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ⓘ Lingua franca mediterranea




Lingua franca mediterranea
                                     

ⓘ Lingua franca mediterranea

La lingua franca mediterranea, detta anche sabir, fu un idioma pidgin "di servizio" parlato in tutti i porti del Mediterraneo tra lepoca delle Crociate e tutto il XIX secolo, anche se probabilmente dovettero esistere lingue franche in epoche precedenti. Sebbene avesse diverse varianti, la più diffusa e persistente era costituita principalmente da un lessico al 65-70% italiano e per un 10% spagnolo, con parole di altre lingue mediterranee, come arabo, catalano, greco, occitano, siciliano e turco.

                                     

1. Storia

Era chiamata anche Petit Mauresque in francese piccolo moresco, Ferenghi, Ajnabi o Aljamia. Il nome sabir è forse una storpiatura del catalano saber, cioè sapere; lingua franca, invece, deriva dallarabo lisān-al-faranğī. Il secondo termine è in seguito passato ad indicare qualsiasi idioma che metta in contatto parlanti di estrazione diversa.

Questa lingua ausiliaria serviva a mettere in contatto i commercianti europei con gli arabi e i turchi, la parlavano anche gli schiavi di Malta nel cosiddetto bagnio, i corsari del Maghreb e i fuggitivi europei che trovavano riparo ad Algeri. La morfologia era molto semplice e lordine delle parole molto libero. Vi era un largo uso delle preposizioni per supplire alla mancanza di alcune classi di parole, tra cui gli aggettivi possessivi. Aveva inoltre un numero limitato di tempi verbali: il futuro si creava usando il modale bisognio, il passato con il participio passato.

Il primo documento in lingua franca risale al 1296: si tratta del più antico portolano relativo alla totalità del Mediterraneo, intitolato Compasso da Navegare. In seguito, nel 1891, è stato trovato un importante documento proveniente da Djerba, in Tunisia. Nel 1830 viene pubblicato a Marsiglia il Dictionnaire de la langue franque ou Petit mauresque, manuale scritto in lingua francese in occasione della spedizione francese in Algeria per la conquista di Algeri. Doveva servire ai soldati francesi per imparare e conoscere la lingua sabir. Il commediografo veneziano Carlo Goldoni rappresentò, nell Impresario delle Smirne, un personaggio che si esprimeva in lingua franca. Si chiamava Ali. Il tratto più notevole è l’utilizzo del verbo" stare” in luogo del verbo" essere”.

Ne riporta due esempi anche Molière, nel Borghese gentiluomo:

ne Il siciliano o lamor pittore, in cui rappresenta uno schiavo turco che incontra Don Pedre proponendogli di comprarlo dicendo:

Don Pedre risponde:

Cerano altre varianti, più" francesizzate”, che sono state raccolte da esploratori e viaggiatori. Charles Farine riporta l’incontro, avvenuto intorno alla seconda metà del 1800 tra il generale francese Pierre Hyppolite Publius Renault e un rappresentante delle milizie algerine impiegate dai francesi. Questi, spiega il libro, preferivano intraprendere azioni militari anziché scavare le trincee." Trabajar barout bono, trabajar terra makach ”, ripetevano." Lavorare il barout è buono, lavorare la terra è male ”. Barout deriva dal francese" poudre” e makach è una forma per dire" niente”, cioè" no”.