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ⓘ Maria Montessori




Maria Montessori
                                     

ⓘ Maria Montessori

Maria Tecla Artemisia Montessori è stata uneducatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, internazionalmente nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole materne, elementari, medie e superiori in tutto il mondo; fu tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia.

                                     

1.1. Biografia I primi anni

Figlia di Alessandro Montessori, emiliano, e di Renilde Stoppani, marchigiana, Maria nacque in unabitazione al civico 10 di Piazza Mazzini a Chiaravalle, a pochi chilometri da Ancona. I genitori erano persone istruite e sensibili alle nuove idee politiche, che parlavano di unità italiana.

Il padre Alessandro era nato a Ferrara e, dopo aver lavorato come impiegato di concetto nelle saline di Comacchio, negli anni settanta era stato trasferito a Chiaravalle per un lavoro di controllo. È in questo luogo che incontrò la donna con la quale poi si sarebbe sposato, Renilde Stoppani. Nei suoi scritti il padre ci dà preziose informazioni sulla crescita e sullo sviluppo di Maria.

La madre Renilde 1840-1912 era originaria di Monte San Vito, paese nelle vicinanze di Chiaravalle, e proveniva da una famiglia di piccoli proprietari terrieri; era una donna istruita e amava molto la lettura. Come il padre, anche lei era cattolica, con una spiccata simpatia per gli ideali risorgimentali. Per parte di madre, Maria era nipote di Antonio Stoppani, abate e naturalista, ancor oggi celebre per essere stato autore del fortunato volume Il Bel Paese. La giovane Maria Montessori ebbe nellabate Stoppani un punto di riferimento e nella madre un costante sostegno alle sue idee innovative e alle sue scelte di vita insolite per lepoca, anche in contrasto con un certo conservatorismo del padre.

Maria Montessori rimase legata alla sua terra natale: nel 1971 il figlio Mario, durante la posa della prima pietra della nuova scuola Montessori di Ancona, raccontò che la madre, al ritorno dallIndia, nellestate del 1950, aveva espresso il desiderio di rivedere i luoghi in cui era vissuta. Con il figlio infatti si recò ad Ancona ed a Chiaravalle, dove disse: Adesso sono contenta; adesso anche se muoio ho rivisto il mio paese.

Nel febbraio del 1873 Alessandro venne trasferito a Firenze, dove rimarrà con la famiglia per due anni. Pochi anni dopo la famiglia affrontò un altro trasferimento: a Roma, divenuta da poco capitale, Maria venne iscritta alla scuola preparatoria comunale di Rio Ponte. Fin da piccola Maria si era dimostrata vivace. Gli studi elementari non erano stati molto brillanti, a causa di problemi di salute tra cui una lunga rosolia. Studiò francese e pianoforte, che abbandonò presto. Verso gli 11 anni cominciò ad appassionarsi agli studi. La sua passione giovanile era larte drammatica. Eccellente in italiano, presentava però lacune in grammatica e matematica. Nel febbraio del 1884 si era aperta a Roma una scuola governativa femminile: la "Regia scuola tecnica" oggi Istituto Tecnico "Leonardo Da Vinci", in via degli Annibaldi. La fondazione di questa scuola rientrava nel piano di politica scolastica dellItalia post-unitaria. Maria fu tra le prime dieci alunne e si diplomò con 137/160.

                                     

1.2. Biografia Scelta e percorso universitario

Fin dai primi anni di studio la ragazza manifestò interesse per le materie scientifiche, soprattutto matematica e biologia, una circostanza che le causerà contrasti con il padre, il quale avrebbe voluto avviarla alla carriera dinsegnante; la madre, invece, non smise mai di sostenerla. Maria Montessori non poté inizialmente iscriversi alla facoltà di Medicina, come era sua ferma intenzione, per la mancanza del diploma di maturità classica. Per superare la difficoltà alliscrizione, siscrisse alla Facoltà di Scienze e, dopo due anni, poté trasferirsi presso la Facoltà di Medicina dellUniversità "La Sapienza" di Roma, sostenuta dal ministro Baccelli ed anche da papa Leone XIII, che dichiarò: Tra tutte le professioni, quella più adatta per una donna è proprio quella di medico.

Per la Montessori, particolarmente importanti per il futuro impegno a favore dei bambini dei quartieri poveri di Roma furono le lezioni di igiene sperimentale, tenute dal professor Angelo Celli, marchigiano come lei, che era fermamente convinto che alcune malattie molto diffuse, come la malaria e la tubercolosi, non erano dovute ad unincapacità della scienza medica, ma erano espressione di marginalità sociale e dunque si sarebbero potute debellare solo con limpegno dello Stato.

Nel 1896 sarà la terza donna italiana a laurearsi in medicina, con la specializzazione in neuropsichiatria. Maria si dedicò con passione e metodo alla ricerca in laboratorio. Oltre ai corsi di batteriologia e microscopia, seguì il corso di ingegneria sperimentale. Studiò anche pediatria allOspedale dei bambini, le malattie delle donne nei reparti del San Giovanni Roma, e quelle degli uomini al Santo Spirito Roma due ospedali ancora attivi.

Maria era una studentessa molto capace, tanto che vinse un premio di mille lire dalla Fondazione Rolli per un lavoro in patologia generale. Nel 1895 Maria vinse un posto di "aggiunto in medicina" degli ospedali con il diritto di entrare nella Società Lancisiana, riservata ai dottori e professori degli ospedali di Roma. Il suo curriculum risultò eccellente in igiene, psichiatria e pediatria, materie che saranno alla base delle sue future scelte. Negli anni che precedettero la laurea, i suoi impegni di studio si orientarono sempre più verso ricerche di tipo sperimentale in laboratorio e di osservazione nelle sale del manicomio dellospedale di Santa Maria della Pietà di Monte Mario Roma. Durante la preparazione della sua tesi, frequentò le lezioni di Antropologia fisica o biologica tenute da Giuseppe Sergi. La tesi, che discusse il 10 luglio del 1896, fu a carattere sperimentale: quasi cento pagine scritte a mano che portano il titolo "Contributo clinico allo studio delle allucinazioni a contenuto antagonistico" pp. 33–37.

                                     

1.3. Biografia Scelte e percorso lavorativo

Ottenne la nomina di assistente presso la clinica psichiatrica dellUniversità di Roma, in collaborazione con Giuseppe Ferruccio Montesano con cui ebbe un sodalizio professionale e affettivo, dedicandosi al recupero dei bambini e delle bambine con problemi psichici, al tempo definiti anormali. Il lavoro in clinica la portò ad entrare materialmente in contatto con gli ambienti scientifici di Regno Unito e Francia. Nacque così il suo interesse per la letteratura scientifica francese del primo Ottocento a proposito dei casi di fanciulli selvaggi, allevati da animali, ritrovati in zone isolate nel corso del Settecento, e per gli esperimenti rieducativi tentati da Jean Marc Itard 1765-1835. Attirò inoltre la sua attenzione il lavoro svolto da Itard e dal suo collaboratore, Édouard Séguin 1812-1880, riguardo alla possibilità di inserimento nella comunità dei bambini e delle bambine anormali attraverso un percorso di educazione adeguato. Proprio la partecipazione a numerosi convegni pedagogici, in varie città europee, le permetterà di entrare in contatto con la scuola di Itard e Seguin e di apprendere i loro metodi sperimentali di rieducazione dei minorati mentali.

Contribuì con il suo impegno allemancipazione femminile. Partecipò al Congresso Femminile di Berlino nel 1896 in veste di rappresentante dellItalia. È rimasto famoso un suo intervento in tale sede sul diritto alla parità salariale tra donne e uomini. In quelloccasione le donne operaie della sua cittadina natale, Chiaravalle, raccolsero una somma per contribuire alle spese di viaggio. Partecipò anche al successivo Congresso Femminile di Londra 1899.

Nel 1898 presentò a Torino, al congresso pedagogico, i risultati delle sue prime ricerche e, dopo breve tempo, divenne direttrice della scuola magistrale ortofrenica di Roma. Con lo spostamento dei suoi interessi sul lato delleducazione, decise di rinnovare le sue basi culturali laureandosi in filosofia. I suoi successi scientifici, conseguiti in unatmosfera culturale fortemente influenzata dal positivismo, le valsero riconoscimenti e borse di studio, e la portarono a partecipare a una ricerca sui bambini ritardati con il collega, Giuseppe Montesano, a cui si legò sentimentalmente. Dalla relazione con il Montesano nacque, nel 1898, un figlio, Mario, che Maria partorì di nascosto e affidò a una famiglia di Vicovaro un paesino del Lazio, precisamente alle cure di Vittoria Pasquali, e successivamente lo fece iscrivere in un collegio. Dopo la morte di sua madre, Maria poté prendere il figlio, ormai quattordicenne, a vivere con sé, dicendo che era un nipote la verità fu rivelata solo nel suo testamento.

Successivamente, il rapporto con Montesano finì in modo drammatico; dal momento in cui Maria Montessori apprese che Montesano avrebbe sposato unaltra donna, prese a vestirsi solo di nero, in lutto eterno per quellamore finito. La rinuncia al figlio, unita alla fine della sua storia damore, segnarono senza dubbio cambiamenti fondamentali nella sua vita.

Nel 1899 aderì alla Società Teosofica, alla quale rimarrà legata negli anni a venire, tanto che si troverà a passare gli anni della seconda guerra mondiale ad Adyar, nella sede internazionale della società, sia pure in domicilio coatto, essendo cittadina italiana e quindi di un paese belligerante nemico. Come scrive Lucetta Scaraffia: ".non si trattò di unadesione superficiale: il pensiero pedagogico della Montessori, i suoi scritti filosofico-femministi riportano notevoli tracce dellinfluenza teosofica". Entrò inoltre a far parte della massoneria.

Nel 1903 venne nominata Medico Assistente di II Classe nei ruoli del Personale Direttivo della Croce Rossa Italiana, con un grado militare assimilabile a quello di sottotenente, a disposizione per i servizi degli Ospedali Territoriali della C.R.I.

Nel 1904 conseguì la libera docenza in antropologia ed ebbe dunque lopportunità di occuparsi dellorganizzazione educativa degli asili infantili. A tal fine, nel 1907, a San Lorenzo, aprì la prima Casa dei Bambini, in cui applicò una nuova concezione di scuola dinfanzia: Il metodo della pedagogia scientifica, volume scritto e pubblicato a Città di Castello Perugia durante il primo corso di specializzazione 1909. Il testo venne tradotto e accolto in tutto il mondo con grande entusiasmo.

Al suo arrivo negli Stati Uniti, nel 1913, il New York Tribune la presentò come the most interesting woman of Europe la donna più interessante dEuropa. Da quel momento, il suo metodo riscuoterà un buon interesse nel Nord America, con il tempo poi affievolitosi, fino al ritorno in auge sostenuto da Nancy McCormick Rambusch, fondatrice, nel 1960, della Società Montessori Americana. Dal successo dellesperimento romano nacque il movimento montessoriano, dal quale nel 1924 avrà origine la "Scuola magistrale Montessori" e l"Opera Nazionale Montessori", eretta, questultima, in Ente morale e volta alla conoscenza, alla diffusione, allattuazione e alla tutela del suo metodo. Maria Montessori ne divenne Presidente onoraria.



                                     

1.4. Biografia La Montessori e il fascismo

La sua collocazione politica non è pacifica: alcuni critici a sinistra lhanno giudicata di destra per le tante scuole private aperte a suo nome e per le sue amicizie altolocate. Daltra parte, in casa idealista non piaceva limportanza da lei data alla ricerca scientifica, né a destra si apprezzavano le concrete indicazioni per garantire criteri di uguaglianza e non classi basate su giudizi elitari e competizione continua. In principio Maria accettò lappoggio di Mussolini, interessato a risolvere il problema dellanalfabetismo con le "Case dei Bambini".

Nel 1914 Maria Montessori si trasferì in Spagna, ove rimase fin oltre il termine del conflitto mondiale. Rientrata in Italia nel 1924, venne ricevuta da papa Benedetto XV e ottenne anche il plauso fascista:

Nello stesso anno si svolse a Milano un corso con le lodi del regime e la Società degli amici del metodo venne trasformata in Ente morale, prendendo il nome di Opera Nazionale Montessori, con sedi a Napoli ed a Roma, con presidente onorario lo stesso Benito Mussolini. Tuttavia le piccole scuole, non direttamente volute da lui, gli davano lustro e fastidio allo stesso tempo, forse perché non esercitava sul progetto un controllo totale se ne occupò anche Maria Josè di Savoia, che per il fascismo non aveva molta simpatia. Fu questo il periodo in cui dominava sul piano culturale lidealismo di Croce e di Gentile: lontani su alcuni aspetti, ma entrambi sostenitori di un attacco frontale nei confronti di uneducazione scientifica e dunque dellimpostazione positiva che caratterizzava anche il metodo montessoriano.

Nello stesso anno il direttore generale per il settore educativo, Giuseppe Lombardo Radice, che negli anni precedenti si era mostrato a favore del metodo Montessori, mosse a Maria una serie di pesanti critiche: laccusa di aver rubato idee a Rosa e Carolina Agazzi, sostenendo che solo le due sorelle bresciane avevano elaborato un metodo veramente "italiano". Sulla scia di Lombardo Radice arrivarono altre critiche. Montessori venne definita "abile ammaliatrice", "camuffatrice", "affarista". Ancora una volta Maria lasciò cadere le critiche, come se non la riguardassero, ma da allora i rapporti con il fascismo cominciarono a deteriorarsi.

Proprio lasciando cadere nel nulla le critiche che le venivano rivolte, la Montessori poté organizzare nel 1926 il primo corso di formazione nazionale che preparava gli insegnanti a seguire il suo metodo. Tra laltro, nonostante le accuse di poca italianità, Mussolini in persona sosteneva la Montessori, ritenendo che la fama internazionale che ella aveva raggiunto fosse un vanto per lItalia; il capo del fascismo ricoprì addirittura la carica di presidente onorario del corso e donò dal proprio fondo personale un sussidio di lire 10.000 a favore dellOpera. Il corso si tenne a Milano e vi parteciparono ben 180 maestri. Essi provenivano soprattutto dalle zone più vicine alla sede del corso Lombardia e Veneto e dalle Marche, terra natale della Montessori; altri partecipanti provenivano da Roma. Il corso durò sei mesi ed ebbe il patrocinio del governo fascista.

Terminati i corsi internazionali svolti a Roma nel 1930 e nel 1931 le conferenze allestero, soprattutto quella di Ginevra sulla pace che ebbe risonanza internazionale, si approdò a una rottura definitiva: nel 1934 arrivò lordine di chiusura di tutte le scuole Montessori, sia per adulti che per bambini, fatta eccezione per due o tre classi che vivranno nella semiclandestinità. Nello stesso anno anche Hitler ordinò la chiusura delle scuole Montessori in Germania insieme alle Waldorf. Nel 1936 il regime chiuse per ordine del ministro Cesare Maria De Vecchi anche la Regia scuola triennale del Metodo Montessori, che a Roma preparava i maestri fin dal 1928. Nel 1933 uscì La pace e leducazione, ma Maria Montessori era ormai emarginata dalla cultura fascista.

Nel 1933 Maria e il figlio, Mario Montessori, decisero di dimettersi dallOpera Nazionale, che in pratica verrà definitivamente chiusa dal fascismo nel 1936, insieme alla "Scuola di metodo" operante a Roma dal 1928. A causa degli ormai insanabili contrasti con il regime fascista, fu costretta ad abbandonare lItalia nel 1934.

                                     

1.5. Biografia I viaggi le ultime attività

Continuarono così i suoi viaggi in vari paesi per diffondere la propria teoria educativa. Si recò in India, dove venne sorpresa dallo scoppio della seconda guerra mondiale e dove venne internata, insieme al figlio, in quanto cittadina di un paese nemico. Venne rilasciata nel 1944 e tornò poi in Europa nel 1946, accolta ovunque con onori.

Al suo rientro in Italia, nel 1947, si preoccupò innanzitutto di ricostruire lOpera Nazionale alla quale vennero affidati praticamente gli stessi compiti previsti dallo statuto del 1924, la cui attuazione e il cui sviluppo venne favorito anche attraverso la presenza di "Vita dellinfanzia", di cui ispirò e determinò la nascita. Grazie allimpulso datole da Maria Jervolino e Salvatore Valitutti, lOpera Montessori poté riprendere e sviluppare le proprie finalità, valorizzando i principi pedagogici della fondatrice e diffondendo la conoscenza e lattuazione del Metodo. A causa di una grave crisi finanziaria ed organizzativa ne fu commissariata la gestione fino al 1986, quando, completamente risanata, riacquistò la propria fisionomia statutaria che ancor oggi la caratterizza.

Trasferitasi temporaneamente presso amici nella città di Noordwijk, nei Paesi Bassi, venne richiesto nel 1951 il suo aiuto dalla nazione del Ghana, di imminente costituzione, per organizzarne lordinamento scolastico. Incerta se accettare, fortemente dissuasa dal figlio che temeva per la sua salute a causa di un viaggio così lungo, Maria Montessori morì il 6 maggio 1952 a Noordwijk. Sulla sua tomba si legge, in lingua italiana: "Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo". Esiste una bibliografia montessoriana molto vasta e articolata; ciononostante risultano non ancora tradotte in Italia alcune classiche opere biografiche sulla studiosa.

                                     

2. Pensiero pedagogico

Il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini e delle bambine con problemi psichici, espandendosi allo studio delleducazione per tutti i bambini. La Montessori stessa sosteneva che il metodo applicato su persone "frenasteniche" aveva effetti stimolanti anche se applicato alleducazione di bambini normali. Il suo pensiero identifica il "bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali", che ladulto ha ormai compresso dentro di sé rendendole inattive. Il principio fondamentale deve essere la "libertà dellallievo", poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina.

Per Maria Montessori la disciplina deriva dal "lavoro libero"; essa nasce solo quando nel bambino emerge linteresse autentico, ossia quando egli "sceglie" il lavoro assecondando il proprio istinto, capace di procurare uno stato di raccoglimento assoluto. Compito dellinsegnante sarà lavorare al mantenimento di questo stato tramite leducazione al movimento. Secondo Maria Montessori è proprio il movimento a giocare un ruolo centrale, poiché la personalità si forma con il crescere allunisono di facoltà psichiche e facoltà motorie. È quando il bambino impara a muoversi seguendo uno scopo che sia connesso con lattività psichica che saprà dirigere la propria volontà; solo allora sarà disciplinato. Per questo motivo il lavoro nelle "Case dei Bambini" è basato sul movimento; entrando in un ambiente costruito a sua misura, con materiali ideati per lutilizzo autonomo dalla stessa Montessori, il bambino può scegliere la propria attività, seguendo listinto, svegliando linteresse e la concentrazione. Un bambino concentrato non è ancora un bambino disciplinato perché un bambino disciplinato è capace di orientare la propria volontà al raggiungimento di un fine. La volontà si rinforza e si sviluppa con esercizi metodici. Linsegnante aiuterà il bambino in questo processo con attività previste dal metodo chiamate "lezioni di silenzio" nelle quali egli sperimenterà limmobilità perfetta, lattenzione nel percepire il suono del proprio nome pronunciato da lontano, movimenti leggeri coordinati allo scopo di non urtare oggetti. Solamente quando il bambino sarà in grado di orientare la propria volontà ad un fine, saprà obbedire ed essere quindi disciplinato. Ladulto, dice la Montessori, quando richiede la disciplina e lobbedienza al bambino trascura quasi sempre la volontà di questo; gli propone un modello da imitare: "fai come faccio io!", oppure un comando diretto: "stai fermo!", "stai zitto!". Bisogna domandarsi: "come può il bambino scegliere di obbedire se ancora non ha sviluppato la volontà?". La risposta è contenuta in questo nodo teorico districato dalla Montessori: dalla libertà alla disciplina.

Un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita. Il periodo infantile è un periodo di enorme creatività, è una fase della vita in cui la mente del bambino assorbe le caratteristiche dellambiente circostante facendole proprie, crescendo per mezzo di esse, in modo naturale e spontaneo, senza dover compiere alcuno sforzo cognitivo. Con la Montessori molte regole delleducazione consolidate nei primi anni del secolo cambiarono. I bambini "subnormali" venivano trattati con rispetto, venivano organizzate per loro delle attività didattiche. I bambini dovevano imparare a prendersi cura di sé stessi e venivano incoraggiati a prendere decisioni autonome.

La Montessori sviluppò tutto il suo pensiero pedagogico partendo da una critica costruttiva della psicologia scientifica, corrente di pensiero affermatasi nei primi anni del secolo. Lequivoco di base della psicologia scientifica era da ricercare nella sua illusione di fondo, secondo la quale erano sufficienti un"osservazione pura e semplice" e una "misurazione scientifica" per creare una scuola nuova, rinnovata ed efficiente. Il pensiero pedagogico montessoriano riparte dalla "pedagogia scientifica". Infatti lintroduzione della scienza nel campo delleducazione è il primo passo fondamentale per poter costruire unosservazione obiettiva delloggetto. Loggetto dellosservazione non è il bambino in sé, ma la scoperta del bambino nella sua spontaneità ed autenticità. Infine, della scuola tradizionale infantile Maria Montessori critica il fatto che, in essa, tutto lambiente sia pensato a misura di adulto. In un ambiente così concepito, il bambino non si trova a suo agio e quindi nelle condizioni per poter agire spontaneamente.

Maria Montessori definisce il bambino come un "embrione spirituale" nel quale lo sviluppo delle funzioni mentali superiori si associa allo sviluppo biologico, per sottolineare che, alla nascita, niente è già preformato in lui, ma sono presenti delle "nebule" oggi diremmo potenzialità che esprimono bisogni specifici antropologici ed evolutivi del bambino, che lambiente deve soddisfare, le quali hanno il potere di svilupparsi spontaneamente, ma solo a spese dellambiente, solo assimilando dallambiente esterno gli elementi necessari per la costruzione delle funzioni mentali superiori. Nello sviluppo dellattività nervosa superiore sono presenti dei periodi sensitivi, definiti nebule, cioè periodi specifici in cui si sviluppano particolari capacità. Maria Montessori definisce "mente assorbente" questa tendenza del bambino nei primi anni di vita allassorbimento inconsapevole dei dati del suo ambiente, sottolineando la specificità dei processi mentali infantili rispetto a quelli delladulto. Ecco perché lembrione umano deve nascere prima di completarsi e si può sviluppare solo dopo la nascita, perché le sue potenzialità devono essere stimolate dallambiente.

Queste nebule, alla luce della neuropedagogia antropoevolutiva, sono definibili come potenzialità e mappe bio-neurali o, più in generale, come "potenzialità plastiche del cervello" ed esprimono dei bisogni specie-specifici da soddisfare. Per un esito maggiormente efficace, ciò deve avvenire nei periodi che la Montessori definisce "sensitivi", ad esempio quello per lo sviluppo della motricità fine, che dai 3 ai 4 anni consente già di impugnare correttamente lo strumento della scrittura, grazie allaffinamento dellopposizione indice-pollice, e anche di raccogliere briciole di pane.



                                     

2.1. Pensiero pedagogico Educazione Cosmica

Tipico delle scuole Montessori è linsegnamento dellEducazione Cosmica. Il concetto di Educazione Cosmica è basato sullidea del piano cosmico ossia sul fatto che ogni forma di vita poggia su movimenti intenzionali aventi uno scopo non soltanto in se stessi, e che ogni cosa è collegata alle altre e ha il suo posto nell’universo. Il piano cosmico conduce allidea del compito cosmico, ossia la collaborazione di tutti gli esseri animati e inanimati.

LEducazione Cosmica abbraccia i concetti di educazione ecologica, educazione alla pace ed educazione alla mondialità, ma non si esaurisce con la somma di essi, in quanto il suo scopo principale è guidare il bambino verso lamore per la vita, al sentirsi parte delluniverso e a trovare il proprio scopo nel mondo. Nelle scuole montessoriane le idee dellEducazione Cosmica influenzano profondamente linsegnamento di tutte le discipline e in particolare quello della Storia, della Geografia e delle Scienze.

Punto cardine dellEducazione Cosmica montessoriana è il continuo rimando dallesperienza personale a quella universale, dal concreto allastratto, dallanalisi alla sintesi. Per quanto riguarda la sintesi, dice la Montessori che conoscere l’immenso mondo è l’imperativo cui il bambino deve rispondere di fronte al piano cosmico. Infatti, la celebre pedagogista scrive anche ".diamo una visione dell’intero universo ". Per quanto riguarda poi lanalisi, dice che si deve dare al bambino un’idea di tutte le scienze, non già con particolari e precisazioni, ma soltanto con un’impressione: si tratta di seminare le scienze ".

I motti dellEducazione Cosmica sono dunque: "Diamo il mondo al bambino", da cui deriva "Visione sintetica del mondo"; "Gettiamo i semi di tutte le scienze", da cui deriva "Visione analitica del mondo".

La nascita del concetto di educazione cosmica montessoriana viene fatta risalire al 1942, quando, a causa della guerra, Maria Montessori e suo figlio Mario sono confinati nelle colline indiane, a Kodaikanal, ed insegnano ai bambini tra i due e i dodici anni. Si pensa che le idee sulleducazione cosmica montessoriana, in quegli anni, furono inspirate in qualche modo dalla cultura indiana e dalla figura di George Arundale, presidente della Società teosofica.

Illuminanti sul concetto di educazione cosmica sono le parole stesse di Maria Montessori:

                                     

3. Le "Case dei bambini"

Nel 1906 lIstituto Romano Beni Stabili, diretto da Edoardo Talamo, decide la costruzione di 58 nuovi palazzi nel quartiere San Lorenzo in Roma, utilizzando maestranze non particolarmente qualificate. Per risolvere il problema dei figli dei lavoratori, Talamo si rivolge a Maria Montessori. Nel 1907 fonda così la prima "casa dei bambini", destinata non più ai bambini portatori di handicap ma ai figli degli abitanti del quartiere San Lorenzo di Roma. Si tratta di una casa speciale, "non costruita per i bambini ma è una casa dei bambini". È ordinata in maniera tale che i bambini la sentano veramente come loro.

Lintero arredamento della casa è progettato e proporzionato alle possibilità del bambino. In questo ambiente il bambino interagisce attivamente con il materiale proposto, mostrandosi concentrato, creativo e volenteroso. Il bambino trova un ambiente per potersi esprimere in maniera originale e allo stesso tempo apprende gli aspetti fondamentali della vita comunitaria. Essenziale è la partecipazione dei genitori per la cura della salute e delligiene come prerequisito per la scuola. Il compito dellinsegnante è lorganizzazione dellambiente. Deve attendere che i bambini si concentrino su un determinato materiale, per poi dedicarsi allosservazione dei comportamenti individuali. Linsegnante aiuta il bambino, lo sviluppo del quale deve compiersi secondo i ritmi naturali e in base alla personalità che il bambino dimostra.

Nel medesimo anno fonda, sempre a San Lorenzo, una seconda Casa dei Bambini.

Per completare il disegno dei servizi presenti allinterno del Primo quartiere popolare della Società Umanitaria di via Solari a Milano, il 18 ottobre 1908, alla presenza della stessa Montessori, lUmanitaria inaugurava la prima Casa dei Bambini della città, dando inizio a un esperimento unico nella storia dei servizi milanesi dedicati allinfanzia. Lintesa con la Montessori e lapplicazione del suo metodo proseguirà, nel 1909, con linaugurazione di una seconda Casa dei bambini che verrà aperta nel secondo quartiere operaio dellUmanitaria di viale Lombardia. Le Case dei Bambini ebbero successo anche fuori dItalia: la prima nazione che ne sperimentò lefficacia fu la Svizzera.

                                     

4. Lotta allanalfabetismo mondiale

In Analfabetismo mondiale, Maria Montessori sostiene lassoluta importanza di far fronte al fenomeno dellanalfabetismo: il parlare senza saper leggere e scrivere equivale infatti a essere tagliati completamente fuori da qualsiasi ordinaria relazione tra gli uomini ritrovandosi a vivere in una condizione di menomazione linguistica che preclude i rapporti sociali e che in questo modo rende lanalfabeta un" extra-sociale”.

"La persona che parla, disperdendo per latmosfera dei suoni articolati non è sufficiente. Bisogna che la parola diventi permanente, si solidifichi sugli oggetti, si riproduca con le macchine, viaggi attraverso i mezzi di comunicazione, raccolga i pensieri di persone lontane, e possa quindi eternarsi in modo da fissare le idee nel susseguirsi delle generazioni. Per questo è che, mancando del linguaggio scritto, un uomo rimane fuori della società."

Alla parola va quindi unita unulteriore abilità che completa il linguaggio naturale aggiungendovi unaltra forma di espressione, ovvero la scrittura. La Montessori afferma che la potenza dellalfabeto, la conquista più importante per tutta lumanità, non è semplicemente quella di far capire le parole scritte nel loro senso, ma è quella di dare nuovi caratteri al linguaggio raddoppiandolo. La padronanza dellalfabeto arricchisce luomo, estende i suoi poteri naturali di esprimersi, li rende permanenti, li trasmette nel tempo e nello spazio, gli permette di rivolgersi allumanità e alle nuove generazioni. Partendo dallesperienza con i bambini la Montessori indica i principi pratici per costruire un metodo, adattato e adatto alle diverse condizioni, per insegnare a leggere e a scrivere anche agli adulti.

La prima e fondamentale fase del metodo Montessori, sia con gli adulti che con i bambini, è quella di riconoscere e scoprire i suoni del proprio linguaggio e di abbinarli al segno alfabetico corrispondente. In questo modo il mezzo visivo è anche uno stimolo che aiuta ad analizzare i suoni delle parole. La scrittura non fa che ripetere pochissimi segni grafici in diverse combinazioni e proprio questa consapevolezza, data dalla scoperta e dalla prova delle infinite possibilità comunicative realizzabili con le poche lettere dellalfabeto, desterà un interesse che sarà la molla fondamentale allapprendimento della scrittura. Esercizi, strumenti e tecniche, progettati e ragionati per tappe sequenziali di apprendimento, sono quindi proposti allinterno di una relazione educativa che privilegia lesperienza e lautonomia dello studente.

".il linguaggio è lì in ogni uomo. Gli analfabeti lo posseggono, lo portano con sé. Dunque risvegliarlo, farne rendere consci i possessori, indicare che è allinterno della loro mente che bisogna ricorrere per utilizzarlo. Questo è un tentativo di rinnovare dalla inerzia lintelligenza stagnante: e ciò è necessario perché bisogna proseguire ancora: e andare alla conquista effettiva del mondo stampato, dove si possono raccogliere i pensieri e gli avvertimenti degli altri uomini."

                                     

5.1. Opere di Maria Montessori 1896-1909

  • La questione femminile e il Congresso di Londra, in LItalia Femminile, anno I, n. 38, 1º ottobre 1899, pp. 298–299 e n. 39, 8 ottobre 1899, pp. 306–307.
  • La teoria lombrosiana e leducazione morale, in Rivista dItalia, anno VI, volume II, 1903, pp. 326–331.
  • Influenze delle condizioni di famiglia sul livello intellettuale degli scolari, in Rivista di filosofia e scienze affini, anno VI, volume II, n. 3-4, settembre-ottobre 1904, pp. 234–284.
  • La morale sessuale nelleducazione, in Atti del I Congresso Nazionale delle donne italiane, Roma 24-30 aprile 1908, Stabilimento Tipografico della Società Editrice Laziale, Roma 1912, pp. 272–281.
  • Sui caratteri antropometrici in relazione alle gerarchie intellettuali dei fanciulli nelle scuole, in Archivio per lAntropologia e lEtnologia, volume XXXIV, fascicolo 2, 1904, pp. 243–300.
  • LAntropologia pedagogica, Antonio Vallardi, Milano 1903.
  • La Casa dei Bambini dellIstituto Romano dei Beni Stabili conferenza tenuta il 7 aprile 1907, Bodoni, Roma 1907.
  • Riassunto delle lezioni di didattica, Roma, Laboratorio Litografico Romano, 1900
  • Miserie sociali e nuovi ritrovati della scienza, in Il Risveglio Educativo, anno XV, n. 17, 10 dicembre 1898, pp. 130–132 e n. 18, 17 dicembre 1898, pp. 147–148.
  • Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato alleducazione infantile nelle Case dei Bambini, Città di Castello, Casa Editrice S. Lapi, 1909.
  • Ricerche batteriologiche sul liquido cefalo rachidiano dei dementi paralitici, in Rivista quindicinale di Psicologia, Psichiatria, Neuropatologia, fascicolo 15, 1º dicembre 1897, pp. 1–13.
  • Corso di Pedagogia Scientifica, Città di Castello, Società Tipografica Editrice, 1909.
  • Limportanza delletnologia regionale nellantropologia pedagogica, in Ricerche di Psichiatria e Nevrologia, Antropologia e Filosofia, Vallardi, Milano 1907, pp. 603–619.
  • Sul significato dei cristalli del Leyden nellasma bronchiale, in Bollettino della Società Lancisana degli Ospedali di Roma, anno XVI, fascicolo I, 1896.
  • Sulle cosiddette allucinazioni antagonistiche, in Policlinico, anno IV, volume IV, fascicolo 2, febbraio 1897, pp. 68–71 e fascicolo 3, marzo 1897, pp. 113–124.
  • Come si insegna a leggere e a scrivere nelle Case dei Bambini di Roma, in I Diritti della Scuola, anno IX, n. 34, 31 maggio 1908.
  • Norme per una classificazione dei deficienti in rapporto ai metodi speciali di educazione, in Atti del Comitato Ordinatore del II Congresso Pedagogico Italiano 1899-1901, Napoli, Trani, 1902, pp. 144–167.
  • Caratteri fisici delle giovani donne del Lazio in Atti della Società Romana di Antropologia, Società Romana di Antropologia, Roma 1905, volume XII, fascicolo I, pp. 3–83.
  • Intervento al Congresso di Torino, in Atti del Primo Congresso Pedagogico Nazionale Italiano, Torino 8-15 settembre 1898, a cura di G. C. Molineri e G. C Alesio, Stabilimento Tipografico diretto da F. Cadorna, Torino 1899, pp. 122–123.


                                     

5.2. Opere di Maria Montessori 1910-1952

  • Psico Geométria, Araluce, Barcellona 1934.
  • Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato alleducazione infantile nelle Case dei Bambini, III edizione ampliata, Maglione & Strini, Roma 1926.
  • Il segreto dellinfanzia, Bellinzona, Istituto Editoriale Ticinese S. Anno, 1938 I edizione originale francese con il titolo LEnfant ", 1936.
  • La Santa Messa spiegata ai bambini, Garzanti, Milano 1949 I edizione inglese con il titolo "Mass Explained to Children", 1932.
  • Manuale di pedagogia scientifica, Alberto Morano Editore, Napoli 1921 I edizione inglese intitolata Dr. Montessoris Own Handbook, 1914
  • Dallinfanzia alladolescenza, Garzanti, Milano 1949 I edizione francese con il titolo "De lenfant à ladolescent", 1948.
  • Educazione per un mondo nuovo, Garzanti, Milano 1970 I edizione inglese con il titolo "Education for a new world", 1947.
  • Lautoeducazione nelle scuole elementari, E. Loescher & C. - P. Maglione e Strini, Roma 1916.
  • Come educare il potenziale umano, Milano, Garzanti, 1970 I edizione inglese con il titolo "To educate the human potential", 1947.
  • La scoperta del bambino, Garzanti, Milano 1950 I edizione inglese con il titolo "The discovery of child", 1948.
  • Psico Aritmética, Barcellona, Araluce, 1934 I edizione italiana con il titolo Psicoaritmetica, Garzanti 1971.
  • Antropologia Pedagogica, Milano, Vallardi, senza data circa 1910.
  • I bambini viventi nella Chiesa, Alberto Morano Editore, Napoli 1922.
  • Formazione delluomo, Garzanti, Milano 1949.
  • Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato alleducazione infantile nelle Case dei Bambini, III edizione ampliata, Maglione & Strini, poi Loescher, Roma 1935.
  • Educazione e pace, Garzanti, Milano 1949.
  • Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato alleducazione infantile nelle Case dei Bambini, II edizione ampliata, Loescher & C., Roma 1913.
  • La vita in Cristo, Stabilimento Tipolitografico V. Ferri, Roma 1931.
  • La mente del bambino. Mente assorbente, Garzanti, Milano 1952 I edizione originale inglese con il titolo The absorbent mind ", 1949.
  • Il bambino in famiglia, Todi, Tipografia Tuderte, 1936 I edizione tedesca con il titolo "Das Kind in der Familie", 1923.
                                     

6. Scuole Montessori in Italia e nel mondo

Nel mondo ci sono 22.000 scuole Montessori di ogni grado, nidi, materne, elementari, medie e superiori:

  • Paesi Bassi: 220 scuole Montessori, di cui 163 elementari e 22 secondarie
  • Malta: 1 scuola Montessori
  • Francia: 52 scuole Montessori
  • Germania: 1.140 scuole Montessori, di cui 249 elementari e 60 secondarie
  • Irlanda: 375 scuole Montessori
  • Ucraina: 5 scuole Montessori
  • Svezia: 163 scuole Montessori
  • Svizzera: 19 scuole Montessori, di cui tre medie
  • Romania: 21 scuole Montessori, di cui 13 asili nido, 5 centri educazionali, 3 scuole
  • Regno Unito: 800 scuole Montessori
  • Altri paesi europei
  • Italia: 138 scuole Montessori una ogni 440.000 abitanti, di cui 68% materne, 19% elementari, 13% nidi, pochissime medie. Le scuole Montessori non sono presenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Toscana, Valle dAosta. Le regioni più servite sono lUmbria le Marche che, sole in Italia, hanno un rapporto tra scuole Montessori ed abitanti al di sotto di una ogni 100.000 abitanti; certo il fatto che Maria Montessori fosse nativa di Chiaravalle ha giocato un ruolo in queste regioni. In Italia la presenza di scuole medie e superiori montessoriane è limitata, e scuole medie che seguono il metodo Montessori esistono solo a Milano, Perugia, Roma, Como, Castelfidardo Ancona, Castellanza Varese, Bolzano, Chiaravalle Ancona, Orbassano Torino e solo a Roma e Perugia esistono anche scuole superiori montessoriane.
  • Nuova Zelanda: 65 scuole Montessori
  • Canada: 63 scuole Montessori
  • India: circa 200 scuole Montessori
  • Stati Uniti: circa 4.500 scuole Montessori
  • Giappone: 150 scuole Montessori
  • Altri continenti

Ci sono inoltre scuole Montessori in Australia, Messico, Ecuador, Brasile, Cile, Costa Rica, Argentina, Sudafrica, Tanzania, Isole Figi, Brunei, Cina, Egitto, Malesia, Nigeria, Pakistan, Filippine, Vietnam.

Centro ideale di questa diffusione mondiale è la città in cui nacque Maria Montessori, Chiaravalle: qui è ancora visibile la casa natale nella quale sono allestiti un museo e una biblioteca montessoriani. Nella casa ha sede anche un centro studi che organizza convegni dedicati allopera e al pensiero delleducatrice e ai quali partecipano studiosi provenienti dai vari Paesi in cui listruzione montessoriana è diffusa.

Nel grafico sottostante viene visualizzato il rapporto tra il numero di scuole montessoriane e la popolazione di alcuni Paesi: più la linea è breve, più scuole montessoriane sono a disposizione in un dato Paese.

                                     

6.1. Scuole Montessori in Italia e nel mondo Riscoperta della Montessori in Italia

A cavallo tra la fine del XX secolo e linizio del XXI, anche in Italia si è assistito ad una sorprendente riscoperta del pensiero montessoriano, segnata dalla riedizione delle tre opere fondamentali delleducatrice marchigiana: La scoperta del bambino, Il segreto dellinfanzia, La mente del bambino, ma anche di Educazione per un mondo nuovo, Lautoeducazione e Come educare il potenziale umano ; inoltre è stata ripubblicata lantologia degli scritti montessoriani Educazione alla libertà e sono usciti acuti saggi dedicati al suo pensiero. Nel 2007 è andato in onda lo sceneggiato televisivo Maria Montessori - Una vita per i bambini, che ha indicato al grande pubblico la figura delleducatrice. Inoltre, nel 2012, in occasione dellanniversario della nascita di Maria Montessori, il terzo canale della radio nazionale italiana ha mandato in onda, a puntate, la lettura di alcuni passi de La scoperta del bambino. Di fronte al successo del metodo Montessori, diverse case editrici hanno indirizzato la loro attività verso lattuazione della pedagogia Montessori nelle scuole pubbliche, per i genitori che praticano leducazione parentale e gli educatori in generale.

                                     

7. Riconoscimenti

1949, 1950 e 1951
  • Maria Montessori è stata candidata al premio Nobel per la pace.
1970
  • Nello stesso anno anche il Pakistan emise un francobollo per leducatrice italiana, ritratta in atteggiamento pensoso.
  • In Italia venne emesso, per il centenario di Maria Montessori, un francobollo in cui è raffigurata sullo sfondo di un giardino in cui giocano dei bambini.
  • In occasione del centenario della nascita, le poste indiane le dedicarono un francobollo, che testimonia anche il legame speciale tra Maria e il grande paese asiatico.
1985
  • Sul pianeta Venere, un cratere di 42 km di diametro è stato dedicato a Maria Montessori.
1990
  • Maria Montessori è stata la prima ed unica donna italiana a cui è stata dedicata una banconota: durante gli anni novanta, un suo ritratto è stato presente sulla banconota da 1.000 lire italiane; la banconota ebbe corso fino alladozione delleuro. La foto da cui lincisore prese spunto è stata scattata del fotografo bergamasco Sandro Da Re. Nella foto Maria Montessori ha lo sguardo rivolto a destra, nelle banconote verso sinistra. Questo perché lincisore ritrasse limmagine così come la vedeva, il che comportò la stampa rovesciata sulla filigrana.
1994
  • La compagnia aerea olandese KLM le ha intitolato il McDonnell Douglas MD-11 PH-KCB.
2000
  • Lo Sri Lanka emise un francobollo a lei dedicato in cui è riportata in la sua frase within the child is the man he will become, ossia allinterno del bambino cè luomo che diverrà.
2007
  • In occasione del centenario dellapertura della prima casa dei bambini, venne organizzata a Roma una conferenza internazionale Conferenza del Centenario.
  • Anche nel Regno Unito venne celebrato lanniversario del 2007 con un congresso nazionale UK centenary conference, tenuta a Londra in due diverse giornate.
  • Le Poste Italiane emisero un francobollo commemorativo, con un ritratto delleducatrice in primo piano le immagini a confronto di scolari montessoriani del 1907 e del 2007, per mettere in risalto la sorprendente attualità del metodo Montessori.
2015
  • Nel 2015 il Comune di Milano ha deciso che il suo nome venga iscritto nel Pantheon di Milano, allinterno del Cimitero Monumentale.
2020
  • Nel 2020 la rivista statunitense TIME inserisce la Montessori tra le 100 donne più importanti ed influenti dellultimo secolo.
                                     
  • statunitense. Durante un viaggio di studio in Italia nel 1914 conobbe Maria Montessori e ne frequentò i corsi con profitto e soprattutto ne acquisì il metodo
  • politica del pensiero repubblicano. Associazione Montessori Internazionale fondata nel 1929 da Maria Montessori Il sito qui. AMI Alternate Marking Inversion
  • Ultimo, Paolo Borsellino, Karol, Nassiriyia - Per non dimenticare, Maria Montessori - Una vita per i bambini, Il capo dei capi, Squadra Antimafia - Palermo
  • conobbe Maria Montessori s interessò al suo metodo e ne portò in Russia tutte le pubblicazioni. Scrisse in proposito un libro, Maria Montessori e la nuova
  • html Finlandia Istruzione in Finlandia Istruzione pubblica Pedagogia Maria Montessori Altri progetti Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini
  • viaggi, la Montessori era ospite fissa dei Guerrieri Gonzaga, sia a Roma come nella loro tenuta mantovana di Palidano. E con la Montessori doveva collaborare
  • presenti all interno del quartiere, il 18 ottobre 1908, alla presenza di Maria Montessori la Società Umanitaria inaugurava la prima Casa dei Bambini di Milano
  • Estrada. Ha preso parte al film La meglio gioventù e allo sceneggiato Maria Montessori - Una vita per i bambini con Paola Cortellesi. EN Giusto Lo Piparo
  • dell educazione del bambino nella prima infanzia le sorelle Agazzi e Maria Montessori si rifaranno a lui Nella sua opera principale L Educazione dell uomo
  • cortometraggio 2019 Maria Montessori - Una vita per i bambini, regia di Gianluca Maria Tavarelli 2007 Il giovane Montalbano, regia di Gianluca Maria Tavarelli

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