mentre trovano riscontro pratico la produzione di un prototipo di go-kart Bandini con motore Parilla e di un micro motorino che aveva la funzione di trasportare attrezzi e candele per fare unassistenza rapida alle auto lungo il percorso di gara.

                                     

1.9. Biografia Le gare le auto degli anni 60

Ilario alla soglia dei cinquantanni continua a correre in circuiti conosciuti e in gare quali: Sassi-Superga, Aosta-Pila secondo, Vergato-Cereglio e Cesenatico. A questultima partecipano anche Guerrino Lelli quinto con la 750 Teodoro Zeccoli ritirato per rottura di un manicotto dellacqua con la mille e Edoardo Govoni ritirato per rottura del differenziale mentre era a ridosso dei primi due, con la 850 Giorgio Cecchini arriva terzo a Vallelunga con la 850 e Alberto Canali è terzo alla Salsomaggiore-Monte S. Antonio con la 1000 sport.

Mentre nel 1961 gli Stati Uniti plaudono la Bandini di Dave Lang grazie a tre vittorie e un secondo posto che gli permettono di cogliere il terzo posto assoluto nella classe HM del campionato SCCA senza disputare le altre gare che guida ancora le classifiche del campionato nazionale con venti punti di vantaggio sulle Osca inseguitrici, in Italia vengono abbandonati i motori di cilindrata inferiore al litro. Ilario partecipa con scarsa fortuna alla 4 h di Pescara valida per il mondiale sport insieme ad Alberto Canali, miglior sorte hanno Cecchini e Cesare Sangiorgi sesti classificati. Vince lui a Reggio Emilia è settimo a Salsomaggiore Terme-S.Antonio, quinto a Vallelunga e secondo a Predappio dove vince Cecchini anchegli su Bandini 1000.

Cecchini invece è quarto a Salsomaggiore, costretto al ritiro per rottura della pompa della benzina quando era al comando ad Asiago e a Vallelunga dopo aver vinto la batteria, lo tradisce la frizione ad un giro dalla fine, è quarto alla Parma-Poggio di Berceto sesto al trofeo Shell di Vallelunga, terzo alla Trento-Bondone.Partecipa anche al giro di Sicilia. Corrono nello stesso anno anche Canali e Lelli con le formula junior.

Nel 1962 la Scuderia Bandini si unisce con la scuderia Arcangeli e Ilario corre con la mille a motore posteriore vince a Chieti terzo assoluto si ripete alla coppa Gallenga Roma e alla VInci-S.Baronto terzo canali nella Junior, vince anche a Predappio e a Reggio Emilia mentre è quarto alla Bologna-Raticosa e a Vallelunga e giunge sesto alla Consuma. La Bandini di Giorgio Cechini prende la rivincita a Vallelunga primo assoluto con giro più veloce, terzo alla coppa di Asiago, secondo al trofeo settecolli Vallelunga e quinto alla Bologna-Raticosa.

Nel 1963 nasce la Bandini 1000 GT con carrozzeria Corna, subfornitore di Zagato. A Predappio, Lelli arriva terzo e Cecchini vince ancora con la 1000 sport mentre Ilario giunge quinto alla Consuma prova del mondiale sport e al Trofeo Shell Vallelunga.

Il 1964 è lanno del quattro per Ilario che termina in questa posizione la Predappio-Rocca delle Caminate preceduto dalle Bandini di Cecchini e Benelli, stesso ordine anche alla Ascoli-Colle S. Marco. È quarto alla Trento-Bondone valevole per il campionato europeo della montagna preceduto ancora da Benelli e alla Coppa Fagioli a Osimo preceduto da Cecchini. Benelli è terzo a Cuneo Garessio-colle S.Bernardo, alla Coppa del cimino Roma, secondo a Teramo e alla Bolzano-Mendola, mentre finisce nono a vallelunga e si ritira per rottura del cambio alla Targa Florio.

Alla premiazione di fine anno del campionato sociale della scuderia intervengono personalmente Lorenzo Bandini omonimo ma non parente ed Enzo Ferrari assai restio ad uscire da Modena a testimoniare la simpatia e la stima del "Drake" per Ilario Bandini.

Nel 1965 una versione della 1000 a motore posteriore insolitamente gialla vince con Benelli la salita di Predappio e la prima Castione Baratti PR corre poi con Paganelli la Trento-Bondone e la Cesana Sestriere. Cecchini con la mille motore anteriore invece chiude secondo a Predappio e si ritira al circuito del Mugello. Benelli invece, arriva quinto al trofeo Esso a Vallelunga ottavo Ilario Bandini si ritira alla Targa Florio, coglie un terzo posto alla Vergato Cereglio e soprattutto riporta una Bandini sul palcoscenico iridato cogliendo un lusinghiero quarto posto alla prova valida per il titolo mondiale sul circuito stradale del Mugello.

Nonostante una Bandini sia rimasta imbattuta dal 1961 al 1963 nella divisione sud/ovest del campionato SCCA, con motori maggiorati a 850 cm³ guidata da Hugh Grammer e T. Hotchkiss avesse vinto in questultimo anno nella categoria F. Junior a Sebring, dalla metà degli anni sessanta Ilario interrompe la produzione per gli Stati Uniti; la mancanza di adeguati finanziamenti, il cambiamento radicale dei regolamenti, crediti non riscuotibili, la concorrenza di grandi case costruttrici, misero in crisi molti costruttori italiani e Ilario per farne fronte si dedica esclusivamente alla produzione di alcuni prototipi destinati soprattutto a "gentlemen driver" italiani che corrono principalmente in salita sotto assistenza diretta. Non rinuncia tuttavia, al miglioramento continuo sotto laspetto tecnico tanto che nel 1966 nasce una nuova Bandini mille a motore posteriore. Una barchetta con una nuova gradevolissima linea, un motore mille aggiornato, posizionato posteriormente e il cambio Colotti rappresentano le maggiori novità.

Questa vettura ha corso fino alla metà degli anni settanta quando viene donata da Bandini al Comune di Forlì che tuttora la custodisce.

Nel 1968 viene presentata al "Salone dellauto sportiva" di Torino la Bandini berlinetta saloncino sfortunata al circuito del Mugello dello stesso anno: uscì di strada in prova e nel rimetterla a nuovo fu lievemente modificata nella parte anteriore della carrozzeria.



                                     

1.10. Biografia Le innovazioni

Una nuova Bandini sport prototipo 1000 nasce nel 1970 con linsolita soluzione dei carburatori posti al centro della testata in posizione verticale. Dopo due anni la Bandini mille sport prototipo con la comparsa del primo elemento aerodinamico su una Bandini: un alettone posteriore.

Alla frusta di Dolcetti, Ghini, Benelli, Gatta, Ferrucci questi ultimi prototipi hanno vinto la Coppa Acqua Cerelia, la Camucia-Cortona, la Colle S. Bartolo PU, la Gubbio-Madonna della Cima, la Coppa del Chianti sottopeso di mezzo kilo e colto innumerevoli piazzamenti: Trieste-Opicina, Bologna-Raticosa, Ascoli-colle S.Marco, Castione Passo della Presolana, Circuito del Mugello, Targa Florio, Magione e molte altre corse prevalentemente in salita su tutto il territorio nazionale.

Ilario negli anni settanta oltre a curare il restauro delle sue vecchie auto si preoccupa di proseguire lo studio delle nuove. Presenta nel 1980 la Bandini 1300 c.c. 16 valvole iniezione meccanica e accensione elettronica; dopo telai, motori e volanti, ora anche i cerchi in lega delle ruote sono fatti e portano la firma Bandini.

Nel 1975 Ilario è il trascinatore del Gruppo piloti Bandini che si era adoperato con successo nellorganizzazione di una fiera dedicata allautomobilismo. Fino al 1979 arrivano a Forlì la McLaren Formula 1 di James Hunt 76 e la Ferrari di Niki Lauda 77 oltre a decine di migliaia di visitatori. Lavventura si interrompe a causa della concomitanza con quella oggi più nota come Motorshow ma nata nel 1976 di Bologna, che disponeva di locali molti più ampi e adeguati.

Ilario fu determinante anche nellorganizzazione della corsa in salita Predappio-Rocca delle camminate Forlì del 1978 che era stata interrotta dieci anni prima.

A metà del 1981 riceve dallUniversità di New York la laurea honoris causa in ingegneria meccanica, mentre una Bandini viene esposta al Museo Marconi di Los Angeles. Seguirono ulteriori gratificazioni come la medaglia doro del Comune di Forlì e la medaglia assegnatagli dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano CONI "come giusto riconoscimento di tanti anni svolti a favore dello sport italiano".

Nel 1985 veste il casco unultima volta a Predappio per salire con la sua 1300 16 Valvole.

                                     

1.11. Biografia Bandiera a scacchi

Ancora qualche anno per vedere lultima creazione: una Bandini Berlinetta 1000 turbo 16 V che ha terminato alletà di 80 anni, appena prima di spegnersi a Forlì il 12 aprile 1992.

A dieci anni dalla morte, la città di Forlì ne onora il ricordo intitolandogli una piazza.

Il Registro storico Bandini conserva la documentazione, la storia e dieci auto Bandini al fine di perpetuare il ricordo di una marca di automobili del passato che ha contribuito ad accrescere la fama delle auto italiane, ma soprattutto il ricordo di una persona che ha fatto della propria vita il mezzo per realizzare i propri sogni.