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ⓘ François Cevert




François Cevert
                                     

ⓘ François Cevert

Anche la stagione 1973 promette il dualismo Stewart-Fittipaldi visto nella passata edizione. Il brasiliano vince il primo Gran Premio, in Argentina, proprio davanti a Cevert, che viene staccato di 4.69 secondi. Terzo giunge Stewart, a dimostrazione del gran livello raggiunto dalla Tyrrell durante la pausa invernale.

Mentre nelle posizioni di testa il duello è tra Stewart e Fittipaldi, Cevert si trova in pratica in lotta con Ronnie Peterson per la terza posizione. Le due gare seguenti sono deludenti per il francese, che giunge decimo in Brasile e si ritira in Sudafrica. Il prosieguo di stagione è tuttavia proficuo per Cevert, che conquista due secondi posti consecutivi in Spagna e in Belgio. Giunge quindi quarto a Monaco e terzo al Gran Premio di Svezia, prima di conquistare un nuovo secondo posto in Francia e un quinto in Gran Bretagna.

Cévert, grazie al fascino estetico ed ai risultati sportivi conseguiti, acquista fama a livello nazionale. Si muove per lEuropa pilotando personalmente il suo Piper. A livello di gossip viene dato risalto al suo presunto flirt con Brigitte Bardot, nonostante François abbia nel jet-set due fidanzate storiche, ricche, nobili e precocemente divorziate, in Anne Nanou Van Malderen ed in Christina de Caraman-Chimay. Il 29 luglio coglie a Zandvoort, nel Gran Premio dOlanda, un nuovo secondo posto dietro al compagno Stewart. La gioia a fine gara viene però spezzata dalla notizia della tragica morte di Roger Williamson, la cui March, nel corso del settimo giro, si capovolge, si trascina per quasi 300 metri sul percorso e quindi prende fuoco, intrappolando il giovane pilota inglese nelle lamiere.

Appena una settimana dopo, la F1 si ripresenta in Germania: è ancora doppietta Tyrrell, con Stewart primo e Cevert subito dietro, ad 1.6 secondi di distacco. Per lo scozzese è infatti il 5º successo stagionale, che gli vale la matematica conquista del titolo; il francese però si proietta nettamente sui piani alti della classifica, contendendo la seconda posizione a Fittipaldi.

Le successive due gare tuttavia non vanno secondo lesito sperato. Cevert si ritira in Austria e in Italia giunge solo quinto. Per contro Fittipaldi coglie un secondo posto, mentre uno strepitoso Peterson vince sia a Zeltweg che a Monza.

A questo punto per Cevert resta la possibilità di conquistare il secondo posto, al fine di chiudere nel migliore dei modi una già ottima annata e si presenta determinato per latto conclusivo della stagione in Nord America. Il 23 settembre a Mosport Park, nel Gran Premio del Canada, rimane coinvolto, al 33º giro, in un brutto incidente riportando una ferita ad una caviglia ed arrivando quasi alle mani con il giovane sudafricano Jody Scheckter. La Tyrrell 006 ha la pedaliera distrutta e solertemente viene fatta arrivare in aereo dallInghilterra una nuova vettura, la 006/3, giusto in tempo per il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma il 7 ottobre a Watkins Glen. Trattasi di una corsa nella quale in precedenza ha già colto risultati positivi, grazie alla vittoria nel 1971 e al secondo posto nel 1972. Il dualismo è ancora con Ronnie Peterson e, sabato 6 ottobre, i due ingaggiano battaglia in prova per guadagnare la pole position. Cevert, confidando anche nel nuovo telaio, lancia la vettura in cerca del miglior tempo, ma alle veloci "Esse", nella parte iniziale del tracciato, lauto non curva, andando a schiantarsi ad oltre 200 chilometri orari contro le vicine barriere metalliche e rimbalzando contro quelle dallaltra parte della pista dopo essersi capovolta e spezzata a metà. Limpatto è violento e lentità del dramma viene subito percepita: i primi ad accorrere sono Jackie Stewart, Jody Scheckter e lamico Carlos Pace, i quali capiscono che cè ben poco da fare. Stewart riferirà:" Sembrava il luogo di un disastro aereo ”. I commissari di gara trovano il pilota intrappolato tra i rottami dellauto e straziato dalle lamine del guard-rail. Una delle ruote anteriori gli ha sfondato il casco, provocandone la morte istantanea. Cevert non viene neanche estratto subito dalla carcassa della Tyrrell, procedendo i commissari prima a disincastrare, con un carro attrezzi, la vettura dal parapetto metallico: come dirà lattonito compagno e amico Stewart, recatosi immediatamente sul posto, "Lhanno lasciato nellauto perché era chiaramente morto". Stewart abbandona immediatamente la scena dellincidente e torna ai box.

Ignote le cause dellincidente: alcuni, tra i quali Niki Lauda anni dopo nel suo libro "Io e La Corsa", parlarono di un insidioso avvallamento sullasfalto su cui François sarebbe passato per una traiettoria eccessivamente aggressiva a bordo pista; chi di malore del pilota per lessere salito in macchina dopo una crisi di vomito: altri attribuirono la responsabilità ai postumi della ferita alla caviglia riportata due settimane prima ed in effetti il francese sfoggiava ai box una vistosa bendatura. Per il compagno Stewart invece, semplicemente e contro il suo consiglio, il francese avrebbe affrontato le "Esse" in terza marcia ad elevato numero di giri col risultato di avere una vettura più pronta ma nervosa ed incontrollabile in caso di difficoltà. Lo scozzese anzi aggiunse che dopo lincidente, quando risalì in vettura per affrontare la quarta ed ultima sessione di prove, staccando tra laltro il settimo tempo, ebbe anchegli delle difficoltà alle "Esse" ma riuscì a tenere in strada la vettura in quanto la quarta marcia gli permise un controllo molto più morbido e facile.

La morte del ventinovenne pilota francese sconvolge la Formula 1, primo fra tutti Stewart. Lo scozzese confesserà tempo dopo che nellaprile 1973 aveva maturato la decisione di abbandonare la F1, lasciando a Cevert il ruolo di prima guida in Tyrrell per la stagione 1974. Stewart aveva parlato della cosa solo con il patron Ken Tyrrell, che già si era mosso in estate per strappare Roger Williamson a Tom Wheatcroft e successivamente, dopo la tragica morte del giovane inglese, aveva contattato Jody Scheckter, senza però informarlo su chi avrebbe sostituito, tanto che il sudafricano aveva immaginato un team con tre vetture. Jackie non aveva informato neppure la moglie Helen, presente in quel tragico weekend a Watkins Glen, per evitarle la tensione del conto alla rovescia delle ultime gare da disputare.

In tarda serata la Tyrrell annuncia il ritiro dal Gran Premio delle due vetture superstiti, la 005 di Chris Amon e la 006/2 di Jackie Stewart. Lo scozzese, distrutto dal dolore, non prende così parte a quella che sarebbe stata la centesima ed ultima gara della sua carriera. Il giorno successivo rilascia delle interviste in cui manifesta lintenzione di lasciare, intenzione che sarà ufficializzata, al ritorno in patria, in una conferenza stampa al Tower Hotel di Londra.

Cévert è sepolto al Cimitero di Vaudelnay, nel dipartimento del Maine e Loira, presso Parigi.

                                     

1. Palmarès

  • In Formula 1
  • 10 secondi posti;
  • 3º posto nel Campionato di Formula 2 1969;
  • Vincitore del Volant Shell 1966;
  • 2 terzi posti.
  • 46 Gran Premi disputati;
  • 1 vittoria Gran Premio degli Stati Uniti 1971;
  • Campione francese di Formula 3 1968;
  • 2º posto alla 24 ore di Le Mans 1972.

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