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ⓘ Percezione




Percezione
                                     

ⓘ Percezione

La percezione è il processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato. Gli assunti allo studio della percezione variano a seconda delle teorie e dei momenti storici. Le principali discipline che si sono occupate di percezione sono la psicologia, la medicina e la filosofia.

È possibile operare una prima distinzione tra la sensazione legata agli effetti immediati ed elementari del contatto dei recettori sensoriali con i segnali provenienti dallesterno e in grado di suscitare una risposta e la percezione che corrisponde allorganizzazione dei dati sensoriali in unesperienza complessa ovvero al prodotto finale di un processo di elaborazione dellinformazione sensoriale da parte dellintero organismo.

La psicologia associazionista considerava la percezione come la somma di più stimoli semplici legati in modo diretto al substrato fisiologico degli apparati sensoriali. Con lo sviluppo e il consolidamento della psicologia della Gestalt, il centro dellindagine sui processi percettivi passa dalla precedente concezione elementaristica alla percezione come risultato di uninterazione e organizzazione globale di varie componenti. Prima di esporre le varie teorie che si sono occupate della percezione, è opportuno comprendere i processi che ne stanno alla base. Tali processi sono di due tipi: la categorizzazione e lidentificazione.

                                     

1. Categorizzazione e identificazione

La categorizzazione è il processo mediante il quale assegniamo un oggetto a una categoria. Ad esempio, un oggetto di forma sferica, liscio e con un picciolo in mezzo fa parte della categoria frutta. Dopo aver fatto questo dobbiamo "identificare loggetto", ovvero dargli un nome. Loggetto liscio e sferico col picciolo in mezzo si chiama mela processo di identificazione. Sia la categorizzazione sia lidentificazione richiedono processi cognitivi elevati, come ad esempio tutto ciò che sappiamo sulloggetto, le impressioni che ci siamo fatti su di esso, ecc.

                                     

2. Stimolo distale e prossimale

Ci sono due tipi di stimoli che noi usiamo per crearci la nostra rappresentazione percettiva degli oggetti: lo stimolo distale e quello prossimale. Lo stimolo distale è ciò che noi percepiamo, la presenza fisica delloggetto.

Lo stimolo prossimale è quello stimolo da cui noi dobbiamo ricavare informazioni per arrivare allo stimolo distale. Il fatto che la mela è rotonda, che ha il picciolo in mezzo etc., fanno tutti parte dello stimolo prossimale, perché grazie a queste informazioni io arrivo a capire che quella è una mela, quindi allo stimolo distale.

In sintesi, il processo della percezione richiede che il sistema percettivo ricopi le informazioni contenute nello stimolo prossimale per crearsi la rappresentazione percettiva delloggetto, o stimolo distale. Tuttavia questo passaggio non avviene sempre in modo corretto: ogni tanto il sistema percettivo fa degli errori, e quindi ci fa sperimentare quelle che si chiamano illusioni.

Una illusione è una rappresentazione sbagliata che noi ci siamo fatti di un oggetto. Quando qualcosa è freddo può sembrare bagnato. Questo è un esempio di illusione. Fonte: "Daniel levitin", "Foundations of cognitive psychology". Vi sono due processi fondamentali che il sistema percettivo mette in atto per arrivare allo stimolo distale: quello di bottom-up e quello di top-down. Il bottom-up avviene quando la rappresentazione percettiva delloggetto è guidata dalle sue caratteristiche. Il top-down avviene quando la rappresentazione percettiva è guidata dalle esperienze passate dellindividuo, ad esempio da tutto quello che io conosco sulloggetto.

                                     

3. La teoria di Helmholtz sulla percezione

Il modello di Hermann Helmholtz sottolinea limportanza dellesperienza nella percezione, enfatizzando il ruolo dei processi mentali nellinterpretazione degli stimoli. Gli stimoli eccitano il sistema nervoso e così il soggetto, in base alle sue esperienze passate sulloggetto le sue conoscenze le sue memorie può sviluppare quelle che Helmholtz chiama "inferenze ipotesi inconsce".

Helmholtz suddivide il processo percettivo in due stadi:

  • 2º stadio sintetico: si sintetizzano gli stimoli sensoriali ricevuti, per formare la rappresentazione percettiva delloggetto.
  • 1º stadio analitico: gli organi sensoriali analizzano gli stimoli in entrata.

Nella teoria di Helmholtz sono presenti i precursori di quello che in seguito sarà definito come "costruttivismo cognitivo" applicato alla percezione, basato sul presupposto che "i processi cognitivi coinvolgono quelle che si chiamano inferenze induttive, o problem solving intelligenti". In pratica, secondo il costruzionismo cognitivo, i processi percettivi tentano di "costruire una descrizione che meglio si adatta alla situazione, usando ad esempio i contesti percettivi dello stimolo".



                                     

4. La percezione e la psicologia della Gestalt

La Gestalt, mediante un approccio fenomenologico alla percezione, canonizza una serie di leggi percettive indipendenti dallesperienza esterna quindi non legate a fenomeni di apprendimento e presenti sin dalla nascita.

Queste leggi analizzano lorganizzazione figurale prendendo in considerazione la separazione della figura dallo sfondo. Max Wertheimer, il padre della psicologia della Gestalt, ipotizzò le seguenti leggi:

  • Legge dellorganizzazione percettiva sulla base del destino comune. Tale meccanismo di vicinanza risulta saliente non solo a livello di modificazioni dello spazio, ma anche del tempo.
  • La legge dellarea occupata. La zona distinta che occupa unestensione minore tende ad essere colta come figura, mentre quella più estesa come sfondo. Risulta importante anche orientamento dellarea occupata. Questo meccanismo di identificazione degli oggetti sullo sfondo funziona anche se la chiusura è incompleta
  • La legge della sovrapposizione: le forme sopra sono figure. Perché si verifichi una sovrapposizione è allora necessario che ci siano indizi di profondità.

Altri studi, sempre afferenti alla psicologia gestaltista, si sono occupati di postulare le leggi generali volte a sintetizzare più elementi in ununica percezione globale:

  • Legge della buona continuazione o continuità della direzione: si impone come unità percettiva quella che offre il minor numero di irregolarità od interruzioni, a parità delle altre proprietà.
  • La legge della Gestalt, che sintetizza lintera logica della percezione, è quella della semplicità o della "buona forma": i dati vengono infatti organizzati nella maniera più semplice e più coerente possibile, rispetto alle esperienze pregresse.
  • La legge del raggruppamento per somiglianza: in elementi disposti disordinatamente, quelli che si somigliano tendono ad essere percepiti come forma, staccati dallo sfondo e divenire una figura. La percezione della figura risulta tanto più forte quanto più forte è la somiglianza.

Altri studi si sono invece occupati di determinare gli elementi figurali utilizzati per la percezione della terza dimensione. Essa risulta infatti legata alla percezione del movimento. I principali indicatori identificati sono:

  • la prospettiva aerea e quella lineare.
  • la grandezza relativa loggetto più grande è il più vicino,
  • la luminosità,

Le leggi della percezione sono dette autoctone perché ritenute innate e non frutto dellapprendimento, anche se si è visto che esiste una progressione evolutiva nella elaborazione delle percezioni. Fin dai primi mesi il neonato è in grado di riconoscere i colori le forme in particolare la figura umana, ma solo più tardi acquisterà la "costanza percettiva", ossia la capacità di collegare una forma o figura già conosciuta, con una diversa in cui riconosce caratteristiche di somiglianza ad es. una statua viene associata ad una persona.

                                     

5. Realismo ecologico

Chiamato anche "teoria della percezione diretta", secondo tale teoria la percezione non è niente di più che limmediata ricezione dellinformazione. Questo approccio apparve in forma "embrionica" nel libro di Gibson "La percezione del mondo visuale".

                                     

6. La percezione e il paradigma del New Look of Perception

Mentre in Europa si sviluppava la Gestalt, incentrandosi, attraverso le sue leggi universali, sugli elementi fenomenologici del percetto, negli Stati Uniti prendeva piede dagli anni 50 il paradigma del New Look of Perception.

Tra i maggiori esponenti di questi studi è possibile ricordare Jerome Bruner. Con questa scuola acquisisce limportanza, del tutto trascurata dallapproccio della Gestalt, delle attività e del valore personale e sociale delloggetto percepito. Le forme, non più innate, sono ancorate ai bisogni e agli scopi degli individui; i valori e i bisogni personali diventano elementi chiave attraverso cui strutturare il processo percettivo. Oggetti e simboli ritenuti significativi dalla persona possono essere percepiti in maniera distorta, e dissonanti dallapproccio fenomenologico della percezione portato avanti dalla Gestalt.

                                     

7. Il metodo dindagine le applicazioni di sviluppo nel campo psicologico

Dal punto di vista del piano applicativo, la percezione rappresenta un potente indicatore del vissuto emotivo e motivazionale dellindividuo. Infatti, come la corrente del New look of perception ha sottolineato, i motivi e gli stati emotivi del soggetto, sia momentanei che persistenti, hanno leffetto di sensibilizzare selettivamente il soggetto verso gli oggetti legati alle sue tendenze o avversioni, siano essi processi di allontanamento e difesa percettiva o vigilanza percettiva. Latteggiamento percettivo, aspetto di un più generale stile cognitivo, è strettamente legato al modo dellindividuo di vivere questi aspetti, quindi alla sua personalità in senso globale, nei suoi aspetti consapevoli e inconsapevoli.

Lequilibrio omeostatico tra motivazione\emozione e percezione è dimostrato da numerosi studi riguardanti la privazione senso-motoria. In questi studi il soggetto, messo in una condizione forzata di omogeneità percettiva e cognitiva, vivacizza la propria attività percettiva con linsorgere di uno stile analitico e addirittura di allucinazioni che destrutturano il percetto dalle leggi gestaltiste.



                                     
  • Viene chiamata percezione extrasensoriale o ESP acronimo dell espressione inglese Extra - sensory perception ogni ipotetica percezione che non possa essere
  • prima parte del libro Le porte della percezione - Paradiso e inferno. Aldous Huxley, Le porte della percezione - Paradiso e inferno, traduzione di Lidia
  • introdotto di appercezione usato per definire la percezione della percezione ossia la percezione massima perché situata al più alto livello di autocoscienza
  • fotografia, viene interpretata come concetto psicologico correlato alla percezione della luce emessa o riflessa da un oggetto in altri termini, è il corrispondente
  • percezione aptica è il processo di riconoscimento degli oggetti attraverso il tatto. La percezione aptica deriva dalla combinazione tra la percezione
  • possibile sperimentare o comprendere direttamente la percezione del tempo di un altra persona, tale percezione può essere studiata oggettivamente e inferita
  • Geografia della percezione è il termine, epistemologicamente scorretto, con cui la geografia del comportamento è stata spesso definita nella letteratura
  • La percezione del rischio di mercato è la percezione fondata o infondata, che hanno gli investitori sull andamento futuro dei mercati. Quando si verifica
  • La scala di percezione dello sforzo RPE, Rate of Perceived Exertion chiamata anche scala RPE, o scala di Borg in richiamo al suo inventore, Gunnar Borg
  • alcune strutture che consente la percezione degli oggetti pregnanza nel caso gli stimoli siano ambigui, la percezione sarà buona in base alle informazioni
  • L indice di percezione della corruzione in inglese Corruption Perception Index CPI è un indicatore statistico pubblicato da Transparency International